HELL’S ISLAND – “Black Painted Circle”
(Autoproduzione) Potente, progressiva ed oscura. E’ questa la giusta definizione della musica degli Hell’s Island, band Italiana che registra questo EP dopo un album risalente ormai al 2009 che riscosse discreti successi. C’è diversa tecnica nella loro musica, che per certi versi si avvicina allo stile musicale di bands sulla scia dei Dream Theater. Le dichiarate influenze grunge non le trovo, ne a livello sonoro (altro…)
(Pure Steel/Audioglobe) La ‘miglior heavy metal band del Brasile’ (titolo che, a mio giudizio, gli Hellish War si contendono con gli Enforcer e gli Hibria) torna all’attacco con un full-“length” di inediti dopo i fasti del tour europeo di quattro anni fa, che ha fruttato anche un album live uscito nientemeno che per la Hellion. La titletrack installa su una ritmica thrasheggiante dei ritmi quasi epic metal, e comunque dall’aria
(AFM/Audioglobe) Gli Hibria spopolano in Sud America e in Giappone (hanno da poco edito anche un live/dvd girato in terra nipponica), ma in Europa sono poco noti: MetalHead è uno dei pochissimi siti italiani ad aver pubblicato una recensione del precedente “Blind Ride” (
(Ektro) Malati, sconvolti, devastati. Hanno un sound isterico, contorto, fuori da tutti gli schemi. Risultano melodici ma anche dissonanti. Hanno idee che mi ricordano gli album solisti di Vrangsinn, senza aver veramente nulla da compartire con l’artista norvegese. Suonano una specie di punk che è il post del post di se stesso.
(Nuclear Blast) Siamo di fronte all’inizio di quella che si rivelerà essere una vera e propria leggenda del death metal svedese. Parlando infatti di metal scandinavo non si possono bypassare gli Hypocrisy, creatura nata e cresciuta dalla mente del poliedrico e geniale Tägtgren; ben vent’anni ci separano dalle edizioni originali
(Svart Records) Norvegia. Paese ricco di storia, di natura. Paese estremamente luminoso, paese estremamente oscuro. Paese misterioso, paese imperscrutabile. Magico. È a Trondheim che nascono gli High Priest Of Saturn. Il loro sound è l’atmosfera della loro terra inspirata a pieni polmoni, ed espirata sotto forma di un doom ricco
(Fuel Records) Per anni, i Marshall sono stati una delle formazioni più in vista della scena italiana, nonché i principali animatori di quella napoletana; oggi, attraverso qualche decisivo aggiustamento di line-up e un certo allontanamento dall’originario sound progressive, assumono il nome Heavenshine e pubblicano
(This Is Core Music) Band nata da poco, questi Hydra, ma a quanto sembra l’affinità tra i vari musicisti si è già definita. Un melodic death metal energico, muscolare, con innesti groove/thrash metal e metalcore. Gli Hydra sono l’onesta e ovvia derivazione della scuola melodic death metal svedese e di come questa dopo tanti anni
(Napalm/Audioglobe) Non posso negare (e la prova è
(Pure Steel/Audioglobe) Con questo “Horror Fire”, originariamente edito nel 2006, la Pure Steel ha completato la ristampa in vinile di tutta la discografia degli Halloween (
(Apathia Records) Costa Azzurra, un luogo bucolico, mediterraneo, patria degli Heart Attack e in contrasto con la particolare immagine che trasmette la particolare copertina. Quella fierezza nello sguardo e segni di battaglie e sofferenze sulla persona però ben manifestano la musica del complesso francese. Thrash metal da
(Pesanta Urfolk) L’inferno è situato a Salem, nell’Oregon. Il Satana del posto è M.S.W., un polistrumentista che diffonde, per la terza volta, il proprio verbo. “Hell III” è acerbo, rumoroso, apocalittico. M.S.W. ha una propria direzione, di lui si dice che sia un testimone del doom/sludge, ma il basso così cavernoso, roco,
(Indie Recordings) Malvagio. Malvagio. Schifosamente malvagio! “Scars” è putrefazione. “Scars” è dannazione, maledizione, odio, violenza, cattiveria. “Scars” è brutale, negativo, perverso. Black metal sintetico, oscuro, letale. Tastiere impiegate solo per rendere il tutto più oppressivo, freddo. Chitarre che creano riff che emanano perversione, che sono un autentico tributo al black norvegese, nonostante questa band sia Austriaca. Voce devastata, mai dominante, sottomessa, che
(Autoproduzione) Geniale EP degli Italiani Hellsteps. Musica piena di tradizione, piena di riff semplici, ma potenti, letali. Black metal che si fonde con il death per una esecuzione schietta, con suoni molto ben definiti uniti a quel bellissimo feeling underground, quasi fosse materiale registrato in presa diretta.
(Indie Recordings) La nuova opera in studio dei francesi Hacride passa attraverso il supporto dell’etichetta norvegese di Cult Of Luna, 1349, Keep Of Kalessin e altri nomi ancora. I francesi lasciano dunque la connazionale Listenable per approdare in una casa discografica che offre un parco musicisti
(Logic(il)logic Records / Andromeda Dischi) Sesso e rock. Satana e perdizione. Sono elementi noti nel mondo del rock, elementi essenziali nel mondo del metal. Le immense e contorte diramazioni dei sottogeneri hanno portato alla nascita di diversi concetti di heavy metal: concetti oscuri, concetti allegri,
(Autoproduzione) Ogni MetalHead che si rispetti ha il dovere morale di sondare l’underground: facebook e myspace ci hanno incredibilmente facilitato il compito, e sapere che lì da qualche parte, fra le tonnellate di demo autoprodotti in 300 copie e registrati in cantina, si nascondono i nuovi Judas Priest,
(Quality Steel Records) Avevo ascoltato qualcosa di “The I-Conception”, del 2010, rimanendone abbastanza soddisfatto. Questo nuovo album credo però vada ben oltre il precedente, in quanto i teutoni Harasai hanno perfezionato il proprio songwriting che sforna un progressive melodic death metal
(Pure Steel/Audioglobe) Gli Halloween non incontrano il mio favore, devo dirlo in massima onestà e l’ho già espresso chiaramente
(Misantrof ANTIRecords) Il primo brano, “The Crazy Race”, è spedito, sostenuto, quasi sullo speed metal. Assoli funambolici e note a cascate. Inaugura “The Thirst World War” questo pezzo e gli altri che lo seguono tengono il passo, come la successiva “The Cockroach Man” e “1518”.
(Punishment 18 Records) Settimo album per i piemontesi Highlord, che non si facevano sentire da “The Death of the Artists” del 2009: un disco che, devo essere sincero, non mi aveva colpito particolarmente a causa dell’alleggerimento del sound. Con la reintroduzione di un tastierista, Emanuele Salsa, i nostri tornano
(Punishment 18 Records) Sarà un caso, ma in questi ultimi mesi mi è capitato di recensire diverse band friuliane che erano peraltro tutte eccellenti, e gli Hammered non vengono meno a questa regola! I nostri sono in giro da diversi anni (in principio sotto il monicker Trauma) ma questo è il loro debut sulla lunga distanza:
(Nuclear Blast) La band di Peter Tägtgren non è mai entrata nelle mie preferenze e agli Hypocrisy ho sempre preferito i Dismember, gli Entombed e i Grave, in assoluto. Tuttavia non si può assolutamente prescindere da loro e Tägtgren è comunque un grande musicista. Insomma, il loro posto nel pantheon
(Dust on the Tracks) Non male questi Hellrazer, canadesi di Alberta, che però hanno in formazione due membri dal cognome e dai tratti somatici orientali; “Operation Overlord” è il loro terzo disco (dapprima pubblicato autonomamente, ora proposto dalla Dust on the Tracks
(Autoproduzione) Solo tre pezzi per far capire a chiunque cosa sono gli Hod. Se qualcuno di voi non li conosce, e siamo in tanti, nonostante il trio sia in attività da circa sei anni e con un album, ma non solo, alle spalle, questo demo ben registrato descrive magnificamente la capacità esecutiva e compositiva
(W.T.C. Productions) Si spalanca nuovamente dopo cinque anni la porta dell’Horna, dell’inferno, nonostante dopo “Sanojesi Äärelle” siano arrivati il live “Vihan Tiellä”, EP e uno split. “Askel Lähempänä Saatanaa” è il nuovo album in studio dei finlandesi Horna.
(Blasphemy World Wide Records) Il grindcore è una frangia del metal estremo decisamente controversa e di nicchia, come ho già sottolineato in passato; la sua schiettezza, il suo sound crudo e brutale ed il suo immaginario splatter lo rendono un’influenza basilare per band moderne
(Nuclear Blast) Rieccoli. Nono capitolo per questi svedesi devastati. Portatori (non sani) di quella malattia nata negli anni ’80 e chiamata glam, sleaze, street-metal, o più semplicemente hard rock. Loro sono i Motley Crue del post atomico, loro sono i Ratt del nuovo millennio,
(Go Down Records) Sono di Bergamo gli Humulus e sono in tre: Cristiano Benicchio, voce e chitarra, Massimiliano Boventi, batteria, e Giorgio Bonacorsi, basso. Il loro stoner è molto heavy, i suoni pesano quintali. Il basso e le chitarre hanno una densità enorme. Un groove molto classico
(Autoproduzione) I danesi Heidra sono attivi dal 2006, ma a parte due demo questo è il loro primo ep: direi che i nostri farebbero bene a non centellinare così tanto le proprie uscite, dato che in questo “Sworn to Vengeance” ci sono solo tre i brani, ma decisamente di valore! “Kinsmen” procede fra gli Ensiferum
(Logic(il)logic) Un album strano quello degli italiani Hypnotheticall, alle prese con la loro seconda prova nonostante abbiano alle spalle una storia di quasi quindici anni. Un progressive metal che confonde la sua essenza con un progressive rock. Mai troppo soft, mai troppo hard, decisamente ben costruito,
(PATAC ) Sono ancora in giro a spargere badilate di thrash/crust metal gli Hellbastard e sebbene i segni del tempo si sentano, il risultato è sempre fatto di canzoni assemblate con energia, meno estro del solito e una piccola dose di tecnica o raffinata riproposizione di idee comunque già note.
(Scarlet/Audioglobe) Quando ero un ragazzino, e il power metal era nel suo fiore, internet praticamente non esisteva, e le informazioni sulle band si tramandavano oralmente come se fossero leggende. Avevo appena acquistato, insieme se non sbaglio, “Legendary Tales” e “Visions” quando l’immancabile amico
(Autoproduzione) E’ incoraggiante trovare una band esordiente che si impegna a formulare un riffing che dia vita a delle strutture. Un sound per una sua buona parte ancora acerbo, ma non per questo incapace di comunicare quel sottile e continuo senso di varietà nell’architettura musicale.