Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
JOHNNY NOTEBOOK – “Johnny Notebook and the 28th Century Mates”

(Sounds of Subterrenia) Non sono ben ubicati, visto che saltellano tra un paio di posti in Germania e la Spagna. Emergono da bands sconosciute ai più, nomi quali Dean Dirg, Toyotas, Metric Eyes e Tetallica. (altro…)
(Lethal Scissor Records) Uscito nell’aprile scorso, l’EP d’esordio del duo italiano Olamot si è rivelato come una colata di morte e cinica violenza, cioè di technical detah metal dai toni brutali. Quattro pezzi ben architettati dai chitarristi
(Nadir Music) Nuovo progetto per Davide Merletto, cantante genovese messosi in luce fin da giovanissimo grazie alla militanza in alcune ottime band locali come i progsters Daedalus e gli hard rockers Planethard, oltre che aver prestato la sua voce ed il suo volto per il musical “Jesus Christ Superstar”.
(EAT Heavy Records) Irriverente e spietata mazzata che sopraggiunge dalla Svezia. Si chiamano Child, esordiscono con una ventina di minuti di collisione tra elementi grindcore e il germe del primo death metal sound del proprio paese, quello che fece breccia nei cuori delle persone di tutto il mondo
(Eternal Winter records) Gruppi come i Selvans hanno mostrato come in Italia di certo non mancano gli argomenti mistici e inquietanti cui attingere per del materiale lirico. 


(Time To Kill Records) I Sepolcral esistono dai primi anni ’90 e pubblicando a oggi due album e dei demo. Il precedente full length si intitola “Victims” e uscì nel 2017 ma era pronto già negli anni ’90. Nel 2023 la band italiana dimostra di essere abile nel suonare il death metal in
(Autoproduzione) Terzo full length per Hollentor, progetto che ruota intorno al chitarrista Glen Poland, il quale anche stavolta si è attorniato di una discreta pletora di collaboratori eccellenti come: Tim ‘Ripper’ Owens, i fratelli Glen e Shawn Drower, James LoMenzo, Rudy Sarzo, Eric Peterson e George Lynch. 
(FMZ Entertainment Group) Esordio assoluto dei torinesi The Bang! Tales attraverso un EP che immediatamente comunica un’attitudine compresa tra punk, pop e rock e di stampo anni ’90 e con un sound un pochino garage che ne deriva dalla produzione. Cinque pezzi piuttosto distintivi tra 



(Atomic Fire Records) Il metalcore abbinato al cinmematic è l’essenza di stile dei belgi Suasion. Il sound dei valloni è spinto, frenetico, debordante, isterico. La band pesta duro con la sua attitudine metalcore fatta di breakdown e affondi 
(Vàn Records / Soulfood Distribution) Anticlericali, perversi, arrabiati, cruenti e mostruosi questi estremisti di Salisburgo. Suonano insieme solo dal 2021 eppure nonostante un approccio leggermente ruvido e underground, “Hiding Amongst Humans” non rappresenta qualcosa di scontato. Pestano ArsGoatia, si agganciano a
(BMG) Se i Godsmack hanno iniziato a cambiare pelle dall’album “1000hp” del 2014 e continuando nel 2018 con l’album “When Legends Rise”, anche “Lighting Up the Sky” segue questo processo che lo rende molto radiofonico. “When Legends Rise” è la conseguenza diretta per una band che ha scritto canzoni proprio 
(20 Buck Spin) Due nuovi album e pubblicati lo stesso giorno, ovvero questo “Helionomicon” che comprende solo due composizioni, title track e “Anthronomicon” di entrambe circa 20’ di durata. La seconda composizione è lo stesso titolo dell’altro album, appunto “Anthronomicon” (
(20 Buck Spin) Il 17 febbraio 2023 gli statunitensi Ulthar pubblicano due album che seguono i due precedenti del 2018 e 2020, rispettivamente “Cosmovore” e “Providence”. Il trio ancorato alle tematiche di Howard P. Lovecraft con l’album “Helionomicon” (

(autoproduzione) La formazione thrash/death metal belga 

(autoproduzione) Il secondo lavoro dei
(Blooddawn Productions / Regain Records) I marziali e valorosi svedesi Arditi pubblicano l’ottavo album di una carriera che ha inizio verso la fine degli anni ’90, nel 1997 per la precisione. L’industrial vissuto con toni marziali, solenni quanto nefasti, sono aspetti che caratterizzano gli Arditi anche attraverso un’iconografia 
(Chaos Records) In questo album come Cadaver Shrine Maurice de Jong, ovvero colui che è noto soprattutto col moniker Gnaw Their Tongues ed altri progetti ancora, è abile a tinteggiare delle atmosfere esageratamente tetre e a tratti anche decadenti. Esistono dei passaggi nei quali l’ambientazione sembra molto prossima
(Century Media Records) A discapito della natura del logo, il gruppo in questione fa hard core, ma quello violento e urlato, molto simile in alcuni aspetti a generi meno canonici del metal, il djent su tutti.
(Les Acteurs De L’Ombre Productions) Battono il ferro finché è caldo i francesi Acod, che si presentano con un EP di tre brani pochi mesi dopo l’uscita del notevole full length “Fourth Reign Over Opacities And Beyond” (
(Black Hill Records) È la prima volta per chi scrive l’ascolto di un intero album del chitarrista originario del Wisconsin Jared James Nichols. Nome interessante e comunque noto nel mondo delle sei corde, soprattutto in quello americano che si distingue per una tecnica ovviamente personale che adotta anche quella del