Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
SALÒ – “Sortez Vos Morts” (EP)
(Cold Dark Matter / Coups De Coteau) Il nome della band francese arriva dal film di Pier Paolo Pasolini “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, una pellicola che raccoglie diversi soggetti sensibili per la società. Un film dove l’autoritarismo, l’allegoria dantesca e ovviamente il romanzo del Marchese de Sade, creano (altro…)
(Purity Through Fire) Album di debutto per questa formazione moscovita dedita al black metal che raccoglie elementi di band locali come a Thy Grave, Dekonstruktor, Goatpsalm, Frozen Ocean e altre. Il nome
(Purity Through Fire) One man band composta da Spectre che è anche parte del duo Minenwerfer, black mertla band di Sacramento in California che concentra i propri testi sulla Prima Guerra Mondiale. “1337” è il secondo demo che la
(Screaming Skull Records / Darker Than Black Records*) Ole Alexander Myrholt tira fuori un nuovo album, lui che dall’esordio discografico del 2017 ne ha totalizzati ben sei, oltre a una caterva di singoli e qualche EP. One man band sempre attiva dunque legata alla tradizione black metal del proprio paese, la Norvegia. Alcuni nomi 
(autoproduzione) Terzo album in dieci anni per la formazione tedesca che spara un thrash-death metal aggressivo quanto articolato. Il quintetto vede al microfono la cantante Simone Schwarz che usa principalmente il growl e con qualche sfumatura in semi-scream. Benni Poeck e Charly Gak sono un’interessante 
(Epictural Productions) Dopo un paio di anni Raido, polistrumentista e cantante nonché membro di Karne, Malevolentia e altri, pubblica un nuovo e terzo album (tutti reperibili
(Emanzipation Productions) Felix Stass, la voce dei Crematory, e Rogga Johansson, chitarrista dei Paganizer e tanti altri, non pubblicavano un album insieme dal 2017; allora con “The Darkside” fu l’esordio per questo progetto tedesco-svedese. I due ritornano con una graffiante opera di death metal nello
(Argonauta Records) Il doom è da sempre un genere molto particolare. Il minutaggio mediamente lungo delle canzoni fa pensare a composizioni di ampio respiro, complici i tempi di solito lenti e ritardati. 
(Autoproduzione) Più che un gruppo, qui si parla di una sola persona che compone, registra e confeziona il tutto con le proprie mani. Ma se da un lato bisogna dare atto al tipo che non è mai a corto di idee, dall’altro lato bisogna anche riconoscerne gli alti e bassi. 
(Scarlet Records) A cinque anni dall’ottimo “The Harmonic Passage” (
(Sliptrick Records) Dispiace sempre rimandare (non bocciare, quello mai!) un progetto musicale, soprattutto se italiano; ma il debut degli Under Attack (
(Blood Harvest Records) Ricordo ancora i demo tape che giravano fino a fine anni ’90. Spesso la qualità del suono era scarsa, per via dei pochi mezzi che le band avevano a disposizione.
(Jetglow Recordings) Si potrebbe definire quanto udito in “Mister Sister” come dell’alternative rock, solo se nel termine rock si includono le diverse sfaccettature che hanno storicamente contraddistinto il genere. “Downtown” ricorda i Deep Purple più graffianti e hard rock di sempre, mentre il riff di
(Massacre Records) A poco più di un anno dallo stimolante “Reign of Gold” (
(Napalm Records) Sappiamo tutti che lo scorso anno le tre Nervosa sono entrate definitivamente in contrasto tra loro. Fernanda Lira, bassista e voce, e la batterista Luana Dametto abbandonano Prika Amaral, chitarrista. La bionda alle sei corde rimette comunque in piedi la band con Diva Satanica, spagnola – le Nervosa nascono in 
(Autoproduzione) Con la presentazione onestamente più disonesta che abbia mai letto (‘When Iron Maiden meets Eluveitie’… qui però non c’è neanche l’ombra di un suono NWOBHM), gli svizzeri Infinitas lanciano sul mercato il loro secondo album; 
(Time To Kill Records) La band nasce con l’amicizia tra Massimiliano Pagliuso dei Novembre e Alessandro Marconcini nel 1994. Gianpaolo Caprino, Stormlord e altri, si aggrega tre anni dopo. Un demo e un EP in quegli anni d’esordio e solo ora gli Oceana approdano a un full length 
(Century Media Records) Lo stile degli Asphyx è consolidato quanto strausato se si vuole ma non da meno di un certo effetto. L’album si apre con “The Sole Cure Is Death”, una canzone un po’ diversa dal solito registro Asphyx, visti i suoi suoni graffianti, la sua marcia spedita con progressioni tipiche ma venate da riff nervosi. La seguente “Molten Black Earth” 
(autoproduzione) Celebrano i dieci anni di attività
(Eisenwald) Cospicuo split album che vede impegnati By The Spirits, Osi And The Jupiter, Mosaic e Fellwarden. Quattro musicisti, perché dietro ogni moniker c’è una singola mente, con quattro composizioni ciascuno e così “Songs of Origin and Spirit” diventa uno split da ben 80 minuti. By The Spirits è polacco, pone
(Autoproduzione) Sotto un punto di vista nutro un grandissimo rispetto per i tedeschi Mortal Terror. È infatti ammirevole la coerenza e la passione che anima la band, in circolazione dal lontano 1986, nonostante lo scarso successo e lo status di formazione underground che si porta dietro da ben trentacinque anni.
(Nuclear Blast Records) Ritardato dalla pandemia in corso, ma incorniciato da una copertina indovinatissima, il sedicesimo disco degli Accept lancia un messaggio chiaro fin dal titolo: questi nonnetti tedeschi sono troppo heavy metal per arrendersi al Coronavirus… e sfornano dunque un altro concentrato di riff, melodie e assoli che poche, pochissime ‘nuove leve’ possono mettere insieme allo stesso modo!
(High Roller Records) Nati verso la fine degli anni ’60, di preciso nel 1967 cioè quando i Beatles pubblicavano “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” e i Pink Floyd “The Piper of the Gates of Dawn”, i Faithful Breath nel 1974 arrivano al primo album decisamente improntato sul krautrock e il prog rock. Negli anni 
(Trollzorn Records) Ecco una band che non mi sarei mai aspettato di vedere di nuovo in pista! Già di per sé una mosca bianca (suonano celtic folk, ma vengono dal Brasile!), i Tuatha de Danann si erano fatti notare all’inizio degli anni 2000 con un buon trittico di dischi;