DAEVAR – “Delirious Rites”
(The Lasting Dose Records) Tedeschi fin nel midollo, i Daevar hanno fatto propri i sapienti insegnamenti di gruppi di culto come i Reverende Bizarre, tributati sin nello stile scelto per la copertina dell’EP. (altro…)
(The Lasting Dose Records) Tedeschi fin nel midollo, i Daevar hanno fatto propri i sapienti insegnamenti di gruppi di culto come i Reverende Bizarre, tributati sin nello stile scelto per la copertina dell’EP. (altro…)
(Black Tears) Tre album in carriera per questa creatura ligure che sembra nata nella notte. “Enter The Fog” è il terzo album dei Damnation Gallery, Il debut album “Black Stains”, QUI recensito, è del 2018, poi il secondo album “Broken Time” del 2020 che comprende la canzone “The Unnamed” con al microfono (altro…)

(FusionCore Records) Uscito nella primavera del 2022 sotto il nome dell’artista, ovvero Demetrio Scopelliti degli Arcadia, questo “V” torna ora più grintoso, con un curato remaster e l’aggiunta di ben tre tracce bonus. Chitarra solista, chitarra metal e virtuosa, chitarra prog, una chitarra che si lascia andare senza confini in un album interamente strumentale, uno di quei dischi dove la musica è tutto, offre tutto, dove un vocalist sarebbe quanto mai superfluo quando non fuori posto. (altro…)
(Helter Skelter Productions / Regain Records) I Demonio sono un trio italiano che ha il pallino del culto del doom settantiano, quello vagamente acido nei suoni, con distorsioni di cinquant’anni fa, suoni grezzi e Black Sabbath come riferimento. (altro…)
(autoproduzione) Attraverso l’anticipazione di due singoli, “Jager of Jager” e “Wind Black”, Deep Town Diva hanno preparato al meglio l’uscita di questo EP di esordio intitolato “Royal Flush” e contenente cinque canzoni. La band pone un approccio hard rock in canzoni con rimandi sicuramente (altro…)

(Go Down Records) Mi ricordo bene quando debuttarono questi quasi punk italiano con quel “Don’t Be Scared Here Are The Diplomatis” (recensione qui). Mi ricordo pure che li intervistai pure (qui)… ma la cosa che ricordo meglio è sono una band capace di tutto tranne che essere diplomatica! (altro…)
(Debemur Morti Productions) ‘Angelo della morte’ che in norvegese è appunto Dødsengel, si presentano con l’oscurità in questo quinto album in studio. L’essere una black metal band non è sufficiente ai norvegesi ed ecco che elementi dark e atmosfere di una claustrofobia sopra le righe per quanto è ossessiva (altro…)
(Chaos Records) Sono di Portland dello stato dell’Oregon negli USA i chitarristi Gangrene e Stillbirth e il batterista Hammer Pulse, cioè coloro che hanno messo in piedi questa cosa abominevole dal nome Dehiscence. Suonano qualcosa che è una collisione tra death metal e grindcore. Roba (altro…)
(Scarlet Records) “Ora Pro Nobis” sfoggia un ritornello maestoso che recita parole reverenziali, «Ora pro nobis / Ora pro nobis / Tenebrae / Miserere nobis» e nonostante tutto è un ritornello in grado di risultare dannatamente catchy. Un ritornello simile potrebbe venire in mente solo a (altro…)

(Ad Noctem Records) In circolazione da poco più di un anno, i lodigiani Defying Plague possono già fregiarsi di aver aperto per la data milanese dei maestri Malevolent Creation; (altro…)
(Season of Mist) È doveroso ricordare che i Deströyer 666 sono la band creata da KK dei feroci Bestial Warlust, una band tra le più abominevoli che si siano sentite in giro nella scena metal! KK, chitarrista, con i Deströyer 666 (altro…)
(Massacre Records) Secondo album della thrash metal band di Amburgo che esibisce un guitarworking furioso a grandi linee massiccio e dal timbro sonoro metallico. Un modo di plettrare sulle corde che ricorda qualcosa (altro…)
(autoproduzione / Burning Shed) Nel 2018 arriva in redazione l’album “Sunrise Markets”, QUI recensito, che ha mostrato lo spessore artistico e creativo del chitarrista Gianluca D’Alessio. La sua chitarra, oltre che a lavori solisti, si è prestata alla musica di diverse orchestre nonché di artisti come (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Dopo diversi piacevolissimi ascolti, per i dovuti approfondimenti decido di dare un’occhiata alle note di corredo di questo terzo album dei francesi Deliverance, band che non conoscevo fino ad ora, finalmente propostaci dall’attivissima loro connazionale etichetta che li ha messi sotto contratto. (altro…)
(Season of Mist Underground Activists) Roman Saenko è ritornato in studio, non da solo, per un nuovo e undicesimo album come Drudkh. È bello che il musicista ucraino, di Kharkiv, abbia realizzato un nuovo lavoro. Chi scrive ha sempre ammirato quanto è stata capace di produrre la scena (altro…)

(autoprodotto) Non ci sono parole in questo album. Solo emozioni. Forse i titoli dei brani, in qualche modo, fanno intuire… o forse solamente immaginare come certe sonorità così intense ed oscure possano essere riassunte con la sintesi offerta fa un titolo. (altro…)

(Metal East Records) In un futuro non tanto lontano, il genere umano è affiancato da androidi senzienti prodotti dalla CO.RO.SYS. Ma come in tutte le relazioni sociali, qualcosa più andare storto… tanto che questo album cattura momenti e situazioni contorte, non tanto seguendo una storia come in un concept tradizionale, piuttosto scattando fotografie di questo mondo, quello che ci sarà tra cinquanta anni e nei decenni successivi, pertanto restando sull’idea del precedente “Watch Your 6” (recensione qui), altro album che tratta un unico argomento senza però la sequenza di una storia scandita dai brani. (altro…)
(Peaceville) Erano una band nel 1986 dal passo incerto perché guardavano al death metal, inoltre a quei tempi i Darkthrone non si chiamavano neppure così. Poi le cose sono cambiate nel giro sei anni e poco dopoi Darkthrone sono dunque diventati l’indissolubile ed oltranzista duo: Nocturno Culto, voce, chitarra, basso e (altro…)
(Nuclear Blast Records) Tra i capolavori dei mitici Dimmu Borgir c’è un album al quale basta solo un brano come “Kings of the Carnival Creation” per meritarsi l’olimpo del black sinfonico. (altro…)
(Ipecac Recordings) L’avvento del Covid ha generato dei problemi al buon Mike Patton e pare che ora li stia finalmente risolvendo. Un passo avanti è stato fatto anche grazie agli amici e quando gli amici sono Dave Lombardo (ex batterista degli Slayer e collega di Patton in altri progetti), Michael (altro…)

(InsideOut Music) Con “Lightwork” sono ormai davvero tanti I lavori a nome ‘Devin Townsend’, inteso come solista. Probabilmente, da questo album in avanti, possiamo dire che sono le sue collaborazioni ad essere l’eccezione, mentre la sua carriera solista è diventata definitivamente predominante. (altro…)
(AFM Records) Dopo la coraggiosa quanto riuscita trilogia conclusasi nel 2011, i Dragonland tornano a distanza di undici anni con una. Nuova fatica discografica. Sono cambiate le atmosfere, è cambiata la saga narrata, ma non il suono degli svedesi, sempre incentrato su un prog ultra melodico, più simile per certi versi ai gruppi finnici che non al classico suono svedese. (altro…)

(20 Buck Spin) Quando dici ‘death metal americano’ sai perfettamente a cosa vanno incontro le tue povere orecchie: batteria simil mitraglia della Seconda Mondiale, riff con note che scorrono come fiumi di sangue, basso che da una martellata ritmica senza sosta, una voce roca e cattiva più di un gatto caduto nella vasca da bagno piena d’acqua. (altro…)
(BloodRock Records / Nero Corvino) “Tramohr” al primo ascolto spiazza e fomenta anche qualche perplessità ma Dramanduhr segue un cammino visionario, esoterico, filosofico per questo album che è una fusione tra metal e suoni e stili del Mediterraneo. Il cantato poi non ha niente a che vedere con scream, growl, voce roca o urli (altro…)
(Listenable Records) È questa la band di Shyaithan degli Impiety, il chitarrista di Singapore forma infatti i Devouror nel 2018 con Hades, cantante anche per Battlestorm, il chitarrista Asura dei Deux Ex Machina, Cryptor bassista ed ex Demisor e Dizazter batterista ed anch’esso per Impiety. All’inizio la band presenta alla voce Xul Antichristo di Infernal Execrator (altro…)

(Dissonant Hymns Records) Secondo album per Diabology, band di Los Angeles dedita ad un thrash metal aperto a svariate influenze, ed infatti tra le fonti d’ispirazione citate dal terzetto statunitense troviamo Metallica, Megadeth, The Black Dahlia Murder, Trivium, Machine Head e Mastodon. (altro…)

(The Dead Daisies Pty Ltd. / SPV) Nel treno di David Lowy, sul quale salgono e scendono in continuazione vari passeggeri illustri, sembra che Doug Aldrich abbia ormai un posto d’onore; ma la bella notizia è che pure il leggendario Mr. Glenn Hughes (Deep Purple, Black Sabbath) sembra finalmente sentirsi comodo in quella prima classe dove pare abbia trovato la band giusta per lui, visto che siamo già al secondo disco con la sua figura in pianta stabile a basso e microfono! (altro…)
(3DOT Recordings) Tra i più bravi in Italia i Destrage. Chissà cosa avrà pensato la Metal Blade Records che ha pubblicato i tre precedenti album della band lombarda che ora invece non è più legata a lei. Da “Urban Being”, il primo album pubblicato nel lontano 2009 con la Coroner Records (altro…)

(Cruz Del Sur Music) C’è sempre una radice epica, un fondamento power nell’heavy metal degli inglesi Dark Forest, i quali tornano con un pulsante EP a seguito dell’ultima fatica “Oak, Ash & Thorn” uscita ormai nel 2020 (recensione qui). (altro…)

(Tourbo Music) Folk, blues, malinconia, il mare, la vita, storie, narrazioni. È il quinto album di questo autore irlandese, il quale evolve prezzi acustici iniettandoci un drumming intenso, una chitarra elettrica sensuale, più molti altri strumenti suonati dagli svariati ospiti coinvolti, il batterista e produttore Christian Best compreso. (altro…)

(Apollon Records) Quando il blues si fa più drammatico, più apocalittico, più tetro, c’è poco da fare: non basta essere un blues man, devi essere qualcos’altro per centrare l’obiettivo e raggiungere quegli ambiti inferi. Un esempio palese è il progetto Me and That Man del frontman dei Behemoth… ma con Ole Devil & The Spirit Chasers il livello si innalza, si esce da ogni concetto di visibilità pop, rientrando nel vero concetto del blues, qui reso più infernale tanto che lungo questo sentiero sferzato da venti gelidi si possono scorgere orme di sangue, orme macilente, orme che odorano di black metal norvegese! (altro…)

(AFM Records) Giungono all’ottavo album gli svedesi Dynazty, formazione dedita ad un power metal moderno, ideale punto d’unione tra Stratovarius, Europe di “The Final Countdown” e Amaranthe, non a caso il singer Nils Molin è il cantante anche di questi ultimi. Rispetto al precedente “The Dark Delight”, la band ha reso ulteriormente catchy e ruffiano il proprio sound, perdendo un po’ di aggressività ma rendendo i brani più scorrevoli ed easy listening. (altro…)
(Wormholedeath Records) Nuovo EP per Dali Van Gogh, formazione proveniente da Halifax, Nuova Scozia nata nel 2008 e con quattro full length all’attivo. Il sound della band canadese è piuttosto eclettico ma riconoscibile, le influenze sono molte tuttavia mescolate con una personalità ed un gusto che rende i Dali Van Gogh somiglianti nient’altro che a se stessi. (altro…)