THE CHANT OF TREES – “The Chant of Trees”
(Shaman Voice Production) Nati da una costola dei pagan metallers francesi Himinbjorg, The Chant of Trees propongono un folk metal ricco di contaminazioni. La titletrack alterna una parte acustica, con parlato, a una improvvisa elettrificazione lasciata a intensi vocalizzi: ecco subito presenti le due anime (altro…)

(Selfmadegod Records) Terzo e devastante full length per la formazione di Cracovia, costituita da gente che ci va giù pesante! Thrash metal dai risvolti crossover, in buona sostanza si prendano schemi classicamente thrash metal suonati a certe velocità e ci si metta 
(Trollzorn Records) Ecco una band che non mi sarei mai aspettato di vedere di nuovo in pista! Già di per sé una mosca bianca (suonano celtic folk, ma vengono dal Brasile!), i Tuatha de Danann si erano fatti notare all’inizio degli anni 2000 con un buon trittico di dischi; 

(Art Gates Records) Un concept di power fantasy metal: nulla di più, nulla di meno. Questo significa che gli spagnoli Theragon sono così nostalgici, determinati, o magari, secondo alcuni, sconsiderati, da proporre per il loro esordio una formula e un mood che andava forte venti se non venticinque anni fa!
(Black Widow Records) Nonostante si tratti di una band in circolazione ‘solo’ da trent’anni, The Black è indubbiamente una pietra miliare del metal italiano. Il suo mastermind, Mario Di Donato (ex Unreal Terror e ex Requiem) non smette di condurre questa proposta occulta e pregna di deliziosa e progressiva malvagità, nonostante i dieci anni trascorsi dall’ultimo lavoro e nonostante la sua vita si stia affacciando al settimo decennio.
(Barren Void Records) Secondo EP dei Totalitarian ed entrambi successivi al full length di debutto “De Arte Tragoediae Divinae” del 2017. Venticinque minuti in totale per queste due composizioni di natura blackened death metal con
(Invictus Productions) Secondo album a sei anni dalla loro formazione per gli austriaci Transilvania. Autori di un metal rude, potente, venato da melodie arcane e misteriose, epiche e sanguinanti, insomma autori di black metal. I loro riff spesso nervosi quanto estremi, brutali, come in “Hekateion”, ed
(Echozone / Bob-Media) I berlinesi pubblicano un’edizione speciale del loro quinto e ultimo album pubblicato nel 2019 con Calygram Records. Consta di diciassette canzoni e dunque quattro in più rispetto all’originale e tutte versioni sono le strumentali
(WTF Records) I Toxic Youth sono una band hardcore milanese che ha fatto fuoco e fiamme negli anni ’90. Sono fermi dal 2007 ma finalmente è successo qualcosa, due anni fa, e dunque rieccoli con un nuovo album e addirittura pubblicato dalla WTF Records. L’etichetta olandese, per quanto giovane, è un sincero
(Trollzorn Records) Il pregio della coerenza, il difetto della staticità: forse possiamo riassumere così, in poche parole, l’esito del sesto album dei Thrudvangar, che mancavano sulle scene ormai dal 2013. I tedeschi suonano ‘classico viking metal’, magari tendente al black: 
(M.U.S.I.C. Records) Duo francese dedito a un folk metal originale e avvolgente, i Twisted Mist sono al terzo album; ma si premurano di segnalare che questo è il disco della svolta, molto più metal dei due precedenti e molto più ‘estremo’.
(Cruz del Sur Records) Netto ed apprezzabile miglioramento dei nordirlandesi Terminus, in realtà progetto del polistrumentista David Gillespie, affiancato al microfono soltanto dall’amico James Beattie: se “The Reaper’s Spiral” (
(My Kingdom Music) Band sempre al di sopra dei comuni schemi e con un linguaggio arcano, poetico quanto ermetico. Sono questo, ancora, i The Magik Way, nostrana realtà occult rock o ritualistic occult music come si usa dire quando ci si rivolge a
(The Cult of Destiny Records) ‘Norvegia’ ed ‘Heavy metal classico’ possono stare nella stessa frase, lo avevano già dimostrato formazioni come i Cyclophonia, i Lucid Dreams o i Wail… oggi aggiungiamo alla lista The Cult of Destiny, una diramazione più 
(Steamhammer/SPV) Gli (auto)paragoni con i Judas Priest di “Firepower” sono forse esagerati, ma i Turbokill sono certamente una buona band: i tedeschi giungono al debut dopo l’EP del 2018, e propongono in “Vice World” dodici brani che loro definiscono
(Soulseller Records) Terzo album per i norvegesi The Deviant che sfoderano del blackened death metal estremo, furioso e smaccatamente scandinavo. Si sente la tradizione death metal di quelle latitudini, quanto le variazioni irruente
(Andromeda Relix) “In the Storm” apre con eleganza e un tocco vagamente Pearl Jam della loro età più matura. Fortunatamente il prosieguo nell’album “Samsara”, con brani come “Each Day a Crossroad”, che è un incantesimo che riprende
(Punishment 18 Records) Nelle note per la stampa fornite dalla Punishment 18 sui Torment c’è un passo che ben descrive i primi momenti dell’album: «una cover band che attinge alla scena thrash anni ’80, eseguendo varie songs di 

(Andromeda Relix) Alla già folta discografia di mr Tuscano si aggiunge questo progetto, pensato durante la chiusura forzata per motivi sanitari e registrato in pochissimi giorni a lockdown finito.
(Autoproduzione) Ci sono anche band folk/pagan metal sudamericane, chi conosce davvero bene la scena lo sa: gli argentini Skiltron, ad esempio, o i brasiliani Tuatha de Danann, tra l’altro da poco ritornati sulla scena. Dal Brasile vengono anche i Tandra, che si autoproducono il loro interessante debut “Time and Eternity”. La intro anticipa i temi
(Interstellar Smoke Records) Questo secondo album della band di Detroit ha la caratteristica di essere stato scritto precedentemente al suo primo e omonimo album, pubblicato nel marzo dello scorso anno. Temple Of The Fuzz Witch infondono nelle proprie composizioni doom puro 

(Steamhammer / SPV)Con il terzo album la ex cover band di King Diamond prosegue un percorso di evoluzione capace di dipingere un’identità più chiara, più definita… tanto che ormai le similitudini con King sono solo estetiche -grazie alla componente horror- e legate alla fantastica voce di KK Fossor (Troy Norr). 

(Insideout Music) Dal momento in cui Mr Townsend ha deciso di proseguire in solitaria il proprio cammino artistico, diventando di fatto un solista piuttosto che una vera e propria band, il carismatico autore canadese non ha lesinato materiale. In particolare