HADAL – “December”
(Planet K Records) In Italia spuntano nuovamente da qualche tempo validi esponenti del doom metal, occult rock e cose di questo genere. Gli Hadal sono di Trieste e pare si ispirino alla scuola finnica del genere, nonostante sembrano andare ben (altro…)
HEDSTONE – “Out of the Crypt” (Compilation)
(Arkeyn Steel Records) Attivi nella seconda metà degli ’80 e provenienti da Chicago, gli Hedstone non giunsero mai al debutto discografico e si sciolsero molto presto: la solita Arkeyn Steel ripubblica in un unico CD tutta la loro discografia, composta di 10 brani divisi su due demo. (altro…)
HATE FOREST – “Hour of the Centaur”
(Osmose Productions) L’ultimo album pubblicato dagli Hate Forest è di quindici anni fa, “Sorrow”. “Hour of the Centaur” è stato inciso nell’aprile di questo anno e probabilmente in un lasso di tempo breve. L’album infatti è una furia dai suoni devastanti ma approssimativi, dalla forma ruvida e ottusamente (altro…)
HARKANE – “Fallen King Simulacrum”
(Dusktone) I veneti Harkane pubblicano il primo album in studio, dopo alcune pubblicazioni precedenti. Harkane sono un universo maestoso e solenne perché suonano death/blackened death metal con porzioni sinfoniche di un certo effetto. La band si mette da subito in mostra per i riff possenti, ben definiti, ordinati (altro…)
HELENA ALEKSANDRE’S – “Angels Don’t Sleep”
(Sliptrick Records) Sono un trio russo, tutte ragazze e il nome è quello della loro chitarrista e autrice della musica, nonché dei testi con la cantante Vera Moore. La terza musicista è l’altra chitarrista Stasy Short. Al momento in cui si scrive pare che la band abbia (altro…)
HYRGAL – “Fin de Règne”

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) C’è molto più black metal efferato nel secondo album dei francesi Hyrgal, i quali debuttarono tre anni fa con l’ottimo “Serpentine” (recensione qui). Più violenza ma anche molta tecnica ricercata, un suono tagliente ma caldo, supportato da un basso sensuale e frequenti divagazioni melodiche che un po’ identificano il sound crudele del trio. (altro…)
HELION PRIME – “Question Everything”
(Saibot Reigns) Con in formazione la nuova cantante Mary Zimmer, gli Helion Prime danno un seguito a “Prime Terror of the Cybernetic Space Monster”, di due anni fa, e pubblicano il loro terzo full length… che mi sembra, devo dire, meno ispirato del precedente, per quanto comunque (altro…)
HORNA – “Kuoleman Kirjo”

(W.T.C.Productions) La Finlandia è una specie di inferno o, per la precisione, un suo girone… quello nel quale la lussuria diventa malvagità, dove c’è una dissacrante promiscuità che altro non fa che innalzare l’adorazione per il male più assoluto. Gli Horna giungono al decimo album, con una line-up stabile ormai da qualche anno, almeno per quanto riguarda il fondatore Shatraug e quel pazzo di Spellgoth, il vocalist. (altro…)
HATEBREED – “Weight Of The False Self”
(Nuclear Blast Records) Suoni, ritmi, riff, cantato e come interagiscono tra di loro in “Weight Of The False Self” li abbiamo già uditi nella storia degli Hatebreed. Il fatto che questo interagire e il singolo livello degli (altro…)
HJELVIK – “Welcome to Hel”

(Nuclear Blast Records)Erlend Hjelvik si reinventa. Ricomincia. Fino a due anni fa è stato il front man dei prog rockers norvegesi Kvelertak, oltre che uno dei vocalist dei blacksters Djevel. Poi si è preso una pausa, si è nascosto… (altro…)
HEGEROTH – “Perfidia”
(Autoproduzione) Questo gruppo polacco ha le idee chiare un po’ su tutti gli aspetti della loro musica. Prima i tutto il suono. Chiaramente ispirati dai Dimmu Borgir meno caciaroni, i nostri ne riprendono gli stilemi e li rielaborano in chiave personale. (altro…)
HELFIR – “The Journey”
(My Kingdom Music) Luca Mazzotta è Helfir. Scrive e compone, suona e programma, canta. Dark, gothic, rock e metal sono fusi insieme in questo scenario sospeso tra malinconia e sogno. Album che accompagna, un vero e proprio viaggio come (altro…)
HAWKWIND LIGHT ORCHESTRA – “Carnivorous”
(Cherry Red Records) Quando la band Hawkwind non può ritrovarsi nella totalità dei suoi elementi per questioni logistiche, era già successo nel 2012 e allora pubblicò l’ottimo “Stellar Variations”, diventa appunto ‘Light Orchestra’, cioè la sua versione alleggerita! Accade nuovamente e a causa del ‘carnivorous’ che anche il meno avvezzo a (altro…)
HELLRIPPER – “The Affair of the Poisons”
(Peaceville Records) Lo scozzese James McBain porta su Peaceville il suo suonare che mischia heavy, thrash, black e punk. Sound ruvido, nero e votato a descrivere testi legati alla stregoneria e l’occultismo ricavati da fatti storici della sua Scozia. L’ascolto di “The Affair of the Poisons” porta alla luce rievocazioni di Venom, Metallica e cose del (altro…)
HÄXENZIJRKELL – “Die Nachtseite”
(Amor Fati Productions) Dopo una serie di EP e demo, questo gruppo arriva alla prima prova sulla lunga distanza. Tre tracce solamente, per trentacinque minuti di musica. Uno stillicidio sonoro, in cui i classici canoni del black rituale e (altro…)
ANNA VON HAUSSWOLFF – “All Thoughts Fly”
(Southern Lord Recordings) Lei si chiama Anna Michaela Ebba Electra von Hausswolff ed è svedese. Compone, suona ogni tipo di tasti bianco e neri, ha un fratello altrettanto musicista, ovvero Carl Michael, ed ha studiato architettura. Soprattutto ha suonato tanto, in giro per il mondo e lavorato con produttori importanti (altro…)
HEATHEN – “Empire Of The Blind”
(Nuclear Blast Records) Un album dopo dieci anni è tanto tempo, ciò nonostante questi sono gli Heathen! Non tra le formazioni di grido del thrash metal, eppure non tra quelle trascurabili. Insomma questa è gente che sa suonare e che pur non avendo avuto le fortune di Metallica, Overkill o Testament, tutti i thrasher più accaniti del pianeta un album degli Heathen (altro…)
STEVE HACKETT – “Selling England By The Pound & Spectral Mornings: Live at Hammersmith”

(InsideOut Music) Steve Hackett non ha certo bisogno di presentazioni. Prima con i Genesis e poi con i suoi album solisti, il chitarrista inglese ha scritto pagine indelebili in ambito progressive rock. L’ultima suo tour è stata un’occasione ghiotta per tutti gli amanti (altro…)
THE HAWKINS – “Silence Is a Bomb”
(The Sign Records) Il nuovo album degli svedesi The Hawkins sa guardare in maniera pop sia al punk che al rock and roll, nonché all’hard rock. L’aspetto singolare è che a un tono fresco e vivace, soprattutto per il lato punk e r’n’r, risponde a tratti qualcosa dei Queen più spinti. Una gamma stilistica né troppo ampia né striminzita, ma (altro…)
HIGH SPIRITS – “Hard to Stop”
(High Roller Records) Gli High Spirits di Chris Black fecero cose eccezionali con i primi demo e con “Another Night”, che resuscitavano lo spirito e l’approccio dell’us hard’n’heavy di metà anni ’80; poi chissà che è (altro…)
HELLSCREAM – “Hate Machine”
(Pure Steel Records) Il progetto Hellscream è uno dei tanti messi in piedi dal gigantesco Dave Garcia dei Cage, stavolta con il sostegno di Norman Skinner: non ne può uscire che dell’us metal al vetriolo… (altro…)
HUANASTONE – “Third Stone From The Sun”
(Argonauta Records) Il secondo album degli svedesi Huanastone esce con l’italiana Argonauta Records e bastano pochi secondi di ascolto per capire che non potrebbe essere altrimenti. Uno stoner rock (altro…)
STEVE HACKETT – “Genesis Revisited: Live At The Royal Albert Hall” (Reissue)
(InsideOut Music) Come David Gilmour esegue classici dei Pink Floyd, Paul McCartney dei Beatles, Brian May e Roger Taylor dei Queen (altro…)
HAKEN – “Virus”
(InsideOut Music) Con “Vector” uscito meno di due anni fa (recensione qui), gli inglesi Haken avevano confermato uno status di assoluta genialità e sconvolgente imprevedibilità. Con il nuovo “Virus” l’evoluzione assume una forma strana e l’ascoltatore viene travolto da un flusso sonoro unico, (altro…)
HELLCOME! – “Good Friends, Bad Company”
(Volcano Records) Dando un’occhiata alle note biografiche della band leggo: ‘Gli Hellcome! si formano nel 2009 a Fabriano (AN) da un’idea di quattro ragazzi amanti della birra’. Ottima introduzione, partiamo già con il piede giusto. (altro…)
HEMISFERIO – “Anacronia”
(Dying Victims Productions) Dopo una lista davvero notevole di prodotti minori, i cileni Hemisferio giungono al debut: un disco, “Anacronia”, che mette insieme tante luci quante ombre. (altro…)
HOLY TIDE – “Aquila”
(My Kingdom Music) Un prodotto singolare, l’esordo degli Holy Tide: una band che mette assieme artisti italiani (tutto nasce per volontà del bassista campano Joe Caputo), (altro…)
HENRY KANE – “Age of the Idiot”
(Transcending Obscurity Records) Jonny Pettersson dei Wombbath (e Nattravnen, Ashcloud e altri progetti) si cimenta con il secondo album come Henry Kane. Il primo è stato (altro…)
HOLLOW BONE – “Hollow Bone”
(Hellbones Records / DreaminGorilla Records) Tutto nasce, come Hollow Bone, da Carlo Garof. Lui è batterista, percussionista, sperimentatore, viaggiatore e tanto (altro…)
HORN – “Mohngang”

(Iron Bonehead Productions) Ottavo disco per i tedeschi Horn, la pagan one man black metal band ideata da Nerrath. Un album che dopo tre anni fa seguito all’ottimo “Turm am Hang” (recensione qui), restando fedele agli (altro…)
HEXENBRETT – “Zweite Beschwörung: Ein Kind zu töten”
(Dying Victims Productions) Stranissimo questo gruppo: il cd comincia con un’intro atmosferica e solenne, mentre la seconda traccia mostra un black piuttosto ottantiano e mistico, più simile a dei Venom epici e rallentati che (altro…)
HORISONT – “Sudden Death”

(Century Media Records) Il tempo non passa con gli svedesi Horisont. Le mode non evolvono, i trend restano fermi a dov’erano (o a dove dovrebbero stare). Un altro album, il sesto, nel quale suono, impostazione, fantasia, (altro…)
HAR – “Anti-Shechinah” (EP)
(Blood Harvest Records) Nonostante l’etichetta si sforzi di definire questo lavoro un EP, per capirne un po’ il senso conviene figurarselo come una sorta di demo. Tre tracce per mettere nero su bianco (i colori non sono detti (altro…)
HYPERION – “Into the Maelstrom”
(Fighter Records) Quando ho letto che gli Hyperion, fra le molte band che portano questo nome, erano italiani, devo dire che ho pensato a un ritorno della band power bergamasca con questo nome, (altro…)
(Massacre Records) A interrompere un silenzio discografico che dura dall’ottimo