MADMAZE â âNo Time Leftâ
(Autoproduzione) Lâuscita del debut album dei MadMaze consente di ritornare sulla prima prova che la band italiana ha inciso nel 2010, ovvero âNo Time LeftâŚâ. Quattro pezzi messi insieme sotto una copertina inequivocabilmente thrash metal, proprio come la musica che essa ricopre. Quattro pezzi piacevoli e che scorrono davvero bene nellâascolto. Thrash metal intenso e sicuramente vecchio stampo. Thrash metal in stile Bay Area e quindi in linea con la tradizione. âLord of All That Remainsâ, âMad Mazeâ fanno subito intendere che la band ha qualitĂ , ma ha bisogno ancora di progressi. (altro…)
(Deepsend Records) âExpiationâ è puro brutal techincal death metal di produzione italiana. I Synapses sono un quartetto che gioca al massacro, ma attraverso armi elaborate e complesse. Alessio âCiulazâ Fassoli è lâunico chitarrista e il lavoro che svolge con lo strumento è immane, ma allo stesso tempo è anche un lavoro che ammassa riff su riff senza tirare fuori un briciolo di melodia per rendere memorabili e fruibili i pezzi.
(Autoproduzione) Epico e glorioso. Energia che si insinua nelle vene, che da la carica, voglia di vincere, andare avanti. Legami con antiche tradizioni grandiose, storie tramandate con orgoglio. Questo è âMosemandenâ, EP dei Danesi Sylvatica (l’EP contiene anche 4 tracce di una precedente pubblicazione intitolata âSagn Og Sagaerâ). I Sylvatica propongono un folk metal pesante. Fortemente influenzato da death e, a tratti, anche black, il loro sound è molto melodico, ma decisamente robusto, cadenzato.
(High Roller Records) Che Mark Shelton sia inarrestabile è noto a tutti: e cosĂŹ, a circa un anno di distanza dallâultimo disco dei Manilla Road, lo troviamo impegnato in questo side project di ispirazione lovercraftiana che⌠è praticamente un disco dei Manilla Road, per il sound e la presenza di pressochĂŠ tutti i membri della band madre! Misteri di un enigmatico artista che ancora una volta sceglie per le proprie creature una produzione minimale e volutamente confusa e underground.
(Deepsend Records) Death metal cupo, a piĂš riprese brutale ma con continue frammentazioni del ritmo, un fattore importante per non rendere i pezzi troppo claustrofobici. Diversi e continui inserti solisti delle chitarre e una trama del riffing assolutamente variegata. Una piccola gemma questo âAge of Perversionâ degli Offending. Uno di quei lavori che non ti aspetti. Proprio lâabilitĂ di Cyriex alla solista e di G.P. alla ritmica sono i due aspetti sorprendenti e piacevoli. V.R. fa il suo dovere con un drumming puntuale e privo di sbavature, continuamente accompagnato dal basso di Yoni.
(Deep Send Records) I deathers inglesi Detrimentum sono giunti al secondo album in studio dopo âEmbracing This Deformityâ, lavoro di tre anni fa. Il nuovo âInhuman Disgraceâ va ben oltre il sound manifestato dal suo brutale predecessore. Il clima del riffing, e del comparto ritmico, è piĂš ragionato e di conseguenza le stesse canzoni saltano fuori da un songwriting piĂš dinamico e realizzato con elementi di thrash metal ed estremizzazioni blackened. Essendo inglesi la matrice death metal del proprio paese è ben radicata, ma non si può non segnalare qualcosa dei Cryptopsy o dei Morbid Angel
(Shadow Kingdom Records) Un album molto interessante. Un suono un po’ doom, un po’ 70s, un po’ rock’n’roll, un po’ metal. Un po’ Mercyful Fate, un po’ Black Sabbath. Un cantante che ricorda Messiah Marcolin e King Diamond. Un disco che offre un ascolto piacevole, nostalgico, a tratti epico. Però c’è un problema. Siamo nel 2012. Questo disco uscĂŹ nel 1987, solo in formato vinile, e pure in serie abbastanza limitata. E’ un album culto, se si rispetta l’epoca ed il formato. Questo fu l’unico lavoro dei Coven, i quali si sono successivamente rinominati Coven 13, si sono riuniti nel 2011 dopo aver scoperto di avere un discreto seguito in Europa
(Autoproduzione) Ci sono alcuni album o dei modi di suonarli che piĂš di essere musica sembrano un viaggio concettuale. Come se dietro vi fosse un modo di pensare o, piĂš arditamente, una filosofia. Qualcosa di simile vale per âNel Suo Perduto Nimboâ, nuovo lavoro per Cataldo Cappiello che si rifugia sotto il nome di Caelestis. Lâautore ha concepito dellâatmospheric-industrial balck metal con tinte di ambient new age, dunque un lavoro altamente sperimentale, fuori dagli schemi e contaminato ampiamente dallâelettronica.
(Iron Bonehead) Uno spirito black/thrash metal si eleva dalle viscere del suolo boliviano e si manifesta in questa terza opera dei Bestial Holocaust. La voce di Sonia Sepulcral si percepisce assassina e maledetta, attraverso le note di metallo laccate di nero. Lâiniziale âDios Despiadadoâ è un atto di devastazione pura, nel segno di Slayer, Kreator e di un conseguente black metal amorfo e ruvido. I toni sono praticamente gli stessi anche per le canzoni successive, manifestazioni di pura malvagitĂ e di nera e tenebrosa potenza.
(Autoproduzione) Dannatamente pesanti. Sporchi. Trascinanti. Sono in quattro, vengono dalla Danimarca (anche se hanno componenti sparsi per mezza Scandinavia, Islanda compresa). Suonano uno stoner iniettato di sludge. Gridano nel microfono, voce sporca, a tratti estrema o growl. Propongono una produzione essenziale, chiara, potente, dove ogni corda del basso, quando pizzicata, emana vibrazioni viscerali e devastanti. Dall’heavy metal puro attingono riff massicci, ed il loro EP, purtroppo limitato a soli quattro pezzi, vi fa volare dalla sedia, fa esplodere le casse dello stereo.
(Chaos Records) Ronnie “Ripper” Olson è bassista e cantante (NekrokĂźlt , ex Gehennah, Vomitory e altri) e la sua voce è mostruosamente perfetta, roca, avvincente. A lui si uniscono le sei corde di cristallina e disintegrante potenza di Nicklas del Melo e la sapiente batteria di Fredrik Hultman. In tre toccano quota secondo album, nel giro di due anni, infondendo un sound corrosivo e dotato di tutti i crismi della buona e sempre verde tradizione metal svedese. âChrist Zeroâ è in veritĂ un mini album, 19â e 11 pezzi, che fonde heavy metal, thrash, hardcore e death metal old style
(Napalm/Audioglobe) Dopo il passaggio dalla Nuclear Blast alla Napalm Records, ecco riapparire gli Ex Deo di Maurizio Iacono: se il primo disco di questo progetto âromanoâ del frontman dei Kataklysm era dedicato a âRomulusâ, il secondo si ispira alla storia grondante sangue di âCaligulaâ, lâimperatore folle che â almeno a quanto raccontano gli storici dellâepoca, tutti a lui avversi â fece senatore il proprio cavallo. Lâintro dellâopener âI, Caligulaâ è pomposa e barocca, poi parte il brano vero e proprio, serrato e ruvido, vicinissimo al battle metal piĂš che a un classico death, scandito dallâincessante ripetizione delle parole del titolo.
(Punishment 18 Records) Cattivi. Brutti. Incazzati. Sono giovanissimi, ma sembrano entitĂ antiche che saltano fuori da un’altra epoca, come se una macchina del tempo infernale li avesse scaraventati sul suolo Torinese, per far si che mettessero in piedi questo progetto. Il loro monicker è ovvio, scontato. I titoli dei loro pezzi non sono da meno. Ma a loro non frega nulla, perchĂŠ nel 2012 propongono un thrash di vecchia scuola, anzi, di scuola pura, originale, reale. Sono il figlio deforme e mostruoso dell’accoppiamento del sound di Kreator ed Exodus.
(Autoproduzione) I bresciani Sunpocrisy, che finora avevano allâattivo soltanto un ep, lanciano sul mercato un concept album di progressive extreme metal che si ricollega ad analoghe sperimentazioni giĂ apparse qui e lĂŹ in Europa (e anche piĂš lontano). Molto interessante il progetto grafico della copertina di questo debut, composta da 4 card semitrasparenti che possono essere combinate e sovrapposte in piĂš modi e richiamano i temi del concept. 8 in tutto i brani, che piĂš volte si assestano su durate decisamente lunghe.
(Dusktone) Rokkr, colui che è dietro al moniker Grisâtre, affresca la propria discografia con il secondo album intitolato âEsthaetiqueâ. Rokkr, con questo suo secondo atto di ambient black metal, supera se stesso, dipingendo scenari epocali e melodie ampie e struggenti. Un black metal sovraccarico di feeling, il quale riesce a cullare lâascoltatore proponendogli tematiche melodiche incattivite dalle distorsioni vibranti e ghiacciate. âEsthaetiqueâ è una lunga e angosciante narrazione che si dilata a dismisura allâinterno di questi lunghi tre pezzi.
(Autoproduzione) La recensione di questo âThe Inhuman Use of Human Beingsâ nasce grazie a Luca, chitarra e scream dei This Broken Machine, il quale ha voluto sottoporlo a Metalhead.it. Luca ha presentato la band come architectural metal e, sinceramente, io nemmeno so cosa sia quel genere ed ho malignamente pensato che volessero vantarsi di qualcosa, definendosi in quel modo. Assolutamente no, mi sbagliabo. I This Broken Machine sono autori di un groove metal nel quale si odono elementi di thrash, heavy e alternative metal, ma anche di metalcore  e spunti sperimentali.
(Nuclear Blast/Audioglobe) EP apripista per la Metal Queen, in attesa del prossimo album e per festeggiare il passaggio alla Nuclear Blast: nulla piĂš che un assaggio di metallo ultraclassico. Il singolo è naturalmente molto elementare e ficcante: la voce filitrata che fa da controcanto nel refrain forse non è il massimo, ma ovviamente il brano si fa cantare dopo due ascolti. La versione francese è però terribile, perchĂŠ la voce ruvida della Metal Queen non si adatta neanche un poâ alla musicalitĂ della lingua transalpina. âVictoryâ ha quel tipico andamento Priest (magari leggermente modernizzato)
(Gardarika Musikk) Direttamente dalla scena estrema ucraina, âEpoch of Aquariusâ è il terzo album della one-man band Munruthel, che nel proprio sound mescola alla perfezione black sinfonico, epic e folk metal. Dopo lâoriginaria stampa del 2006, prodotta in sole mille copie, il disco si affaccia oggi in questa nuova edizione su tutto il mercato europeo. âOn the Verge of the Worldsâ inizia la battaglia, quindi âThe raven Croackâ suona molto piĂš epico-sinfonica che black, con tastiere sostenute e un ritmo che sa di gloria e onore.
(Autoproduzione) Dopo il debut e un disco prodotto dalla My Kingdom Music, i russi Nova Art si riaffacciano sul mercato con un ep abbastanza stimolante di sei pezzi. Il progressive della band è spesso e volentieri contaminato da altri generi e tendenze, per un risultato sfaccettato e spesso coinvolgente. âBlack Harmonyâ ruba qualcosa a Marylin Manson nellâintro e poi si sviluppa con un occhio ai Lacuna Coil e un altro â incredibile ma vero â a certo rock acido anni â70, con punte nel sound dei Doors. Incalzante e sempre con suoni modern metal âNo more Painâ, mentre âYou, the onlyâ spinge sul versante progressive.
(Abyss Records) HelcaraxĂŤ è una parola che proviene dallâepica di J.R.R.Tolkien e questa band irlandese ha deciso di appropriarsene per sottolineare la propria tendenza epica, pagana mitologica attraverso questo primo full length. Otto pezzi nei quali lâelemento melodico si snoda attraverso un flusso di riff che si intrecciano fra loro e declamano note che costruiscono trame sonore epiche. Si avverte la tipica essenza black metal, ma gli Eternal Helcarax pensano soprattutto a non sfociare in atteggiamenti estremi e ruvidi.
(Dark Descent Records) Un sound cupo e marcescente, creato grazie ad un drumming robusto e insistente. Le chitarre sono dei machete affilati, tagliano e spaccano ogni cosa, in questo scenario che puzza di morte e sepolture. Câè da prestare molta attenzione a questo lavoro dei Father Befouled, per riuscire a farlo diventare proprio, giĂ dopo le prime due canzoni câè un che di stantio e immondo, ma a furia di calarsi in questo inferno sonoro ecco spuntare una serie di limature interessanti che brillano in questo death metal dallâavvincente tocco old style.
(Dusktone) Cinque anni per avere un nuovo album dei Lotus Circle. Era il 2007 quando uscĂŹ âBottomless Vales and Boundless Floodsâ, dopo di allora solo due split per i greci. âCavesâ è un universo sperimentale, dove si concentrano esoteric doom, drone black metal, noise e psichedelia in cinque lunghi pezzi. ââŚto Witness Under the Starsâ apre lâalbum con i suoi oltre nove minuti espressi attraverso una melodia catatonica e una seguente ambientazione orrida e malata. âDawn of a Dead Sunâ propone un basso malinconico, denso, cupo, vibrante e con gelidi sussurri umani che rendono lâatmosfera tetra e pericolosa.
(Rastilho Records) E questo il quarto album per i portoghesi Simbiose, band grind/punk/crust metal. Etichette che vengono definitivamente assimilate e fuse insieme in questo âEconomical Terrorismâ. La band presenta un sound decisamente influenzato particolarmente dai Discharge e da coloro che ne hanno poi assimilato la lezione, come gli Extreme Noise Terror e i Napalm Death. Una sfilza di brani tirati al massimo della velocitĂ , con riff al vetriolo e un drumming serrato e ossessivo.
(Premium Records) Allora: premesso che chi scrive ha vissuto e lavorato a lungo in Germania⌠dâaccordo per ogni tipologia possibile di contaminazione fra metal e folk. Dâaccordo per il Mittelalter Rock di In Extremo, Subway to Sally e compagnia⌠ma come la mettiamo con i Volksmetal? La band tedesca si propone con una innovazione che potrebbe anche essere originale (mescolare un poâ di metal standardizzato con i suoni e la strumentazione â fiati compresi â delle formazioni tipicamente germaniche che suonano a fiere, feste della birra e via dicendo)
(AFM/Audioglobe) Ricchissima raccolta celebrativa per i Circle II Circle di Zak Stevens: doppio cd con 32 brani (!) che pescano equamente dai cinque dischi della band e includono anche alcuni brani live e qualche raritĂ . Messe tutte in fila, quali si rivelano essere le maggiori hit della band? Sicuramente lâincalzante e fiera âWatching in Silenceâ, presente anche in versione live; la veloce e tecnica âConsequence of Powerâ; lâammaliante power balld âBlood of an Angelâ.
(Napalm/Audioglobe) Ep, dvd live, doppio cd live, compilation, ep. Che i Grave Digger fossero a corto di ossigeno lo sapevamo un poâ tutti, ma adesso non si sta esagerando? Per saggiare il gradimento del pubblico in attesa del prossimo full-“length” a fine agosto, Boltendahl e soci danno alle stampe un altro prodotto non indispensabile che si compone in tutto di sei brani. Il singolo, siamo onesti, non è proprio niente di che: pomposo ma non incisivo
(Metal Scrap Records) Vento freddo dalla remota Russia. Un vento malvagio, pervaso di dolore, pazzia, malvagitĂ , ossessione, deviazione mentale. I Cydia producono un sound diverso, particolare, da valutare nell’insieme, senza osservare la singola canzone. Un album che è un percorso a tratti caratterizzato da furia e violenza, a tratti da momenti atmosferici oscuri ed avvolgenti, con esperienze che coinvolgono sonoritĂ death metal, industrial metal, metal core
(Devouter Records) Angoscia. Senso di asfissia. Trasporto psicologico verso una dimensione sconosciuta alla luce, alla speranza, alla vita. Viaggio deviato verso uno stato immaginario, fantastico, apocalittico. Un trattamento che è una tortura, il grido soffocato di una mente disturbata, prigioniera di se stessa, in caduta libera verso la fine, verso il silenzio, verso la decadenza, verso l’inutilitĂ .
(Deepsend) Nonostante siano giovani, lo sI capisce subito guardando le loro foto promozionali, I Deadly Remains sono giĂ una buona realtĂ del death metal underground californiano. Nati nel 2006 hanno realizzato due demo di un certo spessore, âMoral Crusadeâ nel 2008 e âBefore the Nothingâ il seguente anno. Vantano esibizioni live al fianco di Napalm Death, Kataklysm, Toxic Holocaust, Flesh Consumed e altre realtĂ del death metal statunitense.
(Autoproduzione) Cinque anni dopo il buon debut  album âDissensionâ, gli Ethereal Architect tornano in studio e ci consegnano questo full-length  composto da 9 brani ed una bonus track dove mantengono inalterate le loro qualitĂ , sia sul piano tecnico che creativo,  arricchendole con un sound ancora piĂš potente e corposo. Lâinnovazione ed un buon gusto melodico si fondono con armonia,  dando vita ad un progressive metal dâimpatto che esplode di note e sorprende per la varietĂ di soluzioni e nel quale emerge una matrice epico-sinfonica.
(Razar Ice Records) I Reverence sono il nuovo progetto di Bryan Holland, ex-chitarrista dei Tokyo Blade, Todd Michael Hall, vocalist che molti conosceranno per le sue collaborazioni con Jack Starr, e Steve Wacholz, primo drummer dei Savatage. E allora perchĂŠ il loro debut non è un capolavoro? Mistero! Gli undici brani di questo âWhen Darkness callsâ spesso rasentano soltanto la sufficienza (anche per la produzione e il missaggio) e solo di rado câè qualche colpo dâala che ci porti sulle vette dellâheavy/power metal.
(Autoproduzione) Sporco. Sound estremamente sporco. Semplice, alle radici. Batteria, basso, una chitarra ed una voce aggressiva, estremamente potente e grezza. Testi ironici, gridati e sputati dentro il microfono. Sono un quartetto di punk/sludge/rock, vengono dalla Croazia, e riversano una grande di dose di furia incontrollata dentro questo loro album di debutto. Ci sono badilate di riffs possenti e grezzi.
(Subsound Records) Mombu è il progetto del sassofonista Luca T.Mai, membro degli Zu, e Antonio Zitarelli, batterista dei Neo. Un progetto che sfocia nel free jazz, nellâavanguardia, nella tribal music dalle tinte africane, nel jazzcore e nel metal amorfo. Un sassofono e una batteria messi insieme producono ritmi marcati, fantasiosi ed eclettici, insieme a melodie vertiginose, atipiche, ritualistiche e suggestive.
(AFM/Audioglobe) âMetal Nationâ è il secondo full-“length” dei polacchi Crystal Viper, che la AFM Records ripropone sul mercato con 6 bonustrack. Meno riuscito del predecessore âThe Curse of crystal Viperâ, ma comunque godibile, âMetal Nationâ mostra una certa flessione nel songwriting, che sfrutta senza troppa fatica gli schemi classici dellâheavy metal ottantiano. La titletrack è piĂš Running Wild dei Running Wild stessi, mentre âThe Anvil of Hateâ è uno schiacciasassi priestiano.
(Massacre Records) Hard Rock. Classico, energico, potente. Ma proveniente dalla Germania. E come ogni prodotto metal teutonico, è presente quel feeling extra, quella sensazione heavy in piÚ. Sono di Stoccarda, sono in quattro, il numero perfetto, è si scatenano con un hard & heavy sleaze metal. Scrivono canzoni catchy, divertenti, testi giusti, melodie accattivanti e riff irresistibili.