SODOM – “Bombenhagel” (EP)

(Steamhammer / SPV) Un segno di vita. A ‘Sign Of Evil’. Dopo un ottimo album, quel “Genesis XIX” del 2020 (recensione qui), la solita pande(fucking)mia ha in qualche modo cercato di fermare l’avanzata guerrafondaia del rinnovato quartetto tedesco, il quale voleva questo EP in occasione di molteplici concerti, anche accompagnato da un adesivo con tutte le date confermate… le quali sono ormai tristemente posticipate al 2022 (forse!). (altro…)
SORCERESS OF SIN – “Constantine”
(Autoproduzione) A pochi mesi dal debut, gli inglesi Sorceress of Sin tornano immediatamente in pista con il secondo album; “Costantine” (non so se si chiami così in onore del guitarist greco della band, Constantine Kanakis) mostra un sound più tendente verso un power/gothic pomposo e sinfonico, ma si basa sempre sul talentuoso e aggressivo cantato di Lisa Skinner. (altro…)
SORCERESS OF SIN – “Mirrored Revenge” (#memorabilia)
(Autoproduzione) Stavolta non è la consueta ‘female fronted metal band’… i Sorceress of Sin vengono dalla Gran Bretagna, vantano tutti un curriculum lungo così, e hanno una vocalist d’eccezione in Lisa Skinner, tutt’altro che la solita sirenetta, la cui ugola potrebbe essere accomunata a quelle di Leather Leone o della nostra Federica De Boni. (altro…)
SEPULTURA – “SepulQuarta”
(Nuclear Blast Records) Pubblicato il nuovo album “Quadra” nel febbraio del 2020, i Sepultura erano pronti per andare in tour e promuoverlo. Nulla da (altro…)
SHRIEKING DEMONS – “Diabolical Regurgitations” (EP)
(Caligari Records) Devo ammettere che questo nuovo gruppo palermitano mi aveva fregato ad inizio ascolto. “Water Drop Torture”, traccia iniziale dell’EP, mi sembrava il classicissimo doom pesante, marcio e lento. Già mi preparavo all’ascolto di poche e lunghissime tracce… invece i nostri connazionali fanno… death metal! (altro…)
STEIGNYR – “The Legacy Of Wyrd”
(Art Gates Records) La Spagna non è per nulla aliena al folk metal (non credo di dovermi mettere a citare i vari Mago de Oz, Saurom, Northland, Runic, Lépoka e compagnia (altro…)
RAIMUND BURKE’S SPIRIT OF LAO DAN – “Secret Life”

(Autoprodotto / Timezone Records) Il chitarrista e polistrumentista tedesco Raimund Burke è sulla scena da molti anni; non solo ha militato in varie bands, ma vanta altri quattro dischi come solista. Con questo nuovo quinto album l’artista ha voluto andare oltre: non solo ha composto, suonato, arrangiato e prodotto tutto da solo… ma questa volta ha chiamato un manipolo di artisti ai quali è stato affidato il microfono: Roland Grapow (Masterplan, ex Helloween), Rasmus Andersen (Diamond Head), Henning Basse (ex Firewind, ex Metalium), Oliver Hartmann, Sebastian Zierof, Christian Erik e David Readman (Pink Cream 69, Tank)! (altro…)
SCALD – “Will of the Gods Is Great Power” (Reissue)
(High Roller Records) Sono riapparsi sul mercato qualche mese fa, con un 7’’ contenente un brano inedito; era solo questione (altro…)
STOLEN KIDNEYS – “Maailma loppuu”

(Kohina Records / minoRobscuR / Drown Within Records / Trepanation Recordings *) Secondo album per i contorti finlandesi Stolen Kidneys, un album il cui titolo è dannatamente contemporaneo cvisto che è traducibile come ‘il mondo sta finendo’, concetto perfetto se consideriamo che è stato scritto e composto all’alba della pandemia. (altro…)
SORCIÈRES – “Empoisonné”
(Epictural Production) “Avvelenato” è il titolo di questo primo album dei Sorcières, nutrito manipolo di Lille nel nord della Francia che al black/death metal infonde dei sapienti passaggi ed elementi folk. Dopo quattro anni, un demo e un EP, le ‘streghe’, questo il significato del nome datosi (altro…)
SCARECROW – “Splatterpunk”
(Inverse Records) Questa punk-metal band nasce in Finlandia nel 2000. Cinque album, “Splatterpunk” è il sesto, e tanti EP sulle spalle per gli Scarecrow. Circa trentatré minuti di assalto con suoni un po’ cupi e comunque incollati all volontà della band di correre come pazzi. Brani (altro…)
DEE SNIDER – “Leave A Scar”
(Napalm Records) Dee Snider è in una fase di seconda giovinezza? No, Dee Snider è eterno! L’ex Twisted Sister è una delle figure mitiche del panorama metal mondiale, è un valido cantante nonché paroliere e musicista, dimostrandolo ancora una volta con quello che è il suo quinto album solista. Eppure (altro…)
SWALLOW THE SUN – “20 Years of Gloom, Beauty and Despair – Live in Helsinki” (Live)
(Century Media Records) Leggendo il titolo del disco, mi sono stupito che il gruppo finlandese abbia già raggiunto la seconda decade di vita. E quale migliore occasione per festeggiare in casa, al Tavastia per giunta. Non che ci siano molte altre alternative sul suolo finnico, va detto… ma il locale è ormai da tempo un po’ un simbolo nazionale che ha visto nascere e crescere moltissimi gruppi locali. (altro…)
SONIC BLAST – “Humanity Divided”
(Boersma Records) La proposta dei greci Sonic Blast è interessante: fuori dal tempo (il sound è tipicamente fine anni ’90), fuori orizzonte geografico (non mi risultano altre band elleniche su queste coordinate sonore), fuori anche dal giro del mercato (in internet se ne parla pochissimo). (altro…)
SPIRAL GRAVE – “Legacy of the Anointed”

(Argonauta Records) Band dalla Virginia, formatasi 3 anni fa, ora finalmente al debutto anche se composta da veterani della scena. Infatti, nei Spiral Grave militano ben tre ex Iron Man (“Iron” Louis Strachan al basso, Jason “Mot” Waldmann alla batteria ed il vocalist Screaming Mad Dee, aka Dee Calhoun), la band doom nata come tributo dei Black Sabbath (da cui il moniker). (altro…)
SENSE OF CREATION – “Forsaken Era” (#memorabilia)
(Revalve Records) Fondati a Londra nel 2009, ma letteralmente rifondati dalla singer Elisa Tomaselli nel 2018, stavolta in Italia, i Sense of Creation debuttano con questo “Forsaken Era”. Nelle note promozionali i nostri si definiscono ‘symphonic rock/metal’, ma mi sembra che di rock ce ne sia pochissimo… (altro…)
STRIX – “Strix” (EP)
(Wine And Fog Productions) Questo diadema nero è stato donato al mondo nel 2008. Strix, cioè la strige, un uccello notturno che presso i romani era di cattivo auspicio anche perché si nutre di carne umana e sangue. Una specie di ghoul, una creatura, una chimera che comunque ha anche un corrispettivo (altro…)
SEPIROTH – “Condemned To Suffer”
(Petrichor Records) Esibizione di forza e muscoli per gli olandesi che nelle atmosfere ricordano un po’ i loro conterranei Sinister. I Sepiroth però sono più potenti eppure riescono a mostrare delle brevi linee melodiche che emergono in queste dieci tempeste inesorabili. Con scatti vagamente (altro…)
SXUPERION – “Auscultating Astral Monuments”
(Bloody Mountain Records) Personaggio ormai noto in redazione Matthew Schott (QUI recensito più volte), batterista di estrazione e polistrumentista per spirito d’iniziativa e creatività. Valdur, Garden Of Hesperides e altri progetti e poi ovviamente Sxuperion, ovvero il tentativo di portare il blackened death metal su un piano avantgarde (altro…)
SUIDAKRA – “Wolfbite”
(MDD Records) L’ultimo album di inediti, “Cimbric Yarns” (recensione qui), risaliva al 2018; i Suidakra tornano in pista con un nuovo disco che conferma, forse senza scalpore ma con grande solidità, la bontà della proposta sonora di Arkadius Antonik. (altro…)
SACRED OUTCRY – “Damned For All Time” (#memorabilia)

(No Remorse Records) Bastano poche note di “Legion Of The Fallen”, il primo brano di questo esordio dei Sacred Outcry, per capire che i nostri sono ellenici: ormai solo in Grecia sopravvive, come fosse una specie endemica, questo power/epic portato in auge da formazioni come gli Arrayan Path o i Sacred Blood… i nostri si inseriscono nel filone con una canzone ben ritmata e arricchita da linee vocali potenti ed evocative. (altro…)
STÖNER – “Stoners Rule”

(Heavy Psych Sounds) Band al debutto… ma certamente non per mano di musicisti debuttanti, di verginelli della scena! Con un moniker tanto scontato, quando perfettamente azzeccato, Stöner è il nuovo progetto di desert rock polveroso ed allucinato di tre personaggi noti, ciascuno dei quali in grado di iniettare un punto di vista personale in questa musica travolgente ed irresistibile! (altro…)
STENCH COLLECTOR – “Effluvatorium Du Jour” (EP)
(Redefining Darkness Records) Un duo del Rhode Island i Stench Collector, il cui nome tradisce le evidenti intenzioni death metal ma non totalmente di tipo brutal. Per quanto il sound sia d’impatto, gonfio nei suoni, marcescente in alcuni suoi momenti, Mark Pechak, voce e tutti gli strumenti, tranne (altro…)
SKYEYE – “Soldiers Of Light”
(Reaper Entertainment) Dalla Slovenia con furore, gli Skyeye sono la prova di quanto importante sia una buona produzione per la riuscita di un album. In fin dei conti questo gruppo presenta ‘solo’ linee pulite, riff poderosi, metal festaiolo e potenza teutonica nella struttura canzoni. (altro…)
SARKASM – “Les Affres du Néant”
(Epictural Production) Album d’esordio per il trio black metal di Rennes che si esibisce nel black metal più freddo e raw che si possa immaginare. I Sarkasm espongono una sequela di riff violenti, veloci, linee ritmiche serrate e tutto avviene attraverso una produzione (altro…)
SALDUIE – “Ambaxtos”
(Autoproduzione) In Spagna sopravvive ancora oggi una buona tradizione di folk/pagan metal; sarà il successo dei Mago de Oz, ma la penisola iberica sembra aver evitato quella specie di ‘estinzione di massa’ che si è avuta nel resto (altro…)
SORDIDE – “Les Idées Blanches”

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Dal 2014 in poi i prolifici francesi Sordide hanno pubblicato, questo compreso, ben quattro dischi. La loro carriera è stata caratterizzata da imprevedibili cambi di etichetta: due album -debutto compreso- con l’italiana Avantgarde Music (recensiti qui e qui) poi sorprendentemente il precedente “Hier Déjà Mort” del 2019 uscito in forma indipendente. (altro…)
SOMMO INQUISITORE – “Anno Mille”
(Cruz del Sur Music) Questo del Sommo Inquisitore è un album davvero particolare, che va attentamente analizzato. Di fatto si tratta del nuovo progetto di Giuseppe Cialone, cantante dei Rosae Crucis e dei Tyr: ancora heavy metal orgogliosamente in italiano, stavolta espressamente dedicato a tematiche medievali – e in particolare, come è (altro…)
SOUND OF MEMORIES – “The Sand Witihin”
(autoproduzione) Al secondo album dopo cinque anni i parigini Sound Of Memories. “The Sand Witihin” tratta di quella atavica condizione umana di commettere sempre gli stessi errori in quello che è un ciclo apparentemente senza fine. La band però indica quel minimo di possibile speranza in questo ciclo diabolico. Sound Of Memories si presentano con il loro melodic (altro…)
SILVER LAKE by ESA HOLOPAINEN – “Silver Lake by Esa Holopainen”

(Nuclear Blast Tonträger Produktions- und Vertriebs GmbH) Più che un album solista per il genio degli Amorphis, questo (nuovo) debutto ha il sapore di un ‘Esa & Friends’, visto che la sbalorditiva quantità di ospiti, specialmente dietro il microfono, rendono questo album una cosa sublime, suprema, coinvolgente e… maledettamente geniale! (altro…)
SINIESTRO – “Vortexx”
(Black Lodge Records) Ci sono alcuni dischi che viaggiano con il pilota automatico inserito, nel senso che basta ascoltare alcuni spezzoni di brani a caso per capirne l’entità della proposta. (altro…)
SARMAT – “RS-28”
(autoproduzione) Quando “Coldgrinder” scoperchia l’abisso dal quale “RS-28” proviene, si comprende immediatamente che i Sarmat sono una band polacca. I quattro sono infatti una nuova espressione del blackened death metal di quella nazione la quale, non c’è che dire, ha sempre qualcosa da esprimere. Le (altro…)
SINSID – “Enter The Gates” (#memorabilia)
(Pitch Black Records) Il secondo album dei norvegesi Sinsid ha decisamente gli stessi pregi e gli stessi difetti del debut “Mission From Hell” (recensione qui): heavy/power metal grezzo, spesso scontato, sempre sincero, cantato con poca tecnica ma con passione dall’ex wrestler Terje Singh Sidhu. (altro…)
SEASON OF DREAMS – “My Shelter” (#memorabilia)
(Pride & Joy Music) “My Shelter” è l’esordio del progetto solista del francese Jean Michel Volz, in forza agli a me sconosciuti A Taste of Freedom; stando alla nota stampa, il nostro ha contattato come guest singer Pasi Humppi dei mitologici (altro…)
(Stygian Crypt Productions) Mi aveva convinto il precedente disco degli Stozhar (