ALTARS – “Ascetic Reflection”
(Everlasting Spew Records) L’evoluzione avuta dal death metal negli ultimi anni ha portato il genere ad alcune derive che poco o nulla hanno a che vedere con il death stesso. (altro…)
(Everlasting Spew Records) L’evoluzione avuta dal death metal negli ultimi anni ha portato il genere ad alcune derive che poco o nulla hanno a che vedere con il death stesso. (altro…)

(Melodic Passion Records) Jörgen Schelander è un nome noto: il tastierista svedese ha militato in svariate bands, compresi gli storici finlandesi Oz e, più recentemente, nei prog metallers svedesi Misth, band nata dalle ceneri dei Mercury Fang, altro act che vedeva Jörgen coinvolto. (altro…)
(Massacre Records) Autori di un rock che sporadicamente tocca il metal e questo aspetto non è affatto un punto a sfavore, i tedeschi Unherz sono al nono album in dodici anni. I musicisti teutonici usano da sempre il loro idioma e “Sinnkrise” non fa dunque alcuna eccezione. Un’atmosfera calda, a tratti riflessiva ma spesso passionale, per questo (altro…)
(Eönian Records) Questa release è un altro passo in avanti da parte della Eönian Records verso la riscoperta di un passato hard & glam, un passato fatto di gemme pressoché sconosciute, proprio come questo travolgente disco dei Jones Street. La release è di fatto una reissue in versione rinnovata di “Dancin’ with the Devil” (fuori stampa da una vita), album uscito nel 1995… proprio nel mezzo dell’epoca decadente del mercato di questo genere musicale, al tempo ormai già travolto dalla decadenza del grunge e degli altri generi poco festosi tipici del trend di quell’epoca. (altro…)

(Sliptrick Records) Leslie Ripp, l’axe man americano con un passato (anni ’80) nei Rat Attack, non ha mai smesso di suonare, anzi, mantiene viva una sua personale tradizione di composizioni strumentali ricche di tematiche, le quali ispirano il suo stile caratteristico, tecnico e coinvolgente. (altro…)
(autoproduzione) Sono tutti degli ex Negative Theory i Negative Thirteen e solo la bassista Mary Bielich rispetto agli altri vanta una partecipazione a uno stuolo di band. I quattro Negative 13 orbitano tutti nella zona di Pittsburgh in Pennsylvania e si è ben capito che emergono dall’underground. Nel 2021 hanno pubblicato l’album d’esordio (altro…)
(Pelagic Records) Emerge da Philadeplphia il sound degli Hiroe, artigiani di un post rock che non presenta novità pur massimizzando le atmosfere e i conseguenti stati d’animo generati da tali ambientazioni. “Wrought” è un fluire, uno scorrere che annienta il tempo. Un (altro…)
(Purity Through Fire) Francia e Portogallo sono probabilmente gli unici due paesi al mondo che hanno la fortuna di poter ospitare una scena black metal sotterranea, fatta di album registrati dal vivo, magari in luoghi blasfemi… (altro…)

(Napalm Records) Alla faccia della continuità! Dopo ben undici anni dal precedente lavoro, ecco arrivare l’atteso (i nostri si sono riformati nel 2016) nuovo settimo album dei finlandesi mascherati. (altro…)
(Inferna Profundus) Prendete un LP della vostra collezione, rovinatelo con una serie di tagli di machete, buttateci sopra del sangue sacrificale, spaccate la puntina del giradischi e fate girare sull’aggeggio il suddetto disco. Avrete all’incirca una vaga idea di come suona questo disco. (altro…)

(Argonauta Records) I francesi Deep Space Mask sono leggermente cambiati dall’ultimo album (recensione qui). I suoni si son fatti leggermente più oscuri, lenti e pesanti. (altro…)

(Eönian Records) Storie di rock, di vita, di bands. Questi americani si formarono nel 1986, epoca d’oro se consideriamo che il loro genere ruota attorno all’hard rock. L (altro…)
(Autoproduzione) Secondo album per Dogmathica, formazione italiana attiva dal 2006. Dopo la tipica trafila di avvicendamenti in seno alla line up ed esperienze live, la band trova finalmente una certa stabilità nel 2017, anno in cui incide il debutto “Start Becoming Nothing”, uscito nel 2018 (recensione qui). (altro…)
(Selfmadegod Records) Realtà messicana fondata da Jaleel Castillo che arriva al nuovo album attraverso una nuova line-up creatasi negli ultimi anni e che porta a due le nazionalità della band, visto che qualcuno degli elementi è degli Stati Uniti d’America. “Violentopia” esce undici anni dopo il secondo album e dopo i recenti split e demo. I Rottenness (altro…)

(Nuclear Blast Records) È una dannazione la mia e quella di molti colleghi. Migliaia di bands sfornano ogni giorno nuova musica. Alle testate vengono sottoposti più album di quanti umanamente possa essere possibile ascoltare… sia nell’abito di una redazione che da parte del pubblico. Si cerca di far suonare più volte un album, si prova a carpirne i punti chiave, di entrare nei suoi meandri… cosa che spesso è affidata ad una dote innata. (altro…)
(High Roller Records) Il primo album dei Protector si intitola “Golem” ed è stato pubblicato nel 1988 e allora si dimostrò un feroce esempio di thrash-death metal nello stile del blasonato metal estremo tedesco capitanato da gente come Kreator, Sodom e così via. La band ha (altro…)

(Everlasting Spew Records) No, no, no! Mamma proprio non vuole che tu ascolti a palla gli italiani Instigate. No! Giammai! Troppo rumore, troppo casino, volume sempre troppo alto… anche in cuffia! (altro…)
(Folter Records / Alive) Il duo di Coblenza negli ultimi due anni ha pubblicato due EP, uno split e il secondo album. Prima ancora diverse pubblicazioni minori. Hurricane Hellfukker, voce e fondatore di questo progetto black metal, ex-Zarathustra/Cruel Force e (altro…)
(Iron Bonehead Productions) Cinque tracce, di cui una supera abbondantemente gli undici minuti, vanno a comporre il secondo album dei tedeschi Furis Ignis, a distanza ravvicinata dal precedente lavoro, targato sempre 2022. (altro…)
(Iron Bonehead Productions) Black brutal in pieno stile americano, niente di più, niente di meno. (altro…)
(Folter Records) Una lunghissima ed epica intro apre al secondo album degli svizzeri Malphas, seguita da otto bombe sonore.. in pieno stile Watain. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Qualche anno fa, Angus Young, rispondendo ad una domanda durante un’intervista disse: ”Alcuni dicono che abbiamo tredici album che sembrano tutti uguali. Non è vero, abbiamo quattordici album che sembrano tutti uguali”. (altro…)

(Subcontinental Extreme) Continua il viaggio di questa band prog-black internazionale, ora ubicata tra USA ed Olanda. Brani composti e registrati tra il 2016 ed il 2020 danno degno seguito a “votIVe” del 2018 (recensione qui), evolvendo ulteriormente il suono, affinandolo, rendendolo più potete, ancor più misterioso, decisamente più pulito ma non certamente meno contorto. (altro…)

(Mrs Red Sound) Da non confondere con i quasi omonimi inglesi, con cui condividono il genere musicale, i francesi Witchfinder propongono la loro versione del doom, molto attaccata allo sludge e alla psichedelia, anche se questo ultimo aspetto compare molto di meno rispetto alla discografia precedente. (altro…)
(darkTunes Music Group) Sono due le voci femminili che capitalizzano il cantato dei Octo Crura. Un particolare che rompe le abitudini in fatto di cantato nell’ambito del metal. La band italiana possiede un sound tellurico, imbastito con groove metal, l’ausilio di (altro…)

(InsideOut Music) Ci ha preso gusto con gli album solisti il leggendario Derek! Certo, stiamo parlando di uno che vanta sette dischi pubblicati in poco più di un decennio… ma è altrettanto vero che dopo “Oceana” del 2011 ha avuto ben altri impegni (ad esempio Sons of Apollo e Planet X, oltre che gli innumerevoli progetti nei quali è stato coinvolto, tra questi Dream Theater, Kiss, Yngwie Malmsteen, Billy Idol, Timo Tolkki’s Avalon o Black Label Society) per potersi concentrare su un album con il suo nome sopra. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Frettolosamente etichettati come ‘black metal’ dalla loro stessa etichetta, dichiarati tra sludge, doom e post metal altrove, gli inglesi Conjurer sono molto lontani dall’essere propriamente e correttamente classificati. (altro…)
(Napalm Records) La parabola degli scozzesi Alestorm si può riconoscere dal contenuto delle copertine dei loro sette album: inizialmente piuttosto serie e cupe, poi con il tempo si sono ridimensionate nelle tematiche, fino a culminare nella cover della loro ultima fatica “Seventh Rum of a Seventh Rum”. (altro…)

(Everlasting Spew Records) Esordio discografico per Void Witch, formazione texana nata durante la pandemia dall’unione di membri di Shitstorm, Azoth e Drainblow. (altro…)

(Abstract Emotions / Negra Nit / Eternal Juggernaut Records / Discos Macarras) Intenso questo nuovo lavoro degli spagnoli Vidres A La Sang, i quali dopo la reunion del 2018 giungono al secondo avvolgente lavoro (il quinto nell’intera storia del gruppo). (altro…)
(Osmose Productions) Da qualche parte a San Pietroburgo, qualcuno scrive e suona la propria musica da solo. È la scintilla, la one man band che poi diverrà una vera e propria band dal nome Veter Daemonaz. “Muse Of The Damned” è il primo album dopo una serie di pubblicazioni minori e trova ospitalità nell’attenta e da sempre devota al (altro…)
(Purity Through Fire) È Leviathan il titolare del progetto Written In Torment. Già presente in Morte Lune, Omnicide e altri, il polistrumentista inglese sigla il quarto album come Written In Torment, tirandosi dietro il chitarrista solista e tastierista Prometheus e il batterista Storm (altro…)
(High Roller Records) Pare proprio che il nome della band derivi dal noto film “Ghostbusters II”, precisamente dal personaggio di Vigo Von Homburg Deutschendorf detto ‘Gozer il Gozeriano’. La band teutonica cinque album in otto anni mostrandosi solida e con una (altro…)

(UNFD) Mi ritengo un grande appassionato di musica e, nonostante il mio io prediliga il caro vecchio metal, amo tuttavia scoprire generi in grado di stupirmi. Per questo, appena mi è stato commissionato l’ultimo album degli statunitensi Vatican ho storto il naso, immaginando di ascoltare il solito metalcore trito e ritrito. (altro…)