LEATHER LUNG – “Graveside Grin”

(Magnetic Eye Records) E dopo ben dodici anni dalla loro formazione, ecco arrivare il primo album sulla lunga distanza per i Leather Lung. In mezzo, tanta gavetta, tanti live e tanti EP. (altro…)

(Magnetic Eye Records) E dopo ben dodici anni dalla loro formazione, ecco arrivare il primo album sulla lunga distanza per i Leather Lung. In mezzo, tanta gavetta, tanti live e tanti EP. (altro…)

(AFM Records) Superano il ventennio di attività i Leaves’ Eyes, fatto che celebrano con il decimo album in carriera, la decima saga nordica, un inno agli antenati, alle grandi leggende, alle tradizioni intramontabili. (altro…)
(Amor Fati Productions / Extraconscious Records) Il Belgio sta diventando sempre più produttivo per quanto riguarda il black metal e questi Lhaäd, parte dello stimato collettivo Nox Entity, che comprende anche artisti del calibro di Entartung, Rituals of the Dead Hand e Wolven, giungono al loro secondo disco. (altro…)
(Autoproduzione) Vorrei innanzitutto complimentarmi con i Last Rites per la presentazione così dettagliata di questo loro EP; oltre ai brani ed alle note biografiche, la formazione ligure ha allegato anche i testi dei brani e alcune interessanti chiavi di lettura con cui approcciarsi ad essi, facilitandone la comprensione e consentendo di addentrarsi pienamente nel loro mood durante l’ascolto. (altro…)
(Pelagic Records) Il promo di “Much Unseen Is Also Here” di Lustmord è arrivato in redazione da diverse settimane, ma ad esso ci si approccia solo pco prima della sua uscita e quasi dispiace di non averne usufruito, ascoltato, reso una possibile colonna sonora della propria vita nell’arco di queste settimane! Lo (altro…)

(By Norse Music) È il secondo album del collettivo composto da Lindy-Fay Hella e Dei Farne, ovvero Roy Ole Førland anche della black metal band Malignant Eterna. Pensando a Lindy-Fai, la mente va subito dentro quei territori folk, quelli introspettivi e magici della sua band principale, i Wardruna; ma in questo progetto ecco materializzarsi una libertà compositiva senza confini, un dimensione sonora che esalta la voce dell’artista, offrendo ampi orizzonti a divagazioni pop, rock, neo-folk, dark elettronica, ambient, prendendo ispirazione ed evolvendo una base stilistica ispirata a Depeche Mode e Chelsea Wolf. (altro…)

(Personal Records) Opera di un unico polistrumentista e cantante brasiliano, la realtà Litosth è qui al suo terzo album in pochi anni. Un’opera davvero ben scritta e suonata, in cui si sente la padronanza dell’autore in fatto di strumenti e voce. (altro…)

(Moribund Records) Dopo un intro tanto inquietante quanto assurdamente celestiale, ecco che i messicani Luciferian Rites ricordano a tutti chi sono, di che pasta sono fatti, ricordano al mondo che in Messico loro sono tra i massimi esponenti del black, quello vero, quello essenziale, quello disperato, quello che non cerca modernismi o addolcimenti di alcun genere. (altro…)
(Nuclear Blast Records) “Fallen Angel” infiamma da subito con il suo riff svelto tra Deep Purple e Black Sabbath, con passo svelto e un fare trascinante. “At The Mortuary” presenta invece un riff cadenzato ma è una canzone che ha i suoi momenti agili con Johanna Sadonis a (altro…)
(Nordvis Produktion) Pura e devota invocazione di energia primordiale con questo debutto della svedese Linnea Hjertén, un album che rappresenta una fusione ultraterrena di folk etereo ed ambient rituale progettata per alimentare una esperienza sonora meditativa. (altro…)

(Punishment 18 Records) Terzo album per Myriad Lights, formazione milanese fondata nel 2006 dall’allora diciassettenne chitarrista Francesco Lombardo, per esordire tramite Underground Symphony nel 2012 con “Mark Of Vengeance”, ottimo esempio di heavy metal roccioso e melodico. (altro…)

(AOP Records) Molto interessante il debutto solista di Linus Klausenitzer, virtuoso bassista conosciuto principalmente per aver suonato per un decennio con gli Obscura, incidendo con essi gli album “Akroasis” nel 2016 e “Diluvium” nel 2018. (altro…)

(Prophecy Productions) Forse la diversa provenienza li rende meno noti, ma il trio olandese Laster -qui al quarto capitolo- mi ricorda una sola ed unica band… o per meglio dire la versione psicotica e tossica dei una sola ed unica band: i Vulture Industries! (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Prolifico questo duo francese, il quale dopo il debutto dell’anno scorso, quell’ottimo “The Eternal Harvest” (recensione qui), replica ora con il secondo album, sempre in collaborazione con l’eclettica e connazionale Les Acteurs de L’Ombre Productions. (altro…)

(Fireflash Records) Quarto album per gli svedesi Lancer, a distanza di ben sei anni dal precedente “Mastery” (recensione qui), il quale fu un lavoro fin troppo ispirato dal power tedesco, molto gradevole ma privo di personalità. (altro…)

(Drakkar Entertainment / Soulfood Music) Questo album è uscito nel 2022 in forma di autoproduzione ma viene ora ristampato dalla Drakkar con un lotto di pezzi acustici come bonus, i quali aggiungono al titolo originario “Full Circle”. I Lost Zone sono italiani ma guardano sostanzialmente agli Stati Uniti e infatti mostrano nel loro (altro…)
(autoproduzione) Esordiscono nel 2012 i Locus Animæ e ad oggi sono un’espressione interessante del metal che gira in Italia. La band racconta in italiano storie legate al mondo delle fiabe. Una visione onirica e trasfigurata della vita e della realtà. L’uso di due voci, femminile e maschile, con la prima che segue linee melodiche stile (altro…)

(AFM Records) Un manipolo di musicisti con un passato dalle parti del prog metal (Cydonian), ma anche del doom e del black (Lacrimas Profundere, Wolves Den ed Equilibrium), i quali -con questo progetto- si lasciano andare a qualcosa di più fruibile, più pop… un metal moderno e sfarzoso, ricco di dettagli che spaziano dal goth alla dark wave, strizzando anche l’occhio pure Neue Deutsche Härte tipica del loro paese… tanto che -guarda caso- la band è stata creata dal chitarrista degli Eisbrecher, band tedesca appartenente proprio a quella corrente. (altro…)
(Sentient Ruin Laboratories) Lucifixion è una nuova realtà statunitense che sacrifica sé stessa al verbo del black metal. Una registrazione lo-fi e ispirata alla prima orda del black metal, quello scandinavo è l’essenza di “Trisect Joys Of Pierced Hearts”. Registrazione caotica (altro…)

(Noise Appeal Records) Tanto anni ’90, divagazioni post rock, prog, indie, noise, ma anche un po’ punky, con un’aura dark wave che aleggia sull’atmosfera a tratti malinconica materializzata da questo trio austriaco, il quale ci regala otto brani ai quali risulta difficile resistere, in quanto coinvolgenti, provocanti, ipnotici ma anche accattivanti. (altro…)

(Southern Hell Records / Nero Corvino / Kold Cave Productions) La Sicilia è la patria di questo split che ospita due band, ovvero due sue figlie immonde votate al black metal. La prima band è l’eterna Malauriu, formazione dalla discografia ben nutrita e valorosa rappresentante del black metal più truce e classico che (altro…)

(Shadow Kingdom) Davvero coinvolgente “Shattered Vanity”, secondo album degli statunitensi Leathürbitch, i quali etichettano il loro stile come ‘Portland Sleaze Speed’. (altro…)

(Ad Noctem Records) Terzo full length per Levania, formazione ferrarese inizialmente dedita a sonorità prettamente gothic metal per poi spostarsi, complici vari cambi di formazione, verso un più moderno metalcore, pur conservando una forte componente goth. (altro…)

(Karisma Records) Non vi basta il superlativo prog dei norvegesi Wobbler (qui la recensione della loro ultima fatica)? Perfetto, allora eccovi Lars, il loro tastierista che, preso da un’esuberanza creativa tra un disco e l’altro della band principale, pubblica ora il suo album di debutto come solista, rimanendo ovviamente in quella multicolore galassia prog rock degli anni ’70, con il suo libertinaggio musicale, i suoi strumenti vintage -tastiere in primis-, con i suoi groove dinamici e quelle linee vocali ipnotiche che ricordano colleghi connazionali quali i Tusmørke (ovviamente anche loro con la Karisma!). (altro…)
(My Kingdom Music / Sylphorium Records) Nascono a Nocera Superiore, poco lontano da Salerno, i Lathebra. Era la metà degli anni ’90 e nel salernitano giravano nelle nostre mani demo interessanti di band della nostra zona. “Angels’ Twilight Odes” è tra questi, pubblicato nel 1997 rappresenta il primo demo tape dei Lathebra. Nel 2000 poi i nocerini pubblicarono (altro…)

(Dark Essence Records) Sedici anni di silenzio per questa folk/prog band norvegese! Ed ora tornano, quasi a sorpresa, con un nuovo contratto e con un disco destabilizzante nella sua complessità tanto quanto nella sua brillante originalità. Folklore che si lascia andare liberamente, sferzato dalla potenza di riff heavy appena accennati, il tutto per mettere in musica… delle poesie! (altro…)

(Is it Jazz? Records) Chitarra. Piano. Sassofoni. Voci. Percussioni. Elettronica. Leagus è un duo norvegese, legato fondamentalmente al jazz sperimentale, che qui giunge al terzo lavoro, tra musica pensata e pura improvvisazione, tra rock e impostazioni rituali, tra strutture libere… libertine… ed idee incastrante in un pattern dal sentore elettronico, tra la complessità più avvolgente e il minimalismo più destabilizzante. (altro…)
(Ipecac Recordings) Dave Lombardo è uno dei più grandi batteristi della storia del metal. Ha fatto parte degli Slayer per poi separarsene, ritornare e definitivamente chiudere il suo legame con la storica band californiana. Fuori dagli Slayer Dave Lombardo si è lanciato in svariati progetti e collaborazioni, come (altro…)

(Nordvis Produktion) Un solo maestoso brano, oltre venti minuti di magia per questa ennesima opera di Nachtzeit con il suo progetto Lustre. Molto più tetro e in un certo senso più vicino al black dell’ altro progetto che porta il suo nome, forse per una più alta presenza di linee vocali ben radicate in primo piano e non disperse come urla diaboliche nello sfondo di quel paesaggio incantato che ovviamente è ben presente, impattante, mistico, magico, ipnotico, come da tradizione Lustre. (altro…)
(Metalville Records) La musica di “River Of Diamonds” è stata scritta da Tommy Olsson (Theatre Of Tragedy, Long Night), collega inseparabile collega della cantante (anch’essa ex Theatre Of Tragedy) nella cittadina norvegese di Stravanger. Olsson oltre ad essere l’autore dei pezzi ha anche suonato tutti gli strumenti nell’album. “River Of Diamonds” (altro…)

(Art Of Melody Music / Burning Minds Music Group) La Art of Melody non se li fa mai scappare. Sono artisti con quell’impostazione nostalgica anni ’80? Abbracciano l’AOR o il West Coast? Allora finiscono tutti nel roster di questa instancabile etichetta italiana, capace di proporre con impeto e passione tantissimi artisti identificativi, un po’ iconici, sicuramente imperdibili per gli amanti di queste sonorità. (altro…)

(The Sign Records) Sin dalla copertina si capisce cosa possono suonare i Lucifer Star Machine: rock ‘n’ roll duro e puro con temi horrorifici come base. (altro…)

(Autoprodotto) Debutta questo trio americano, un trio che si abbandona ai labirinti emozionali del post metal strumentale, immensamente atmosferico, senza confini, contemplativo, misticamente catartico. Musica tanto pesante quanto ipnotica e rilassante, anche grazie agli innumerevoli dettagli inseriti i quali arrivano alla sognante chitarra hawaiana (lap steel guitar) nel brano “Flicker” o la voce narrante femminile su “Floater”. (altro…)
(UPRISING! Records) Nonostante siano al loro terzo, solamente, anno di carriera discografica, i danesi Lotan hanno sfornato un sacco di singoli ed EP, come da tradizione black metal. (altro…)
(Ad Noctem Records) Debutto discografico per Loudmother, power trio bresciano nato l’anno scorso dalle ceneri dei Guinea Pig. “Falling Apart” ci riporta indietro alle sonorità hard rock di fine anni ’70 profondamente venato di blues, con chitarre dal suono valvolare, una batteria potente, solida e precisa ed un basso in rilievo che richiama sonorità funky. (altro…)