MINAS MORGUL – “Heimkehr”
(Trollzorn) Al settimo album in venti anni e più di carriera, i Minas Morgul registrano una sequela di pezzi, dieci, che fondono pochi elementi death, molti pagan, atmospheric (altro…)
(Trollzorn) Al settimo album in venti anni e più di carriera, i Minas Morgul registrano una sequela di pezzi, dieci, che fondono pochi elementi death, molti pagan, atmospheric (altro…)
(Autoproduzione) Davvero coinvolgente questa nuova pubbicazione per Miesha And The Spanks, intitolata semplicemente “Singles EP”. Il lavoro è stato concepito come una una raccolta di canzoni uscite inizialmente per le radio e riunite qui in un unico EP. (altro…)
(Silver Lining Music / Motörhead Music) La voce di Lemmy che apre: ‘Guten Abend! Are you doing allright?’. È così che iniziò il concerto tenutosi a Berlino, al Velodrom, il 5 dicembre 2012, con la fragorosa traccia di apertura “I Know How To Die”, durante il “Kings of The Road Tour”, davanti a 12000 fans in delirio, quasi esattamente tre anni prima della morte del leggendario Lemmy. (altro…)
(Underground Symphony) Armando De Angelis concepisce il secondo album del suo progetto symphonic power metal che all’esordio, l’album “The Dark Tower”, ha presentato tematiche tratte dall’omonimo libro di Stephen King. Il titolo di questo secondo full length (altro…)

(autoproduzione) Lasciamo da parte la musica per un momento. Immaginatevi uno scienziato completamente pazzo, un mix grottesco tra un Dr. Frankenstein, un Albert Einstein strafatto ed una caricatura manga, accompagnato dai suoi inseparabili quanto assurdi collaboratori, ovvero una chitarra parlante (cosa?) ed uno strano vegetale (chi?), imbarcati una specie di nave spaziale… dove per ‘spaziale’ si intende davvero ‘mezzo per viaggi nello spazio’, mentre il termine ‘nave’ è da concepire nel senso stretto del termine, ovvero imbarcazione… di legno… un nave pirata, un crossover malato tra quelle dei pirati dei Caraibi e quella di Capitan Harlock. (altro…)
(Unspeakable Axe Records) La band nasce ad Atlanta negli USA nel 1991 avendo due macro periodi di attività attestati da alcuni demo ed EP. Ex componenti di Regurgitate, Amoebic Dysentery ed altre realtà dell’underground estremo americano, solo ora arrivano a incidere (altro…)
(High Roller Records) Mark “The Shark” Shelton è venuto a mancare ormai tre anni fa, ma la leggenda dei Manilla Road vive ancora nei cuori dei defenders: la High Roller certamente lo sa, e ristampa su vinile due dei dischi forse più discussi e discutibili della band di Wichita, ovvero (altro…)
(Stickman Records) Con la famigerata suite “N.O.X.” di 42′, preziosa pietra angolare quanto ambiziosa e posta alla fine di una trilogia iniziata con “The Crucible”, nel precedente album “The All Is One”, i Motorpsycho si sono tuffati nel prog rock degli anni di gloria, con scenari che possono ricordare (altro…)
(High Roller Records) Ridistribuito su vinile assieme a “The Courts of Chaos”, “Spiral Castle” è l’undicesimo disco dei Manilla Road, formazione cult (ma amatissima in Europa) dell’epic metal a stelle e strisce, che ha cessato la propria attività nel 2018, a seguito (altro…)
(Cursed Monk Records) C’è una storia tanto affascinante quanto contorta dietro questo concept del tedesco Eric McQueen, la mente che si materializza nei The Montain Kings, progetto che giunge al quinto poderoso lavoro. (altro…)

(AFM Records)Non è solo il moniker, ma quando ascolti questa band tedesca attiva dal 2006 (ma con altro nome già fin dalla prima metà degli anni ’90!), ti viene voglia di premere sull’acceleratore di quella macchina americana anni ’70, V8 fragoroso… e, diamine, premi proprio forte, mentre le ruote danno vita ad una densa coltre di fumo, gomma bruciata, benzina trasformata in rumore… pura goduria, puro piacere. (altro…)

(Talheim Records Germany) Attivi dal 1999, i turchi Moribund Oblivion hanno seguito un percorso ricco di pubblicazioni, ma a mio parere incostante. Un EP e quattro dischi nel primo decennio di attività, poi un rallentamento (solo due album nel decennio successivo) ed ora, a cinque anni dall’ultimo full length, questo nuovo intenso lavoro. (altro…)

(Awal) Se ne sono stati in silenzio per un decennio. Poi agli inizi del 2020 hanno ricordato al mondo chi sono, riformandosi ed offrendo anche la ripubblicazione del loro iconico album “Amen” (recensione qui). La caratteristica principale di questa band alternativa è la fusione apparentemente improbabile tra metal-core e metal schizoide con il pianoforte, il quale sostituisce completamente chitarre e bassi, tanto che la line up prevede un quartetto con voce, batteria, piano e tastiera (rispettivamente al posto di chitarra e basso). (altro…)
(Svart Records) Secondo capitolo per il quintetto italiano che ora approda alla corte di una delle migliori label per queste sonorità (fortunatamente) impossibili da classificare con chiarezza o in modo inequivocabile. Tra il prog e il synth, tra jazz e psichedelico, tra metal -anche estremo- e musica ambient, con un un moniker preso a piene mani dal primissimo film di genere fantascientifico italiano (in bianco e nero, diretto Paolo Heusch, uscito nel 1958, con Paul Hubschmid, Madeleine Fischer e Fiorella Mari), la band regala quaranta minuti nei quali immergersi senza ritegno, abbandonando la realtà ed aprendo all’ignoto la mente la quale verrà trasferita in altre dimensioni, attraversando lo spazio, cavalcando il tempo, ignorando ogni barriera fisica. (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Crescono i francesi Mur, iniettano nel sound ulteriore tecnica la quale arricchisce il loro post-black-core devastato, a tratti industriale, spesso epico, tirato e disperato. Dopo il convincente debutto del 2019 (recensione qui), questo mini album apre al futuro stilistico di una band intensa, brutale ma musicalmente molto intelligente. (altro…)

(Reaper Entertainment Europe) Lo ripetono da tempo: ‘avanti con la battaglia, ancora una volta!’. In questo caso la quarta volta, il quarto capitolo di questa super band inglese composta da un orda di animali da palcoscenico, bestie del male che militano o hanno militato in act ‘sacri’ per il death metal: Benediction, Napalm Death, Anaal Nathrakh, Bolt Thrower, Massacre, Sacrilege. (altro…)

(RNC Music) C’è e sempre ci sarà un legame indissolubile tra i virtuosi della sei corde e la musica di matrice classica. A questo destino non scappa nemmeno il chitarrista e fondatore degli hard rocker italiani Planethard, Marco D’Andrea, il quale aveva già messo in piedi lo scorso anno durante il lock down l’esecuzione dell’inno del nostro paese in chiave rock, con un manipolo di musicisti e cantanti ospiti (tra i tanti Andrea Braido, Giacomo Voli e Tommy Massara), con lo scopo di raccogliere fondi da devolvere Policlinico di Milano. (altro…)
(Terratur Possessions) Nonostante l’esigua quantità di tracce (tre), questo è da considerarsi come un vero e proprio secondo album del gruppo, un inno neanche minimamente velato allo gnosticismo, una pratica esoterica solo in parte riconducibile al cristianesimo, ma che ha con il tempo deviato dagli intenti iniziali e preso una strada ed una evoluzione tutta propria. (altro…)

(Napalm Records) Disperazione. Un senso gotico trasudante malinconia, una tristezza dipinta con sublime ed oscura bellezza. Il terzo album dei finlandesi Marianas Rest è un macigno di visioni introspettive nelle quali melodie ricche di mestizia si fondono con riffing death lenti ed incisivi in un contesto doom superbo, sempre emozionante, sempre capace di attrarre con perversa malizia. (altro…)
(Purity Through Fire) Le ‘melodie di omicidio’ questo il titolo del settimo album di Meuchelmord, realtà del black metal tedesco nella forma di one man band. Un album dai contorni raw nel suo essere. I pattern ritmici sono lanciati, la velocità abbonda in “Mordmelodien”, nonostante (altro…)

(Peaceville Records) La one man band di Thomas Eriksen giunge al quinto sigillo! Se con il precedente “Det Svarte Juv” (recensione qui) non erano contemplati degli ospiti, in contrapposizione con l’anteriore “Eremittens Dal” (recensione qui), questa volta si torna alle collaborazioni di alto livello, grazie a membri di bands mitiche quali Darkthrone, Kampfar e Skepticism! (altro…)
(Autoproduzione) Per quanto, forse, il loro nome non sia arrivato al ‘grande pubblico metal’, i Derdian sono una band importante del panorama power tricolore, e soprattutto i primi tre dischi, quelli che hanno narrato la saga della “New Era”, sono piccole gemme di power symphonic neoclassic metal. (altro…)
(Ipecac Recordings) King Buzzo incide un album con Dale Crover e Mike Dillard che è stato il primo batterista dei Melvins. È difficile stare dietro a Buzzo e ai Melvins, la discografia è corposa e il sound è ogni volta (altro…)

(Helter Skelter / Regain Records) Questo trio è in giro da quasi un decennio, è legato all’underground della terra madre, l’Argentina, ed è devoto al proprio stile stoner-doom oltre che altrettanto devoto ai contenuti palesemente satanici, deviati, malati, tutt’altro che politicamente corretti. (altro…)

(Napalm Records) quando realizzi che gruppi che hai praticamente visto nascere sono ora considerati tra i grandi del genere, forse è doveroso fare una piccola retrospettiva. Nati con questo nome verso il ’94, i lusitani hanno dato buona impressione sin dall’EP d’esordio “Under The Moonspell”, grazie ad un black colto e attento alle sonorità quanto alle liriche. Ma già nella coppia di album d’esordio, “Wolfheart” e “Irreligious” le cose cambiano. (altro…)
(SleazeBox Records) Dodici pezzi remixati dallo stesso Buzz McCoy, fondatore dei My Life With The Thrill Kill Kult, insieme a Groovie Mann. Dodici canzoni del periodo 1997-2007, dunque già edite ma non in queste versioni appunto rifatte, nelle quali si contano anche due dei Bomb Gang Girlz, side project di McCoy, due (altro…)

(Argonauta Records) Remaster, nuovo mix, pure ordine delle tracce diverso; questo è “The Lantern”, una completa rivisitazione di “Tales from the Vault”, picture disc uscito del 2007 e ormai fuori stampa da tempo; (altro…)
(Sliptrick Records) A tredici anni dall’album “A.t.G.o.D.” e a undici dall’omonimo EP i Marble incidono un full length con nuovi elementi in formazione. Alla voce Eleonora Travaglino e Norman Ceriotti (Defamed e Roll For Intiative) alla batteria, i quali si legano allo zoccolo duro del nucleo (altro…)
(Autoproduzione) La Austrian Metal Alliance è un progetto che mette insieme sette band dell’underground austriaco: unendo le forze, le varie formazioni riescono a farsi maggiore pubblicità, e mirano a tenere viva la scena classic metal del proprio paese. Dopo una prima compilation (altro…)
(Purity Through Fire) Album di debutto per questa formazione moscovita dedita al black metal che raccoglie elementi di band locali come a Thy Grave, Dekonstruktor, Goatpsalm, Frozen Ocean e altre. Il nome (altro…)
(Screaming Skull Records / Darker Than Black Records*) Ole Alexander Myrholt tira fuori un nuovo album, lui che dall’esordio discografico del 2017 ne ha totalizzati ben sei, oltre a una caterva di singoli e qualche EP. One man band sempre attiva dunque legata alla tradizione black metal del proprio paese, la Norvegia. Alcuni nomi (altro…)

(Nuclear Blast Records) Michael Schenker Group. Michael Schenker Fest. Michael Schenker’s Temple of Rock. McAuley Schenker Group. Michael Schenker e basta. Senza dimenticare Scorpions, UFO, Schenker Pattison Summit. Dannato axe man tedesco, lo trovi ovunque, dovunque, in ogni epoca. Quanti dannati album ha fatto? In quanti ha partecipato in un modo o nell’altro? (altro…)

(Karisma Records) Nati oltre un decennio fa come duo, poi cresciuti in maniera esponenziale, i norvegesi Meer giungono al loro secondo lavoro. Band strana, lontana dal rock (sia per la musica che il look), estranea al metal: (altro…)
(Eisenwald) Cospicuo split album che vede impegnati By The Spirits, Osi And The Jupiter, Mosaic e Fellwarden. Quattro musicisti, perché dietro ogni moniker c’è una singola mente, con quattro composizioni ciascuno e così “Songs of Origin and Spirit” diventa uno split da ben 80 minuti. By The Spirits è polacco, pone (altro…)
(Autoproduzione) Sotto un punto di vista nutro un grandissimo rispetto per i tedeschi Mortal Terror. È infatti ammirevole la coerenza e la passione che anima la band, in circolazione dal lontano 1986, nonostante lo scarso successo e lo status di formazione underground che si porta dietro da ben trentacinque anni. (altro…)