Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
MORTIFY – “Fragments at the Edge of Sorrow”
(Chaos Records) Concepción è una delle città più graziose del Cile e si affaccia sulla foce del fiume Bio Bio, il quale si butta nell’Oceano Pacifico. In un posto così incantevole, salta fuori una delle aberrazioni death metal più chiassose del Sud America. I Mortify sono al secondo album e (altro…)

(Transcending Obscurity Records) Sono passati quasi tre anni dall’ultimo lavoro inciso dai Paganizer, il grande “The Tower of the Morbid” (
(Massacre Records) Sono passati nove anni dal sesto album “The Sinister Supremacy”, per il quale la band aveva impiegato cinque anni per pubblicarlo a seguito del precedente “Demonic Art”. Il
(The House Of What You See) Difficile inquadrare il terzo lavoro di questo Gruppo, che viene direttamente dal cuore dell’Europa per mostrarci cosa sia l’aggressività messa in musica.
(Season of Mist) La Season Of Mist crede molto in Andy Marshall e il suo progetto Saor. Due anni fa le ristampe del debut album “Roots” e di “Aura” da parte dell’etichetta ed ora invece la pubblicazione del quinto album 
(Soulseller Records) Impiegano otto anni i Khold a pubblicare un nuovo album. Un lasso di tempo enorme che non ha tuttavia scalfito l’identità della band sul piano della composizione. “Svartsyn” mette infatti al centro del tutto i riff delle chitarre e pur riconoscendo il giusto valore alle 



(UNFD) Sono tanti i motivi trattati nei testi di “Stargazer”, i quali vertono principalmente sul dolore, la perdita, il sesso, l’assuefazione. Sarà forse questo il motivo per il quale “Stargazer” è un album che si apre a più atmosfere e modi di suonare e interpretare sia i testi che 
(Go Down Records) Quarto album per Gunash, terzetto tricolore in circolazione da circa una ventina d’anni. La scarsa prolificità della band è ampiamente compensata dalla crescita esponenziale a livello compositivo e di personalità.
(Nuclear Blast Records) E chi ha osato dire che il death è morto?! No signori, non finché gruppi come gli inglesi Malevolence sono in giro a battere il martello – pardon, gli strumenti – come forsennati. 

(Cruz Del Sur Music) Luci ma anche qualche zona grigia in questo nuovo capitolo degli statunitensi Adamantis. La band del Massachusetts pubblica il suo secondo EP a 


(Pulverised Records) Dall’altra parte del mondo, dal Cile o meglio da quella sua parte più vicina all’Antartico, arriva un’esalazione dell’inferno. Al secondo album, gli Exanimatvm sprigionano un death metal sulfureo, oscuro 

(Redefining Darkness Records) Probabilmente questo gruppo inglese è adatto a chi si chiede come sarebbero ora i Paradise Lost se non avessero optato per una sterzata di stile.
(Season Of Mist) Dieci anni di attività per i Deathwhite ora al loro terzo album. Una copertina suggestiva, un’immagine pulita e dai significati ancestrali. Il tutto a incorniciare una musica fatta di potenza e atmosfera, nella quale confluiscono i più genuini principi del
(Beyond The Storm Productions) Ambizione elevata in questo nuovo album dei nizzardi Kerion. “Cloudriders: Age of Cyborgs” è infatti un concept album dal tono steampunk, con l’aspetto tecnologico trascinato nel tessuto symphonic power metal d’ordinanza della band, attraverso un’elettronica 
(Wolfmond Production / Wine and Fog Productions) Si, questo album è un autentico inno alla Cattedrale Nera, se quest’ultima fosse intesa come il black metal. Nex Feretrum registrano un album nel quale il
(Nine Records) Nasce nel 2014 la band polacca Monasterium che nel 2022 tocca quota tre album con il presente “Cold Are The Graves”. I Monasterium sono innamorati del doom di stampo
(Atomic Fire Records) L’assolata Costa Azzurra francese ha generato una band spavalda e feroce che ad oggi ha all’attivo tre album. “Negative Sun”, appunto il terzo album in nove anni per gli Heart Attack, è una
(Massacre Records) Album che scucila via come un bicchiere d’acqua fresca in una gola un po’ asciutta “Fired Up” degli svizzeri Sideburn. Il prodotto di un rock onesto e semplice, imparentato con
(Belfry Records SL) Era da un po’ di tempo che non mi davo al black estremo e nichilista, e devo dire che ogni volta che mi ci accosto mi ricordo subito del perché questo sottogenere generi, dopo un po’ di ascolto, una sorta di repellenza per la musica in generale, quasi mettesse in chiaro che qualcosa di buono, al mondo, non potrà mai esserci.