THRONE OF MALEDICTION – “Out of Darkness Comes Light”
(Torn Flesh Records) Throne Of Malediction è una formazione retta da Eric Horner e della sua compagna Jessica. Li abbiamo già conosciuti per uno slit QUI. Il nuovo album è una sorta di poema epico. C’è un inizio, “Shadow Mass” intro con tastiere e l’ululato del vento, c’è un suo svolgimento, fatto di tredici canzoni in tutto (altro…)
(Revalve Records) Il trittico iniziale sono le colonne d’ercole di “Megantereon”: i quasi 8’ di “Beyond the Gates of Pluto”, la breve “Ira” e poi “Dispossession” (troppo antologica verso i Metallica) rivelano una buona padronanza tecnica dei musicisti ma anche un songwriting fatto di mestiere.
Gli Addiction For Destruction saltano fuori dal mezzo del regno dell’est europeo. Vengono da Mosca, in Russia, con un sleaze rock molto solido, potente, dinamico ed estremamente originale. Si ispirano a grandi band del passato, come i Guns ‘n’ Roses, ma hanno personalità, una forte identità, e sono molto determinati a raggiungere il loro scopo: dominare il mondo! Durante il tour Italiano ho avuto l’opportunità di vederli all’Old Saloon, dove ho rubato loro del tempo per catturare questa intervista, con tutta la band sedutami attorno, pochi minuti prima dello spettacolo. (
(Rookies + Kings / SPV) Eeeh rock ‘n rooulah! Pronunciato con cadenza tedesca. Gli SpitFire sono un trio germanico con l’indole del rock ‘n roll più sfrenato e che contamina il loro hard rock classico, viscerale, strafottente e che a più riprese occhieggia al punk rock. Selvaggi, melodici, scatenati.
(Noiseheadrecords) Una storia stupenda. Pervasa dalla tristezza, e ricca di speranza. E’ questo che racconta la musica proposta in questo album interamente strumentale, altamente emozionale, del bassista dei Solid Vision, Lucio Manca. Un progressive metal, che a tratti mi ricorda i lavori di Derek Sherinian,
(Ukem Records) Sono due band inglesi a divedersi questo split per la linea oldstyle sempreverde che la Ukem propone sovente nelle proprie pubblicazioni. Gli Úlfarr (ovvero Hellfire, tutti gli strumenti, e Azrael, voce) sono autori di un paio di demo e si presentano nello split con quattro pezzi, dei quali uno è un’intro,
(Dark Essence Records) Sette anni è durata la genesi di questo album. Sette anni di silenzio, dopo i quali ci sono due possibilità: la solita reunion, o un lavoro imponente. L’oscurità che trapela da questo nuovo lavoro, la sublime qualità di questo death metal tetro, al quale è stato iniettato un feeling decisamente black,
(This Is Core Music) Ecco il nuovo EP degli Screaming Eyes di Mondovì, una pubblicazione forte della maggiore esperienza acquisita nel frattempo dalla band (molti concerti fuori dall’Italia e un debut album con Ettore Rigotti) e di una produzione che offre una patina di perfezione ai suoni. Tre canzoni dirette, potenti, esplosive.
(Do Or Die Records) Nocturne è una one-man-band di Chicago. Dan Klein, batterista dei Deist, si esibisce in questo “Ave Noctem” con uno stile decisamente proprio. Il sound è un blackened death metal che sembra ricalcare i clichè polacchi e scandinavi e con melodie vagamente pagan/viking e comunque di taglio epico.
(Autoproduzione) Hail Black metal! Ma non dalla Scandinavia o terre del Nord Europa, bensì da Cuba. Narbeleth è L. Dakkar, voce e strumenti, il quale ha inciso quattro canzoni, delle quali una dal vivo e registrata in modo
“La storia è fatta di eventi…E la storia va vissuta nel suo pieno”
(ToT Sweden) Si muore, c’è il trapasso dalle spoglie mortali, destinate a marcire nell’oblio, e il resto che c’è o si presume di avere andrà oltre. “Sky Burial” una colonna sonora di questo, pensata e suonata da Echtra, musicista di Olympia, dalle parti di Washington, una città che negli anni ’90 significava Bikini Kill e Riot Girrrls.
(Maple Metal Records) Ho dovuto ascoltare più volte l’esordio degli Eclipse Prophecy per farmi un’idea su come giudicarlo. Il problema era che, affrontandolo come di consuetudine senza lasciarmi influenzare dalle info promozionali, non riuscivo ad inquadrare la direzione del sound e soprattutto la nazionalità.
(Videoradio) L’arte non sempre è quantificabile in numeri e identificabile in parole. Voti e giudizi possono essere inadatti, soprattutto di fronte ad opere di una bellezza unica o tale che non si può far altro che ammirarla e tacere. Il chitarrista sardo di flamenco Claudio Deoricibus realizza un nuovo album, con la collaborazione
(Acid Cosmonaut Records) Dove il doom sconfina nello stoner, dove gli anni ’70 si fondono nei ’90, lì siedono i belgi Lothorian: una formazione giovane e interessante, che non ha ancora pubblicato un album ma è al secondo ep. Un basso iper-distorto, chitarre tenebrose e un drumming che dà molto risalto ai piatti
(Wasted State Records) Suoni corrotti, marci e sporchi. Questa band scozzese prende il suono e lo stringe in un pugno di ferro, lo frantuma, lo distrugge, lo scaraventa al suolo, lo calpesta, ci sputa sopra. Suonano così vintage, così volgari… così devastati. Il loro genere è assolutamente stoner, uno stoner strafatto, demolito,
(Autoproduzione) Questa band parigina si presenta con un EP dal ragguardevole potenziale. Sonorità definite da soluzioni alla Meshuggah, ma loro sono meno tortuosi e violenti, Aside From A Day, spunti groove metal
(Devouter Records) Se “El Mal del Bien” era un buon album (
(Napalm Records) I F.K.Ü. sono come un frutto da sbucciare. Tolto di mezzo il nome pittoresco, F.K.Ü. sta per “Freddy Krueger’s Ünderwear”, la copertina horror, il fatto che “4: Rise of the Mosh Mongers” è il quarto album
(Napalm/Audioglobe) Non so quanti di voi siano mai stati ad un ‘Mittelaltermarkt’: si tratta di un particolare tipo di fiera, molto diffuso nei paesi di lingua tedesca in primavera ed estate, dove tutto è a tema medievale. Quasi sempre, a queste iniziative vengono invitati gruppi musicali rock o folk perché allietino l’atmosfera
(Listenable Records) Suoni dissonanti, ritmi brutali. Atmosfere coinvolgenti, momenti di ansia ed infine rabbia mostruosa. Un album che è l’esibizione delle ferite del genere umano, del collasso dei sistemi, della discesa verso la devastazione. Death metal spinto verso livelli alternativi, con influenze black,
(Metal Scrap Records ) Vadim Pashutin (ex-Gross Grolland, chitarrista ed anche produttore) concepì questo progetto musicale a metà degli anni 2000. Il tempo e l’evoluzione della formazione, nella quale è entrata Yulia Tikhomirova, voce, ha modellato una band dalla forte connotazione gothic e in alcuni frangenti di natura
(Moonlight Rec./ Masterpiece/Season Of Mist) Se ascoltate l’heavy metal e tutte le sue sfumature e avete anche una forte propensione per il rock dei primissimi anni ’70, e ultimi ’60, gli Shinin’ Shade sono per voi. Suonano per voi. Il tocco alla Tony Iommi, quello di Alvin Lee, ma narcotizzato, ovviamente bluesy & acid,
(Punishment 18 Records) Sarà un caso, ma in questi ultimi mesi mi è capitato di recensire diverse band friuliane che erano peraltro tutte eccellenti, e gli Hammered non vengono meno a questa regola! I nostri sono in giro da diversi anni (in principio sotto il monicker Trauma) ma questo è il loro debut sulla lunga distanza:
(W.T.C. Productions) Un marciume corrotto che lentamente sgorga dalle note di questo album, come sangue purulento da una ferita infetta. Chitarre che ipnotizzano con arpeggi estremamente distorti, immensamente perversi. Black metal puro, black metal di quello tagliente, malvagio, angosciante.
(Maple Metal Records) Memorain, ovvero come costruire un super-gruppo ex novo. La band di origine greca arriva al quarto album (uscito lo scorso anno) con l’ausilio di Steve DiGiorgio al basso, Gene Hoglan alla batteria, Ralph Santolla (Deicide, Obituary e altri) ad una delle due chitarre e Chris Valagao (Zimmers Hole,
(FDA Rekotz/Soulfood Music) I Bovine si presentano al mondo con una citazione storica stampata sul debut album, il quale contiene musica non facilmente definibile. Il quartetto di Birmingham esibisce un sound fatto di hardcore, stoner, rock, metal, grunge. A dire il vero l’etichetta discografica parla di altro, 
(FDA Rekotz) Un anno e poco più ed ecco che i teutoni Revel In Flesh si rifanno vivi con un nuovo album, il secondo. Il precedente “Deathevokation” ha ben impressionato (
(Massacre Records) Ascolto con piacere questo album. Un ottimo black metal di stampo moderno, sicuramente non grezzo, ma nemmeno prettamente sinfonico, uno stile che probabilmente si colloca a metà strada tra il death ed il black. E’ un album piacevole ,godibile, tecnico e potente.
(Soulseller Records) “Time to Repent” è stato un album che deve aver avuto un buon riscontro e così in meno di due anni i norvegesi Devil si sono rifatti vivi con un altro full length. Prima di questo “Gather the Sinners” è stata pubblicata anche una compilation (
(Revave Records) In un momento in cui l’ondata melodic death metal sembra (e sottolineo “sembra”) essersi ridotta, arriva una release di marca italiana che ripropone il genere, ma attraverso una chiave personale e comunque elaborata con attenzione. I romani Black Therapy sono al debut album,
(Rock’n’Growl) Qualche tempo fa ho recensito, senza troppo entusiasmo a dire il vero, il debut dei Raven Lord (
(Autoproduzione) Ecco qui una cosa che non avevo ancora visto: un trio heavy metal formato da due ex-wrestler! I losangelini Brute Forcz hanno autoprodotto il loro debut già l’anno passato, ma solo oggi la Pure Steel Records decide di promuoverlo (non ri-pubblicarlo, soltanto promuoverlo) sul mercato europeo.