DEATH REICH – “Disharmony”

(Non Serviam Records) Primo full length per Death Reich, formazione svedese fondata nel 2018 da Jonas Blom (Runemagick, ex Sacramentum) e con due EP all’attivo (recensione qui e qui). Prima di evolvere il proprio death metal in una direzione più brutale e moderna, i Death Reich suonavano un death di matrice statunitense, tipico delle produzioni di Scott Burns; (altro…)
VERMINOUS SERPENT – “The Malign Covenant”
(Amor Fati) Il dio o forse il demone del black metal ha tirato fuori dal suo calderone ribollente una entità nuova, corrotta, infernale. Sono i Verminous Serpent, un quartetto fondato da Joseph Deegan alla chitarra e membro dei dublinesi Slidhr, in più Matt Bree alla batteria e parte dei Malthusian, black metal band (altro…)
MORK – “Dypet”

(Peaceville Records) Sesto capitolo. Sesta gelida tormenta che soffia poderosa dal terribile inverno norvegese. La creatura di Thomas Eriksen non si arresta, non rallenta, scrivendo un’altra intensa pagina di black metal freddo, poderoso, penetrante. Evoluzione? (altro…)
MARIANAS REST – “Auer”

(Napalm Records) Possente. Poderoso. Tuonante. Ed infinitamente malinconico, una malinconia pregna di disperazione espressa da growl penetrante di Jaakko Mäntymaa! È il quarto album dei finlandesi Marianas Rest, una sintesi di tristezza, di gelo, di panorami desolati dal brutale e crudele inverno, di perfezione stilistica ormai al livello di massima creatività. (altro…)
REDEMPTION – “I Am The Storm”
(AFM Records) Nicolas van Dyk assesta la formazione dei Redemption con il tastierista Vikram Shankar e alleggerendo così il proprio lavoro che si concentra maggiormente, almeno per le registrazioni, sulla chitarra. La filiera dei pezzi passa comunque attraverso i validi contributi di (altro…)
MONUMENT – “Abyss”

(Hummus Records) Difficile descrivere le sonorità dei Monument, quintetto svizzero eclettico, strano, imprevedibile, distopico, spesso ipnotico e surreale come conferma la copertina di questo debutto. L’unica certezza è il rock, per il semplice fatto che è la definizione più vasta per tutto quello non riconducibile ad altri generi ben definiti… ma dentro “Abyss” c’è alternative, c’è noise, c’è prog, c’è jazz, c’è ambient, c’è shoe gaze e c’è pure post punk. Un miscuglio confusionario? (altro…)
FESTERDECAY – “Reality Rotten to the Core”

(Everlasting Spew Records) Dopo una sfilza infinita di split, demo e singoli, esce finalmente il debut album dei giapponesi FesterDecay, fautori di un gore grind stilisticamente identico a quello dei Carcass era “Reek Of Putrefaction”. (altro…)
ABBINORMAL – “Grind Hotel”
(Ad Noctem Records) Secondo album per i meneghini Abbinormal, dopo “1996” pubblicato nel 2019, e saldamente legato a questa esaltante mistura di grindcore e brutal death metal. Pattern ritmici, schitarrate, soluzioni che abbracciano sia il death quanto il grind, mostrandosi costantemente (altro…)
DARKTHRONE – “Goatlord: Original”
(Peaceville Records) Storia nota ai più quella dell’album “Goatlord” e per chi ne fosse a digiuno ecco il sunto: i Darkthrone pubblicano il primo album “Soulside Journey” nel 1991, con una formazione a quattro e orientata al puro death metal, poi l’anno dopo si presentano con uno (altro…)
HAVEMEYER – “Slacker”
(CrazySane Record) I berlinesi sono autori di uno shoegaze sbarazzino, con punte di etereo smarrimento e spunti briosi che mettono ritmo e virano verso un indie a tratti adagiato sul pop. Forti ascendenze Interpool, qualche schitarrata energica che ricalca i Sonic Youth, tinteggiando situazioni in maniera post rock come (altro…)
WAMPYRIC RITES – “Demo IV” (Reissue)
(Inferna Profundus Records) Continua l’opera di recupero dei Wampyric Rites da parte della Infernal Profundus. Questa volta tocca ad una demo del 2020 di quattro brani, il quale apre con una lunga e malinconica intro strumentale. (altro…)
THE NEW DEATH CULT – “Super Natural”

(Indie Recordings) Crescono molto i norvegesi The New Death Cult con questo loro secondo album. Se il debutto (recensione qui) offriva molti spunti variegati, il nuovo lavoro mette tutto a fuoco, mira con precisione e rivela una band di heavy rock alternativo irresistibile e travolgente, rivelando un disco che si mostra esplosivo, brillante, incalzante, decisamente tuonante. (altro…)
EMBRYO – “A Vivid Shade on Misery”

(Rockshots Records) Quinto album per i cremonesi Embryo, una delle realtà più belle e solide del panorama estremo italiano degli ultimi anni. Attiva sin dal 2000, la band lombarda ha dimostrato una sensibile crescita a livello tecnico e compositivo, tanto da riuscire a coinvolgere il leggendario George Kollias, il quale si è occupato di tutte le parti di batteria di quest’ultimo album. (altro…)
POP EVIL – “Skeletons”

(MNRK Heavy) Molto diversi i Pop Evil di “Skeletons” rispetto a quelli di, per esempio, “Up” (recensione qui), album nel quale il loro libertinaggio stilistico si esprimeva al meglio. “Skeletons” è più diretto, più legato ad un metal incrociato tra nu-metal e sonorità attuali, moderne, giovani… pop! (altro…)
ELYSION – “Bring Out Your Dead”
(Massacre Records) “Bring Out Your Dead” è l’esempio di come sprecare una buona occasione, a nove anni dal precedente e secondo album “Someplace Better” pubblicato come il precedente debut da Massacre Records. La gothic metal band da subito lascia trasparire che elemento gothic è debolmente presente (altro…)
EXPLORING BIRDSONG – “Dancing In The Face Of Danger” (EP)
(Long Branch Records) Dopo un EP di debutto nel 2019 intitolato “The Thing With Feathers”, i britannici ci riprovano con un secondo di cinque pezzi con oltre 24’ di musica, la quale potrebbe essere classificabile come un prog nel quale entrano sia elementi rock quanto pop. Il trio che vede Lynsey Ward al canto, ed è un canto (altro…)
DARK SANCTUARY – “Cernunnos”

(Avantgarde Music) Ormai tornati in piena attività, i francesi Dark Sanctuary danno seguito al loro EP “Iterum” (recensione qui) uscito un anno fa… ed ecco che questo “Cernunnos” è il primo full length che la band propone negli ultimi… quattordici anni! (altro…)
BAD BONES – “Hasta El Final!”

(ROCKSHOTS Records) Gli italiani Bad Bones non ci girano tanto attorno: metallo vecchio stampo, roba classica, roba ribelle, un sound che ricorda il primo thrash ma anche i leggendari Motörhead! (altro…)
DOWNFALL OF GAIA – “Silhouettes of Disgust”
(Metal Blade Records) Il sesto album dei Downfall Of Gaia viene pubblicato quattro anni dopo il precedente “Ethic of Radical Finitude” che data 2019, dunque l’anno prima della pandemia da Covid-19. Oggi dopo con il ritorno a una normalità che ovviamente normale non lo è (altro…)
NARNIA – “Ghost Town”

(Narnia Songs) Devo ammettere di essere stato per anni piuttosto prevenuto nei confronti degli svedesi Narnia, per il semplice motivo che ai tempi dell’esordio “Awakening” avevo letto recensioni altisonanti per poi rimanere deluso soprattutto per l’utilizzo della drum machine che ha inficiato non poco il risultato finale. (altro…)
IKARIE – “Arde”

(Avantgarde Music) Secondo capitolo per la poderosa e suggestiva post doom metal band spagnola, la quale offre il successore dell’ottimo “Cuerpos En Sombra” uscito nel 2021 (recensione qui). Dieci nuovi imponenti brani, meravigliosamente avvolti da un senso di mistero che emerge dalle sonorità, dagli arrangiamenti, dall’impostazione generale in grado di unire la freddezza del post metal alla carnalità sulfurea del doom. (altro…)
LUTEØKS – “Barely True Norwegian Black Metal”

(Nordic Mission) L’altro giorno mi sono imbattuto online in un meme di quelli che stimolano il mio perverso e decadente lato ironico: una bellissima casetta di legno rossa, collocata sul pendio di un soleggiato fiordo norvegese, con vista mare e boschi; sulle placide acque una imbarcazione da turismo porta a spasso turisti incantati dalle bellezze naturali del paese scandinavo. (altro…)
JOLLE – “Wirtschaft Arbeit Technik”
(CrazySane Records) Jolle, ovvero un chitarrista e un batterista armati di intenti garage rock, stoner, grunge, noise e una sano, robusto e sincero bagaglio krautock. Il duo di Potsdam mischia le carte nel proprio studio casalingo, prendendo a prestito un po’ di cose del rock e del pop anni ’60 e ’70, con concetti punk e garage (altro…)
JOHN DIVA & THE ROCKETS OF LOVE – “The Big Easy”

(Steamhammer / SPV) Evvai! Questo genere, l’hair metal non muore mai! Qualche battuta d’arresto quando saltò fuori il grunge… ma poi il grunge è praticamente deceduto (in verità non aveva mai goduto di buona salute…) mentre l’hard rock non ha mai smesso di fare proseliti: siano essi i ragazzi delle nuove bands che anche oggi fanno canzoni ottaniane… o i fans nostalgici dell’epoca d’oro del rock, i quali -grazie ad act come John Diva & The Rockets Of Love- possono gettare la nostalgia nello stesso bidone dove sta marcendo quell’altra cosa… come si chiamava… ah, il grunge! (altro…)
SORTILÈGE – “Apocalypso”
(Verycords) I Sortilège sono nati negli anni ’80 a Parigi col nome Bloodwave e grazie ai fratelli Dumont, Stèphane e Jean-Philippe. La band ha pubblicato esclusivamente in quel decennio e verso il 1986 si è sciolta. Si è riformata dopo la prima decade dei 2000, senza i due fratelli Demajean e con il cantante (altro…)
LITOST – “Pathos”
(autoprodotto / Blood Fire Death) Dopo un buon debutto targato 2019, i valenciani Litost ci riprovano e confezionano un disco dai suoni molto moderni, (altro…)
CARMA – “Ossadas”

(Monumental Rex) Dopo un convincente debutto nel 2015 (recensione qui), i portoghesi Carma si sono nettamente evoluti. (altro…)
MESSE MORTUAIRE – “Nocturnal Demonic Visitation” (EP, Reissue)

(Iron Bonehead Productions) A dire il vero “Nocturnal Demonic Visitation” è uscito circa un anno fa in forma indipendente e digitale, con una successiva versione CD, grazie alla Repulsive Echo Records. Ma è il vinile il formato che serve per questa musica: è necessario che quell’ago spinga sulla superficie, grattando impetuoso su quel vinile nero come la morte, lasciandosi dondolare dai suoni gravi, lenti, pesanti del death metal lacerante dei francesi Messe Mortuaire! (altro…)
OCEAN OF GRIEF – “Pale Existence”

(Personal Records) Gli Ocean Of Grief propongono del doom di alto profilo, musica di qualità, piena di malinconia e discrasie, soprattutto tra la spettrale voce del cantante e le melodie intonate nei sette pesantissimi e lunghissimi brani che compongono la seconda opera di questo gruppo. (altro…)
STRAIGHT HATE – “Slaves Of Falseness”
(Selfmadegod Records) Poco più di ventisei minuti sono sufficienti agli Straight Hate di dare una precisa istantanea di se stessi. “Slaves Of Falseness” è il terzo album del combo polacco, votato a un misto tra grindcore e death metal. Granitiche le (altro…)
KOLDVOID – “Wilderness Retreat”

(Sun and Moon Record) Dalla Transylvania questo progetto solista ambient/dark, in circolazione ormai di quindici anni. Atmosfera, oscurità, l’influenza derivante da moltissimi film, l’ispirazione che riporta a maestri quali Badalamenti, passando poi per territori già esplorati da Ulver, Tangerine Dream, Kraftwerk o Vangelis. (altro…)
BASTARD GRAVE – “Vortex Of Disgust”
(Pulverised Records) I marcescenti Bastard Grave siglano il loro terzo album in studio, inno al death metal di derivazione Autopsy e dintorni. “Vortex of Disgust” è intriso di atmosfere pesantemente cupe, nelle quali sia le chitarre quanto i pattern ritmici passano da fasi spedite ad altre rallentate e cadenzate. Si ascolti pure (altro…)
WITCH RIPPER – “The Flight After the Fall”

(Magnetic Eye Records) Senza ‘se’ e senza ‘ma’: i Witch Ripper, con il loro secondo album, vi offrono uno dei migliori dischi sludge degli ultimi dieci anni. (altro…)

(Debemur Morti Productions) Lo strabiliante The Lovecraft Sextet del multistrumentista Jason Köhnen dopo il superlativo album “Miserere” del 2022,