HIGH FREQUENCY – “s/t”
(Raw Lines) Prime note con una chitarra che destreggia un riff secco e possente, semplice ma di sicuro impatto. Rock, fatto di modernità, ma anche con recuperi da un passato non troppo recente. Rock di matrice USA, ma fatto in Italia. Rock scritto da Luca Di Vincenzo, cantante (con timbro vocale alla Chad Kroeger dei Nickelback), ma anche batterista. (altro…)
(Massacre) Questo nuovo album i The Forsaken se lo sono autoprodotto, affidando poi la masterizzazione a Jens Bogren (Paradise Lost, Kreator e altri). Riprendere dopo nove anni poteva essere dura, ma gli svedesi hanno scelto di fare leva sulle proprie forze e l’esperienza. Il death metal suonato si presenta, come sempre, dinamico, agile e con una buona dose di melodie
(Kloniosphere/Season Of Mist) Gira e rigira I Trepalium sono arrivati a dare una svolta al proprio sound, attraverso un denso uso del groove e contemporaneamente levigando il techno thrash-death metal, del quale i francesi sono autori da anni. “H.N.P.” ha pulizia del suono, le chitarre sono tagliate ad arte e la batteria procede facendo il proprio dovere.
(Necrotorture) The King’s Band è il progetto di quel pazzo da manicomio che si fa chiamare Karlage King. Recentemente ho recensito il suo demo, sapendo che questo EP era in produzione, ed era doveroso poter giudicare questo artista nel modo giusto, ascoltando un lavoro completo. La sua voglia di devastazione e depravazione si intensifica ogni giorno, il suo gusto per la provocazione è andato a fondo scala
(SubSound Records) Si po’ prendere sul serio un album che ha come titoli “La Canzone del Sale” (cover-parodia di Lucio Battisti), “Lapo Elgrind”, “Dawson Crick”, “Il Marchese del Grillo”, “Pig Floyd” e così via? Certo che si può, anzi si deve. I Buffalo Grillz fanno sul serio, lo hanno fatto anche col precedente “Grind Canyon”, altro titolo esemplare, espandendo la propria visione delle cose attraverso il grindcore.
(Code666/Audioglobe) Non sono un fanatico dell’avantgarde metal (o di come vogliate chiamarlo); spesso dischi che ad altri sembrano dei capolavori a me appaiono soltanto pretenziosi e confusi. Tuttavia di fronte al debut dei Ne Obliviscaris (espressione latina che potremmo tradurre con ‘per non dimenticare’) bisogna certamente levarsi il cappello e applaudire calorosamente.
(Autoproduzione) Lo diresti che la Calabria può essere una terra di malinconia e oscurità? Ho avuto il piacere di trovarmi, pochi anni fa e per poco tempo, nei luoghi dei Forgotten Hope e la loro musica me li ha riportati alla mente. Le evocazioni iniziano da “Devoid of Wisdom”, intro-brano di oltre 3’ giocati su un pianoforte malinconico e scintillante.
(Massacre Records) “The Human Apheresis” è un album black metal di stampo modern. Quindi non un lavoro feroce e dissoluto e non un lavoro malvagio e cattivo per via di scenari furiosi. La durata dei pezzi oscilla tra i 3’ e i 4’ e i The Iniquity Descent sembrano votarsi ad un black ‘n roll/death metal giocato su distorsioni a tratti diverse tra loro. Una roba in stile Satyricon. Lascia perplessi il fatto che la Massacre li promuova come una band di avantgarde black metal, qui di sperimentazione o avanguardie non se ne sentono per nulla!
(Autoproduzione) Ad essere sincero dopo tre canzoni dei toscani Versions ho provato un senso di monotonia. Non tanto per loro, ma a causa di quel solito metalcore moderno e melodico che imperversa ormai da tempo. Si, pensavo, le solite tirate tipiche del genere e cioè chitarroni pesanti, groove, i break down, le fasi melodiche e in totale contrasto con i riff muscolari che li hanno precedute. Gli album da recensire però non si ascoltano mai una sola volta e mai con distrazione e per scrivere una recensione diventa necessario il tempo.
(Autoproduzione) Bulgari, si ripresentano all’attenzione con questo EP contenente 4 brani semplici , diretti e senza troppe pretese. Il sound riprende gli stilemi dell’alternative rock contaminato da tendenze grunge , il risultato e’ a tratti un po’ sorpassato, la scelta di riportare alla luce suoni ed inquietudini di un movimento storico e così ben definito e’ molto azzardata
(AFM Records) Questo album ha un’epica pagana avvincente e viene esposta con un black metal dai contorni ben marcati. “Von Leere und Tod” è il secondo lavoro dei tedeschi Thormesis e si rivela un’opera di buona fattura, per via di melodie ben sviluppate e sempre presenti nei pezzi e con un folk onnipresente, ma tenuto sempre ben a bada dalla violenza del black metal
(Ipecac Recordings) “Laborintus II” è un’opera di Luciano Berio, grandissimo compositore italiano, tra i grandi della musica. Berio compose la partitura nel 1965 per i 700 anni della nascita di Dante Alighieri, con annessa parte testuale ispirata su un poema di Edoardo Sanguineti. Nel 1972 il compositore eseguì in Olanda “Laborintus II”, in occasione dell’Holland Festival.
(To React Records) Tra le band più interessanti in Italia, per il carico di energia, il sound imponente e la disinvolta forza nel suonare in modo possente e senza troppi fronzoli, gli italo-brasiliani Amassado propongono un EP di sei pezzi, dopo due anni dal fantastico lavoro “Coraçao Enterrado”. Per capire la direzione di questo lavoro, basterà segnalare la presenza della cover dei Sepultura “Biothech Is Godzilla”.
(Frontiers Records) Un’autentico libro sacro. Sacro a quella religione definita Heavy Metal, alla quale noi tutti siamo devoti. Questo è il riassunto di tutto ciò che ha prodotto Jørn Lande durante la sua ventennale carriera. Ed ora arriva un nuovo apocalittico capitolo di vero heavy metal, di riff tradizionali, di canzoni vecchia scuola, create ed arrangiate con il fine unico di supportare una delle migliori voci della scena presente, passata e futura.
(Superstrong) Un’oscurità avvolgente, soffocante. La sensazione dell’abbandono totale. Viaggio alla deriva in un universo silenzioso, angosciante, tuttavia inquieto, elettrizzante, in tensione perpetua. Suoni che rapiscono, emozioni che annientano, un infinito orgasmo psicologico che a tratti è devastante, pericoloso, mortale.
(Witching Hour Productions) Un nuovo ed apocalittico cerimoniale dei Naer Mataron. La spietata violenza del trio greco mette in questo nuovo lavoro dieci pezzi (intro compresa) di black metal essenzialmente pesanti, veloci e dai tratti estremi. Si resta impressionati per come Asmodevs Draco DVX regga un ritmo forsennato e infernale, le canzoni diventano un atto sempre estremo, apocalittico
(Svart Records) Magnifica prova di questa band di Kuopio, Finlandia. Sette figli dell’occult rock, della magia, del misticismo e tutto raccontato attraverso la magnifica voce di Jess e ben tre chitarre. Attingendo dagli anni ’70 e dai primi vagiti dei Mercyful Fate nasce questo loro album omonimo che molto probabilmente non tarderà a riscuotere i dovuti consensi.
(Kolony Records) I De Profundis stanno avendo una carriera interessante. Sono al terzo album, hanno suonato dal vivo con Iron Maiden, Rotting Christ e altri, ma soprattutto gli inglesi hanno realizzato nel 2007 “Beyond Redemption” autonomamente, ma con distribuzione Sony, e “Bleak Reflection” nel 2010 sempre per l’italiana Kolony Records.
(Terrasound Records) Rabbia. Sentimento profondo di odio e furia. Sensazioni urlanti incatenate in un abisso senza fine. Grida di ribellione, migliaia di anime dannate che convergono contorte nella linfa vitale di questo act polacco. Un’implacabile sequenza di pezzi proposti con pesantezza, brutalità, potenza ed una intelligente fantasia tecnica che offre come risultato un suono pulito, definito, energetico, dinamico.
(Dysfunction) Divisi fra Emilia e Lombardia, i Replosion ci offrono un progressive/power metal molto vario e intrigante: “The resting Place of Illusion” (notare come il titolo contenga il nome della band) è il loro debut ed è pubblicato a distanza di ben cinque anni dal precedente demo. In scaletta c’è subito la titletrack: i suoni sono un pochino compassati ma il brano è ben costruito e mai scontato nei suoi cambi d’atmosfera
(Pure Undeground Records) I Fiakra, del New Jersey, sono la nuova incarnazione degli Hexen, che nel 2008 diedero alle stampe un full-“length” prima di cambiare nome (il nuovo significa ‘corvo’ in celtico). “Invasion” costituisce quindi a suo modo un debut di heavy/power/speed metal, naturalmente così underground che piacerà moltissimo a chi è rimasto (almeno mentalmente) negli eighties.
(Casus Belli Musica) “Triunity” è lo sforzo congiunto tra i russi Oprich, i bielorussi Piarevaracien e gli ucraini Chur. Uno split che, almeno nelle intenzioni promozionali, fa leva sulla fratellanza slava di queste tre nazioni, le quali attingono da radici culturali comuni. Musicalmente gli Oprich (Russia occidentale) sono un metal fortemente contaminato dal folk, anche per le modalità del cantato, in lingua madre. Le parti metal hanno una certa linearità e forza nelle distorsioni e infatti il retroterra dei russi è ai limiti del thrash-death metal.
(Magic Circle-Audioglobe) Immaginate di essere un professore di liceo. Nella vostra classe c’è un alunno eccezionale, che nei primi tempi vi ha dato incredibili soddisfazioni e vi ha fatto quasi piangere di gioia per la sua bravura. Poi, improvvisamente, quasi da un giorno all’altro, cambia radicalmente: non si presenta quasi mai alle interrogazioni (quattro in sedici anni!!!) e quando lo fa vi rifila sempre la stessa lezione
(Riff Records) Quando “Bedsores” apre questo lavoro in modo soffuso, le note riportano alla mente gli spettri della psichedelia di “Ummagumma” o le divagazioni acide dei Kyuss. Oltre 5’ di gelo e poi esplode l’aggressività rock, per superare in totale i 10’. “GameOverIsAnOpinion” è il primo assalto crossover, con la stessa attitudine saranno “Hellvetica”, “Masters of the Universe” e altre.
(Autoproduzione/Rock ‘N Growl) Proposta digitale e gratuita (http://www.livarkahil.com/) dei francesi Livarkahil. Dopo due buoni album, l’ultimo è il celebrato “Signs of Decay” del 2011, il blackened death metal della band risplende di una luce nera e opaca. Malvagio e bestiale metal attraverso cinque pezzi furiosi, ma lavorati da melodie altrettanto temibili.
(Ethereal Soundworks) Il secondo album dei portoghesi Thee Orakle non lascia certo indifferenti: i nostri si dedicano ad una miscela di generi che ricorda vagamente quella dei conterranei Moonspell. In “Faraway Embrace” c’è subito di tutto e l’impatto è abbastanza disorientante: la base del sound sembra un gothic metal dalle strutture progressive e diversi influssi death
(Masterful Records) La colonna sonora di una marcia verso la redenzione. Redenzione da una schiavitù mentale imposta dalle religioni. La devastazione imposta da un death metal furioso, micidiale, che abbraccia testi prettamente black metal: odio della cristianità, inni all’oscuro, rituali perversi, osceni, violenti. I Polacchi Sphere non hanno alcun rimorso o pietà.
(Iron on Iron Records) Molti sanno che a sostenere l’heavy/epic metal underground sono soprattutto i greci: prima con una serie di band apparse quasi contemporaneamente all’inizio degli anni 2000 (Battlerorar, Sacred Blood, Airged L’Amh, Wrathblade, Athlos, Marauder e compagnia), e ora anche con etichette come la Eat Metal o la Iron on Iron. È appunto quest’ultima a dare alle stampe l’ep d’esordio dei finlandesi Evil Lyn
(Sphere Music Media) Capita spesso che il terzo album per una band metal si riveli quello decisive. Il terzo album come consacrazione o conferma delle qualità di una band. I portoghesi Shadowsphere con “Inferno” si attestano su un livello decisamente ottimo. Dopo l’intro parte un gruppo di canzoni a metà tra il melodic death metal e il thrash metal più spinto e vigoroso. Elementi tecnici e comunque una buona tecnica diffusa nell’album
(Autoproduzione) Diversi aspetti della pazzia. Meandri di menti distorte analizzate, scavate, portate alla luce. E’ su questo che si concentrano i NEURONIA con questo nuovo EP, pubblicato a due anni di distanza dall’ultimo full length. Un EP dopo due full length: mi aspettavo qualcosa in più da questi cinque deathsters di Varsavia. Sono solo quattro i pezzi ma sono sono energici, potenti, ben suonati.
(Witching Hour Prod.) I Besatt sono attivi dalla metà degli anni ’90 e questo li pone tra le band più longeve nell’ambito della scena metal estrema dell’Europa orientale. I polacchi hanno però subito notevoli e continui cambi di formazione e Beldaroh è ormai il depositario unico di questo satanico progetto black metal. Un progetto che vanta diversi album in studio, live e split.
(Misantrof ANTIRecords) Un sorriso infernale, bestiale. Un ghigno malvagio, ironico, derisione per il mondo intero, per il genere umano intero. Un inferno che attende con pazienza, banchettando, la fine di una umanità dannata, condannata, perduta. E nel frattempo il rock’n’roll delle origini suona, scuote, smuove, fa tremare. Un Rock’n’roll iniettato di sangue, di rabbia, di disgusto e repulsione.
(Heaven and Hell Records) Quando il mio stimato caporedattore mi ha detto che aveva per me un album che suonava come gli Anathema di “Eternity”, sono subito stato molto scettico: poi è partita “In Pursuit of Redemption” e mi sono ravveduto. The Reticent, solo project dell’artista Chris Hathcock, proveniente dal North Carolina
(Massacre Records) Nuova prova, la terza, di Allen B. Konstanz e Schwadorf (The Vision Bleak) e Yantit (Eisregen). Gli alfieri dark electro metal tedeschi impugnano i pennelli e li immergono in grossi secchi di vernice nera. Ci dipingono il loro mondo e in questo modo anche quello di chi li ascolterà. “Bereue Nichts” è un affresco in bianco e nero, è la morte che cammina tra le anime di questo mondo.
(FRET12 Records) Ex Creed e ora chitarrista negli Alter Bridge. Personaggio di spessore, tra i musicisti del momento. Mark Tremonti sfrutta la sua fama per un album solista. Necessità, mercato, i fans? Myles Kennedy (cantante degli Alter Bridge) che se ne va in giro con Slash? Cosa? Non saprei, di sicuro questo “All I Was” non si discosta dalla musica che suona con gli Alter Bridge e quindi la cosa farà notevolmente felici i suoi fan.