HORNA – “Kuoleman Kirjo”

(W.T.C.Productions) La Finlandia è una specie di inferno o, per la precisione, un suo girone… quello nel quale la lussuria diventa malvagità, dove c’è una dissacrante promiscuità che altro non fa che innalzare l’adorazione per il male più assoluto. Gli Horna giungono al decimo album, con una line-up stabile ormai da qualche anno, almeno per quanto riguarda il fondatore Shatraug e quel pazzo di Spellgoth, il vocalist. (altro…)

(Black Tears Of Death) Violenta mazzata questo nuovo album dei Malignance. Un atto sonoro stilisticamente vicino al black metal scandinavo, principalmente svedese. Album maestoso “Dreamquest: The Awakening”, con riff veloci, vaghe melodie epiche
(Massacre Records) Con un passato importante in ambito AOR, ma da qualche tempo spostati su sonorità più grintose e ‘metalliche’, i tedeschi Jaded Heart danno alle stampe il loro 14° album, stavolta, come si premurano di sottolineare, addirittura ‘without keyboards’: poche
(Hellbones Records) Quasi trent’anni per la band romana… gruppo dedito alla musica estrema, dove il termine ‘estremo’ è semplicemente indicativo del fatto che ci si trova ai confini dei generi, al loro annullamento e alla loro catalogazione.
(earMUSIC) Decenni fa le canzoni, gli EP e album natalizi erano una tradizione. Li hanno fatti tutti o quasi e comunque proprio le etichette in quel periodo dell’anno si inventavano un bel po’ di uscite. I tempi sono cambiati e il natale quest’anno sarà molto diverso da quello solito. Dal
(AFM Records) Inossidabili (è proprio il caso di dirlo, nomen omen) gli Iron Savior! Con questo sono dodici album di inediti sempre di roccioso power tedesco… se l’ultimo “Kill or get killed” (
(Cult of Parthenope) I polacchi qui recensiti incarnano l’anima del black metal vecchia scuola, quella tendente spesso e volentieri ad un black depressivo e rabbioso, fatto di foreste d’alberi come di complessi industriali abbandonati,
(Nuclear Blast Records) Nuovo, e secondo album, per la band che vede protagonisti Max Cavalera, chitarra e voce per l’ex frontman dei Sepultura, Greg Pulciato, anche lui voce e chitarra ed ex The Dillinger Escape Plan tra le tante cose, Troy Sanders, altra
(Nuclear Blast Records) I My Dying Bride sono uno di quei gruppi che ha sempre coccolato il proprio pubblico, in vari modi. Non solo con album di livello al più sopra la sufficienza, ma anche con EP sempre interessantissimi e all’altezza degli album, senza riempitivi o inutili cover o estratti live.
(AFM Records) Torna dopo quattro anni Dushan Petrossi con i suoi Iron Mask… e per la seconda volta consecutiva lo fa con un nuovo vocalist. Dopo la grandiosa fase con Mark Boals, dopo “Diabolica” con l’argentino Diego Valdez (
(Nuclear Blast Records) Premessa: ogni genere ha le sue regole. Un album black deve essere fatto in un certo modo, così come un album thrash… e così come un disco di power/happy metal! Se i Majestica, ex ReinXeed, autori l’anno scorso dell’ottimo “Above the Sky” (
(The Cult of Destiny Records) ‘Norvegia’ ed ‘Heavy metal classico’ possono stare nella stessa frase, lo avevano già dimostrato formazioni come i Cyclophonia, i Lucid Dreams o i Wail… oggi aggiungiamo alla lista The Cult of Destiny, una diramazione più
(Nuclear Blast Records) Suoni, ritmi, riff, cantato e come interagiscono tra di loro in “Weight Of The False Self” li abbiamo già uditi nella storia degli Hatebreed. Il fatto che questo interagire e il singolo livello degli 
(Eclipse Records) I Genus Ordinis Dei hanno lavorato alacremente a questo nuovo album. Lo hanno sviluppato, definito e tutto per mettere in atto il concept che vi alberga dentro. È la storia di una strega, Eleanor, che viene perseguitata dalla Santa Inquisizione. Per un progetto 
(Art Gates Records) Dopo “Inferno” (
(autoproduzione) Gli Utilitarian sono impegnati, schierati e dunque dicono la loro. Una volta l’hardcore punk era dire le cose come stavano, a volte sovraccaricando i significati e i concetti cantati o nei messaggi lanciati dalle band attraverso copertine, flyer, durante i
(Limb Music) Per il proprio esordio nel mondo dell’heavy metal, dato che da anni è già attivo in ambito sinfonico/orchestrale, il chitarrista pesarese Cristiano Filippini ha fatto le cose in grande: al microfono si è assicurato Marco Pastorino (che milita fra gli altri in Temperance e Virtual Symmetry), ad 
(Ukem Records) La maestosa personalità dei Skullthrone si manifesta in questo secondo album, i cui suoni sono un impasto, li si avverte poco netti ma nell’insieme vestono in modo tenebroso e apocalittico il black metal della band. Neppure trenta
(Pure Steel Records) Su Facebook definiscono il loro genere ‘idealistic heavy metal’, e non c’è dubbio che i classic metallers Ritual Steel credano in quello che fanno… il trio (due tedeschi e il cantante degli Exiled John Cason, californiano) ci
(Steamhammer/SPV) Gli (auto)paragoni con i Judas Priest di “Firepower” sono forse esagerati, ma i Turbokill sono certamente una buona band: i tedeschi giungono al debut dopo l’EP del 2018, e propongono in “Vice World” dodici brani che loro definiscono
(Planet K Records) Una valanga di metal-punk si riversa fuori da “Metal Punx”. Lo dice in maniera sincera il titolo dell’album, lo racconta la storia degli Overcharge, nati a Varese otto anni fa e da allora infognati e di tanto con il punk, lo speed e
(Xenoglossy Productions) Il concetto estetico di questo lavoro è perfettamente condivisibile, anzi è accattivante. I suoni torbidi, le atmosfere tetre, le urla in puro scream, pattern ritmici folli, tastiere, violoncello e chitarre che si sommano, si ammassano
(Cruz del Sur) Non credo si possa mai smettere di parlare bene dei Dark Quarterer! La formazione di Piombino ha letteralmente inventato un genere, che potremmo chiamare epic/prog, e a ormai 40 anni (!) dai propri esordi sfodera un nuovo disco, che dà un seguito, dopo
(Soulseller Records) Terzo album per i norvegesi The Deviant che sfoderano del blackened death metal estremo, furioso e smaccatamente scandinavo. Si sente la tradizione death metal di quelle latitudini, quanto le variazioni irruente
(Massacre Records) Dopo il notevole “A Woman’s Diary – Chapter II” di fine luglio di questo anno (
(Iron Bonehead Productions) Un EP di come debutto è sempre molto utile a chi deve farsi un po’ di pubblicità: lo puoi usare come manifesto sonoro, come biglietto da visita, diciamo… ecco perché è importante la prima impressione, in questi casi.
(War Anthem Records) I serpenti svedesi prendono forse un pochino di ispirazione dai connazionali Marduk, per edificare il proprio secondo EP fatto appunto con black metal furioso, veloce quanto annichilente. Suonano bene, danno
(Andromeda Relix) “In the Storm” apre con eleganza e un tocco vagamente Pearl Jam della loro età più matura. Fortunatamente il prosieguo nell’album “Samsara”, con brani come “Each Day a Crossroad”, che è un incantesimo che riprende
(Rockshots Records) Esordio di gothic/symphonic metal dalla California, terra di solito da cui provengono band di ben altri generi: ma gli Anthea si inseriscono bene sulla scena. “Illusion” è piuttosto breve (otto brani più una versione orchestrale), ma in