MYLINGEN – “At Night I See Demons” (EP)

(Autoprodotto) Questo duo non poteva che essere svedese. Il suono tipico di gruppi seminali come gli In Flames e, soprattutto, Dark Tranquillity vibra potente in ogni nota dell’EP. (altro…)

(Autoprodotto) Questo duo non poteva che essere svedese. Il suono tipico di gruppi seminali come gli In Flames e, soprattutto, Dark Tranquillity vibra potente in ogni nota dell’EP. (altro…)

(Memento Mori) Comincia decisamente bene questo 2023 per quanto riguarda il death metal: ho appena finito di gioire per l’ottimo ritorno degli Obituary e mi ritrovo tra le mani un altro gioiellino totalmente old schoool. (altro…)

(Bitter Loss Records) Notevole crescita compositiva per Ashen, formazione australiana che un paio di anni or sono esordì con il discreto EP “Godless Oath”, un lavoro che metteva in mostra un sound acerbo e non ancora focalizzato, anche se la band mostrava ampi margini di miglioramento. (altro…)

(Avantgarde Music / Noisebringer Records) Ma come diamine fa un unico tizio a passare dai Kanonenfieber (recensione qui) a questi suoni? Incredibile, soprattutto considerato che si tratta, in entrambi i casi, di progetti solisti, ma fatti di intenti e atmosfere davvero diverse, seppur non opposte. (altro…)
(Caligari Records) Questo trio di Nashville che si fa chiamare Act Of Impalement esibisce un sound massiccio, oscuro quanto ben tagliato dalla produzione. L’intreccio tra riff delle chitarre (altro…)

(Karisma Records) Amo questa connessione stabile tra due paesi non solo geograficamente lontani, ma diametralmente opposti, per etnie, territorio, pensiero, usanze, atteggiamento e pure lingua. (altro…)

(Edged Circle Productions) Dietro questa la favolosa copertina, opera di Nicholas O’Leary, un ottimo pittore che vive a Bergen in Norvegia, si diffonde un album imponente, seducente… incredibile… per questa band al debutto. Ma in quel magma ribollente di arte e pulsazioni creative che vive e respira nella la città della pioggia, è difficile pensare ad debutto proveniente da musicisti alle prime armi e, infatti, anche il progetto Natt nasconde artisti che hanno già dato prova di grande genialità compositiva. (altro…)

(Autoproduzione) Secondo capitolo discografico per gli italiani Stargenesis, dopo l’ottimo esordio “Aurora” del 2021 ed in attesa del terzo album le cui registrazioni sono in programma per la prossima primavera. (altro…)

(Avantgarde Music / Noisebringer Records) Seppur sfuggente, c’è una logica dietro questo progetto. Portare in musica la tragedia della Grande Guerra, cantando per giunta in tedesco, sembra idea da folli. (altro…)

(Relapse Records) La ricreazione è finita, è ora di tornare in classe. I maestri sono tornati con una nuova lezione di puro death metal floridiano. Nessun’altra band più degli Obituary incarna in maniera così netta coerenza, personalità ed uno stile immediatamente riconoscibile. (altro…)
(Everlasting Spew Records) Secondo album per Nothingness, formazione statunitense dedita ad un death metal a cavallo tra la vecchia e la nuova scuola, visto che le maggiori fonti d’ispirazione provengono da acts come Morbid Angel e Gojira. (altro…)
(Black Tears) Tre album in carriera per questa creatura ligure che sembra nata nella notte. “Enter The Fog” è il terzo album dei Damnation Gallery, Il debut album “Black Stains”, QUI recensito, è del 2018, poi il secondo album “Broken Time” del 2020 che comprende la canzone “The Unnamed” con al microfono (altro…)

(Pride & Joy Music) Autumn’s Child è il nuovo progetto di Mikael Erlandsson, nome leggendario in ambito melodic rock, autore di una manciata di album solisti di gran classe oltre alle varie collaborazioni con nomi di spicco, come ad esempio nel precedente progetto Last Autumn’s Dream, dove inizialmente erano coinvolti i tre quinti degli Europe (Ian Haugland, Mic Micaeli e John Leven) ed il chitarrista dei Fair Warning Andy Malececk, mentre successivamente troviamo Marcel Jacobs (Talisman) e Jamie Borger (Treat). (altro…)

(FusionCore Records) Uscito nella primavera del 2022 sotto il nome dell’artista, ovvero Demetrio Scopelliti degli Arcadia, questo “V” torna ora più grintoso, con un curato remaster e l’aggiunta di ben tre tracce bonus. Chitarra solista, chitarra metal e virtuosa, chitarra prog, una chitarra che si lascia andare senza confini in un album interamente strumentale, uno di quei dischi dove la musica è tutto, offre tutto, dove un vocalist sarebbe quanto mai superfluo quando non fuori posto. (altro…)

(Napalm Records) Sempre e solo profonda oscurità dai meandri della Foresta Nera. Avvolge la mente il settimo album dei tedeschi Imperium Dekadenz, in un sublime equilibrio tra black meta più classico, di matrice nordica e divagazioni più ricercate, sempre atmosferiche, tetre, suggestive… senza mai che questi due filoni vengano chiaramente divisi, dando quindi vita ad una miscela imponente, una impronta molto personale nel concepire la musica estrema. (altro…)

(Nordvis Produktion) Giungono al quarto album lituani Veliu Namai con il loro dark folk dall’immenso sentore rituale. (altro…)
(Scarlet Records) Poderoso e arrembante thrash metal/melodic metal quello dei Celestial Wizard, giunti al secondo album in studio, a quattro anni dal precedente album d’esordio “A Sinister Awakening”. La band del (altro…)

(Ad Noctem Records) C’è molta rabbia tra le note di “Rebirth”, debutto discografico dei torinesi A Reason To Begin, una furia espressa con convinzione tra riffoni thrash/groove, vocals che alternano growl e scream, rasoiate hardcore e breakdown deathcore. (altro…)

(Napalm Records) Seguo i Katatonia dall’ormai lontano “Viva Emptiness”, quindi sono già passato ben vent’anni da quel capolavoro. Nel frattempo il gruppo si è evoluto, con album almeno buoni, se non ottimi, sempre e comunque sopra la media di gran parte delle formazioni dell’ambiente. (altro…)

(Signal Rex) Nati da appena pochi anni, gli Spectral Corruption sembrano avere le idee molto chiare su che musica proporre: black metal vecchio stile, veloce e furente, in grado di ammutolire l’ascoltatore, il quale viene travolto da una ondata di musica nera, fatta di ferocia e abissi di rabbia. (altro…)

(Dark Essence Records) Cinque fottuti anni da “Introvert” (recensione qui), il loro precedente lavoro? Dove diamine si erano cacciati i norvegesi Slegest? Dove diavolo era andato il loro micidiale black’n’roll? Non lo sappiamo… l’unica informazione nota è che nei testi ci si sono messi con impegno, visto che sembra si siano ispirati a “La nascita della tragedia” di Nietzsche, finendo per parlare di eterno ed infinito, con ‘una visione della vita dall’interno, in un certo senso’ (cit.). (altro…)
(Club Inferno Entertainment) Un quartetto romano costituito da voce, chitarra, basso e batteria, e si presenta, dopo un precedente EP, con un album di otto canzoni a metà tra l’hevy metal e l’hard rock, la cui estrazione è di matrice (altro…)
(Helter Skelter Productions / Regain Records) I Demonio sono un trio italiano che ha il pallino del culto del doom settantiano, quello vagamente acido nei suoni, con distorsioni di cinquant’anni fa, suoni grezzi e Black Sabbath come riferimento. (altro…)

(Everlasting Spew Records) Non appena ho finito di ascoltare “Parturition Of Adulteration” ho subito pensato che fa talmente schifo da essere un capolavoro. So che quanto detto potrebbe sembrare un paradosso, eppure questa nuova uscita degli statunitensi Occulsed è suonata male, registrata peggio e mixata con i piedi, eppure mi ha regalato quelle emozioni che provavo quando ascoltavo i demo tape di alcune band locali, tanto caotiche nella resa sonora quanto piene di buone idee dal punto di vista esecutivo. (altro…)
(Pelagic Records) La band parigina Lost In Kiev ha pubblicato qualche mese fa il proprio quarto album che sintetizza perfettamente il proprio stile, cioè un post rock ampliato da elementi cinematic, electro e di una sana per quanto (altro…)
(Massacre Records) Li abbiamo uditi per l’ultima volta nel 2018 con “Okkult II” gli Atorcity e nel frattempo Alexander Krull, ormai unico elemento presente dagli esordi, ha continuano a lavorare nel suo Mastersound Studio di Stoccarda. Krull si divide infatti da tempo tra la carriera di produttore e tecnico (altro…)

(Autoprodotto) Gli americani Invertia sono sempre stati controcorrente, anche all’interno di un movimento quello del black metal, che è sempre stato di fatto controcorrente. Da circa dieci anni hanno sempre prodotto dischi di qualità indiscutibile, in cui i vari generi e sottogeneri del metal si sono mischiati per formare un unicum difficilmente catalogabile e ripetibile. (altro…)

(Avantgarde Music) Ormai li definiscono una rivelazione del 2022 per quanto riguarda l’ambito symphonic black metal. I Moonlight Sorcery sono un trio finlandese formatosi nel 2018, ma attivo a livello discografico solo dall’anno appena conclusosi, durante il quale hanno pubblicato un singolo ed un paio di EP, questo compreso. Ma ecco che entra in gioco l’attenta italiana Avantgarde Music assicurandoseli con un contratto, dando forma quindi all’EP di debutto “Piercing Through the Frozen Eternity” (recensione qui) uscito la scorsa primavera e a quest’altro extended play già in circolazione sui canali digitali da dicembre, di fatto la continuazione del precedente. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Instancabili ed esplosivi i finlandesi Turmion Kätilöt! Vent’anni di una storia che giunge al decimo album, oltre che EP ed una infinità di singoli. Una storia intensa, dopo un inizio come duo in studio, la conseguente crescita, la breve pausa a causa di un infarto del vocalist MC Raaka Pee, la perdita per strada di gente come Spellgoth (Tuomas Rytkönen), artista dall’animo delicato… più orientato al black metal che all’industrial (ed infatti è il deviato frontman degli Horna!); (altro…)

(From The Vaults) Tanto mitici quanto poco prolifici i tedeschi Crom, i quali in oltre venticinque anni hanno pubblicato solo quattro album, l’ultimo dei quali “When Northmen Die” (recensione qui) uscito oltre cinque anni fa, se non contiamo l’EP “Into the Glory Land” pubblicato nel 2021. Da quell’album la band si è rinnovata attorno all’inossidabile Walter ‘Crom’ Grosse (ex Dark Fortress), il quale porta avanti la sua idea, fregandosene delle mode e tendenze di mercato attuali, le quali vogliono attività frenetica ed un quasi ininterrotto -ma non per forza di qualità- flusso di pubblicazioni. (altro…)

(Avantgarde Music) Ci sono due cose che strane in questa release: la prima, a dire il vero, si sintetizza nel dover fare i complimenti a questa etichetta italiana, spesso capace di mettere sotto contratto la crème de la crème del black nordico, alla faccia di molte altre etichette europee o nord europee. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Dopo due album con l’austriaca Napalm Records, i tedeschi Beyond The Black tornano in patria, accasandosi alla Nuclear Blast la quale pubblica il loro quinto disco… in verità un po’ in sordina, in quanto non mi è parso di vedere la solita intensa attività promozionale tipica di questa storica label, e nemmeno il press kit sembra contenere l’usuale dettagliata biografia (cosa prevedibile per il debutto nell’ambito di una nuova etichetta) o la serie foto tipicamente di alto livello, specialmente quando si tratta di una female fronted band come la favolosa e talentuosa Jennifer Haben, membro fondatore di questo progetto di successo ormai in circolazione da quasi un decennio. (altro…)

(Steamhammer/SPV) Ottimo ritorno quello degli Screamer, band svedese giunta al quinto full length. La formula compositiva del quintetto è decisamente coinvolgente ed accattivante, basata su un heavy metal classico che talvolta strizza l’occhio a suggestioni prog, uno stile che affonda le proprie radici in profondità negli anni ’80 ma con un sound potente e moderno nelle sonorità e nella produzione. (altro…)

(Avantgarde Music) In casa Grá, lassù a Stoccolma, tutto cambia… in meglio! Prima di tutto l’approdo in Italia, sotto l’ala protettrice dell’instancabile Avantgarde Music, la quale pubblica questo nuovo lavoro, il quarto in 13 anni, della band capitanata da Heljarmadr (anche front man dei Dark Funeral). Si tratta anche del primo disco nel quale Heljarmadr non si occupa delle attività nella stanza dei bottoni, visto che questa volta il mix è stato affidato a Terry Nikas, mentre il master a George Nerantzis. (altro…)