Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
QUIET CONFUSION – “Magella”

(Go Down Records) Ascoltando i Quite Confusion si ha la netta sensazione di sentire gente che ha esperienza, che sa quello che fa, che ha alle spalle un sacco di concerti, ma soprattutto che sa che suoni far uscire dagli strumenti e che atmosfera creare. (altro…)
CHARLIE GRIFFITHS – “Tiktaalika”

(Inside Out Music) Charlie Griffiths, il chitarrista delle prog metal band inglese Haken, si spinge oltre con il suo debutto da solista, un ambiente nel quale ogni ipotetico confine viene demolito, dando all’artista la libertà di cercare ogni sfogo stilistico possibile. (altro…)
ASTRONOID – “Radiant Bloom”

(Century Media Records) Maledettamente complessi, contorti, impenetrabili… quasi indescrivibili. “Radiant Bloom” è il terzo album del quartetto americano Astronoid, forse il punto di convergenza della loro eccentrica crescita stilistica. (altro…)
THE FROZEN AUTUMN – “Pale Awakening” (Reissue)
(Avantgarde Music) Dopo il demo tape “Oblivion” gli italiani The Frozen Autumn pubblicarono questo loro album di esordio. Era il 1995 e queste atmosfere oniriche, da viaggio, malinconiche, fredde o crepuscolari erano tinte con i pennelli della darkwave e un mare di sintetizzatori che rendevano il tutto dinamico ed anche pop. La (altro…)
ANTIGAMA – “Whiteout”
(Selfmadegod Records) Hanno pubblicato otto album in ventidue anni gli Antigama, affiancandoli però da una sterminata serie di split e qualche EP. I polacchi sono tra i principali estremisti del continente ma a loro modo anche sperimentatori dell’universo death-grind del continente europeo. Un manipolo di estremisti, loro infatti sono quattro (altro…)
GOD IS AN ASTRONAUT – “The Beginning Of The End” (Re-Recording)
(Napalm Records) Al Windmill Lane Recording Studio di Dublino i God Is An Astronaut sono ritornati verso un proprio pezzo di storia nonché di storia del post rock. Gli irlandesi hanno infatti nuovamente eseguito (altro…)
HAILMARY – “Disturbing The Peace”
(Eönian Records) Disturbare la pace, rompere una certa armonia… sembra essere un titolo azzeccato questo degli americani Hailmary… ovvero una parentesi artistica dei più noti Leatherwolf. (altro…)
ALTARS – “Ascetic Reflection”
(Everlasting Spew Records) L’evoluzione avuta dal death metal negli ultimi anni ha portato il genere ad alcune derive che poco o nulla hanno a che vedere con il death stesso. (altro…)
SWEET FREEDOM – “According to Jörgen Schelander”

(Melodic Passion Records) Jörgen Schelander è un nome noto: il tastierista svedese ha militato in svariate bands, compresi gli storici finlandesi Oz e, più recentemente, nei prog metallers svedesi Misth, band nata dalle ceneri dei Mercury Fang, altro act che vedeva Jörgen coinvolto. (altro…)
UNHERZ – “Sinnkrise”
(Massacre Records) Autori di un rock che sporadicamente tocca il metal e questo aspetto non è affatto un punto a sfavore, i tedeschi Unherz sono al nono album in dodici anni. I musicisti teutonici usano da sempre il loro idioma e “Sinnkrise” non fa dunque alcuna eccezione. Un’atmosfera calda, a tratti riflessiva ma spesso passionale, per questo (altro…)
JONES STREET – “Out Of The Gutter” (Reissue/New Edition)
(Eönian Records) Questa release è un altro passo in avanti da parte della Eönian Records verso la riscoperta di un passato hard & glam, un passato fatto di gemme pressoché sconosciute, proprio come questo travolgente disco dei Jones Street. La release è di fatto una reissue in versione rinnovata di “Dancin’ with the Devil” (fuori stampa da una vita), album uscito nel 1995… proprio nel mezzo dell’epoca decadente del mercato di questo genere musicale, al tempo ormai già travolto dalla decadenza del grunge e degli altri generi poco festosi tipici del trend di quell’epoca. (altro…)
LESLIE RIPP – “The Riddle Of Steel”

(Sliptrick Records) Leslie Ripp, l’axe man americano con un passato (anni ’80) nei Rat Attack, non ha mai smesso di suonare, anzi, mantiene viva una sua personale tradizione di composizioni strumentali ricche di tematiche, le quali ispirano il suo stile caratteristico, tecnico e coinvolgente. (altro…)
NEGATIVE THIRTEEN – “Mourning Asteri”
(autoproduzione) Sono tutti degli ex Negative Theory i Negative Thirteen e solo la bassista Mary Bielich rispetto agli altri vanta una partecipazione a uno stuolo di band. I quattro Negative 13 orbitano tutti nella zona di Pittsburgh in Pennsylvania e si è ben capito che emergono dall’underground. Nel 2021 hanno pubblicato l’album d’esordio (altro…)
HIROE – “Wrought”
(Pelagic Records) Emerge da Philadeplphia il sound degli Hiroe, artigiani di un post rock che non presenta novità pur massimizzando le atmosfere e i conseguenti stati d’animo generati da tali ambientazioni. “Wrought” è un fluire, uno scorrere che annienta il tempo. Un (altro…)
UNHOLDUN – “Unholdun”
(Purity Through Fire) Francia e Portogallo sono probabilmente gli unici due paesi al mondo che hanno la fortuna di poter ospitare una scena black metal sotterranea, fatta di album registrati dal vivo, magari in luoghi blasfemi… (altro…)
BATTLELORE – “The Return Of The Shadow”

(Napalm Records) Alla faccia della continuità! Dopo ben undici anni dal precedente lavoro, ecco arrivare l’atteso (i nostri si sono riformati nel 2016) nuovo settimo album dei finlandesi mascherati. (altro…)
FONSADERA – “Macabre Damp”
(Inferna Profundus) Prendete un LP della vostra collezione, rovinatelo con una serie di tagli di machete, buttateci sopra del sangue sacrificale, spaccate la puntina del giradischi e fate girare sull’aggeggio il suddetto disco. Avrete all’incirca una vaga idea di come suona questo disco. (altro…)
DEEP SPACE MASK – “In Tenebris”

(Argonauta Records) I francesi Deep Space Mask sono leggermente cambiati dall’ultimo album (recensione qui). I suoni si son fatti leggermente più oscuri, lenti e pesanti. (altro…)
CHARLOTTE – “Charlotte”

(Eönian Records) Storie di rock, di vita, di bands. Questi americani si formarono nel 1986, epoca d’oro se consideriamo che il loro genere ruota attorno all’hard rock. L (altro…)
DOGMATHICA – “Schema”
(Autoproduzione) Secondo album per Dogmathica, formazione italiana attiva dal 2006. Dopo la tipica trafila di avvicendamenti in seno alla line up ed esperienze live, la band trova finalmente una certa stabilità nel 2017, anno in cui incide il debutto “Start Becoming Nothing”, uscito nel 2018 (recensione qui). (altro…)
ROTTENNESS – “Violentopia”
(Selfmadegod Records) Realtà messicana fondata da Jaleel Castillo che arriva al nuovo album attraverso una nuova line-up creatasi negli ultimi anni e che porta a due le nazionalità della band, visto che qualcuno degli elementi è degli Stati Uniti d’America. “Violentopia” esce undici anni dopo il secondo album e dopo i recenti split e demo. I Rottenness (altro…)
HORIZON IGNITED – “Towards The Dying Lands”

(Nuclear Blast Records) È una dannazione la mia e quella di molti colleghi. Migliaia di bands sfornano ogni giorno nuova musica. Alle testate vengono sottoposti più album di quanti umanamente possa essere possibile ascoltare… sia nell’abito di una redazione che da parte del pubblico. Si cerca di far suonare più volte un album, si prova a carpirne i punti chiave, di entrare nei suoi meandri… cosa che spesso è affidata ad una dote innata. (altro…)
PROTECTOR – “Excessive Outburst Of Depravity”
(High Roller Records) Il primo album dei Protector si intitola “Golem” ed è stato pubblicato nel 1988 e allora si dimostrò un feroce esempio di thrash-death metal nello stile del blasonato metal estremo tedesco capitanato da gente come Kreator, Sodom e così via. La band ha (altro…)
INSTIGATE – “Unheeded Warnings Of Decay”

(Everlasting Spew Records) No, no, no! Mamma proprio non vuole che tu ascolti a palla gli italiani Instigate. No! Giammai! Troppo rumore, troppo casino, volume sempre troppo alto… anche in cuffia! (altro…)
ILLUM ADORA – “Miasma of a Damned Soul” (EP)
(Folter Records / Alive) Il duo di Coblenza negli ultimi due anni ha pubblicato due EP, uno split e il secondo album. Prima ancora diverse pubblicazioni minori. Hurricane Hellfukker, voce e fondatore di questo progetto black metal, ex-Zarathustra/Cruel Force e (altro…)
FURIS IGNIS – “Turm”
(Iron Bonehead Productions) Cinque tracce, di cui una supera abbondantemente gli undici minuti, vanno a comporre il secondo album dei tedeschi Furis Ignis, a distanza ravvicinata dal precedente lavoro, targato sempre 2022. (altro…)
SERPENT SPAWN – “Crypt of Torment” (EP)
(Iron Bonehead Productions) Black brutal in pieno stile americano, niente di più, niente di meno. (altro…)
MALPHAS – “Divinity’s Fall”
(Folter Records) Una lunghissima ed epica intro apre al secondo album degli svizzeri Malphas, seguita da otto bombe sonore.. in pieno stile Watain. (altro…)
MUNICIPAL WASTE – “Electrified Brain”

(Nuclear Blast Records) Qualche anno fa, Angus Young, rispondendo ad una domanda durante un’intervista disse: ”Alcuni dicono che abbiamo tredici album che sembrano tutti uguali. Non è vero, abbiamo quattordici album che sembrano tutti uguali”. (altro…)
OPHIDIAN FOREST – “Tales of Doom and Ignorance”

(Subcontinental Extreme) Continua il viaggio di questa band prog-black internazionale, ora ubicata tra USA ed Olanda. Brani composti e registrati tra il 2016 ed il 2020 danno degno seguito a “votIVe” del 2018 (recensione qui), evolvendo ulteriormente il suono, affinandolo, rendendolo più potete, ancor più misterioso, decisamente più pulito ma non certamente meno contorto. (altro…)
WITCHFINDER – “Endless Garden” (EP)

(Mrs Red Sound) Da non confondere con i quasi omonimi inglesi, con cui condividono il genere musicale, i francesi Witchfinder propongono la loro versione del doom, molto attaccata allo sludge e alla psichedelia, anche se questo ultimo aspetto compare molto di meno rispetto alla discografia precedente. (altro…)
OCTO CRURA – “Tagmata”
(darkTunes Music Group) Sono due le voci femminili che capitalizzano il cantato dei Octo Crura. Un particolare che rompe le abitudini in fatto di cantato nell’ambito del metal. La band italiana possiede un sound tellurico, imbastito con groove metal, l’ausilio di (altro…)
DEREK SHERINIAN – “Vortex”

(InsideOut Music) Ci ha preso gusto con gli album solisti il leggendario Derek! Certo, stiamo parlando di uno che vanta sette dischi pubblicati in poco più di un decennio… ma è altrettanto vero che dopo “Oceana” del 2011 ha avuto ben altri impegni (ad esempio Sons of Apollo e Planet X, oltre che gli innumerevoli progetti nei quali è stato coinvolto, tra questi Dream Theater, Kiss, Yngwie Malmsteen, Billy Idol, Timo Tolkki’s Avalon o Black Label Society) per potersi concentrare su un album con il suo nome sopra. (altro…)
(autoproduzione) Si concentra in dieci minuti e oltre la musica suonata dai
(Iron Bonehead Productions) Dopo il convincente esordio dello scorso anno (recensione