THRUDVANGAR – “Tiwaz”
(Massacre/Audioglobe) I Thrudvangar bazzicano da anni i palchi germanici, ma – anche a causa della scelta di cantare in tedesco – sono poco noti in area mediterranea: in ogni caso questo è il quinto album di una carriera non stellare ma neanche del tutto negativa. I nostri ci sparano subito la titletrack: pagan/black di sostanza, ‘alla tedesca’ ovviamente, cioè senza troppa inventiva ma con grande potenza (altro…)
(Scarlet/Audioglobe) Indovinate un po’? Gli svedesi Twins Crew, fautori di un apprezzabile symphonic power metal, portano questo monicker perché… i fondatori della band sono due gemelli entrambi chitarristi, Dennis e David Janglöv. “The northern Crusade” è il loro secondo disco, e pur senza far gridare al miracolo intrattiene piacevolmente. “Last Crusader” è una classicissima di symphonic power metal,
(Autoproduzione) Apprezzabile lo sforzo dei messicani Tritton, che in poco più di mezzora ci propongono il loro debut autoprodotto di heavy/thrash metal sparato a mille (tre dei brani erano già apparsi in un demo di qualche mese fa). Già dall’opener “Wanton War” è chiara la fedeltà della band ai dettami degli eighties: la singer Lorena Cabrera non è sempre perfetta ma ha una timbrica accattivante.
(Autoproduzione/High Roller Records) I The Levitation Hex sono una band formata da membri di Alchemist, Alarum e Aeon Of Horus, dunque si parla di un metal fatto in terra australiana e da musicisti con tendenze techno thrash/death metal. I The Levitation Hex tuttavia propongono un sound abbastanza sperimentale,
(Autoproduzione) Può un solo brano valere l’acquisto di un disco? Appena ho sentito in internet “The lost Tales”, il singolo che i newyorkesi Last Alliance hanno scelto per promuovere la propria musica in rete, ho capito di sì. Un brano così epico e maestoso mi ha riportato a quel tempo mitologico in cui i Manowar
(Nuclear Winter Records) Gli svedesi Trial potrebbero essere noti a qualcuno lì fuori per il loro debut di horror metal, “The Primordial Temple”, dell’anno scorso: oggi pubblicano per la Nuclear Winter Records un 7’’ ovviamente limitato a 500 copie. Dopo un’intro da messa nera, “To Dust” si rivela un pezzo kingdiamondiano,
(Autoproduzione) Estremi, molto estremi. Quel pizzico di sana e irriverente follia compositiva, mostrata tra strutture estreme, molto estreme, e improvvise variazioni tematiche, con melodie inaspettate. I The Senseless tritano le viscere, come lame che girano alla stregua della pale di un elicottero. Un sound che gioca
(GCM Factory/Alka Record Label/Black Widow Records) E’ un lavoro controverso questo “Love, Lust and Revenge”. La band ha un nome che mi fa pensare a cose goth-punk, nonostante abbia alle spalle già un discreta attività discografica fatta di due album e due EP. “Love, Lust and Revenge” possiede si qualcosa di decadente
(Nuclear Blast) I The Defiled sembrano una ricetta britannica, nata nella metà dello scorso decennio e definita nel 2011 con “Grave Times”, album che ha riscosso un certo successo. “Daggers” è un ulteriore sviluppo di questo insieme di ingredienti: industrial, metalcore, groove metal, nu metal. Soluzioni diverse eppure simili
(Aphelion Productions) Permettetemi un’affermazione in totale libertà, pur con la consapevolezza di non ascoltare tutto quello che viene pubblicato in Italia, ma solo ciò che ricevo, e con tutto il rispetto dei tanti che fanno buona musica, ma ritengo da sempre che i The True Endless siano il black metal in Italia e che come
(Iron Shield Records) E chi l’avrebbe mai detto che, dietro uno dei monicker più strani che mi sia mai capitato di sentire, avrei trovato una band capace e così deliziosamente vintage? Gli svedesi Thungsten Axe (…), dopo una cassetta (…) di quattro brani pubblicata nel 2011, danno alle stampe con il loro debut una manciata
(Autoproduzione) I The Beyond di Trento hanno dentro al sangue e nei neuroni il death metal, quello degli anni ’90. Old style in piena regola (la copertina poi ne è un buon segnale) basato su chitarre dai suoni cupi, ruvidi e da incubo e linee melodiche allucinate e macchiate di sangue e decadenza. Circa 15’ da obitorio, arredato da
(Autoproduzione) In Italia c’è qualcuno che vuole anteporre le nostre radici storiche per arricchire il metal del quale si fa portatore. Accade con i Tuchulcha (si legge tukulka ) di Volterra. La band proviene dunque dalla patria (non l’unica in Italia) degli etruschi e il nome, quello “di un demone etrusco dell’oltretomba
(Shadow Kingdom Records) Il doom è morte e decadenza, sofferenza e melodie malinconiche e i The Vein sono tutto questo. “Scouring the Wreckage of Time” è fabbricato con gli intenti e le idee di gente proveniente dagli Altar Oblivion di “Grand Gesture of Defiance” e da esperienze negli Ad Noctum. Gente danese
(Southworld) I più informati fra i nostri lettori ricorderanno sicuramente gli inglesi Tank, fra i pionieri della NWOBHM: nel 2007 la band si è sciolta burrascosamente in due formazioni che… si chiamano anch’esse Tank e pubblicano in maniera assolutamente indipendente l’una dall’altra. Qui ci occupiamo del ‘debut’ dei Tank
(Invictus/Ajna Offensive) Tetre sensazioni, oscure emozioni. Tenebre sonore che divorano tutto. E tutti. Imponente secondo lavoro per gli svedesi Tribulation che tornano dopo cinque anni dal precedente “The Horror” con questa opera complessa, imponente, maestosa. Un’ora ed un quarto di metallo marcio,
(Napalm Records) Per la critica ci sono due Tristania: quelli fino a “Illumination” (2007) e quelli successivi. Di fatto il salto tra “Illumination” ed il seguente “Rubicon” è quello che evidenzia il cambio della cantante femminile. Molti ritengono che i veri Tristania, quelli in gamba, hanno cessato di esistere già con
(My Graveyard/Masterpiece) Più di una decade è intercorsa fra la fondazione dei bergamaschi Thunder Axe e la pubblicazione del loro primo full-“length”, edito dalla sempre lungimirante My Graveyard Productions. Ben 12 i brani in questo disco di heavy metal onesto e rampante, che supera i 50 minuti di durata. “Iron Will” inizia le danze nel modo più classico che si possa immaginare, l’unica cosa che non convince al 100% è l’interpretazione vocale di Renato “The Joker” Forza, che sui toni più alti appare
(Videoradio) Musica! Vera musica! Che grande album, pieno di passione, di carica, di tecnica, di calore… e con una vocalist mitico che ancora una volta si esibisce in una performance stupenda! Band quasi tutta Italiana, concepita da Frank Caruso e Corrado “Nail” Ciceri, due vecchi amici che alla metà degli anni ’80 suonavano assieme negli Italiani Firehouse. Dopo vent’anni durante i quali Caruso ha suonato con Arachnes e String 24, il nuovo incontro con l’amico Nail,
(Frontier Records) Mi avvicino a questa opera con una strana sensazione. Sono un po’ stufo della moda delle rock opera a tutti i costi. Mi annoia il mercato dei cantanti ospiti (Sempre gli stessi). E quando Frontiers iniziò con i trailers della “nuova rock opera”, il buon Timo mi mentì spudoratamente quando gli scrissi in privato
(Avantgarde Music) Sperimentazione pura. Sperimentazione oscura. I Polacchi Thaw sono certamente una realtà diversa, particolare, unica. La direzione musicale assicura solamente decadenza di ogni sorta, senza inquadrare la band dentro un genere definito. Questi quarantadue minuti infatti racchiudono
(Dust On The Tracks) Cari lettori Dudley Taft non c’entra niente con un sito chiamato Metalhead. Non ha nulla a che vedere col metal, ma tra le cose Dust On The Tracks (etichetta tedesca dal variopinto roster) arrivate in redazione c’è anche il blues-rocker americano, già leader di Sweet Water e Second Coming.
(Season Of Mist) Sublime fusione tra death metal estremo, elettronica, concetti tribali ed costruzioni cinematografiche. Ma non solo: ci sono fattori sinfonici, industriali, avantgarde. E’ questa l’essenza degli olandesi TMDC, un essenza estremamente esplosiva, un’essenza che li rende unici,
(Dynamic Arts Records) E’ una band un po’ strana quella dei Torture Killer. Finlandesi, autori di un death metal che risente di diverse influenze ben radicate, posseggono però un sound muscolare, dinamico e anche in “Phobia” si ha la possibilità di ascoltare un insieme di canzoni che mischiano i modelli americani
(Moonlight Records) Questo debutto dei The Coffeen è a metà strada tra il tutto e il nulla. Il primo è rappresentato da sei canzoni che mischiano più cose, sonorità, ma anche atteggiamenti. Il nulla può essere il rischio di non piacere a chi non ha nelle proprie preferenze certi modelli proposti dai The Coffeen.
(Sliptrick Records) I Thyreos vengono dalla Svezia, e nonostante l’altisonante nome epico sono decisamente una band alla mano, capace di esprimersi attraverso pezzi brevi e diretti. Infatti “I don’t live to fail”, il loro secondo disco, allinea dodici brani che, tranne due eccezioni, sono sempre sotto i quattro minuti; il risultato finale
(Party Smasher/BMG) Una volta un amico mi disse “devi ascoltare questi, a te che piacciono cose estreme ti entusiasmeranno”. Quando avviò la riproduzione di “Calculating Infinity” i suoi occhi vispi e le labbra a mo’ di sorriso, si stancarono nel non leggere sul mio volto i sintomi dell’entusiasmo! No dai, ricordi a parte
(Temple of Torturous) La materia oscura di Wiedergaenger, titolare unico del progetto, è piuttosto varia. Total Negation per stile generale mi ha ricordato i Bethlehem, con la differenza che Wiedergaenger è meno folle, ma anche lui è della Westphalia, indugia in passaggi che vanno dal death/dark metal al black metal e anche lui tende
(AFM Records) Il titolo annuncia che è il terzo lavoro degli heavy rockers di Würzburg. I teutoni The New Black si ripropongono con il proprio sound fatto di hard rock, heavy metal (o quasi) e rock, fatto di durezza, di un qualcosa di selvatico o comunque non patinato. Il tutto è sempre convolato nei giusti schemi,
(Agonia Records) Lo sanno tutti. Il blues sta alle radici. Poi qualcuno ha pigiato sull’acceleratore ed è nato il rock’n’roll. Poi è esplosa una specie di cometa, dalla quale tutto il resto è derivato. Ma ci sono le incongruenze spazio-temporali. Ci sono le cose assurde. Quei casi che la scienza non riesce a spiegare e che etichetta
(Torn Flesh Records) Throne Of Malediction è una formazione retta da Eric Horner e della sua compagna Jessica. Li abbiamo già conosciuti per uno slit
(Candlelight Records) I The Meads Of Asphodel sono una delle band più assurde che popolano la scena metal. Personalmente ritengo che in fondo siano brillanti, nonostante “The Murder of Jesus the Jew” si sia preso da me (l’unico?) quattro. Contraddizione? Forse, ma è la band di inglese ad esserlo
(Autoproduzione) Dopo il buon “Tyrants and Men” il Solitario di Anchorage, Hiram Lohr (sono io che mi prendo la libertà di appellarlo in tal modo), ritorna con un nuovo lavoro. “Kingdom of America” è un EP che risente, come l’antecedente album “Thousand Year War”, del melodic death metal svedese,
(Debemur Morti Prod./Audioglobe) Ristampa dell’album solista di Vindsval, sotto il nome “The Eye”, dei Blut Aus Nord. “Supremacy” è uscito nel 1997 ed è una proposta di black metal ipnotico, ripetitivo negli schemi, con distorsioni fredde e dalla filosofia che abbraccia il mito
(Autoproduzione) Questo lavoro è una festa, è un’allegra e genuina manifestazione del rock, contaminato dal blues e dall’hard rock anni ’60-’70. La produzione cristallina lascia capire che è materiale recente, tuttavia è uno stile, quello degli statunitensi The Unclean,