BLAZING RUST – “Line of Danger”
(Pure Underground Records) Un buon compromesso 66-33 fra heavy metal e hard rock per il secondo disco dei russi Blazing Rust, che giunge a tre anni di distanza dal debut “Armed to exist”. (altro…)
(Pure Underground Records) Un buon compromesso 66-33 fra heavy metal e hard rock per il secondo disco dei russi Blazing Rust, che giunge a tre anni di distanza dal debut “Armed to exist”. (altro…)

(Nordvis Produktion) Dopo il debutto del 2017, torna The Fall, l’artista dietro a questa one man band polacca, anche bassista live dei Mgła oltre che in forza a Medico Peste e Owls Woods Graves. La differenza questa volta è un approccio non totalmente solitario, visto che al suo fianco con delle guest vocals c’è (altro…)
(Elevate Records) Se l’intento dei Celtic Hills era quello di fornire delle canzoni dirette ma forgiate nel metallo, un metallo che fosse capace di spaziare tra andature power-heavy e power thrash metal, il traguardo è stato raggiunto. I friulani presentano un lotto di canzoni che tra celebrazioni Running (altro…)

(Andromeda Relix) Si scava nella storia dell’underground italiano con i Nirnaeth! Una band thrash con pesanti influenze psichedeliche e prog dalla storia contorta, fondata originariamente nel 1990, poi scioltasi e riformatasi una dozzina di volte. Il loro ultimo lavoro in studio “The Extinction Generation”, (altro…)
(Fighter Records) Ed eccolo tornare all’attacco, con un sound molto meno epico e molto più veloce: l’inarrestabile Jo Capitalicide, turbinante metal hero canadese, dà un seguito a “Manifest Destiny” e (altro…)
(DiveBomb Records) Dopo la ristampa di “World Gone Mad”, la DiveBomb Records ci propone anche quella di “Praise the Loud”, secondo disco dei CJSS, uscito ancora nel 1986. (altro…)
(Inside Out Music) Eccellente musicista Tim Bowness che ha lavorato con Robert Fripp, Phil Manzanera e addirittura la nostra Alice. Lo sa benissimo anche Steve Wilson (Porcupine Tree) che con lui ha collaborato tante volte e dunque ha reiterato questa interazione artistica mixando questo suo album. Un tappeto di atmosfere (altro…)

(Opal Arts/Andromeda Relix) Il progetto di Fabio Serra prosegue e giunge ad un secondo album pieno di prog, di rock, di melodia, di cura, di ricercatezza degli arrangiamenti… ma soprattutto di passione. È infatti la passione l’elemento dominante, la musa che non solo ha il merito di aver (altro…)
(Eisenwald) Il quinto album in quindici anni dei canadesi Panzerfaust celebra il black metal in una maniera moderna, attuale. Registrazione pulita, songwriting elaborato, nulla a che fare con il black istintivo, selvaggio e raw. Come da titolo l’album è il secondo di una tetralogia che vuole descrivere, discutere e suonare, evidentemente, dei mali che hanno afflitto l’umanità nel ‘900. I Panzerfaust (altro…)
(Autoproduzione) Dopo una discreta serie di singoli e un EP, i texani Scrollkeeper si lanciano nel loro debut: “Auto da fe” (scritto in questo modo) è una colata di us metal compatta e rovente. (altro…)
(Harvest of Death /SIgnal Rex) Quando un album risulta inascoltabile ad un orecchio tecnico, nel senso che davvero il suono è così malmesso che nemmeno si capisce cosa si stia ascoltando, bisogna basarsi sulle sensazioni. In particolare qui il primo sentimento che si percepisce al di là dell’atmosfera cacofonica, è senz’altro quello di un estremo spaesamento. (altro…)
(Ipecac Recordings) Musicista e persona eclettica, autore e figura intramontabile, si è sempre dimostrato tale King Buzzo, ovvero Roger Osborne, sia con i Melvins che i Fantômas e in tutte le altre collaborazioni, tante e non le si elenca tutte e neppure gli altrettanti album dove compare. Secondo album solista realizzato con la (altro…)

(Nuclear Blast Records) Ricordo ancora quanto amai “The Jester Race”, uscito nell’ormai lontano 1996… il primo album con il vocalist Anders Fridén, poi diventato un elemento stabile negli In Flames. Uscirono altri due album dopo quella perla… e poi arrivò “Clayman”: era l’anno 2000. Ok, la matematica è facile, sono passati 20 anni giusti… ma mi sembra davvero assurdo che il tempo sia (altro…)
(Season of Mist) Quarto album in sedici anni per questa fusione di massa critica tra Shane Embury e Danny Herrera, entrambi dei Napalm Death, e Kevin Sharp, ex Brutal Truth, e John Cooke, ex Napalm Death, poi nei Corrupt Moral Altar e tante altre band. Si, un supergruppo nel quale ha militati anche Buzz Osborne dei Melvins e Dan Lilker (altro…)

(House Of Mythology) È magnifico vedere queste band dalle radici estreme deviare verso nuove strade, pur mantenendo un legame profondo con la loro storia, la loro fan base, la loro intrinseca oscurità. (altro…)
(Nuclear Blast Records) Terzo capitolo per gli energici Blues Pills, band che vanta la poderosa voce soul della vocalist Elin Larsson! La band capace di mettere a fuoco il punto di incontro tra blues e rock, aveva già sorpreso con il precedente “Lady in Gold” (recensione qui) e torna ora con delle (altro…)
(Tankcrimes) Nascono come trio metal-punk in California i Necrot, ma questo secondo album mostra la totale deriva death metal. Il marciume del mondo, il sostrato della nostra esistenza che (altro…)
(High Roller Records) Gli High Spirits di Chris Black fecero cose eccezionali con i primi demo e con “Another Night”, che resuscitavano lo spirito e l’approccio dell’us hard’n’heavy di metà anni ’80; poi chissà che è (altro…)
(Comatose Music) Nuovo abominio prodotto da quella fabbrica degli orrori che è la Comatose Music. L’etichetta del North Carolina presenta una nuova formazione brutal death metal, come (altro…)
(Dying Victims Productions) Con una delle copertine più belle e intriganti degli ultimi anni, almeno in ambito classic metal, torna sul mercato il terzo album (altro…)
(Andromeda Relix) Il secondo album degli italiani IN-SIDE è pura melodia… immenso AOR, infinito gusto ottantiano, seduzione sonora e musicalità senza limiti. Se il precedente “Out-Side” (recensione qui) era solido ma in un certo senso ancora acerbo, (altro…)

(Primitive Reaction) Un devastante supereone testimone della formazione del nostro pianeta… un tempo geologico nel quale durante il quale la vita era forse solo batterica, un tempo geologico nel quale regnava il caos più assoluto, paragonabile alla violenza sonora dei debuttanti ucraini Precambrian, (altro…)
(Napalm Records) Sono anni che seguo (un po’ a singhiozzo, a dire il vero) i Visions of Atlantis: dopo “The Deep and the Dark” e il miliardesimo cambio di cantante (ora però ad affiancare Clèmentine (altro…)
(M2BA) Due ore di musica quasi esatte per il nuovo live dei russi Aria, che traslato in italiano avrebbe come titolo “L’Ospite dal Regno ombra”. I sovietici non sono più degli estranei assoluti sul (altro…)
(Dying Victims Productions) Con una enigmatica copertina che mi ha molto colpito, gli heavy/epic metallers inglesi Coltre esordiscono sul mercato con un EP (altro…)
(Rockshots Records) Sull’esempio degli Aria, che da qualche anno si sono lanciati sul mercato dell’Europa occidentale, i russi Selenseas ri-registrano una versione inglese del loro debut del 2017, e la nostra (altro…)
(Black Lodge Records) Ci sono voluti cinque anni agli svedesi Ages per dare un seguito al favoloso album di debutto, “The Malefic Miasma” (recensione qui ). Un tempo lunghissimo… un’attesa snervante… la quale tuttavia appaga, soddisfa, stimola… eccita! Meno contorto, atmosferico del precedente, “Uncrown” è una perla di black metal immenso, ricco di (altro…)
(AFM Records) Gli Imperial sono a loro modo un caso raro. Perché sono nati per essere il gruppo di Nicolas Van Dyk, eppure poi sono diventati a tutti gli effetti un gruppo vero e proprio, in cui le personalità dei singoli musicisti coinvolti hanno dato il loro contributo. E che personalità, visto che c’è il cantante degli Evergrey e (altro…)
(Massacre Records) A ben cinque anni da “The valiant Fire” tornano gli inglesi Damnation Angels: per quanto i fasti del debut rimangano irragiungibili, stavolta i gothic metallers albionici (altro…)
(Century Media Records) Gli Imperial Triumphant non si cimentano certo in un genere semplice, eppure sono autori di una musica in cui è davvero difficile restare indifferenti. Sin dalla breve ma evocativa intro si capisce che si è di fronte a della musica estrema, (altro…)
(Primitive Reaction) Un’intro piuttosto fiacca introduce a questo mini CD, che procede con altre quattro tracce almeno un po’ più interessanti. In realtà questo EP vede il ritorno dei finlandesi a ben nove anni dal loro ultimo, secondo album, del 2011, appunto. E ad (altro…)
(Go Down Records) Lo sludge proposto dai Bleeding Eyes è piuttosto strano. Perché se da un lato si ente eccome la componente doom funerea e misteriosa, ben presto si capisce ascoltando le tracce che qualcosa si insinua nella normale struttura dai tempi lenti. Una sorta di vena stoner piuttosto animata, che innalza (altro…)