VECTOR SEVEN – “Dark Metropolis”

(Darkhan Music) Senza pausa, senza riposo l’entità elettronica Vector Seven, la quale ha pubblicato almeno tre dischi nell’ultimo anno (tra questi “Elecric Blood”, recensione qui). (altro…)

(Darkhan Music) Senza pausa, senza riposo l’entità elettronica Vector Seven, la quale ha pubblicato almeno tre dischi nell’ultimo anno (tra questi “Elecric Blood”, recensione qui). (altro…)

(Century Media Records) Pesanti, tecnici, taglienti. Tornano dopo una vita (ben otto anni dall’ultimo EP, dieci dal precedente album!) gli svedesi Vildhjarta con il loro secondo full length. Un banchetto di down-tune, riff in stoppato e quella inconfondibile atmosfera apocalittica. (altro…)

(Black Widow Records) Torna una delle primissime formazioni heavy metal del nostro paese! In giro da una vita, dal ’79, quando si facevano chiamare Vanessa. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti… e ne sono successe di tutti i colori: cambi di line up, scioglimenti, pause, ritorni, i Saxon che scopiazzano una loro canzone… e come sempre quando sei un metallaro in Italia, eccoti a fare l’emarginato costretto a costruirsi una carriera contro tutto e tutti. (altro…)
(Black Tears) Il thrash metal è inossidabile quanto immortale e i Vexovoid lo ribadiscono con un album esemplare. Formatisi in Toscana nel 2013, con la Earthquake Terror Noise pubblicano nel 2017 il debut album “Call of the Starforger” che offre evoluzioni (altro…)
(KVD / Kartel Music Group) Kat Von D, ovvero Katherine von Drachenberg, è una modella, tatuatrice, creatrice e stilista di make-up, anche un personaggio della TV tra le tante cose. Ora è anche cantante. Studiato canto anni fa e collaborato con Linda Perry – colei del brano “What’s Up? Dei 4 Non Blondes – ha poi continuato con (altro…)
(Scarlet Records) Se il debut “In The Land Of Vandor” (recensione qui) era ultra-ortodosso nella sua fedeltà al power delle origini, per il loro secondo disco gli svedesi Vandor provano qualche contaminazione, alleggerendo qui e lì il sound e rendendolo talora puro hard rock. (altro…)
(Pulverised Records) Un’esistenza nell’underground testimoniata da piccole pubblicazione e poi, a tredici anni dalla loro nascita, i californiani Vomit Ritual pubblicano il primo album. intitolato “Callous”. L’album trasuda di blackened death metal, ottimamente registrato e musicalmente (altro…)
(Pelagic Records) Sarà banale dirlo, ma i bordolesi sono buoni come il loro vino! Lo sono sempre e lo sono ancora con l’album “Consolamentum”, anche otto anni dopo “Tocsin”. Otto d’invecchiamento, mica pochi! Eppure la band ha lavorato in se stessa e per se stessa, plasmando una materia sonora (altro…)
(Metalville Records) L’etichetta di Colonia assembla un tribute ai The Sisters Of Mercy con qualche band di grido e non, per un prodotto finale che risulta essere piacevole. Atrocity, Paradise Lost, Cradle Of Filth, Crematory, Kreator sono alcuni dei quindici nomi* coinvolti in questo ricordo di Andrew Eldritch, la (altro…)

(autoprodotto/Distrokid) Erano un quintetto, poi si sono sono ridotti a quattro… ed ora rimangono solo in tre… ma la potenza sonora che sono in grado di scatenare continua ad essere ricercata e pericolosamente mostruosa. (altro…)

(Mascot Records) Con il terzo album i sempre più acclamati danesi (e svedesi) Vola confermano la loro poderosa capacità di fondere generi musicali apparentemente lontani. Tanto pop quanto prog, tanto metal e djent quando oscuri con una tendenza deliziosamente dark wave. Tastiere imponenti, le quali rasentano la soglia del sinfonico rendono tutto moderno e accessibile, mentre le linee di chitarra sono spesso pesanti e taglienti, generando un’aura tetra in linea con il significato stesso dell’album e del suo titolo. (altro…)

(autoprodotto) Debutto estremamente interessante, anche se ormai uscito da un anno e mezzo, per gli italiani Voice Of The Inner Demon, band che annovera in formazione Björn Hodestål degli Arcana Opera, Matteo Frigo (Eliseum, ex Arcana Opera, ex Desdæmona), Giorgio Orani (Wintryfrost) e l’eccellente blues vocalist Nicola Tobio. (altro…)
(High Roller Records) La formazione capitanata dai fratelli Eriksen, in realtà Ron e Robert non lo erano ma la raccontavano così, entrambi chitarristi mentre il primo è anche cantante, nasce a scuola nel 1986. Registrano un demo con il titolo di “Do or Die” contenete tre pezzi che si guadagnano l’attenzione della Metal Blade che pubblicherà nel 1988 il primo album della band (altro…)
(High Roller Records) Ne varrebbe veramente la pena di acquistare questa ristampa in vinile della High Roller, tra l’altro in tre colori e con poster e cartolina. I Viking sono una vecchia band thrash metal nata in California, a Los Angeles, attraverso Ron e Brett Eriksen che si dichiaravano fratelli ma in realtà non era così. Brett ha militato nei Dark Angel e di cognome fa (altro…)
(Massacre Records) È incredibile come Jutta Weinhold, a 73 anni suonati, non abbia nessuna intenzione di abbandonare le scene: ma le mie riserve su questo “Cosmic Healer” sono, ahimè, le stesse che menzionavo per “The Pale Man Is Holding A Broken Heart” (recensione qui). Direi che ‘c’è un tempo per ogni cosa’ e questo tempo, per i Velvet Viper, temo che ormai sia passato: se poi ci mettiamo pure alcune incertezze di songwriting… (altro…)

(Season of Mist) C’è un’aura strana che avvolge i Vreid e forse l’intero e misterioso Sogndal, lassù nel nord, in Norvegia, nel suo nord ovest. Ogni loro album è diverso dal precedente, c’è sempre un’evoluzione o un cambio di direzione, c’è sempre un marcato cambiamento, eppure ogni album è dannatamente Vreid, fino all’osso, fino alle viscere. “Wild North West” non è un’eccezione, anche se qui c’è qualcosa di diverso, qualcosa che non c’era sul favoloso “Lifehunger” (recensione qui), sulla crudezza di “Sólverv” (recensione qui) o sull’iconico “Welcome Farewell” (recensione qui). (altro…)
(Scarlet Records) Certo che ne è passato di tempo da “Unum” (qui)! I Vexillum si sono fatti attendere più di sei anni, ma alla fine sono tornati a tenere alta la bandiera (è proprio il caso di dirlo) del power/folk nazionale. I nostri partono subito con gli undici minuti di “Enlight the Bivouac” (non credo di dovervi ricordare come si chiama il secondo disco della band): (altro…)

(Darkhan Music) Un favoloso ed elettrizzante tributo ai film horror, e le relative colonne sonore, pubblicati negli anni ’70, ’80 e ’90, tre decenni che hanno segnato la storia ed offerto i migliori capitoli di questo genere cinematografico. (altro…)
(Mistica Funebre Productions*) Solo 66 copie su nastro di questo split tra due nomi incrostati di black metal. Vultur è una band sarda con due album alle spalle e una discografia costellata proprio di split e altre pubblicazioni. Due pezzi preceduti da un’intro e outro, in sedici minuti e oltre di un canonico quanto feroce (altro…)

(Autoproduzione/ Blood Fire Death) Prima di cominciare questa recensione, ritengo opportuno precisare una cosa: considero gli At The Gates una band alquanto sopravvalutata, anche se questa mia considerazione risulterà alquanto impopolare. (altro…)

(Nordvis Produktion)I norvegesi Varde che debuttarono l’anno scorso con l’intenso “Fedraminne” (recensione qui), sono un progetto nato nel 2017 composto da membri di Alsvartr, Nordjevel e Dødheimsgard. Tra il black, folk e viking, con un forte legame verso la terra di origine, questa band ha instaurato da subito un livello qualitativo non comune capace di esaltare la cultura nordica e le tradizione con fare provocante ed in linea con la malinconia che certi scenari di quei paesi possono suscitare. (altro…)
(Purity Through Fire) La fanfara militare che monta nell’intro dell’opener e tracklist dell’album, ci sono cavalli e scontri di una battaglia per un mix che alla fine esplode. Esplode la guerra vera, il black metal! Sguaiato, becero black metal di un tempo. Esplode il ‘mare di fiamme, come da titolo. Il (altro…)
(Cult Of Parthenope) Cala sull’ascoltatore come una nefasta colata di violenza “Gore Weed Distortion”, primo album dei deather Vilemass che riescono a masticare e metabolizzare sulla distanza certi schemi cari a (altro…)

(Vetus Capra Production) È sicuramente devoto al black degli anni ’90 questo duo francese. Le quattro tracce sono grezze e violente, oltre che atmosferiche e suggestive. (altro…)
(Soulseller Records) Nel 2000 il chitarrista Død dei Blood Red Throne ed anche Satyricon forma i Cobolt 60 con Mr. Hustler, cantante dei Blood Red Throne. I Cobolt 60 pubblicheranno poi due album, esibendosi anche dal vivo. In un concerto il duo si è esibito con (altro…)

(Dark Essence Records) Con i Vulture Industries le cose sono sempre strampalate, almeno tanto quanto è geniale la loro superlativa musica, il loro approccio scenico, artistico e pure quello pandemico, visto che continuano a fare live strem gratuiti da posti tanto iconici quanto assurdi: ex bordelli, ex fabbriche tessili… con conseguenti surreali concorsi di maglieria. (altro…)
(Sliptrick Records) In archivio abbiamo l’EP d’esordio dei Varang Nord, “Fire of the North”; ma da allora, le strade di Metalhead.it e della pagan metal band lettone non si sono più incrociate. Con piacere ritrovo allora questi guerrieri baltici con il loro terzo disco, forte di undici brani. (altro…)
(InsideOut Music) Ventitré album in trent’anni di carriera sono il totale ritratto della van Giersbergen. La cantante olandese nel 2018 ha avuto il bisogno di realizzare qualcosa che fissasse i punti cardine della propria vita, capire le proprie sfide, trovare risposte e attraverso la musica. Lavora a queste canzoni in una casa vicino (altro…)

(Dark Essence Records) Piccolo pezzo di storia nordica. Questi devastati si formano nel 2009 a Bergen, in Norvegia. Il nome della band è quello dell’ultimo bordello noto della città. Si dedicano and un punk/hard core, spaccano come pazzi, mettono in piedi una fan base, suonano spettacoli frenetici e laceranti, sputano fuori un breve album con un titolo emblematico e pieno di pessime intenzioni (“We are the Lords of Hellfire”) e poi spariscono nel nulla. (altro…)
(Purity Through Fire) One man band composta da Spectre che è anche parte del duo Minenwerfer, black mertla band di Sacramento in California che concentra i propri testi sulla Prima Guerra Mondiale. “1337” è il secondo demo che la (altro…)

(AFM Records) Non si fermano mai i tedeschi Voodoo Circle! Alex Beyrodt, la mente a capo della band, con il sesto album torna alle origini e riesce a rimettere la line up classica, quella di “Broken Heart Syndrome”, il secondo album (ma anche del terzo, “More Than One Way Home”), la quale vede il grandioso vocalist David Readman (Pink Cream 69), il mitico bassista Mat Sinner (Primal Fear, Sinner) ed il batterista di Glenn Hughes, ovvero Markus Kullman! (altro…)

(Open Mind Records)Johan Hedman (ex batterista di Convulsion, Morteferum e Sarcasm) è il compositore e polistrumentista che sta dietro a questo progetto eclettico, il quale giunge al quarto album in quasi un ventennio di attività, un progetto originariamente concepito in compagnia di Hannes Ljunghall (suo compagno nei Convulsion, qui impegnato con le tastiere). (altro…)
(Anti-Corporate Music) Cristina Vane è di Tornio, si è poi trasferita a Parigi per finire a Venice Beach in California negli Stati Uniti. Pare che ora stazioni a Nashville, nel Tennessee. Lei canta e suona la chitarra acustica e il banjo, tuttavia ha studiato la musica (altro…)

(Eihwaz Recordings) “II” come la seconda pubblicazione, anche se questo album è il vero debutto di questa one man band dalle Hawaii, preceduto solo da un EP uscito lo scorso gennaio. Il mastermind ha un passato con la band raw black Anathron (dall’Oregon) ed è palese che, per quanto non ci siano particolari novità, l’artista riesca a dimostrare sia una buona esperienza che un profondo legame con un black decisamente tradizionale. (altro…)

(Nordvis Produktion) Finalmente il debutto dei norvegesi Varde, trio composto da membri che provengono da bands quali Nordjevel, Alsvartr e Dødheimsgaard. Un debutto che tende un filo conduttore tra il black metal, il folk metal, il viking ed un generale legame musicale con la terra di origine, sapendo vagare con intelligenza tra i (altro…)