Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
DISTRUZIONE – “Endogena” (Reissue)
(Jolly Roger Rec.) Un pezzo di storia del metal del nostro paese, viene riproposto dalla Jolly Roger Records. I Distruzione nel 1996 realizzarono questo album che fu preso in consegna dalla PolyGram, etichetta poi assorbita dalla Universal, la quale rimase ben impressionata (altro…)
(Century Media) Terzo album per Bombus, quartetto Svedese nato nel 2008 che vanta una nutrita esperienza in sede live, grazie a vari concerti svolti in tutta Europa, fino a salire sul palco del prestigioso
(W1tch R3cords) Madness Of Sorrow è la creatura di Muriel Saracino, messa in piedi dalle ceneri dei Filthy Teens e che con l’album “Signs” espose una formazione di tutto rispetto: David Dalcò (basso), Simon Garth (ex-Death SS, chitarre) e Ross Lukather (ex- Death SS, batteria). Poi
(Century Media) Restiamo ai margini di una grande storia e esaminiamo direttamente questa nuova prova dei Voivod. Resto ancora perplesso dalla linea vocale di Snake, ormai non più graffiante e capace di tenere certe tonalità di una volta. Snake la sforza quella voce. Da una parte lui non rinuncia
(Tri-Tech Music) Piuttosto complicata la storia dei norvegesi Mindtech, band progressive metal che, fra cambi di nome e di line-up, era riuscita finora a dare alle stampe soltanto un full-“length”. Oggi esce questo convincente ep che vuole essere l’antipasto per il nuovo album.
(K2 Music) Interessantissimo debut album per Wormhole, terzetto Italiano da non confondersi con l’omonima gothic metal band connazionale. Attivi dal 2013, i nostri hanno già all’attivo l’ottimo EP “Episode”, uscito lo stesso anno, nel quale già si denotava una
(Ván Records) Un hard rock molto etereo e mistico che arriva diretto dall’Australia. Si sono formati nel 2011 ed il debutto è recentissimo, del 2016 (intitolato “Reflections”) ma questa compilation di fine 2015 riprende i
(Karisma Records) Li ascolti e ti perdi in scenari tipici da far west, grazie ad un sound maledettamente southern, caldo, soleggiato, polveroso. Ma ti sbagli geograficamente. E di brutto. I Tiebreaker non sono affatto americani e di southern hanno ben poco visto che tuonano dalla fredda Norvegia.
(Saturnal Records) Spietato debutto di questi blacksters finlandesi: pochi ricami, poco sguardo al marketing… solo un disco di black violento, satanico, pieno di piacevole malvagità, anticipata da quell’essere in copertina il quale scrive sulla sua pergamena usando –
(Cyclone Empire) Tutte le volte che ascolto un album di Bathory, che è una cosa che mi avviene ancora molto spesso, penso sempre, come tantissimi altri appassionati, a come i brani sarebbero stati ancora più eccezionali se fossero stati registrati con altri mezzi.
(AFM Records) Nel 2012 scrissi,
(Massacre Records) Nonostante non siano affatto dei giovinetti, i Fireleaf esordiscono solo oggi con questo “Behind the Mask”: power metal germanico che più germanico non si può, pieno, nel bene e nel male, di tutti i cliché del genere.
(autoproduzione) Purissimo Depressive Black Metal made in Sweden. Cinquanta minuti di negazione della speranza, della luce, di qualsiasi forma di felicità. Progetto nuovo, nato nel 2015 grazie alla forza creativa
(Massacre Records) Non serve essere degli straordinari esperti di heavy classico per riconoscere, nel sound degli Hardholz, gli influssi di quel metal che andava per la maggiore nella ex-DDR,
(This Is Core) I Padrini sono partiti dalla Sardegna, da Cagliari, per muoversi in Italia attraverso concerti e alcuni anche di spalla a band di un certo lustro, come ad esempio i NoFX e i Germs. Si sono mossi
(Nemeton Records) È l’aria l’elemento protagonista del quarto capitolo, su sei previsti, dei Dawn Of The Dark Age. L’aria, l’elemento leggero, quello della vita. Intro e outro e tra loro quattro pezzi tra i sette e i circa dieci minuti, come sempre delle suite che
(Svart Records) Se con il loro debutto -oltre due anni fa- seppero ritrarre la loro terra -la Norvegia- con un doom psichedelico e profondamente spirituale, è con questo secondo lavoro che non solo confermano l’immensa capacità emotiva ed evocativa
(Logic(Il)Logic Records/Andromeda Dischi) “Power, jumping, headbanging”: tre sole parole che riassumono in maniera esaustiva il concetto di metal secondo i Moth’s Circle Flight, formazione Parmense attiva da un decennio e con due EP ed un
(Autoproduzione) Terzo album per Waste Pipes, quintetto Torinese nato nel 2003, quando cinque giovani compagni di classe decisero di mettere in piedi una rock band tradizionale ma con varie influenze, come la dance, l’indie rock e il blues. In questi
(Omnipresence Productions) È sempre una cosa complessa mettersi in relazione con l’arte di Mortiis, il quale ormai vicino alla decina di album continua in contro corrente, diverso da tutti, contrario a tutto. A ben sei anni da “Perfectly Defect”, “The Great Deceiver” è
(Despotz Records) Fra la fine dei ’90 e l’inizio dei 2000, i Beseech avevano raggiunto un discreto – e meritato – livello di popolarità. Certo, erano ancora gli anni in cui Paradise Lost e My dying Bride spopolavano ovunque, ma la miscela gothic/doom degli svedesi
(Indie Recordings) Capire cosa fanno gli Steak Number Eight, dal Belgio, non è certo facile, anche perché fanno fin troppe cose… cose che vengono afferrate, distrutte, mescolate, ricostruite dentro un sound imponente che nel caso di “Kosmokoma” infetterà ben oltre
(Mighty Music) In netta progressione dal folk al viking, con un conseguente inasprimento del sound, i danesi Vanir giungono al quarto album (
(Pure Steel Publishing) Quando uscì il loro primo EP, “
(Napalm Records) Esordio discografico per gli Statunitensi Product Of Hate, quintetto che ha già diviso il palco con realtà affermate come Job For A Cowboy e Lamb Of God. La loro proposta musicale si inserisce a pieno titolo in quella che è stata battezzata come
(Beyond the Storm) Dopo il discreto “The northern Crusade”, recensito
(Pure Steel) Altro giro, altra reunion: stavolta tocca al Canada con i Sarasin, autori di un unico ep nel 1987. Tenendo conto che della formazione originale resta solo un membro, il chitarrista Greg Boileau,
(Solitude Productions) Un nome tanto semplice quanto evocativo per questa one man band ucraina. Solo due canzoni per ben 55 minuti e più di musica totalmente strumentale. Qui in effetti il cantato
(Solitude Productions) Immaginatevi i My Dying Bride più pesanti e avrete probabilmente in testa la principale ispirazione degli HellLight. Otto tracce per questi brasiliani, che con questo platter
(Iron Bonehead/The Ajna Offensive) Compilation dal sapore promozionale, questa release. Trattasi di quattro gruppi per altrettante tracce, accomunati solo dalla label e da un gusto neanche tanto velato per l’epicità. Aprono le danze i
(Inner Wound) Con il loro esordio, gli ellenici Sunburst confezionano un’opera solida, anche se ben poco innovativa: “Fragments of Creation” potrà piacere a chi vive di pane e prog metal, ma difficilmente finirà in altre mani…
(Solitude Productions) Tutto di questo disco è acido, a partire dalla copertina verde fluo. Stranamente stiamo parlando di una band russa, che poco ci azzecca con il genere proposto, vale a
(Officina Musicale) Egidio Maggio proviene da una famiglia di musicisti che ha affrontato diversi generi. Si forma come chitarrista e si afferma come tournista per tanti artisti
(Autoproduzione) Gli inglesi Second Rate Angels (bel monicker) danno espressione, nel loro secondo ep, a un metal moderno che vive di numerose influenze: qualcuno potrebbe chiamarlo groove metal, ma ci sono anche spunti thrash, melodic e a tratti addirittura dark.
(Diamond Prod.) Riappaiono sul mercato i liguri No Man Eyes, che avevo già conosciuto per il loro debut “Hollow Man” (