PAIN OF SALVATION – “Panther”
(InsideOut Music) Il prog non si ferma… o sì? Fin da quando è nato, questo sottogenere si è sempre distinto per la forte componente tecnica e per la voglia di innovare, salvo poi stagnare sui medesimi suoni in gran parte dei gruppi. Alcuni però si sono sottratti da questa regola e di sicuro i Pain Of Salvation fanno (altro…)

(The Sign Records) Il nuovo album degli svedesi The Hawkins sa guardare in maniera pop sia al punk che al rock and roll, nonché all’hard rock. L’aspetto singolare è che a un tono fresco e vivace, soprattutto per il lato punk e r’n’r, risponde a tratti qualcosa dei Queen più spinti. Una gamma stilistica né troppo ampia né striminzita, ma
(Pride & Joy Music) Finalmente un album power metal che ha tutte le caratteristiche ‘giuste’: brio, grandi orchestrazioni, melodie vincenti, e perché no anche un bel concept (non scontato: su una Atlantite ‘rediviva’ e la sua affermazione durante la Rivoluzione Industriale dell’Ottocento)… i tedeschi Terra Atlantica mi hanno entusiasmato
(Century Media) Verrebbe arduo pensare che gli Oceans Of Slumber possano sbagliare un album. I precedenti tre, “Aetherial”, 
(Dying Victims Productions) Questo split non fa che mettere assieme l’EP di debutto degli austriaci Venator e il demo d’esordio dei tedeschi Angel Blade: tre brani per ciascuna formazione, naturalmente all’insegna dell’heavy metal più classico. Cominciano i Venator. “Paradiser” è un heavy/speed che ha anche una forte componente street:
(Massacre Records) Nuova e autentica colata di prog power-heavy metal, ed è la quinta volta attraverso un album per i tedeschi che lo esprimono con maestria. Il precedente album “Closing the Circle” (
(Sliptrick Records) La nostra Sliptrick Records è spesso attenta ai mercati dell’est europeo: stavolta è il turno degli Ucraini Midgard, che si affacciano sul mercato con il loro terzo disco “Tales of Kreia”. “Necromancer” è un discreto ibrido fra l’epicità degli Ensiferum e la furia death/viking degli Amon Amarth, anche se certamente siamo più dalla
(Osmose Productions) Roba tosta questa collaborazione tra Meyhnach (Mutiilation, Hell Militia) e Rats (Morguiliath, Dharnurgh) altro che menate! Pensate al black metal dei Darkthrone negli anni ’90, quello pesante e tetro e pensate anche magari al timbro vocale di Noctruno Culto, che quando urla inizia con voce spessa, forte e poi sconfina in
(Napalm Records) Dwarf metal?! E perché no? I toscani Wind Rose (
(Smoke & Mirrors Productions) Fresca, sana ed energica proposta punk in stile americano, attraverso musicisti dai trascorsi musicali ben diversi. Sono infatti Christian “Speesy” Giesler (ex Kreator), Jeramie Kling (Venom Inc, Massacre, The Absence), Taylor Nordberg (anche lui Massacre, The Absence) e Brian Stephenson
(Osmose Productions) Due album nella seconda parte degli anni ’90, cioè “Hosanna Bizarre” nel 1996 e “Trans Cunt Whip” del 1998. Prima un demo, “Siegeswille” nel 1995, poi “German Black Metal” che è un singolo del 1999. Questa è la discografia dei tedeschi Tsatthoggua, nome preso da una divinità concepita dallo scrittore Howard P. Lovecraft.
(Massacre Records) Jutta Weinhold ha passato i 70 anni (!), ma calca ancora i palchi con la sua band Velvet Viper… in questa strana estate 2020, la Massacre ci ripropone, rimasterizzati, con bonustracks e sotto il monicker appena citato, i primi due album degli Zed Yago, la prima band di Jutta, dissolta già nel 1990 per contrasti interni fra i membri. Non so
(Rockshots Records) Dopo un lungo silenzio discografico tornano con il secondo album gli emiliani From the Depth, fautori di un power metal molto dinamico; rispetto al disco precedente, del 2011, la band ha cambiato praticamente tutti gli elementi tranne il singer ‘Raffo’ Albanese. Tastiere e chitarre moderne, ma un refrain ‘antico’ e tradizionalista
(SPV/Steamhammer) Ammetto che ascoltare il nuovo disco dei Vicious Rumors è stato per me uno shock! Ero rimasto lontano dalla band californiana per molto tempo (temo quasi 20 anni…); ritrovo una formazione che ha certamente il suo valore, ma assolutamente più nulla di ciò che era negli anni ’80 e nella prima parte dei nineties. Questo tredicesimo album in
(Cronus Productions) Il sestetto greco Kosmogonia pubblica il proprio debut “Entrhone the Gods” inserendosi bene nell’ambito folk/death che nei primi 2000
(autoproduzione) Tra le band più sveglie nella scena metal italiana, Agony Face presentano un nuovo spaccato del loro death metal attraverso un EP composto da quattro pezzi. Il loro suonare dallo stile frammentato, si rinnova con la solita visione allucinata e sinistra. Ai blast beat seguono ritmi sincopati, in
(Pure Underground Records) Un buon compromesso 66-33 fra heavy metal e hard rock per il secondo disco dei russi Blazing Rust, che giunge a tre anni di distanza dal debut “Armed to exist”. 
(Elevate Records) Se l’intento dei Celtic Hills era quello di fornire delle canzoni dirette ma forgiate nel metallo, un metallo che fosse capace di spaziare tra andature power-heavy e power thrash metal, il traguardo è stato raggiunto. I friulani presentano un lotto di canzoni che tra celebrazioni Running 
(Fighter Records) Ed eccolo tornare all’attacco, con un sound molto meno epico e molto più veloce: l’inarrestabile Jo Capitalicide, turbinante metal hero canadese, dà un seguito a “Manifest Destiny” e
(DiveBomb Records) Dopo la ristampa di “
(Inside Out Music) Eccellente musicista Tim Bowness che ha lavorato con Robert Fripp, Phil Manzanera e addirittura la nostra Alice. Lo sa benissimo anche Steve Wilson (Porcupine Tree) che con lui ha collaborato tante volte e dunque ha reiterato questa interazione artistica mixando questo suo album. Un tappeto di atmosfere 
(Eisenwald) Il quinto album in quindici anni dei canadesi Panzerfaust celebra il black metal in una maniera moderna, attuale. Registrazione pulita, songwriting elaborato, nulla a che fare con il black istintivo, selvaggio e raw. Come da titolo l’album è il secondo di una tetralogia che vuole descrivere, discutere e suonare, evidentemente, dei mali che hanno afflitto l’umanità nel ‘900. I Panzerfaust
(Autoproduzione) Dopo una discreta serie di singoli e un EP, i texani Scrollkeeper si lanciano nel loro debut: “Auto da fe” (scritto in questo modo) è una colata di us metal compatta e rovente.
(Harvest of Death /SIgnal Rex) Quando un album risulta inascoltabile ad un orecchio tecnico, nel senso che davvero il suono è così malmesso che nemmeno si capisce cosa si stia ascoltando, bisogna basarsi sulle sensazioni. In particolare qui il primo sentimento che si percepisce al di là dell’atmosfera cacofonica, è senz’altro quello di un estremo spaesamento.
(Pure Steel Records) A ben otto anni da “Saved from the Truth” (
(Ipecac Recordings) Musicista e persona eclettica, autore e figura intramontabile, si è sempre dimostrato tale King Buzzo, ovvero Roger Osborne, sia con i Melvins che i Fantômas e in tutte le altre collaborazioni, tante e non le si elenca tutte e neppure gli altrettanti album dove compare. Secondo album solista realizzato con la 
(Season of Mist) Quarto album in sedici anni per questa fusione di massa critica tra Shane Embury e Danny Herrera, entrambi dei Napalm Death, e Kevin Sharp, ex Brutal Truth, e John Cooke, ex Napalm Death, poi nei Corrupt Moral Altar e tante altre band. Si, un supergruppo nel quale ha militati anche Buzz Osborne dei Melvins e Dan Lilker 
(Nuclear Blast Records) Terzo capitolo per gli energici Blues Pills, band che vanta la poderosa voce soul della vocalist Elin Larsson! La band capace di mettere a fuoco il punto di incontro tra blues e rock, aveva già sorpreso con il precedente “Lady in Gold” (