MOTHERMOUND – “The Burden of Tomorrow”
(Hollow Earth Records) Già dall’indefinibile copertina si può immaginare come gli sloveni Mothermound si dedichino a un metallo oscuro e violento: quello che non potevo sapere è che il loro sound è una mirabile commistione di più generi, che funziona decisamente bene nonostante qualche piccola lungaggine di troppo. Sotto questo nome la band è attiva soltanto da 4 anni, e (altro…)
(Tenacity Music) L’idea che una deathcore band presenti un uomo e una donna alla voce, è già di per se un aspetto che dovrebbe offrire un sound con qualcosa di più. Il fatto poi che “Until the Whole World Dies...” sia un debut album, ma non la prima cosa fatta dai Conjonctive, dovrebbe tenere comunque le aspettative ben calme. Analizzando già con più ascolti questi mastini del deathcore
(OneStep Management) Il lavoro nobilita l’uomo. Recita così un vecchio modo di dire che ben si addice agli italiani Arhythmia. La formazione sarda nasce nel 2004 e fino ad oggi ha lavorato molto e con costanza per crearsi una reputazione. Grazie a due album e una buona trafila live, svolta spesso al fianco di nomi illustri, come Sepultura, Hatebreed, Symphony X, Linea 77 e il recente ruolo
L’Ucraina non è un posto facile. Ci sono problemi, e le cose devono assolutamente migliorare, ma il processo è complicato. Ma in questo paese ci sono delle bands molto valide, ci sono dei ragazzi che vogliono dire qualcosa al mondo, qualcosa che sia un metallo pesantissimo. Una di queste bands è Hell:On. Abbiamo sfruttato l’occasione di poter loro fare delle domande… e Alexandr Baev (voce) con Anton Vorozhtsov (chitarra) sono stati felici di rispondere, dimostrandosi intelligenti, professionali e con un buon senso dell’umorismo.
(Inverse Records) Secondo ep in due anni per i finlandesi Blind Secrecy, che pubblicano per Inverse Records: la band è però attiva fin dal 2006 con una bella sfilza di demo. Il loro progressive/melodic metal è moderno, e mantiene comunque molte delle caratteristiche del sound tipico dell’Europa del Nord: boombastico, abbastanza veloce, con in più una certa matrice classic heavy in sottofondo.
(Hells Headbangers Records) Con una band dal nome così, cosa potete aspettarvi? Esatto, uno sporchissimo speed/thrash con qualche venatura horror! Gli October 31, della Virginia, hanno una lunga carriera underground alle spalle (l’anno di fondazione è il 1995), con tre full-“length” e una pletora di uscite minori, e tornano sul mercato dopo uno iato di otto anni!
(W.T.C. Productions) Black metal orientato a distruzione, oscurità, massacro, guerra, sangue, tortura… e qualsiasi altra cosa dolorosa e sporca vi possa venire in mente. Sono tedeschi, esistono da quasi due decenni e non sono certamente prolifici con i dischi (questo è il secondo o terzo). Ma quando decidono di fare un album, non hanno rispetto di nessuno.
(Svart Records) I Rattus sono i massimi esponenti della scena hardcore punk finlandese. Il terzetto (oggi sono in quattro) nasce nel 1978 per la precisione, ed è autore di diverse release e tanti concerti, dei quali di recente nel Nord America, vittima anche di uno split tra il 1988 e il 2011. Oltre a questo nuovo album la band di recente ha fatto circolare il suo nome grazie alla riedizione di due
(AFM/Audioglobe) Qualunque defender, anche alle prime armi, conosce i Crystal Viper di Marta Gabriel: la band polacca si è fatta rapidamente strada nell’underground dell’heavy metal classico, guadagnandosi un posto al sole con la AFM Records e pubblicando a ripetizione album, singoli, e perfino un live. Però c’è sempre chi, come il sottoscritto, non capisce cosa distingua questa pur meritevole
(Iron Shield Records) Questa band è il risultato di un’amicizia nata pochi anni fa tra il chitarrista Derek Schilling e il cantante tedesco Paul Martin Missy. Il primo viveva negli Stati Uniti e il secondo in Svezia, con il coinvolgimento di altri musicisti attorno a Schilling, la distanza è stata colmata attraverso la realizzazione della musica da un lato dell’Atlantico, quello di New York, e delle
(Mausoleum Records) Il progetto Now or Never sorge per volontà di due ex-Pretty Maids, Kenny Jackson e Ricky Marx, che assieme al vocalist dei francesi Nightmare, Jo Amore, mettono su una manciata di brani che sanno lontano un miglio di metallo germanico. “Reach out for the Sky”, infatti, ci mostra un hard’n’heavy venato di power che potrebbe forse ricordare qualcosa dei Primal Fear,
(Ukem Records) Ve lo giuro! Appena ho iniziato ad ascoltare questi Necrogrinder la prima cosa alla quale ho pensato è che fossero inglesi. Si, ok, la Ukem per buona parte pubblica autori inglesi, è vero, ma se qualcuno di voi legge abitualmente le mie recensioni forse ricorderà che spesso inizio ad ascoltare gli album conscio del solo nome della band e il titolo della release. Solo dopo
(Hells Headbangers) La copertina è praticamente una S e una F incrociate. Non male come disposizione grafica, ma ovviamente se le incornici in quel modo è normale che in Germania e non solo lì la copertina te la censurino. Bando però a questo aspetto ecco che finalmente i Shitfucker (ma un nome un pochino diverso non potevano darselo?) realizzano un vero e proprio album dopo
(Autoproduzione) Vi presento oggi un disco particolare, che poteva essere un capolavoro assoluto, ma non lo è… proprio per il suo anelito ad esserlo! Gli olandesi Magion sono al secondo full-“length” e ci propongono un power/gothic che porta all’estremo tutte le caratteristiche di questa musica… per farvi capire, è come se fossimo di fronte ai Dragonforce di questo (sotto)genere!
(Sublimity Records) Vengono dalla Russia, e precisamente da Mosca, gli Starsoup (che bel monicker!): sorgono attorno al cantante Alexej Morkov, e lentamente si sviluppano come vero gruppo. Il loro debut mi ha colpito per la varietà delle influenze e per la sostanziale impossibilità di inquadrarli in un genere, che solo alla lontana potrebbe essere il progressive. Ma quando fa semplicemente
(Iron Bonehead) Un 7” che propone da un lato i cileni (sono della splendida Viña del Mar) i quali nei primi 30” sembrano una sequenza di Godflesh, Napalm Death, Grave e Dismember e i loro compatrioti (della Capitale) Eaten Alive, altra death metal band.
(Karisma Records) Mi accingo a scrivere questo pezzo con l’animo incerto e un pochino confuso. Gli Airbag arrivano al terzo album, il primo per quello che mi riguarda come conoscenza della band e per un floydofilo (leggasi come appassionato dei Pink Floyd) è imbarazzante ascoltare dei pezzi piuttosto piacevoli, ma che in un’ipotetica scala stilistica vanno da un minimo di similitudine
La mia incursione nel Black Metal mi ha quasi naturalmente portato a una intervista con Aggreash, leader dei Lyfthrasyr. Con lui si discute dell’immortalità da un punto di vista filosofico… oltre che ovviamente del nuovo disco “The engineered Flesh”. Buona lettura!
(My Graveyard/Masterpiece) Con i dischi dei Tarchon Fist mi sento sempre a casa! Come è a tutti noto, la band bolognese nasce ormai otto anni fa per volontà di Lvcio Tattini dopo la sua separazione con i Rain, e da allora (magari senza troppa velocità eh!) sforna dischi e dvd di altissimo livello, sempre legati all’heavy metal tradizionale da defenders (magari appena venato, in qualche caso, di
(Autoproduzione) I Broken Fate sono una band come tante altre. Una storia breve, fatta già di qualche pubblicazione di piccola portata e una serie di concerti, oltre ad uno scioglimento durato appena un anno. Una storia che prosegue arrivando ad una nuova pubblicazione e non al debut album, quello che ti fa sentire più adulto e cresciuto come band, come musicista, come momento
(Spinefarm Records / Loma Vista) Riconsoco che i Ghost B.C. non sono una realtà musicale che apprezzo in modo particolare. Lo si è capito
Tuonano dalla Francia. Sono estremi per quello che fanno ma anche per cosa mescolano. Sono in grado di rendere elettronico uno stile, il black, che viene dalla carne e dal sague. La loro produzione è oscura e riesce a raggiungere livelli solenni. Semplicemente volevamo saperne di più… quindi abbiamo chiacchierato un po con Zoé (chitarra, basso, elettronica e produzione) e MaX (elettronica e batteria)…
(Bakerteam Records) La Bakerteam si è affermata, in questi ultimi due anni, per proporre sul mercato dischi tutti italiani di grande spessore e professionalità: oggi ci propone i cesenati Chronos Zero, autori di un progressive sfaccettato e intrigante. Devo dire però subito che senza i testi mi sto perdendo di certo moltissimo del disco (sarebbe stato forse necessario inserirli nel package
(Do Or Die Records) Proposta strana quella degli americani Relentless. Siamo nel territorio doom, musica potente e ricca di ritmi cadenzati, senza tuttavia mai avvicinarsi a tempi ultra lenti. Piacevole, molto ben suonata, piena di una atmosfera tetra già anticipata dalla bellissima copertina. Ma la caratteristica particolare di questa band è quella di avere una voce femminile, una voce
(Sound Age Productions) Di origine russa, ma di stanza a Darmstadt, in Germania, i Morok hanno atteso quasi dieci anni per pubblicare il loro primo full-“length”: che non a caso ha una gradevole patina vintage sopra di sé. La titletrack cresce lentamente per sfociare in una cavalcata pagan black primordiale; anche “The last Path” sa di foreste innevate e delle band della prima, irripetibile
(Cyclone Empire) Ed ecco che finalmente, in mezzo a tanti dischi fotocopia, la Cyclone Empire ti butta sul mercato un vero masterpiece! I tedeschi Mountain Throne giungono al debut dopo la solita trafila di demo ed ep, e trovo che la definizione di ‘ancient heavy metal’ che essi stessi danno alla propria musica sia indovinatissima! “Spirits of Fate”, la grintosa opener, mi ha ricordato
(Jolly Roger Records) Auto-celebrazione della label che pubblica uno split di due nomi storici italiani. Impero delle Ombre con il suo metallo occulto orientato ad un certo doom, e Bud Tribe con la loro componente marcatamente metal. Due band con radici toscane che furono le prime release della label quando venne formata circa cinque anni fa, due bands che accettano di essere presenti in questo
(Carnal Records) “Wolves of the North” era del 2010 e iniziò a far circolare il nome di questa band, tra l’altro con giudizi contrastanti tra stampa e blackers. Con un batterista finalmente in pianta stabile gli Svedesi si cimentano nel secondo album. Quando l’ascolto parte con “Day of Reckoning” quasi ho un sussulto: un sound crust/black metal mi investe e proprio la radice crust
(Iron, Blood and Death Corp.) Storica formazione portoghese, da oltre venti anni in giro a suonare un black metal prima maniera. Dunque rozzo, ruvido, cattivo. Un sound che ancora oggi ha un suo fascino, senza dubbio. Parliamo di ritmi sparati a mille, attraverso blast beat che sembrano motori diesel che faticano a partire. Il riffing è un vento ghiacciato che produce note serrate, ringhianti.
(Indie Recordings) Sulla scia della Misantrof Records, anche la Indie decide di farvi i suoi migliori auguri di Natale. Sembra un po’ fuori luogo leggere “La Indie vi augura un buon natale”, considerando quale gente compone le bands che loro pubblicano… ma il titolo poi spiega tutto: “Carneficina natalizia”. Ed è infatti questo lo spirito della label, impegnata con bands sempre estreme e decisamente
(Ektro Records) Prodotto 100% riservato ai defenders, l’ep di debutto dei finlandesi Lord Fist ha una marcia in più rispetto ai tanti prodotti underground che affollano il settore. Quattro brani che più vintage non si può in scaletta. “Lord of the Night” è il buon vecchio heavy/speed sgangherato, stavolta forse con un tocco vagamente british in più; “Headless Rider” ha, infatti, delle chitarre che fanno