COSMIC REAPER – “Cosmic Reaper”

(Heavy Psych Sounds) Uno stoner sulfureo e nebbioso, un debutto per il quartetto americano Cosmic Reaper… una band con un moniker perfettamente in linea con quanto fuoriesce da queste sette intense tracce. (altro…)

(Heavy Psych Sounds) Uno stoner sulfureo e nebbioso, un debutto per il quartetto americano Cosmic Reaper… una band con un moniker perfettamente in linea con quanto fuoriesce da queste sette intense tracce. (altro…)
(Cult Of Parthenope) Cala sull’ascoltatore come una nefasta colata di violenza “Gore Weed Distortion”, primo album dei deather Vilemass che riescono a masticare e metabolizzare sulla distanza certi schemi cari a (altro…)
(High Roller Records) Dopo un lunghissimo silenzio discografico, durato qualcosa come 22 (!) anni, tornano in pista gli Scald russi, che all’inizio degli anni ’90 si fecero notare nell’underground con il loro epic/doom mistico e antico, ma si sciolsero dopo la morte del loro leader Agyl. (altro…)
(AFM Records) C’è un artista che, nel 2020, e pare nel rispetto delle regole, è riuscito a tenere uno show davanti a 2500 spettatori: si tratta di Udo Dirkschneider, che con questo “Live in Bulgaria”, uscito in DVD e doppio CD, offre un segnale di speranza al mondo della musica, ancora paralizzato dalla pandemia. (altro…)
(Everlasting Spew Records) Secondo album per Fractal Generator, formazione canadese formatasi nel 2007 da ex membri dei Wolven Ancestry. La proposta musicale è piuttosto ambiziosa, coniugando un death metal feroce ed intricato con sonorità oscure ed atmosferiche ispirate alla fantascienza. (altro…)
(RFL Records) Per occuparsi proficuamente durante la pandemia, gli US metallers Corners of Sanctuary stanno diffondendo diversi prodotti discografici… fra di essi c’è il loro settimo full-length in studio. “Heroes Never Die” si caratterizza anzitutto per la brevità dei brani (dodici in poco meno di 40’). (altro…)
(Fighter Records) Latori di un heavy metal rock che sa di Spagna lontano un miglio, gli Slowburn confezionano un debut onesto, che non vuole cambiare il mondo: brani diretti sempre (altro…)

(Witching Hour Productions) Come si scriverà Batushka al plurale? È un fenomeno molto particolare per questa doppia band polacca: emersi nel 2015, subito famosi e ambiti con l’unico album pubblicato, “Литоургиiа” (“Litourgiya”), un disco che hanno portato in tour ovunque per anni. (altro…)

(Bardo Music Inc.) In una domenica uggiosa, ai confini tra la fine della brutta stagione e l’inizio di quella -si spera- bella, questo è un album che trova la sua collocazione ideale. Niente metal. Poco rock. Piuttosto molta atmosfera, una intensa dose di funk, divagazioni jazz, prog, musica alla quale non interessa appartenere ad un genere, musica che vuole essere suonata, che vuole suonare, impressionare, coinvolgere e divertire. (altro…)

(RNC Music) C’è e sempre ci sarà un legame indissolubile tra i virtuosi della sei corde e la musica di matrice classica. A questo destino non scappa nemmeno il chitarrista e fondatore degli hard rocker italiani Planethard, Marco D’Andrea, il quale aveva già messo in piedi lo scorso anno durante il lock down l’esecuzione dell’inno del nostro paese in chiave rock, con un manipolo di musicisti e cantanti ospiti (tra i tanti Andrea Braido, Giacomo Voli e Tommy Massara), con lo scopo di raccogliere fondi da devolvere Policlinico di Milano. (altro…)
(BMG) Quando due pezzi grossi si mettono d’accordo per fare qualcosa assieme, vale sempre la pena fermarsi un momento e pensare alla vasta esperienza di questi personaggi, gente che -indubbiamente- sa comporre musica, artisti che il loro mestiere lo sanno fare molto bene. (altro…)
(Silver Lining Music / Militia Guard) Esistono band, soprattutto le più longeve, che spesso si sono confrontate con le cover e per loro arriva il momento di pubblicare un EP o addirittura un album di cover. Tocca (altro…)
(Pure Steel Records) Dopo che la ristampa di “When Heroes Fall” (recensione qui) aveva riacceso i riflettori su di loro, anche gli Attika si sentono pronti per il ritorno sulla scena; ed ecco quindi, dopo 30 anni tondi tondi, un nuovo full-length di inediti da parte degli US metallers della Florida. (altro…)
(Petrichor) Interessante reissue con ovvio remaster per i norvegesi Godsend, band psycho-goth-doom ormai estinta (l’ultimo loro lavoro risale al 1997), ma anche nota per essere stata una delle band del mitico svedese Dan Swanö, noto per la sua vasta attività nel mondo della musica, visto che milita nei Nightingale e negli Unicorn (tra gli altri), è negli Star One di Lucassen, (altro…)
(Gates Of Hell Records) I bretoni Herzel usano il loro antico idioma per i testi di “Le Dernier Rempart”. A queste parole affiancano un heavy/power graffiante, veloce e degnamente influenzato dallo US metal, pur con qualche inflessione europea, non a caso (altro…)
(Autoproduzione) Gli Ilium sono (o forse erano) una delle band più strane del panorama power. Ricordo ancora la doppietta dei loro primi due dischi, “Sirens of the Styx” (da quel che leggo, risuonato e ripubblicato nel 2017) e “Permian Dusk”, condizionati entrambi (nel bene e nel male) da un sound power/prog originale, a volte quasi grottesco, e da due booklet sottilmente inquietanti. (altro…)

(BMG) Immortali! Dopo oltre trent’anni ci sono ancora… e sostanzialmente con una line up invariata! Ricordo ancora quando nel 1990 comprai quel vinile di debutto, “Backstreet Symphony”, con quel titolo molto hard rock, tanto selvaggio quanto romantico… mentre l’era d’oro del genere iniziava lentamente il suo declino di popolarità. (altro…)

(Sludgelord Records / Seeing Red Records) I canadesi Olde si formarono nel 2014 per mano del chitarrista e produttore Greg Dawson e con questo hanno pubblicato tre album ed un EP. Pesanti, laceranti, letali… e lenti come una lunga agonia, gli Olde offrono un doom devastante sferzato da voce devastata, graffiante anche se decisamente chiara. (altro…)
(Terratur Possessions) Nonostante l’esigua quantità di tracce (tre), questo è da considerarsi come un vero e proprio secondo album del gruppo, un inno neanche minimamente velato allo gnosticismo, una pratica esoterica solo in parte riconducibile al cristianesimo, ma che ha con il tempo deviato dagli intenti iniziali e preso una strada ed una evoluzione tutta propria. (altro…)
(Napalm Records) Completamente fuori di testa, pazzi scatenati: tornano i norvegesi Trollfest con un EP sballato, schizoide e dannatamente divertente. L’idea di base dipinge la copertina, mette il titolo all’EP e accende il favoloso video nel quale vediamo le gesta di uno sconvolto e decadente manipolo di improbabili supereroi! “Happy Heroes”, infatti, racconta in un tripudio di colori la storia di questi troll che decidono di diventare dei veri eroi, con tanto di costumi ispirati ai miti della Marvel. (altro…)
(Elevate Records) A quattro anni dalla nuova versione di “Chronicles from the Realm Beyond” (recensione qui), i serbi Numenor tornano, più estremizzati che mai, con la loro miscela di black e power metal… con stavolta una netta predilezione per il primo genere. (altro…)
(Xtreem Music) Istituzione della scena metal spagnola i Golgotha. Nati a Maiorca nel 1992 con ormai Vicente Payá, fondatore, e Amon Lopez a tenere le redini della band. Istituzione del doom metal con sforamenti nel death metal, i Golgotha presentano nel 2021 un nuovo EP. La (altro…)

(Rockshots Records) È il quinto album per la progressive rock orchestra Ainur, sempre devota ai libri di Tolkien i quali stanno alla base dei concept pubblicati o di futura pubblicazione. Il nuovo lavoro non fa infatti eccezione essendo dedicato all’undicesimo volume di “The History of Middle-earth” (ovvero “La storia della Terra di Mezzo”), il quale condivide il titolo con il disco. (altro…)
(Everlasting Spew Records) Atto di estremismo da parte di Gabriele Gramaglia (Cosmic Putrefaction, The Clearing Path, Summit) e Nicholas McMaster (Krallice, Geryon, Edenic Past, ex Castevet). Un duo nato durante l’epoca del confinamento, dunque durante l’epopea della desolazione e del (altro…)

(Autoproduzione) Davvero molto ambizioso questo debutto degli statunitensi The Lylat Continuum. La formazione proveniente dal Colorado non si pone alcun limite, passando con estrema disinvoltura dal death metal iper tecnico e brutale al psichedelico, il tutto diluito in soluzioni progressive. (altro…)
(InsideOut Music) Comincia ad allungarsi a dismisura la discografia di Devin Townsend, che da un po’ di anni ha tolto ogni altro termine od orpello al proprio progetto musicale e ha deciso di presentarsi finalmente come un solista completo. (altro…)
(Purity Through Fire) Monolitico, smesso e ipnotico il secondo album di V.V. Che tocca in maniera totale i dettami del depressive black metal. Monolitico perché i riff sono la solenne, incalzante e sagomata parte del tutto nei pezzi di “Der stille Wald”. Smesso perché V.V. Sceglie la ‘povertà’ del genere, cioè un sound (altro…)
(Napalm Records) Mi ero davvero esaltato con “First Night Back in Port”, terzo disco dei pirate folkers svedesi Ye Banished Privateers, e anche se la Napalm Records, a quanto pare, non ha troppo curato la promozione del loro nuovo album, vi (altro…)

(Cruz Del Sur Music) Finalmente il terzo album per gli eccentrici e geniali tedeschi Lunar Shadow, il terzo con la medesima label. C’è magia nel loro heavy rock, nel loro atteggiamento sonoro post/indie il quale incrocia sentori dark wave ad heavy metal classico, senza scordare radici derivanti dal black. (altro…)
(Sensory Records) Possiamo considerarli la nuova incarnazione dei Midnight Eternal, che poco mi avevano convinto con il loro debut; ma con una nuova cantante, la russo-canadese Alina Gavrilenko, e il coinvolgimento del sempre più impegnato Mike LePond, gli Everdawn confezionano un interessante disco (altro…)
(Inverse Records) Poeta e autrice di testi, Rioghan Darcy con radici profondamente radicate nel gothic e prog rock, nel 2019 avvia il proprio progetto personale detto appunto Rioghan. Cantautrice moderna che vuole confrontarsi e produrre musica che riesca a fare coinvivere dentro di se più anime, dando al tutto (altro…)

(Napalm Records) Disperazione. Un senso gotico trasudante malinconia, una tristezza dipinta con sublime ed oscura bellezza. Il terzo album dei finlandesi Marianas Rest è un macigno di visioni introspettive nelle quali melodie ricche di mestizia si fondono con riffing death lenti ed incisivi in un contesto doom superbo, sempre emozionante, sempre capace di attrarre con perversa malizia. (altro…)
(Pure Steel Publishing) La Pure Steel ci ripropone il debut dei texani Under the Spell, uscito originariamente nel 2019: già dalla copertina, è facile comprendere che ci troviamo in ambito (altro…)

(Dark Essence Records) Terzo split consecutivo che vede protagonisti i Taake in un inusuale concetto che mi piace definire ‘Taake and Friends’. Dopo aver pubblicato nel 2020 collaborazioni con Whoredom Rife e Deathcult (tra l’altro sotto altre etichette… recensioni QUI e QUI) ecco la chiusura di un cerchio, la fine di questa serie di dieci pollici. (altro…)