ATHON – “Athon”

(Argonauta Records) Giunge al debutto questa band classificata come sludge/stoner, anche se il suono che esce dai cinque brani è capace di prendere altre strade. Intanto la doppia voce, la quale spazia dalle urla al, all’impostazione thrash fino al corale, è una componente sicuramente diversa e piacevolmente fuori norma, (altro…)
(Antiq Records) Oggetto di ristampa questo lavoro del 2018 dei russi Путь, ovvero ‘put’ cioè ‘sentiero’. Pubblicato inizialmente in maniera autonoma dalla band in versione digitale, la Antiq lo ripropone con titolo in inglese (quello originale è 
(Lupercalia Records) Ogni tanto è bello perdersi nei ricordi. La passione per la musica ‘dura’ è diversa per ciascuno di noi: per me si è cominciato col metal per poi scoprirne progressivamente le varie derive. E tra queste c’è l’hard rock ottantiano, pieno di rabbia e aggressività messe in
(Disorder Recordings) Ascoltando “New Skin” e la sua atmosfera un tantino eterea ed anche evocativa, nonostante la robusta batteria di Dustin Boltjes che si sviluppa nel brano, è evidente quanto sia molto distante dall’opener “Hollow Dreams”. In quest’ultima si ha un’atmosfera decisamente post black metal, al contrario di quella ampiamente
(Brucia Records) Per il loro debutto, i Teratolith hanno scelto di non andare sul sicuro e hanno proposto un black metal che strizza l’occhio all’avant garde. Tuttavia, nelle otto tracce proposte non si può parlare di vero e proprio azzardo, in quanto gli elementi tipici del black classico sono davvero troppo presenti. Ecco 
(Armageddon Label) Nella città che ha dato i natali a Howard P. Lovecraft, Providence nel Rhode Island, riemergono i Dropdead per il terzo album in studio. Il loro sound arrabbiato germoglia nel 1991 dall’hardcore punk, sospinto da qualche soluzione thrash metal. Ancora oggi e 
(Limb Music) Possiamo ormai dire che esiste un filone di vintage power metal, che recupera le atmosfere di fine anni ’90 e inizio 2000? Direi proprio di sì! Il chitarrista inglese Billy Jeffs ha radunato un gruppo di musicisti capaci (fra i quali spicca Tommy
(Pride & Joy Music) Difficile dimenticare il nome dei Winter’s Verge, soprattutto perché sono una delle pochissime formazioni metal a provenire da Cipro: in
(Pitch Black Records) Se non avete mai sentito nominare Doug Sampson, probabilmente non siete sul sito giusto! Il batterista che osò rifiutare gli Iron Maiden ha nel 1987 fondato la propria band, gli Airforce, che dopo lunghissimi periodi di attività giungono oggi
(Autoproduzione) Progetto solista del polistrumentista ucraino Yevhen Kucherov, i Chur offrono un pagan con voce pulita e dalle feconde contaminazioni. Vediamo allora la scaletta, che conta dieci brani e una bonustrack. “Goddess” è subito un folk metal che 
(Punishment 18 Records) Che razza di legnata! Sono rimasto annichilito dalla violenza sprigionata dal secondo album dei genovesi Devastation Inc. Avevo apprezzato moltissimo il debutto “No Way For Salvation” (
(Century Media Records) Massiccio il sound dei Nasty, così tanto che è piaciuto alla Century Media e a ben vedere potrebbe paicere a molte etichette, visti i tempi. Infatti i belgi suonano un pesante miscuglio di hardcore, thrash, death ritmi in downtempo, usano brewakdown e un cantato in free style, per formulare un beatdown ossessivo, di protesta e
(Sentient Ruin Laboratories) Nel formato cassetta, la Sentient Ruin raggruppa del materiale di una realtà underground statunitense che ha prodotto singoli e demo solo da questo anno. Egregore sono M.A.E. che si avvale del batterista A.I.C. formando così un duo che si cimenta in un miscuglio di black, death e grindcore. Sei pezzi in totale nel nastro, con
(Vendetta Records) Dopo “Departure”, di ben tre anni fa, i danesi tornano per continuare ad allietarci con il loro black atmosferico. Cinque tracce, di cui la prima rappresenta una 

(Minimal Chords) Funziona bene il grunge dei Noiss, i quali pongono nel nome un evidente gioco di pronuncia che si rifà al genere, appunto il noise ma pronunciato nella maniera francese. I Noiss sono appunto di Chambery e sono un trio che energico con suoni chiari, grazie a una produzione quasi perfetta di “Deafening EP”. “Punch in My Face” apre 
(Rockshots Records) NeroArgento è sempre stato distintivo nel suo comporre. Infatti mentre per altri musicisti della stessa pasta, anzi della stessa materia sonora, riportano alla mente i Nine Inch Nails oppure White Zombie, tanto per fare i primi nomi che passano per la testa, lui invece dimostra di avere idee più strutturate e ampie. Mentre in passato ha proposto
(Svart Records) Assurdi. Inclassificabili. E con un moniker ancor più strano. Questa band finlandese mette assieme otto brani eterogenei, surreali, rarefatti… strani. Metal? No di certo… ma non si può dire che manchi. Rock in senso stretto? No. Però si. O forse. C’è
(Great Dane Records) L’etichetta francese offre il proprio marchio all’album dei finlandesi Shrapnel Storm. Per quanto sia riconosciuti per essere una death metal band, alcune venature del riffing e ritmi a supporto 
(Dark Descent Records) Christbutcher, sepolti i Maveth – purtroppo! – mette in moto questa nuova creatura, per suonare del death metal apocalittico e spaventoso. Non torbido e malvagio quanto quello dei Maveth, ed è un bene perché altrimenti Terry Clack (appunto detto Christbutcher) avrebbe potuto continuare a tenere in vita la band, ma non certamente privo
(Punishment18 Records) Terzo album per Exiled On Earth, formazione capitolina in giro da un ventennio, in seguito allo scioglimento dei thrashers Maelstrom. Dopo due album e diversi avvicendamenti per quanto riguarda la line up, la band romana si 
(Napalm Records) Chitarre pesanti ma fluide, ritornelli d’effetto. “Zeichen” è questo, ovvero i Varg della prima ora. Nessuno sviluppo particolare e neppure novità sostanziali, se non un passetto indietro verso strutture e composizioni più semplici eppure come sempre immediate. In breve è questo il nocciolo dell’arte dei Varg che in questo
(Season of Mist) Nel 2018 “Chapel of Carnation” (
(Steamhammer / SPV) L’istituzione britannica Raven è del 1974 nonostante discograficamente parlando tutto ha inizio nel 1980 con un singolo. L’anno seguente è l’epocale album “Rock Until You Drop” a scrivere le prime pagine di una storia immensa. Salutato dopo decenni il batterista Joe Hasselvander, i fratelli Gallagher di Newcastle – quelli di Manchester 
(Bindrune Recordings) Questi americani galvanizzeranno quanti sono cresciuti a pane e Napalm Death, proponendo un death così come è stato concepito in origine in Inghilterra e nel resto dell’Europa. Tracce tecnicamente ineccepibili, che nel giro di una
(Signal Rex) Primo EP ufficiale per questi polacchi, dediti ad un black di vecchia scuola, introdotto da una breve ma evocativa e da una manciata di tracce dirette e ispirate, in cui la mancanza del basso viene ampiamente compensata da una voce