DAMNATION GALLERY – “Enter The Fog”
(Black Tears) Tre album in carriera per questa creatura ligure che sembra nata nella notte. “Enter The Fog” è il terzo album dei Damnation Gallery, Il debut album “Black Stains”, QUI recensito, è del 2018, poi il secondo album “Broken Time” del 2020 che comprende la canzone “The Unnamed” con al microfono (altro…)

(Helter Skelter Productions / Regain Records) I Demonio sono un trio italiano che ha il pallino del culto del doom settantiano, quello vagamente acido nei suoni, con distorsioni di cinquant’anni fa, suoni grezzi e Black Sabbath come riferimento.
(autoproduzione) Attraverso l’anticipazione di due singoli, “Jager of Jager” e “Wind Black”, 
(Debemur Morti Productions) ‘Angelo della morte’ che in norvegese è appunto Dødsengel, si presentano con l’oscurità in questo quinto album in studio. L’essere una black metal band non è sufficiente ai norvegesi ed ecco che elementi dark e atmosfere di una claustrofobia sopra le righe per quanto è ossessiva
(Chaos Records) Sono di Portland dello stato dell’Oregon negli USA i chitarristi Gangrene e Stillbirth e il batterista Hammer Pulse, cioè coloro che hanno messo in piedi questa cosa abominevole dal nome Dehiscence. Suonano qualcosa che è una collisione tra death metal e grindcore. Roba
(Scarlet Records) “Ora Pro Nobis” sfoggia un ritornello maestoso che recita parole reverenziali, «Ora pro nobis / Ora pro nobis / Tenebrae / Miserere nobis» e nonostante tutto è un ritornello in grado di risultare dannatamente catchy. Un ritornello simile potrebbe venire in mente solo a 
(Season of Mist) È doveroso ricordare che i Deströyer 666 sono la band creata da KK dei feroci Bestial Warlust, una band tra le più abominevoli che si siano sentite in giro nella scena metal! KK, chitarrista, con i Deströyer 666
(Non Serviam Records) L’EP “The Final Plague” è un apripista al suo primo album dei Death Reich. “The Final Plague” segue il precedente EP “Death Camp” (
(Massacre Records) Secondo album della thrash metal band di Amburgo che esibisce un guitarworking furioso a grandi linee massiccio e dal timbro sonoro metallico. Un modo di plettrare sulle corde che ricorda qualcosa
(autoproduzione / Burning Shed) Nel 2018 arriva in redazione l’album “Sunrise Markets”, 
(Season of Mist Underground Activists) Roman Saenko è ritornato in studio, non da solo, per un nuovo e undicesimo album come Drudkh. È bello che il musicista ucraino, di Kharkiv, abbia realizzato un nuovo lavoro. Chi scrive ha sempre ammirato quanto è stata capace di produrre la scena 

(Peaceville) Erano una band nel 1986 dal passo incerto perché guardavano al death metal, inoltre a quei tempi i Darkthrone non si chiamavano neppure così. Poi le cose sono cambiate nel giro sei anni e poco dopoi Darkthrone sono dunque diventati l’indissolubile ed oltranzista duo: Nocturno Culto, voce, chitarra, basso e
(Nuclear Blast Records) Tra i capolavori dei mitici Dimmu Borgir c’è un album al quale basta solo un brano come “Kings of the Carnival Creation” per meritarsi l’olimpo del black sinfonico.
(Nuclear Blast Records) Venti anni di attività per la band deathcore di Montreal e il 2022 segna anche tre anni trascorsi dall’ultimo e strabiliante album “Purgatory”,
(Ipecac Recordings) L’avvento del Covid ha generato dei problemi al buon Mike Patton e pare che ora li stia finalmente risolvendo. Un passo avanti è stato fatto anche grazie agli amici e quando gli amici sono Dave Lombardo (ex batterista degli Slayer e collega di Patton in altri progetti), Michael 
(AFM Records) Dopo la coraggiosa quanto riuscita trilogia conclusasi nel 2011, i Dragonland tornano a distanza di undici anni con una. Nuova fatica discografica. Sono cambiate le atmosfere, è cambiata la saga narrata, ma non il suono degli svedesi, sempre incentrato su un prog ultra melodico, più simile per certi versi ai gruppi finnici che non al classico suono svedese. 
(BloodRock Records / Nero Corvino) “Tramohr” al primo ascolto spiazza e fomenta anche qualche perplessità ma Dramanduhr segue un cammino visionario, esoterico, filosofico per questo album che è una fusione tra metal e suoni e stili del Mediterraneo. Il cantato poi non ha niente a che vedere con scream, growl, voce roca o urli
(Listenable Records) È questa la band di Shyaithan degli Impiety, il chitarrista di Singapore forma infatti i Devouror nel 2018 con Hades, cantante anche per Battlestorm, il chitarrista Asura dei Deux Ex Machina, Cryptor bassista ed ex Demisor e Dizazter batterista ed anch’esso per Impiety. All’inizio la band presenta alla voce Xul Antichristo di Infernal Execrator 

(3DOT Recordings) Tra i più bravi in Italia i Destrage. Chissà cosa avrà pensato la Metal Blade Records che ha pubblicato i tre precedenti album della band lombarda che ora invece non è più legata a lei. Da “Urban Being”, il primo album pubblicato nel lontano 2009 con la Coroner Records 



(Wormholedeath Records) Nuovo EP per Dali Van Gogh, formazione proveniente da Halifax, Nuova Scozia nata nel 2008 e con quattro full length all’attivo. Il sound della band canadese è piuttosto eclettico ma riconoscibile, le influenze sono molte tuttavia mescolate con una personalità ed un gusto che rende i Dali Van Gogh somiglianti nient’altro che a se stessi. 