HOULE – “Ciel Cendre et Misère Noire”
(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Si va al di là del mare, dell’orizzonte. Luoghi battuti anche da venti inclementi e nei quali marinai ambiziosi e coraggiosi vanno in contro. “Ciel Cendre et Misère Noire”, ‘cielo cenere e miseria nera’, si svolge in un oceano, attraverso una storia definita dal cantato di Adèle Adsa. Lei è una sorta di demone: il suo registro vocale è in scream o ringhiante e sembra quasi demoniaco. In alcuni frangenti la Adsa lancia degli strilli impressionanti. Al contempo dietro a questa vocalità c’è un mélange tra death-black-thrash, ampie linee melodiche e approcci sparsi di natura technical o prog. Non sempre i parigini Houle viaggiano su tempeste infuocate, riescono anche a creare frammenti di atmosfera per rendere da una parte la sezione canora adattata ai testi, dall’altra per avere più ponti per allacciare le diverse parti estreme, saettanti e infuocate. Melodicamente la band riesce a stare nell’ambito di un melodic blackened metal con qualche variazione in stile pagan, in ciò proprio i testi, almeno da uno soltanto intercettato per iscritto, hanno il focus non definitivamente sull’oceano ma certamente è l’essere umano il protagonista e sua la sfida che sente dentro e vive nelle sue avventure. Musica, un idea testuale e un sapere rendere tutto al massimo grado in “Ciel Cendre et Misère Noire”.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10
(Darkness Shall Rise Productions) Tra le prime band dell’ondata death metal svedese degli anni ’90, Desultory nacquero infatti nel 1989 e così l’anno seguente, nel 1991 e infine nel 1992 pubblicarono rispettivamente tre demo. “From Beyond”, “Death Unfolds” e “Visions” vengono raggruppati in questa raccolta denominata 




(Darkness Shall Rise Productions) I fratelli Erik e Per Gustavsson riproposti dalla Darkness Shall Rise. I due svedesi nel 2007 hanno infatti pubblicato il loro ultimo album e ora dopo anni la compilation “Unholy Death” che riprende il titolo del demo del 1993. La compilation riporta in sé quattro pezzi del
(Osmose Productions) Dagli anni ’90 a oggi Tsatthoggua, un nome che deriva dagli scritti di Howard P. Lovecraft nonché Clark Ashton Smith e loro discepoli vari, hanno pubblicato solo tre album. Del resto la band ha subito una battuta d’arresto per diversi anni, rimettendosi in moto
(High Roller Records) I Cloven Hoof, nella fattispecie i Cloven Hoof di Lee Payne, bassista e ormai ultimo elemento rimasto ad oggi dalla fondazione, è una band che ha tenuto sempre alto il suo standard o quanto meno ci ha provato. Reclutando oggi Harry Conklin dei Jag Panzer, gli inglesi continuano 

(Listenable Records) My Diligence si avventurano in territori ignoti, stranianti, dove vige un clima dimesso, piuttosto malinconico e forse paranoico. Non si respirano sensazioni positive in questo shoegaze/post rock con sporadici innesti noise e semi-psichedelici. Spesso le partiture dei pezzi si dilatano ed ecco che da fasi
(Edged Circle Productions) Nuovo, ennesimo, EP di Hoest (Taake) e soci, ovvero Thurzur e Skagg (Infernal Manes, Taake e altri). “Seven Are They” è costituito da una intro e due pezzi. La sessione introduttiva è un collage lirico-operistico conturbante che lascia supporre come ciò che seguirà potrebbe essere qualcosa di
(Chaos Records) Progetto attivo da pochissimi anni e con già due cambi di nome alle spalle, cioè Odium e Rotten Incarnation, i Black Wound pubblicano infine dopo lavori minori il loro primo album. I Black Wound sono una death-doom metal band dai suoni oscuri, quasi sludge, densi di groove, dalle andature basse e accelerazioni
(Hammerheart Records) Il canadese Daemonskald ritorna con un nuovo album del suo progetto Sig:Ar:Tyr. Il nome deriva dall’autore fantasy Michael Moorcock, il quale descrive una battaglia tra forze metafisiche del Caos e della Legge per mantenere l’equilibrio nell’Universo. IN pratica SIG, AR e TYR sono
(Listenable Records) Nel giro di tre anni i fiamminghi Cobra The Impaler hanno pubblicato due album ed entrambi per la francese Listenable Records. La band di Gent si dimostra una piacevole se non ammirevole realtà in fatto di metal perché riesce nel proprio stile dai principi prog a fondere classic e modern metal, con sfumature 
(Dusktone) Semplicemente “Inferno”, il titolo del terzo album di questa black metal band svedese che è in attività dal 2019. Hellcommander Vargblod è basso e voce ed ex di molte band tra le quali Draugûl, Khaospath, Ragnarok e non solo. Bjarkan, chitarra, è un altro multi-band’s member, come Blood Of Serpents, e l’altra 
(Schwarzdorn Production) Album d’esordio per Beleth e Alastor, pubblicato nell’ottobre dello scorso anno. Beleth è multistumentista ed è attivo in progetti solisti mentre Alastor è cantante e proviene dall’esperienza con i Zarathustra. Tedeschi e votati al black metal con qualche vaga influenza hardcore, suonano 



(My Kingdom Music) L’attacco iniziale di “Inapte”, cioè ‘inadatto’, sembra essere l’avvento dell’Apocalisse. I suoni emergono nella loro maestosa quanto sinistra e spaventosa potenza, nonché fragorosi e laceranti. I parigini Demande À La Poussière, i ‘chiedi alla polvere’, sono al terzo album, maturato con uno stile che 

(Purity Through Fire) Nati nella seconda parte degli anni ‘90, i Nightside hanno vissuto nell’underground per molto tempo. Nonostante un album nel 2001, “The End of Christianity”, solo nel 2024 i finlandesi pubblicano un secondo album che contiene il black metal risalente proprio agli anni tempestosi nei quali
(Purity Through Fire / Amor Fati productions) Sensibile comunanza di intenti, di stile e approssimativamente dei suoni tra Häxanu e Greve, band che se pur appartenenti alla religione del black metal provengono da latitudini diverse. Häxanu sono Lex Poole (Chaos Moon, Krieg, Skáphe, Ringarė e altri progetti
(Purity Through Fire) Due nuove creature del black metal norvegese proposte dalla Purity Through Fire. Solus Grief è l’espressione di Peregrinus, con già alle spalle due album. Per lo split “I skyggen mellom liv og død” ha proposto tre pezzi. Dei due uno è di poco meno dei dieci minuti di durata e l’altro di poco più, mentre
(Godz Ov War Productions) Metalhead è colpevole di non avere mai trattato questo progetto francese in attività dal 1997. M. Lobier, voce, chitarra e batteria, e J. Blandino, basso, hanno inciso cinque album e altri lavori minori dal 1997. Il loro sound oggi è una collisione spaventosa di death, black e grindcore. I suoni 

