MERRICH, JOHANN, “credo che la conoscenza della storia renda possibile esistenze migliori”
Autrice di un testo sulle donne nel mondo dell’elettronica e di una sua riduzione teatrale, nella quale suona le musiche in scena, Johann Merrich tenta di colmare un vuoto e cioè quello delle donne che hanno contribuito ad evolvere sia la musica elettronica che le tecnologie attorno ad essa. “Le Pioniere della Musica Elettronica”, questo il titolo del libro, riempie quello spazio ancora ignoto, soprattutto in Italia, il quale però cela storie bellissime e Johann le svela. (foto di A.Campanella) (altro…)
(My Graveyard/Masterpiece) Un paio di anni fa ricordo di essere stato positivamente colpito dall’esordio dei Dumper: “Rise of the Mammoth” era un disco di heavy metal classico, a forti tinte anni ’80, con qualche elemento di rock stradaiolo che rivelava bene la caratterizzazione fortemente
(Forbidden Records) Di Sleepwalker si era scritto in un suo
(Hellthrashers Production) Ci avrei scommesso dei soldi, durante il primo ascolto (quello in cui solitamente non guardo nemmeno il titolo della release), che gli Into Darkness fossero una band americana. Una di quelle minuscole band estreme della Pennsylvania o del North Carolina
(Nuclear Blast) Rieccoli. Nono capitolo per questi svedesi devastati. Portatori (non sani) di quella malattia nata negli anni ’80 e chiamata glam, sleaze, street-metal, o più semplicemente hard rock. Loro sono i Motley Crue del post atomico, loro sono i Ratt del nuovo millennio,
(Autoproduzione) Probabilmente “Octocrura” è stato una specie di work in progress per i D8 Dimension. La voglia di registrare un EP si è tradotta in una serie di composizioni, sette, che hanno portato a totalizzare oltre mezz’ora di musica. Più di tutto, per ammissione della band, il sound è passato nel giro di un anno dall’essere un metal moderno
(Artifical Sun) Sono una industrial cyber metal band russa gli Absenth, esistente da oltre 10 anni e giunta con “Erotica 69” al terzo album. Devo riconoscere che gli Absenth hanno un sound interessante, e scriverò poi perché, ma hanno avuto la discutibile idea di piazzare 13 canzoni nell’album e arrivare a quasi un’ora di musica.
(Auditorium Edizioni) Prendete il mondo della musica elettronica e guardatelo al femminile. Voglio dire, prendete Lady Ada Lovelace e i suoi algoritmi (oltre alla sua dipendenza dall’oppio, così rendiamo la cosa vicina alla routine musica-droga), prendete un musicista che realizza la colonna
(Autoproduzione) Eric Horner, musicista un po’ strano, un po’ pazzo. Sicuramente qualcosa di strano ci deve veramente essere, visto e considerato che è chitarrista session per Vrangsinn sul territorio USA. Ma Eric Horner non se ne sta li ad aspettare Vrangsinn.
(Selfmadegod Records) Sono una oscura e nuova band dell’Illinois i Terminate. Esistono da appena tre anni e hanno fatto i tre primi passi necessari per la loro carriera, cioè un demo, un EP ed ora il debut album. I Terminate si fanno portavoce di un death metal degnamente old school
(Candlelight Records) Un album puramente anglosassone questo “The Giants of Auld”, prchè licenziato da una prestigiosa etichetta inglese e realizzato da una band scozzese. I Cnoc An Tursa sono di Falkirk e “The Giants of Auld” è l’album di esordio, fin troppo esplicito nella direzione
(Heart Of Steel Records) Godimento totale! Se amate quei suoni hard rock che vedono come massimo esponente il Sig. David Coverdale, allora gli Alicate sono esattamente ciò che fa per voi. Non so se fanno roba nuova, o meno, se sono originali o meno, se apportano qualcosa di nuovo,
(Collectors Dream Records) Credo che i vostri soldi li possiate spendere altrove. E se li avete già spesi per “Southern Rock Masters” nel 2008, non ha proprio senso spenderli di nuovo per avere la stessa identica cosa, con una copertina leggermente differente. Ennesima mossa commerciale,
(Retrospect Records) Finalmente del sano, puro, vero, schifosamente diretto e piacevole hard rock! Dave Saker, chitarrista dei Bad Boy Eddy si propone con un’ora e dieci minuti di roba perfettamente compatibile con la golden age degli anni ’80, dove imperversavano,
(Pubishment18 / Andromeda) Riffs micidiali in quantità industriale. Prodotti in serie, catena di montaggio con turni di notte, tonnellate di metallo vomitate da una immonda fabbrica di violenza. Questa è musica che spacca. Tempi frulla-budella proposti in comodo formato slavina.
(Indie Recordings) Davvero enigmatico. Strano. Quasi assurdo. I Norvegesi In Vain ritornano con il loro death metal progressivo ed avantgarde, e lo fanno con un disco ancora una volta complesso, elaborato, tecnico ma dannatamente chiaro, diretto, efficace. Un’ora di musica che affonda le basi
(AFM Records) Alex Beyrodt è uno di quei chitarristi che non sta mai fermo ed è coinvolto in decine di progetti (soprattutto legati a Mat Sinner): la band Voodoo Circle è l’unica, fra le sue attività, della quale sia assolutamente ‘titolare’. Con questa formazione ha già pubblicato due ottimi dischi
(Discouraged Records) Credo che questo mese di marzo mi porterà a dovermi confrontare con qualche band su di giri e folle, gente quanto meno estrosa e con modalità fuori dagli schemi. Inaspettatamente sono i Bong 64 il primo esempio. Loro provengono da Luleå, in Svezia, e presentano un sound
(Southworld) Qualcuno le ha definite la miglior band rock femminile di sempre, affermazione esemplare su come si stia spingendo il più possibile questa rock band finlandese. Le cinque femme fatale di Helsinki hanno aperto per New York Dolls e WASP nel loro paese
“The Meeting Point” è uno split (
(Horror Pain Gore Death Prod.) Da una band con un nome simile mi aspetterei del death metal, invece i danesi Impalers sono alfieri di un old school thrash metal e che mi sembra propendere maggiormente per la scuola tedesca, in particolare Sodom (“See What I See” ne è un magnifico esempio)
(Ripple Music) I Mothership sono un’odierna ed onesta band americana di hard rock e rock blues stile anni ’70. “Mothership” mette in mostra un trio, fondato dai due fratelli Kells e Kyle Juett (ovvero chitarra e voce e basso e voce, rispettivamente), completa la batteria di Judge Smith.
(Comatose Music) Brutal death metal, nella sua forma più canonica ed espresso attraverso una produzione di gran livello, quasi patinata, ma non tale da sminuire il macello che gli Expurgate di Denver, nel Colorado, mettono su con questo esordio. Jaymes Grundmann si esprime con un growling
(Indie Recordings) Punk sociale norvegese. Bollerei semplicemente così questo album dei Blodig Alvor, in quanto norvegesi di Aalesund i Blodig Alvor e che si esprimono nella loro lingua. Pare che cantino di frustrazione sociale o comunque delle frustrazioni che la società procura
(Apathia Records) Sono una folle band francese i Pryapisme, la quale ha già dato in passato i suoi segni di schizofrenia artistica attraverso alcune release. “Hyperblast Super Collider” è stato descritto dall’Apathia Records o da chissà chi, come un “Soundtrack to the 8-bit Catpocalypse”.
(Coroner Records) Fa piacere trovare l’uscita di un musicista che non si possa definire solo come tale. Alessio NeroArgento è un tastierista, ma anche autore, compositore, produttore e sperimentatore di nuove sonorità e strumenti. Collaboratore di Diasarmonia Mundi, membro dei The Stranded
(Coroner Records) Sono di Maiorca gli spagnoli Bleed The Man, autori di un modern metal proposto in questo secondo album, il quale segue “Behind the Walls of Reality” del 2010 e licenziato da un’etichetta austriaca, la Noisehead. La composizione di questo “Ashes from the Past”
(Discouraged Records) I System Annihilated nascono in Svezia, nella piccola Umeå, nel 2009, quando i componenti avevano tra i 13 e 14 anni. Insieme a Ronnie Björnström (Aeon, Zonaria, Ghamorean) la band ha inciso il debut “Furor”, il quale è una fusione di hardcore e death metal. 
(Collectors Dream Records) Un momento di gioia, poi la delusione. Quando mi contattano per recensire i Great White, faccio un salto indietro nel tempo! Wow! So che avevano prodotto un nuovo album, con il nuovo cantante. Non l’avevo sentito ancora, ed era questa un’ottima occasione per tornare a sentirmi questa band
(My Graveyard/Masterpiece) Chi segue MetalHead sa bene che i miei generi preferiti sono quelli classici (con ridotte e occasionali puntate nell’estremo); fino a qualche anno fa, pur possedendo ben più di un migliaio di dischi, non avevo idea di cosa fosse lo stoner solo perché non era nato nel corso degli anni ’80,
(My Graveyard/Masterpiece) Marco Ruggiero è volto noto della scena metal campana, coinvolto in numerosi progetti prevalentemente orbitanti negli ambiti heavy e power. I Savior from Anger, con il loro sound thrashy vicino a quello dei Metal Church, sono appunto una delle sue creature, e presentano questo nuovo disco,
(Autoproduzione) Probabilmente il nome di questa band di Houston non dirà molto, come gli stessi musicisti che la costituiscono. Sono elementi che hanno avuto esperienze live con Demoniacal Genuflection e Ingurgitate, ovvero il cantante R. Allen, A. Contreras e K. Kelley, chitarra e basso,
(Iron on Iron Records) Proprio non capisco le dinamiche dell’etichetta greca Iron on Iron: un giorno ti pubblica grandi dischi come gli ultimi di Marauder o Sacred Blood… e il giorno dopo ti diffonde l’ep dei Ruthless Steel, che brutto non è, ma si rivela immediatamente un prodotto di routine,