SPLENDIDULA – “Somnus”
(Argonauta Records) Terzo album per Splendidula, quintetto belga capace di interpretare lo sludge ed il doom in maniera alquanto personale. (altro…)
(Argonauta Records) Terzo album per Splendidula, quintetto belga capace di interpretare lo sludge ed il doom in maniera alquanto personale. (altro…)

(Season of Mist) Sicuramente lontani dal metal, ma legati da in filo indissolubile con l’oscurità i belgi Emptiness, band che un tempo abbracciava sonorità molto più pesante. Se il debutto “Guilty to Exist” era pura furia e rabbia estrema in chiave black e death, seguì poi una costante progressione fino al quinto lavoro, “Not For Music” del 2017, (altro…)
(Pure Steel Records) Con in formazione due ex-Squealer, i tedeschi Generation Steel si presentano con un monicker e una iconografia che non lascia dubbi sulla loro aderenza agli stilemi del classico heavy/power germanico. L’inizio del loro debut è classico ma, devo dire, non coinvolgente: il riffone (altro…)
(Onde Roar Records) Questo nuovo album completa un discorso iniziato con “Stati Alterati di Coscienza” e seguito poi con “Rito Apotropaico”. Un a trilogia legata all’inconscio, alla mente dell’essere umano e alla fragilità delle persone. I demoni interiori, le fobie, ansie, le paure quanto i limiti dell’essere umano sono (altro…)
(Everlasting Spew Records) Cam Pinkerton e Chris White dei Chaos Inceptions reclutano il chitarrista Alec Cordero, elemento di band come Cruelty Exalted e Calcemia, nonché il batterista Mike Heller, ormai protagonista con i Raven ed ex Fear Factory, Malignancy e tante (altro…)
(Personal Records) Progetto rigorosamente solista, i Felgrave vengono dalla Norvegia e si fanno portavoce di un black che se da un lato ricalca i canoni della terra dove il genere stesso è nato, dall’altra parte unisce due aspetti di due diversi tipi di black: (altro…)
(Eisenwald) Un’altra one man band. Un altro progetto tedesco. I Coldworld si fecero notare con “Autumn” uscito quasi cinque anni or sono (recensione qui)… ed ora tornano con questa mezzora abbondante di violenza, (altro…)

(Ván Records) Oscurità. Devastazione. Tendenze tetre ricche di dannata perversione. Il sesto album dei tedeschi The Ruins Of Beverast, one man band ormai elevata allo status di full line up, è pura, totale, perfida e sublime desolazione. La musica di questa band è il black metal. Ma c’è da dire che non è affatto black metal. (altro…)
(Selfmadegod Records) Terzo e devastante full length per la formazione di Cracovia, costituita da gente che ci va giù pesante! Thrash metal dai risvolti crossover, in buona sostanza si prendano schemi classicamente thrash metal suonati a certe velocità e ci si metta (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Secondo letale lavoro per la one man band francese Blurr Thrower, il primo album completo dopo l’ottimo esordio su EP del 2018 (recensione qui). (altro…)
(Dead Seed Productions) Un album che passa per le mani di Keith Hillebrandt, produttore musicale, autore di suoni, esperto di missaggio e di remix che ha interagito con David Bowie e Nine Inch Nails, per citare due nomi illustri, il quale ha ben smussato e ordinato le idee degli Aborym. Il missaggio e masterizzazione sono di Andrea (altro…)
(Into Endless Chaos Records) Ci sono voluti 18 anni per concludere il progetto dei tedeschi Anaelbasato sui quattro elementi e cominciato nel 2003. E i nostri chiudono decisamente in bellezza la loro quadrilogia, con un’opera chiaramente ispirata all’acqua. (altro…)
(Cold Dark Matter / Coups De Coteau) Il nome della band francese arriva dal film di Pier Paolo Pasolini “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, una pellicola che raccoglie diversi soggetti sensibili per la società. Un film dove l’autoritarismo, l’allegoria dantesca e ovviamente il romanzo del Marchese de Sade, creano (altro…)
(Purity Through Fire) Album di debutto per questa formazione moscovita dedita al black metal che raccoglie elementi di band locali come a Thy Grave, Dekonstruktor, Goatpsalm, Frozen Ocean e altre. Il nome (altro…)
(Purity Through Fire) One man band composta da Spectre che è anche parte del duo Minenwerfer, black mertla band di Sacramento in California che concentra i propri testi sulla Prima Guerra Mondiale. “1337” è il secondo demo che la (altro…)
(Screaming Skull Records / Darker Than Black Records*) Ole Alexander Myrholt tira fuori un nuovo album, lui che dall’esordio discografico del 2017 ne ha totalizzati ben sei, oltre a una caterva di singoli e qualche EP. One man band sempre attiva dunque legata alla tradizione black metal del proprio paese, la Norvegia. Alcuni nomi (altro…)

(Nuclear Blast Records) Michael Schenker Group. Michael Schenker Fest. Michael Schenker’s Temple of Rock. McAuley Schenker Group. Michael Schenker e basta. Senza dimenticare Scorpions, UFO, Schenker Pattison Summit. Dannato axe man tedesco, lo trovi ovunque, dovunque, in ogni epoca. Quanti dannati album ha fatto? In quanti ha partecipato in un modo o nell’altro? (altro…)
(autoproduzione) Terzo album in dieci anni per la formazione tedesca che spara un thrash-death metal aggressivo quanto articolato. Il quintetto vede al microfono la cantante Simone Schwarz che usa principalmente il growl e con qualche sfumatura in semi-scream. Benni Poeck e Charly Gak sono un’interessante (altro…)

(Karisma Records) Nati oltre un decennio fa come duo, poi cresciuti in maniera esponenziale, i norvegesi Meer giungono al loro secondo lavoro. Band strana, lontana dal rock (sia per la musica che il look), estranea al metal: (altro…)
(Epictural Productions) Dopo un paio di anni Raido, polistrumentista e cantante nonché membro di Karne, Malevolentia e altri, pubblica un nuovo e terzo album (tutti reperibili QUI) come Ferriterium. Più estremo forse del precedente “Le Dernier Livre” (QUI), “Calvaire” è una saetta venata da melodie laceranti, gloriose (altro…)
(Emanzipation Productions) Felix Stass, la voce dei Crematory, e Rogga Johansson, chitarrista dei Paganizer e tanti altri, non pubblicavano un album insieme dal 2017; allora con “The Darkside” fu l’esordio per questo progetto tedesco-svedese. I due ritornano con una graffiante opera di death metal nello (altro…)
(Argonauta Records) Il doom è da sempre un genere molto particolare. Il minutaggio mediamente lungo delle canzoni fa pensare a composizioni di ampio respiro, complici i tempi di solito lenti e ritardati. (altro…)

(Hellbones Records) Dan Pk è l’alter ego artistico del discografico Daniele, la figura che si cela dietro la Hellbones Records, personaggio noto anche per varie collaborazioni underground, come nei Deviate Damaen recensiti recentemente qui. (altro…)
(Autoproduzione) Più che un gruppo, qui si parla di una sola persona che compone, registra e confeziona il tutto con le proprie mani. Ma se da un lato bisogna dare atto al tipo che non è mai a corto di idee, dall’altro lato bisogna anche riconoscerne gli alti e bassi. (altro…)

(Talheim Records) Il black depressivo dei georgiani Psychonaut 4 ha un tocco di sublime bellezza, la bellezza della sofferenza, della depressione, della tristezza, delle tendenze autolesioniste, il tutto annegano in una divagazione post sovietica, ricca di atmosfera, originalità, carnalità e purezza di espressione dei sentimenti. (altro…)
(Scarlet Records) A cinque anni dall’ottimo “The Harmonic Passage” (qui), i Winterage si ripetono con questo “The Inheritance of Beauty”: se pure il tasso di gothic metal è leggermente aumentato, continuo a considerare i liguri fra gli ultimi alfieri del (passatemi l’ironia) ‘true symphonic power metal’ dei beati tempi che furono… (altro…)

(Planet K Records) Nuova band, o per meglio dire un nuova one man band creata da Raymz, un musicista francese (attivo precedentemente nella hard rock band Fiinky Pie) che ha messo in piedi un progetto devoto all’abbandono verso i vizi lascivi del doom più classico, tanto che l’artista stesso non nega il suo amore band quali Black Sabbath, Pentagram, Candlemass e Trouble. (altro…)
(Sliptrick Records) Dispiace sempre rimandare (non bocciare, quello mai!) un progetto musicale, soprattutto se italiano; ma il debut degli Under Attack (che segue all’EP di qualche mese fa) mi appare decisamente acerbo. (altro…)
(Blood Harvest Records) Ricordo ancora i demo tape che giravano fino a fine anni ’90. Spesso la qualità del suono era scarsa, per via dei pochi mezzi che le band avevano a disposizione. (altro…)
(Jetglow Recordings) Si potrebbe definire quanto udito in “Mister Sister” come dell’alternative rock, solo se nel termine rock si includono le diverse sfaccettature che hanno storicamente contraddistinto il genere. “Downtown” ricorda i Deep Purple più graffianti e hard rock di sempre, mentre il riff di (altro…)

(Apollon Records) Si definiscono desert rock, anche se vengono dalla Norvegia, sicuramente un paese lontano dagli scenari assolati, secchi e desolati del… deserto. Titolo omonimo per il debutto, uscito digitalmente lo scorso agosto ma capace di attrarre un certo corposo interesse, tanto che sembra si sia già superato il milione di stream sui vari canali… cifra che continua ad aumentare. (altro…)
(Napalm Records) Sappiamo tutti che lo scorso anno le tre Nervosa sono entrate definitivamente in contrasto tra loro. Fernanda Lira, bassista e voce, e la batterista Luana Dametto abbandonano Prika Amaral, chitarrista. La bionda alle sei corde rimette comunque in piedi la band con Diva Satanica, spagnola – le Nervosa nascono in (altro…)

(Diotima Records/Rockshots Records) Quarto lavoro per i sardi Souls of Diotima, band fortemente legata alle proprie origini, considerando che il nuovo lavoro è un concept che continua l’argomento del precedente, ovvero leggende e miti dell’isola, una terra ricca di tradizioni antiche, spesso esoteriche, a volte macabre, ma pregne di storia e magia. (altro…)
(Autoproduzione) Con la presentazione onestamente più disonesta che abbia mai letto (‘When Iron Maiden meets Eluveitie’… qui però non c’è neanche l’ombra di un suono NWOBHM), gli svizzeri Infinitas lanciano sul mercato il loro secondo album; (altro…)