MANDO DIAO – “Boblikov’s Magical World”
(Playground Music Scandinavia) A volte le etichette sono fuorvianti, sebbene necessarie soprattutto per un recensore che deve poter descrivere la musica suonata da una determinata band. (altro…)
(Playground Music Scandinavia) A volte le etichette sono fuorvianti, sebbene necessarie soprattutto per un recensore che deve poter descrivere la musica suonata da una determinata band. (altro…)
(Osmose Productions / 20 Buck Spin) Assistiamo a un nuovo e monolitico impianto funerario da parte degli australiani Mournful Congregation, maestri del genere doom appunto di stampo funeral. Secondo EP, il primo e prima parte di questo tema è stato pubblicato lo scorso anno (altro…)
(Edged Circle Productions) Quarto album per Magick Touch, terzetto norvegese dedito ad un hard and heavy retrò nello impostazione ma moderno e fresco nel sound, uno stile che affonda infatti le proprie radici tra gli anni ’70 ed ’80, con Thin Lizzy e Black Sabbath come numi tutelari. (altro…)

(Supernatural Cat Record) Urlo, degli italiani Ufomammut, esce dagli schemi e si inoltra nei territori misteriosi di The Mon. Elettronica. Acustica. Dimensioni oscure. Suoni ipnotici, vocals provocanti e ospiti quali Steve Von Till (Neurosis), Colin H. Van Eeckhout (Amenra), Sarah Pendleton (Subrosa, The Otolith) e David W. (White Hills). “Eye” è un percorso nel quale inoltrarsi, senza remore, senza timori. (altro…)

(Heavy Psych Sounds) Beh, visto il nome del gruppo, dell’album, più la copertina… insomma, era difficile aspettarsi altro da questo gruppo se non queste nove tracce di puro suono psichedelico al retrogusto di garage. (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Sono ormai in circolazione da quindici anni i francesi Moonreich, il progetto di Arthur Legentil e Guillaume Portret; hanno all’attivo -questo compreso- ben cinque album, oltre ai vari EP, ma sono rimasti un po’ in silenzio dopo “Fugue” del 2018 (recensione qui), ricordando a tutti di essere ancora in circolazione solo con l’EP “Wormgod” di fine 2019 (qui)… mantenendosi comunque impegnati in una intensa attività live, pandemie varie permettendo. Ad un certo punto (in occasione di “Fugue”) sembrava avessero assunto un vocalist (al posto del Legentil), il quale con questo nuovo disco sembra scomparso, riportando la band all’essenza del duo che l’ha concepita. (altro…)
(Sleazebox Records) Quarta pubblicazione della serie retrospettive dei My Life With The Thrill Kill Kult fondati da Buzz McCoy e Groovie Mann a Chicago negli anni ’80. La stessa città dei Ministry e di una scena che in quel periodo ha visto fiorire diverse realtà che interpolavano eletrronica, rock, metal, dance, industrial. Il tutto celebrato dalle pubblicazioni di (altro…)

(Purity Through Fire) Black metal tedesco fino all’osso: nei testi, nell’atteggiamento, nella costruzione dei brani, della resa energetica: tornano i Mavorim, ancora una volta con quel legame degenerato che li tiene da sempre uniti alla connazionale Purity Through Fire. (altro…)

(Blackened Recordings) I Metallica sono uno dei pochi gruppi in cui ci si può risparmiare l’incipit da recensione classica contenente un breve ma nostalgico excursus storico che ne ripercorre a sommi capi la carriera. I Metallica sono i Metallica, con tutti i loro pregio e difetti. E se hanno fatto una quantità di soldi oscenamente alta grazie a MTV, poco importa. Lor possono, gli altri no. (altro…)

(NoCut Entertainment) I Mono Inc. hanno pubblicato una dozzina di album ad oggi e per quanto sia passato del tempo, la band si forma nel 1998 e pubblica il debut album “Head Under Water” nel 2004, risultano saldi al gothic rock solo occasionalmente traslato nel metal proprio come se fossero ancora agli albori. Martin Engler, cantante, e (altro…)

(Mint Records) Eccoli nuovamente, più forti che mai… con volumi più alti che mai! Riecco questo frizzante duo canadese che fonde le radici nel punk lasciandosi però libero di raggiungere un po’ qualsiasi confine appartenente al rock’n’roll. (altro…)
(Autoproduzione) In nemmeno 23’ Michael Khill pestano cinicamente e con precisione, in sostanza sferrano una mazzata spaventosa, spaziando da un hardcore-crust di base con impennate thrash metal estremamente irruente. Una band di estrazione punk ma molto più arrabbiata, non meno irriverente e più (altro…)
(Signal Rex / Bestial Burst) Secondo album per i finlandesi Moon Oracle, a due anni di distanza dal convincente debutto “Muse Of The Nightside”. (altro…)

(Svart Records) I Messa sono una gruppo che dal 2016, anno del debutto con il favoloso “Belfry” (recensione qui) in poi, fino all’ultimo “Close” (qui), che è cresciuto in modo favoloso, dall’underground fino ad una richiestissima internazionalità, cosa che li ha portati -tra le altre cose- al prestigioso Roadburn Festival del 2022, la cui esibizione osannata dal pubblico è qui catturata in questi quaranta minuti di musica ed arte ai massimi livelli, grazie anche alla line up estesa la quale ha reso i quattro brani scelti da “Close” ancor più intensi, vasti, avvolgenti, progressivi… oscuramente seducenti. (altro…)

(Peaceville Records) Sesto capitolo. Sesta gelida tormenta che soffia poderosa dal terribile inverno norvegese. La creatura di Thomas Eriksen non si arresta, non rallenta, scrivendo un’altra intensa pagina di black metal freddo, poderoso, penetrante. Evoluzione? (altro…)

(Napalm Records) Possente. Poderoso. Tuonante. Ed infinitamente malinconico, una malinconia pregna di disperazione espressa da growl penetrante di Jaakko Mäntymaa! È il quarto album dei finlandesi Marianas Rest, una sintesi di tristezza, di gelo, di panorami desolati dal brutale e crudele inverno, di perfezione stilistica ormai al livello di massima creatività. (altro…)

(Hummus Records) Difficile descrivere le sonorità dei Monument, quintetto svizzero eclettico, strano, imprevedibile, distopico, spesso ipnotico e surreale come conferma la copertina di questo debutto. L’unica certezza è il rock, per il semplice fatto che è la definizione più vasta per tutto quello non riconducibile ad altri generi ben definiti… ma dentro “Abyss” c’è alternative, c’è noise, c’è prog, c’è jazz, c’è ambient, c’è shoe gaze e c’è pure post punk. Un miscuglio confusionario? (altro…)

(Iron Bonehead Productions) A dire il vero “Nocturnal Demonic Visitation” è uscito circa un anno fa in forma indipendente e digitale, con una successiva versione CD, grazie alla Repulsive Echo Records. Ma è il vinile il formato che serve per questa musica: è necessario che quell’ago spinga sulla superficie, grattando impetuoso su quel vinile nero come la morte, lasciandosi dondolare dai suoni gravi, lenti, pesanti del death metal lacerante dei francesi Messe Mortuaire! (altro…)

(Osmose Productions) Trovo identificativo il fatto che i Minenwerfer sono dietro un moniker e degli stage name in tedesco, senza contare i titoli degli ormai quattro album… senza essere tedeschi, anzi, sono americani… praticamente quelli del fronte avversario [durante la Prima Guerra Mondiale, le potenze alleate dell’Intesa —Gran Bretagna, Francia, Serbia e Impero Russo (alle quali si unirono più tardi l’Italia, la Grecia, il Portogallo, la Romania e gli Stati Uniti)—combatterono contro gli Imperi Centrali – Germania e Austria-Ungheria (sostenute poi dall’Impero Ottomano e dalla Bulgaria). Ndr]. (altro…)
(Inferna Profundus Records) Quinto album per il gruppo sudamericano, dedito al più canonico e classico black metal oltranzista che si possa immaginare. (altro…)

(Inferna Profundus Records) Uno split di matrice sudamericana che farà felici i più intransigenti tra gli ascoltatori del metallo nero. I Mánþiel se ne escono con tre tracce molto pesanti, il cui caratteristico cantante è tra quelli più gutturali che io ricordi da quando ascolto il black. (altro…)

(Rasselbande) Un po’ punk, un po’ semplicemente ribelli, scatenati, esuberanti. Ma dannatamente oscuri questi austriaci Motionsick. A volte urlano, a volte rappano, a volte sono intensi, altre introspettivi. In questa poco più di mezzora, dentro questi ben quattordici brani, il quartetto mette subito in mostra una personalità identificativa, la quale narra di un protagonista depresso incapace di aprirsi con i suoi cari, finendo in un vortice di disperazione senza fine, senza fondo, senza redenzione. A (altro…)

(Naturmacht Productions / Rain Without End Records) È il secondo lavoro del duo italiano Morwinyon. Un black metal tanto brutale quanto atmosferico e suggestivo, tanto che la violenza diventa una decorazione, un elemento di contorno, un fervente abbellimento di un dipinto sonoro più ampio, più completo, più avvolgente. (altro…)

(Silver Lining Music) Lemmy se ne è andato e i Motörhead non esistono più… se non sotto forma di entità spirituale e/o commerciale con dietro decenni di musica, di concerti, di eccessi, di merchandising… il tutto al servizio di una orda di fans fedelissimi dispersi in ogni angolo di questo piccolo e malandato pianeta. (altro…)
(Black Widow Records) Un album astrusamente fuori da ogni contesto perché il contesto è lui stesso! “T.R.E.S.” è un titolo che già è rintracciabile nel precedente album della band genovese nonché derivato addirittura dal romanzo “Il Pendolo Di Foucault” di Umberto Eco, oltre a essere un riferimento al numero (altro…)

(BMG) Esce il 17 febbraio questa mastodontica riedizione rimasterizzata dei primi cinque album dei Mötley Crüe, i quali tra l’altro stanno per partire in un tour mondiale con tappa anche in Italia! 17 Febbraio? (altro…)

(AFM Records) Elana Justin e amici! Nuovo progetto che arriva debutto, con nomi di spicco che girano attorno all’affascinante Elana Justin, una vocalist bella, potente e scatenata. I brani derivano tutti dalla sua precedente e sconosciuta band, un gruppo dell’underground di New York, qui amplificati, appesantiti ed arricchiti grazie all’aiuto di innumerevoli collaboratori. (altro…)
(autoproduzione) Il secondo lavoro dei Mordkaul è un manifesto dedicato al melodic death metal, quello privo di stucchi però e primordiale. Infatti i belgi suonano con una certa energia, irrobustiscono i pezzi con un buon tenore ritmico dato non solo dai pattern della batteria, quanto da riff che spesso ritmano in maniera (altro…)

(Reaper Entertainment) Basta il primo minuto della opener ”Never Forget, Never Again (6 Million Dead)” per capire che i Memoriam, nel 2023, continuano a far tuonare fiero e potente il death metal d’annata, quello old-school, quello potente. Quello vero. (altro…)

(Nadir Music) Terzo lavoro in studio per gli italiani Madhouse, nome scelto dalla cantante Federica Tringali per evidenziare il parallelismo tra arte e follia… anche se bisogna dire che ci sono davvero molte le formazioni con questo stesso moniker, con un abbastanza alto di rischio di venir confusi. (altro…)

(Armageddon Label) Dopo un paio di EP (qui due righe sul primo) è finalmente tempo di debutto per questa macilenta entità americana la quale rifiuta, in tutti i modi, ogni ipotesi di modernità sonora. Secondo gli standard odierni, i Malleus suonano del black metal, è così che oggigiorno si classifica una band del genere, ma la verità è che per questo quartetto il black non è ancora nato, non esiste ancora, per lo meno non in maniera ben definita, non come genere indipendente… visto che loro appartengono ancora a quelle sonorità della prima seminale ondata, quando il black metal altro non era che una espressione più violenta di generi già eccessivi, come death, thrash e speed metal. (altro…)

(Autoprodotto) Questo duo non poteva che essere svedese. Il suono tipico di gruppi seminali come gli In Flames e, soprattutto, Dark Tranquillity vibra potente in ogni nota dell’EP. (altro…)

(Avantgarde Music) Ormai li definiscono una rivelazione del 2022 per quanto riguarda l’ambito symphonic black metal. I Moonlight Sorcery sono un trio finlandese formatosi nel 2018, ma attivo a livello discografico solo dall’anno appena conclusosi, durante il quale hanno pubblicato un singolo ed un paio di EP, questo compreso. Ma ecco che entra in gioco l’attenta italiana Avantgarde Music assicurandoseli con un contratto, dando forma quindi all’EP di debutto “Piercing Through the Frozen Eternity” (recensione qui) uscito la scorsa primavera e a quest’altro extended play già in circolazione sui canali digitali da dicembre, di fatto la continuazione del precedente. (altro…)

(Agoge Records) È quasi surreale il prog heavy rock dei Moonframe, band sostanzialmente italiana che vanta la voce intensa dell’australiano Luke Corso. Dal 2014 ad oggi hanno pubblicato solo un EP, proseguendo il lungo cammino verso questo debutto, questo album che fin dalla copertina destabilizza, trascinando in ambiti eterei, ipnotici, decisamente sognanti. (altro…)

(Ad Noctem Records) Inutile girarci attorno, la cartella stampa parla chiaro: “666: The Disciple” è il manifesto della dannazione di Murihell, un viaggio attraverso una condizione mentale senza ritorno, la sua accettazione e la sua definitiva assimilazione. Murihell, appunto, Muriel Saracino creatore della Ad Noctem Records, con il suo personalissimo progetto musicale, la sua valvola di sfogo al fianco di tutte le altre ottime band del suo prolifico roster. (altro…)