HOLLOW WOODS – “Cold Winds Cleave the Earth”
(Signal Rex) E chi ci avrebbe mai creduto? Un gruppo black finlandese che non butta tutto a puttane introducendo a forza, come uno stuzzicadenti in una cruna, dei ritmi festaioli… (altro…)
(Signal Rex) E chi ci avrebbe mai creduto? Un gruppo black finlandese che non butta tutto a puttane introducendo a forza, come uno stuzzicadenti in una cruna, dei ritmi festaioli… (altro…)
(Godz Ov War Productions) Zepar e Coffincrusher spaziano in questo EP di circa venti minuti tra sonorità cupe e tenebrose sia di stampo black quanto doom metal. Una commistione tra i due (altro…)
(Aesthetic Death / Death Scream Recordings) Formalmente questa pubblicazione risulta essere una collaborazione tra le due band russe Goatpsalm e Horthodox. Una sorta di split nel quale però le due entità invece di spartirsi (altro…)
(Brutal Records) Dalla regione di Atacama in Cile, un luogo infestato da uno dei tanti e desolanti nonché misteriosi deserti che popolano il nostro pianeta, arriva l’album di questa formazione dedita al (altro…)
(Fuel Records) Mostruosa opera prima della death metal band italiana. Stile possente e dinamico con qualche assonanza sparsa con Benediction e Bolt Thrower, impennate in stile thrash metal e melodic death metal, un groove serpeggiante (altro…)
(Nuclear Blast Records) Eravamo rimasti fermi al 2013, con un album che sembrava la fine del gruppo sin dal titolo… invece eccoci qui a parlare ancora della creatura di Mr. Tägtgren da noi più amata; un disco, diciamolo subito, che si assesta tra i grandi della discografia, di sicuro il migliore lavoro degli anni 2000 per il gruppo. (altro…)
(earMUSIC) Il primo live album degli Helemt viene pubblicato il 26 novembre del 2021 e dunque dopo oltre trent’anni di carriera. “Live and Rare” arriva da vecchi nastri custoditi dalla stessa band. L’album contiene un concerto registrato nel 1989 al (altro…)

(Indie Recordings) Notai i norvegesi Halcyon Days in occasione del secondo album “Rain Soaked Pavements & Fresh Cut Grass” (recensione qui), i quali seppero distinguersi per un metalcore di base, arricchito di tecnica, di idee, di spunti catchy, di linee vocali con doppia voce molto interessanti. (altro…)

(Svart Records) Un trip pazzesco. Un viaggio mentale. La jazzista, compositrice e poli strumentista finnica Iro Haarla si lascia andare e, apparentemente, devia verso il prog rock… solo che dal suo punto di vista le cose sono molto diverse, molto personali, favolosamente contorte, superbamente psichedeliche, un mix sublime di ambient, noise, musica, teatralità, post jazz. (altro…)

(Nordvis Produktion) Nuova creatura che emerge dalla prolifica e fredda Svezia. Sostanzialmente si tratta di una one man band, quella di Oraklet (Sons of Crom, ex Cryptic Death, chitarrista live di Lik), anche se l’artista si avvale di un batterista ed un violinista, quest’ultimo essenziale per dar forma a questa idea di black metal in un certo senso tradizionale, ma ricco di evoluzioni personali ed una impostazione che profuma di viking e folk. (altro…)
(Seeing Red Records) Gli americani Holy Death, proprio non vogliono saperne di stare fermi: in 2 anni hanno pubblicato ben 4 EP, poi raccolti prontamente in un cd, per poi fare uscire finalmente il loro primo cd sulla lunga distanza. (altro…)

(Pelagic Records) “Meridian”, il debutto della band belga è estremamente ricco, potente e coinvolgente. Un album che esprime i sentimenti di una persona persa, sola, abbandonata in un mondo desolato, cosa descritta metaforicamente grazie alle idee del nuovo membro della band, Stefan De Graef (Psychonaut), il quale mette in scena la storia di un individuo solo in una terra vuota, l’unico essere umano del pianeta, il quale è costretto a creare le sue teorie, dare un senso a tutti gli elementi della natura che lo circondano… ovvero i suoi unici compagni in questo scenario vasto e desolato. (altro…)

(Dark Essence Records) Alle porte del trentesimo anno di attività, i leggendari Helheim firmano l’undicesimo patto. Band mitica, solida, con una line up quasi invariata in tutti questi tre decenni. Quando si suona da così tanto tempo, quando una band è così solidamente unita, sono solo due le strade possibili; la prima, la più ovvia e facile, è continuare a suonare la stessa musica, ripetendosi all’infinito nel nome di un marchio ben stabilito, di un pubblico fedele. (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Sono in circolazione da ben venticinque anni, con un invariato nucleo della band composto da N (voce), F (chitarre) e A (basso), artisti che in questa dimensione annullano la propria personalità sintetizzando il nome in maniera così fredda e decadente, una scelta legata alla loro visione orbitante attorno all’assenza di valore del genere umano. (altro…)
(Metal Blade Records) Certo non deve essere facile per una band death Metal arrivare al dodicesimo album, specie se la qualità media dei lavori è quella proposta dai polacchi Hate. (altro…)

(Karisma Records) Da qualche angolo mistico della mitica Bergen, in Norvegia, arriva il secondo album degli Himmellegeme (la recensione del precedente è qui), con il loro dark rock psichedelico, progressivo, eccitante ed infinitamente provocante. (altro…)
(Purity Through Fire) stranamente per un gruppo black, gli Hautakammio hanno sempre prodotto meno musica di quanto ci si aspettasse. Ma i loro lavori hanno sempre avuto un livello qualitativo alto. (altro…)

(Non Serviam Records) È brutale questo sound che tuona con fragore dalla fredda Svezia. Terzo capitolo per una band che si rinnova profondamente: nuovo batterista, ovvero Nils ‘Dominator’ Fjellström (dei Nordjevel, tra le altre band, oltre che ex-Dark Funeral), nuovo vocalist e autore dei testi, Talon (Cemeterius, ex Bloodshed), ed il bassista estone Dipa (ex Bloodofjupiter). (altro…)
(Cherry Red Records) Giunti al trentaquattresimo album, cosa resta oggi degli Hawkwind? Di certo Dave Brock, l’unico membro dei fondatori rimasto, mentre sono andati via da purtroppo da lungo tempo tanti altri. Alcuni di essi sono partiti per l’ultimo viaggio, come Huw Lloyd-Langton, Ian “Lemmy” Kilmister (cioè quel Lemmy dei Motörhead), Robert (altro…)
(Dying Victims Productions) La copertina punkeggiante non inganni i defenders: gli Heavy Sentence sono molto più metal di quanto non vogliano dare a vedere! La band inglese mette insieme i primissimi Maiden, ovviamente i Motörhead e una attitudine anni ’80 per generare un disco che carica a testa bassa… “Medusa” mette subito le cose in chiaro: (altro…)
(Season of Mist) Si avviano ai quindici anni di carriera i finlandesi e infatti il loro compleanno sarà celebrato il prossimo anno, preceduto dal sesto album in studio. Una discografia piuttosto nutrita grazie a innumerevoli split ed EP, hanno permesso alla band nordica di evolvere il proprio sound che è sostanzialmente un incrocio tra death metal di fabbricazione scandinava (altro…)
(Soman Records / Treehouse Records) Per una volta ci troviamo di fronte ad un Gruppo culturalmente e geograficamente non connotabile: Francia, Brasile, Belgio, Portogallo… per non parlare delle tematiche e delle sonorità trattate, molto mediorientali. Più che ad un gruppo, a ben vedere, ci troviamo di fronte ad un progetto, che ha colto l’occasione della pandemia per confrontarsi su un sentire comune, maturato in questo CD. (altro…)
(Pelagic Records) Un album nel 2017 e un EP l’anno dopo con la Svart Records, ora è la Pelagic Records a dare alle stampe il secondo album di questa formazione finlandese artigiana di sonorità sospese tra post rock, elettronica, atmospheric rock. Con alla voce (altro…)
(High Roller Records) Ennesimo ‘finto album’ (dico così perché hanno tutti la lunghezza di un generoso EP) per gli Haunt di Fresno, California: dopo “If Icarus Could Fly” (qui) e “Mind Freeze” (qui), e mentre è già stato annunciato un altro full-length, e mentre me ne sono perso addirittura un altro (!), “Triumph”, uscito nel 2020, gli US metallers (in realtà questo disco è registrato dal solo creatore del progetto, Trevor William Church, anche se ora c’è una instabile line-up) piazzano pure questo “Flashback”, 31’ di sound retro e armonizzazioni anni ’80. (altro…)

(Shadow Kingdom Records) Era ora! Finalmente qualcuno che si prende la briga di pubblicare decentemente questo quarto album degli Hour of 13, una band mitica, leggendaria, la quale non ha certo bisogno di tante presentazioni. Dietro le quinte, solo lui, l’introverso Chad Davis, un artista che ha collaborato con dozzine di altre band, oltre che ospitare nel suo progetto vari artisti, tra i quali il grandioso vocalist Phil Swanson (Seamount, Lords of Triumph, Briton Rites, ecc). (altro…)

(BlackSeed Productions) Piccola espressione di macilenta violenza, pregna di sublime malvagità, uscita ormai quasi un anno fa, anche se opportunamente proposta solamente ora. Gli Horripilant sono un trio ‘evil’ death metal di Valencia, in Spagna e questo EP è attualmente momento ancora la loro unica produzione ufficiale, se non consideriamo il demo uscito nel 2019. (altro…)
(Vic Records) La Vic ha già pubblicato “Fondations II” con pezzi dei deno “Triad” del 1999 e due da un demo del 2003. Questo volume pesca i demo “The Nemesis” del 1983 e “Inception Day” del 1984. Rispettivamente otto e cinque pezzi. La band è statunitense, classe 1984 ma in realtà in precedenza si chiamava Nemesis e il primo dei due demo previsti dalla raccolta è proprio di questa (altro…)
(Autoproduzione) Non si può certo dire che l’isola di Cipro sia aliena al power e all’epic metal, dato che da qui provengono sia i Solitary Sabred che i Winter’s Verge: diciamo quindi che i bravi Harmonize non sono del tutto una sorpresa. Nel loro debut, i nostri mostrano un sound citazionista veramente particolare e (altro…)
(Metalville) I tedeschi Harpyie sono forse gli estremisti modernizzanti del Mittelalter Rock (o Metal): in questo disco reinterpretano alla loro maniera undici classici della scena, generando una vera e propria battaglia fra i suoni originali e le loro riletture. (altro…)

(No Remorse Records) Ecco un comeback che valga la pena ascoltare! Gli US metallers Hittman erano inattivi dal 1993, dopo aver pubblicato due album di gran qualità (il debut autotitolato del 1998, e “Vivas Machina”). (altro…)

(Nuclear Blast Tonträger Produktions- und Vertriebs GmbH) Il momento da me più atteso dal punto di vista musicale da tre anni a questa parte è giunto: dopo una trionfale tournée ed un promettente singolo (“Pumpkins United”), la famiglia allargata degli Helloween pubblica ora un album dal valore storico inestimabile. (altro…)
(autoproduzione) Quattro composizioni dalla durata importante formano questo cosmo sonoro che alberga in “Haereis”. L’omonima band si cimenta in scenari psichdelici e ambient dalla forma onirica e visionaria. Tony Colina (hammond, già con Fear Of The Storm), Gaetano Fontanazza (chitarra, impegnato in (altro…)

(Inverse Records / Särö) Nonostante i finlandesi Hundred Headless Horsemen siano attivi dal 2014, finora hanno diffuso solo alcuni EP e singoli, pertanto “Apokalepsia” si propone come vero e proprio debutto, svelando sorprese ed una impostazione artistica non certamente prevedibile o comune. (altro…)

(Heavy Psych Sounds) Tra il doom e il rock, tra il progressive heavy e lo stoner: giungono così al secondo lavoro gli americani Hippie Death Cult, i quali debuttarono solo un paio di anni fa con l’acclamato “111”. La band si formò grazie all’ispirazione artistica del chitarrista Eddie Brnabic che trovò subito in Laura Phillips, basso, la persona perfetta per materializzare la sua visione in quanto unendosi alla band ha anche portato con se il suo batterista, Ryan Moore. (altro…)
(AFM Records) Il nuovo disco di Herman Frank, il quinto della sua carriera solista, mi appare meno riuscito del precedente, “Fight The Fear” (recensione qui). Sembra proprio che, pur senza assolutamente demeritare, l’ex-Accept si sia stavolta limitato al compitino sul sicuro… Arrembante “Teutonic Order”, una specie di versione leggermente modernizzata dell’Accept sound; (altro…)