CELTIC HILLS – “Blood Over Intents”
(Elevate Records) Se l’intento dei Celtic Hills era quello di fornire delle canzoni dirette ma forgiate nel metallo, un metallo che fosse capace di spaziare tra andature power-heavy e power thrash metal, il traguardo è stato raggiunto. I friulani presentano un lotto di canzoni che tra celebrazioni Running (altro…)

(Fighter Records) Ed eccolo tornare all’attacco, con un sound molto meno epico e molto più veloce: l’inarrestabile Jo Capitalicide, turbinante metal hero canadese, dà un seguito a “Manifest Destiny” e
(DiveBomb Records) Dopo la ristampa di “
(Inside Out Music) Eccellente musicista Tim Bowness che ha lavorato con Robert Fripp, Phil Manzanera e addirittura la nostra Alice. Lo sa benissimo anche Steve Wilson (Porcupine Tree) che con lui ha collaborato tante volte e dunque ha reiterato questa interazione artistica mixando questo suo album. Un tappeto di atmosfere 
(Eisenwald) Il quinto album in quindici anni dei canadesi Panzerfaust celebra il black metal in una maniera moderna, attuale. Registrazione pulita, songwriting elaborato, nulla a che fare con il black istintivo, selvaggio e raw. Come da titolo l’album è il secondo di una tetralogia che vuole descrivere, discutere e suonare, evidentemente, dei mali che hanno afflitto l’umanità nel ‘900. I Panzerfaust
(Autoproduzione) Dopo una discreta serie di singoli e un EP, i texani Scrollkeeper si lanciano nel loro debut: “Auto da fe” (scritto in questo modo) è una colata di us metal compatta e rovente.
(Harvest of Death /SIgnal Rex) Quando un album risulta inascoltabile ad un orecchio tecnico, nel senso che davvero il suono è così malmesso che nemmeno si capisce cosa si stia ascoltando, bisogna basarsi sulle sensazioni. In particolare qui il primo sentimento che si percepisce al di là dell’atmosfera cacofonica, è senz’altro quello di un estremo spaesamento.
(Pure Steel Records) A ben otto anni da “Saved from the Truth” (
(Ipecac Recordings) Musicista e persona eclettica, autore e figura intramontabile, si è sempre dimostrato tale King Buzzo, ovvero Roger Osborne, sia con i Melvins che i Fantômas e in tutte le altre collaborazioni, tante e non le si elenca tutte e neppure gli altrettanti album dove compare. Secondo album solista realizzato con la 
(Season of Mist) Quarto album in sedici anni per questa fusione di massa critica tra Shane Embury e Danny Herrera, entrambi dei Napalm Death, e Kevin Sharp, ex Brutal Truth, e John Cooke, ex Napalm Death, poi nei Corrupt Moral Altar e tante altre band. Si, un supergruppo nel quale ha militati anche Buzz Osborne dei Melvins e Dan Lilker 
(Nuclear Blast Records) Terzo capitolo per gli energici Blues Pills, band che vanta la poderosa voce soul della vocalist Elin Larsson! La band capace di mettere a fuoco il punto di incontro tra blues e rock, aveva già sorpreso con il precedente “Lady in Gold” (
(Tankcrimes) Nascono come trio metal-punk in California i Necrot, ma questo secondo album mostra la totale deriva death metal. Il marciume del mondo, il sostrato della nostra esistenza che
(High Roller Records) Gli High Spirits di Chris Black fecero cose eccezionali con i primi demo e con “Another Night”, che resuscitavano lo spirito e l’approccio dell’us hard’n’heavy di metà anni ’80; poi chissà che è
(autoproduzione) SiN è un musicista trasversale e con ampie vedute. Lo si è intuito da tempo grazie al suo progetto symphonic black metal denominato
(Comatose Music) Nuovo abominio prodotto da quella fabbrica degli orrori che è la Comatose Music. L’etichetta del North Carolina presenta una nuova formazione brutal death metal, come
(Dying Victims Productions) Con una delle copertine più belle e intriganti degli ultimi anni, almeno in ambito classic metal, torna sul mercato il terzo album
(Andromeda Relix) Il secondo album degli italiani IN-SIDE è pura melodia… immenso AOR, infinito gusto ottantiano, seduzione sonora e musicalità senza limiti. Se il precedente “Out-Side” (
(Napalm Records) Sono anni che seguo (un po’ a singhiozzo, a dire il vero) i Visions of Atlantis: dopo
(M2BA) Due ore di musica quasi esatte per il nuovo live dei russi Aria, che traslato in italiano avrebbe come titolo “L’Ospite dal Regno ombra”. I sovietici non sono più degli estranei assoluti sul
(Dying Victims Productions) Con una enigmatica copertina che mi ha molto colpito, gli heavy/epic metallers inglesi Coltre esordiscono sul mercato con un EP
(Rockshots Records) Sull’esempio degli Aria, che da qualche anno si sono lanciati sul mercato dell’Europa occidentale, i russi Selenseas ri-registrano una versione inglese del loro debut del 2017, e la nostra
(autoproduzione) Da Padova un EP di esordio che freme di rabbia, mistero e scenari inquieti.
(Black Lodge Records) Ci sono voluti cinque anni agli svedesi Ages per dare un seguito al favoloso album di debutto, “The Malefic Miasma” (
(AFM Records) Gli Imperial sono a loro modo un caso raro. Perché sono nati per essere il gruppo di Nicolas Van Dyk, eppure poi sono diventati a tutti gli effetti un gruppo vero e proprio, in cui le personalità dei singoli musicisti coinvolti hanno dato il loro contributo. E che personalità, visto che c’è il cantante degli Evergrey e
(Massacre Records) A ben cinque anni da “
(Century Media Records) Gli Imperial Triumphant non si cimentano certo in un genere semplice, eppure sono autori di una musica in cui è davvero difficile restare indifferenti. Sin dalla breve ma evocativa intro si capisce che si è di fronte a della musica estrema,
(Primitive Reaction) Un’intro piuttosto fiacca introduce a questo mini CD, che procede con altre quattro tracce almeno un po’ più interessanti. In realtà questo EP vede il ritorno dei finlandesi a ben nove anni dal loro ultimo, secondo album, del 2011, appunto. E ad
(Go Down Records) Lo sludge proposto dai Bleeding Eyes è piuttosto strano. Perché se da un lato si ente eccome la componente doom funerea e misteriosa, ben presto si capisce ascoltando le tracce che qualcosa si insinua nella normale struttura dai tempi lenti. Una sorta di vena stoner piuttosto animata, che innalza
(Metal Blade) Quando hai a che fare con le band che ami di più, è sempre complicato formulare un giudizio: a parere di chi scrive, gli Ensiferum il meglio
(Sun & Moon Records) Due album usciti in contemporanea, uno stile facilmente riconoscibile, eppure i due lavori sono estremamente diversi l’uno dall’altro. Rispetto al disco “gemello” “Driven By Frustration”, nel quale la componente country/folk/ bluegrass prevale sulla comunque presente attitudine punk/metal,