ELVENSCROLL – “Never To Be Mourned” (EP)
(Inverse Records) Dopo una lunghissima fase di instabilità e parziale quiescenza, i finlandesi Elvenscroll danno finalmente alle stampe (digitali) il loro primo EP: la band esiste dal 2007… (altro…)
(Inverse Records) Dopo una lunghissima fase di instabilità e parziale quiescenza, i finlandesi Elvenscroll danno finalmente alle stampe (digitali) il loro primo EP: la band esiste dal 2007… (altro…)
(GEP) Presente quando si ascolta qualcosa per caso, magari passando davanti ad un’abitazione, e ci si ferma ad ascoltare rapiti da un suono che cattura subito, al di là del genere proposto? Ecco, i Rain sono questa sensazione, aggiunta al fatto che il genere è comunque congeniale a chi bazzica nel metal. (altro…)
(Autoproduzione) A sei anni dall’ultimo prodotto discografico, i tedeschi Stormhunter tornano in pista con un EP che ha, sembra, come prima funzione quella di dire che la band esiste ancora. (altro…)
(Planet K Records) In Italia spuntano nuovamente da qualche tempo validi esponenti del doom metal, occult rock e cose di questo genere. Gli Hadal sono di Trieste e pare si ispirino alla scuola finnica del genere, nonostante sembrano andare ben (altro…)
(Time To Kill Records) Si formano nel 2013 i bolognesi Across The Swarm, avendo però una fase embrionale prima di quella data (altro…)

(Iron Bonehead Productions) Finalmente al debutto gli svedesi Malakhim, la band nella quale milita Andreas Nilsson dei Naglfar! Il quintetto quali si era fatto notare con l’interessante EP uscito nel 2019 (recensione qui), un lavoro che già metteva in mostra l’intensa violenza sonora che la band è in grado di offrire. (altro…)
(Arkeyn Steel Records) Attivi nella seconda metà degli ’80 e provenienti da Chicago, gli Hedstone non giunsero mai al debutto discografico e si sciolsero molto presto: la solita Arkeyn Steel ripubblica in un unico CD tutta la loro discografia, composta di 10 brani divisi su due demo. (altro…)

(Avantgarde Music)Dopo oltre un decennio dalla nascita, dopo ben quattro album usciti dal 2015 in poi, ecco che il quinto lavoro di questa one man band dall’Ucraina il quale esce con l’italiana Avantgarde Music, etichetta sempre attenta a queste sonorità black metal estremamente oscure ma immensamente ricche di atmosfera. (altro…)
(autoproduzione) Di questo EP si è inteso diffusamente nel battage pubblicitario a sostegno della sua uscita. Di preciso c’era questa informazione: «”Sudditi” è un EP scritto attraverso messaggi vocali su WhatsApp durante il lockdown (per il 70% la musica, 100% per i testi), eseguito in sala prove per tre settimane e (altro…)
(Elevate Records) Avevamo già parlato della ristampa (digitale) di “Lady of the Lore” (qui), dei Desdemona, e torna oggi sul mercato anche il secondo e ultimo disco della meritevole band torinese. “Look for Yourself” uscì originariamente nel 2004 e si presentava più ambizioso, più complesso e forse anche meno fruibile, perché a tratti un po’ autoreferenziale, del suo predecessore. (altro…)
(Avantgarde Music) Quattro album in quasi trent’anni di carriera per gli olandesi Funeral Winds. E sembra che dal 1992 non sia passato un giorno per i nostri: sempre black metal così come è stato stabilito da chi, il genere, l’ha inventato e normato. (altro…)
(Invictus Productions) Secondo album a sei anni dalla loro formazione per gli austriaci Transilvania. Autori di un metal rude, potente, venato da melodie arcane e misteriose, epiche e sanguinanti, insomma autori di black metal. I loro riff spesso nervosi quanto estremi, brutali, come in “Hekateion”, ed (altro…)
(Osmose Productions) L’ultimo album pubblicato dagli Hate Forest è di quindici anni fa, “Sorrow”. “Hour of the Centaur” è stato inciso nell’aprile di questo anno e probabilmente in un lasso di tempo breve. L’album infatti è una furia dai suoni devastanti ma approssimativi, dalla forma ruvida e ottusamente (altro…)
(W.T.C.Productions) “Totschläger” a detta degli Abigor non è un “Nachthymnen part II”, pur avendo altrettanti momenti maestosi. Non è “Orkblut – The Retaliation” e neppure “Opus IV”, ma vi sono molte sue parti che riprendono certi loro misteri. “Totschläger (A Saintslayer’s Songbook)” non è neppure “Leytmotif Luzifer” ma (altro…)
(Echozone / Bob-Media) I berlinesi pubblicano un’edizione speciale del loro quinto e ultimo album pubblicato nel 2019 con Calygram Records. Consta di diciassette canzoni e dunque quattro in più rispetto all’originale e tutte versioni sono le strumentali (altro…)
(Vidfare Productions) Il debutto uscì la scorsa primavera (recensione qui) e nonostante si tratti del secondo album in meno di anno, mi risulta ancora difficile immaginare che questi lunghi brani dark ambient elettronici con divagazioni verso un folk immerso nelle tenebre ed un legame indissolubile con il dungeon synth, siano opera di quel demone che per lavoro fa il front man dei Marduk! (altro…)

(autoprodotto) Quarto album di questa one man band italiana, il cui mastermind, anche vocalist dei Chronosfear, cura altri progetti solisti, tra questi il power metal di Tezza F ed il death di Goliardeath. È proprio questo essere artisticamente eclettico la chiave di lettura del nuovo album di Silence Oath, in quanto pur essendo ‘il lato black metal’ di Filippo Tezza ormai lascia affiorare l’ampio spettro compositivo dell’artista, anche grazie al fatto che il black metal -rispetto al power- (altro…)

(Prophecy Productions / Lupus Lounge) Uscito la scorsa estate senza etichetta e solo digitalmente, il secondo album dei tedeschi Imha Tarikat prende forma e giunge finalmente in versione CD e LP. Un album tuonante, d’impatto, irruento e spietato… esattamente come deve essere un disco di questo duo. (altro…)
(WTF Records) I Toxic Youth sono una band hardcore milanese che ha fatto fuoco e fiamme negli anni ’90. Sono fermi dal 2007 ma finalmente è successo qualcosa, due anni fa, e dunque rieccoli con un nuovo album e addirittura pubblicato dalla WTF Records. L’etichetta olandese, per quanto giovane, è un sincero (altro…)
(Dusktone) I veneti Harkane pubblicano il primo album in studio, dopo alcune pubblicazioni precedenti. Harkane sono un universo maestoso e solenne perché suonano death/blackened death metal con porzioni sinfoniche di un certo effetto. La band si mette da subito in mostra per i riff possenti, ben definiti, ordinati (altro…)
(Underground Symphony) Album di esordio per Edran, band italiana precedente conosciuta con il nome Clockwork. Il progetto è alquanto ambizioso, visto che si propone di unire musica e letteratura attraverso una rock opera, operazione a mio avviso riuscita egregiamente. (altro…)
(Brucia Records) Due studi torinesi, il Deepest Sea e l’O.F.F. e uno alessandrino, il Guilty Coven, sono stati coinvolti per assemblare questo vortice di tenebre. All’attento missaggio di Dano Battocchio, presente anche nelle registrazioni al Deepest Sea, è stato poi seguito dal sigillo imperiale del processo (altro…)

(Nordvis Produktion) Black metal atmosferico, ma anche ricco di tastiere di matrice symphonic per questa one man band di origine neozelandese, nel tempo ubicata nel Regno Unito e poi in Serbia. A capo Krigeist (aka Andrew Murray-Campbell ), anche di Belliciste e Barshasketh, per un totale di oltre cinquanta minuti assolutamente intensi, provocanti ed esaltanti. (altro…)
(Ván Records) La prima canzone dell’album è struggente, sontuosa, mostra melodia e i suoni sembrano avere addirittura frequenze diverse dagli altri pezzi. Si intitola “Offerschaal der Astrologische Mengvormen”. Decisamente di stampo doom metal ricco (altro…)

(Apollon Records) Terra incestuosa la Norvegia. In questo singolo electro rock di Chris Wicked spuntano due ospiti d’eccezione: il bassista V’gandr (Taake, Helheim) ed il mitico Gaahl, quest’ultimo come guest vocalist. (altro…)

(Eihwaz Recordings) “II” come la seconda pubblicazione, anche se questo album è il vero debutto di questa one man band dalle Hawaii, preceduto solo da un EP uscito lo scorso gennaio. Il mastermind ha un passato con la band raw black Anathron (dall’Oregon) ed è palese che, per quanto non ci siano particolari novità, l’artista riesca a dimostrare sia una buona esperienza che un profondo legame con un black decisamente tradizionale. (altro…)
(Trollzorn Records) Il pregio della coerenza, il difetto della staticità: forse possiamo riassumere così, in poche parole, l’esito del sesto album dei Thrudvangar, che mancavano sulle scene ormai dal 2013. I tedeschi suonano ‘classico viking metal’, magari tendente al black: (altro…)
(Indie Recordings) Voglio essere franco: non avevo idea di chi fossero questi quattro svedesi, questi Knogjärn. Ignoravo la pubblicazione di questo album avvenuta senza etichetta lo scorso maggio, ma ne vengo a conoscenza solo ora, grazie alla geniale reissue della Indie la quale offre pure una bonus track aggiuntiva. (altro…)
(Sliptrick Records) Sono un trio russo, tutte ragazze e il nome è quello della loro chitarrista e autrice della musica, nonché dei testi con la cantante Vera Moore. La terza musicista è l’altra chitarrista Stasy Short. Al momento in cui si scrive pare che la band abbia (altro…)
(AFM Records) Dopo il discreto “Contingent”, i Pyramaze tornano con un disco più ambizioso: non vi lasciate ingannare dal titolo, i danesi non hanno nessuna voglia di mollare! “Epitaph” però presenta qualche ombra… “A Stroke of Magic” ha la solennità e le partiture del (altro…)
(Revalve Records) Interessante progetto dalla Sicilia: i Mind’s Cove si dedicano a un heavy metal ancorato nell’era classica, ma ben aperto alle evoluzioni (se pure l’heavy metal ne ha avute…) degli ultimi quindici anni. “Drift” è il debut della band e si compone di otto brani. (altro…)
(Pride & Joy Music) In redazione non arriva spesso un disco metal dal Paraguay! Ce lo invia il tastierista Adrian Benegas, che per il suo debut solista ha chiamato a supportarlo diversi artisti noti della scena europea, e si lancia in un concept dalle valenze quasi filosofiche, narrando la storia di un’anima in pena che si redime e raggiunge il Paradiso. (altro…)
(Pure Steel Records) Dopo un debut (recensione qui) non particolarmente esaltante, gli heavy/power metallers nordirlandesi Conjuring Fate tornano all’attacco: “Curse of the Fallen” migliora sotto tutti i profili la loro proposta, non li rende gli Iron Maiden ma aumenta certamente l’interesse nei loro riguardi. (altro…)