MOTORPSYCHO – “Kingdom of Oblivion”
(Stickman Records) Con la famigerata suite “N.O.X.” di 42′, preziosa pietra angolare quanto ambiziosa e posta alla fine di una trilogia iniziata con “The Crucible”, nel precedente album “The All Is One”, i Motorpsycho si sono tuffati nel prog rock degli anni di gloria, con scenari che possono ricordare (altro…)
MANILLA ROAD – “Spiral Castle” (Reissue)
(High Roller Records) Ridistribuito su vinile assieme a “The Courts of Chaos”, “Spiral Castle” è l’undicesimo disco dei Manilla Road, formazione cult (ma amatissima in Europa) dell’epic metal a stelle e strisce, che ha cessato la propria attività nel 2018, a seguito (altro…)
THE MOUNTAIN KINGS – “The Smell of Stars and Vomit 2”
(Cursed Monk Records) C’è una storia tanto affascinante quanto contorta dietro questo concept del tedesco Eric McQueen, la mente che si materializza nei The Montain Kings, progetto che giunge al quinto poderoso lavoro. (altro…)
ANI LO. PROJEKT – “A Time Called Forever”
(Pride & Joy Music) Incorniciato da una copertina veramente punitiva, il secondo album di questo ‘Projekt’ (esatto, con il termine in tedesco) vede protagonista la cantante tedesca (ma di stanza in Bulgaria) Ani Lozanova, che aveva debuttato sulla scena metal nell’ormai lontanissimo 2011. “A Time Called Forever” contiene (altro…)
MOTORJESUS – “Hellbreaker”

(AFM Records)Non è solo il moniker, ma quando ascolti questa band tedesca attiva dal 2006 (ma con altro nome già fin dalla prima metà degli anni ’90!), ti viene voglia di premere sull’acceleratore di quella macchina americana anni ’70, V8 fragoroso… e, diamine, premi proprio forte, mentre le ruote danno vita ad una densa coltre di fumo, gomma bruciata, benzina trasformata in rumore… pura goduria, puro piacere. (altro…)
THE LIMIT – “Caveman Logic”

(Svart Records) C’è punk, c’è rock’n’roll, c’è una devastata spensieratezza nella musica di questo super gruppo internazionale. Anzi, considerata la provenienza dei membri della band, “Caveman Logic” è un atto di spensieratezza, musica scritta e suonata divertendosi, concepita per divertire. (altro…)
PRIMITAI – “Violence of the Skies”
(ROAR! Rock of Angels Records) Dopo il discreto “The Calling”, gli inglesi Primitai sembrano fare un grande salto di qualità con “Violence of the Skies”: il loro sesto disco è un caleidoscopio di stili, influenze e idee davvero ben riuscito! La opener “Stars Are My Guide” contiene (altro…)
EXTERMINATED – “The Genesis of Genocide”
(Comatose Music) L’etichetta delle pubblicazioni estreme e sanguinanti offre spazio a un progetto filippino gestito da Ace Estandian, chitarrista e programmatore dei pattern ritmici. Con lui il cantante Myke Pardo. Primo album dopo cinque anni di attività, in precedenza un demo e un EP, per Exterminated, una (altro…)
BLOODSHED WALHALLA – “Second Chapter”

(Hellbones Records) Si poteva superare la grandiosità di “Ragnarok” (recensione qui)? Forse sì… e direi che “Second Chapter” ci è riuscito. Bloodshed Walhalla, l’unica vera viking metal band italiana (forse assieme ai Gjallarhorn, che però tacciono dal 2005, se sono ancora vivi…), ci regala un altro capitolo della sua epicissima, stentorea discografia; e anche in “Second Chapter”, come nel disco immediatamente precedente, i brani sono solo 4, ma il minutaggio sfiora l’ora e venti!! (altro…)
HELLOWEEN – “Skyfall” (Singolo)

(Nuclear Blast Records) C’è stata un’epoca d’oro, durante la quale imperversavano grandi bands, bands leggendarie, bands uniche… bands che riempivano i miei ascolti ogni dannato giorno. Tra le tante, gli Helloween scrissero pagine essenziali della musica e della musica che popolava il mio giradischi. (altro…)
SCHYSMA – “Schysma”
(WormHoleDeath Records) Sono tre i piani che concretamente definiscono le strutture di “Schysma”. La maestosa voce di Eliana Sanna, le tastiere di Martina Bellini e l’impianto strettamente metal creato da chitarre e sezione ritmica. Quest’ultimo piano è cementificato (altro…)
VRADEMARGK – “Arrelats”

(Autoproduzione/ Blood Fire Death) Prima di cominciare questa recensione, ritengo opportuno precisare una cosa: considero gli At The Gates una band alquanto sopravvalutata, anche se questa mia considerazione risulterà alquanto impopolare. (altro…)
IMPERIA – “The Last Horizon”
(Massacre Records) A differenza di molti colleghi, ho sempre avuto un ‘debole’ per gli Imperia (lo dimostro ad esempio QUI, recensendo il precedente disco): la band di Helena Iren Michaelsen mi sembra svettare nel panorama gothic, se non per originalità (cosa forse oggi impossibile), quantomeno per capacità di scrivere (altro…)
DOBBELTGJENGER – “Smooth Failing”
(Karisma Records) Rock ricco di pulsazioni elettrizzanti ad questa band che di Bergen, in Norvegia. Groove, tanto groove, ritmica, travolgente e potente… con una incisiva vena funk, la quale emerge nel cantato, nei fraseggi della chitarra e pure con quelle invasioni del sassofono. (altro…)
GOATH – “III: Shaped By The Unlight”
(Ván Records) Il terzo album dei Goath non è affatto malaccio nonostante in “III: Shaped By The Unlight” sono presenti abbondanti soluzioni in stile Morbid Angel, Behemoth e ultimi Maythem. Andando oltre questo ‘prestito di stile’ l’album diventa però una buona espressione del (altro…)
BLAZE BAYLEY – “War Within Me”
(Blaze Bayley Recording) Solitamente la produzione musicale non va di pari passo con il peso morale e la dignità delle persone che stanno dietro alla maschera che portano nell’impersonare il proprio personaggio. In alcuni casi però, le due parti sembrano coincidere, o meglio completarsi a vicenda, un po’ come le due metà di un gheriglio. (altro…)
LUCID DREAM – “The Great Dance Of The Spirit” (#memorabilia)

(Sliptrick Records) È uscito l’anno scorso questo quarto album degli italiani Lucic Dream… tuttavia si tratta di un’opera curata che merita molta attenzione, anche dopo tanto tempo. Il loro genere ruota attorno un metal progressivo, con evoluzioni spesso heavy le quali danno ai brani un mordente che emana energia e coinvolge, piuttosto puntare alla pura ricercatezza tecnica fine a se stessa. (altro…)
PULSE – “ImPulse”
(WormHoleDeath Records) Terminata l’esperienza Nosense Carlos Belmont e Carlos Torres pensano a qualcos’altro che si materializza nei Pulse. Un progetto nato durante la pandemia da CoViD-19 e che viene conseguentemente segnato, o potenziato, da toni malinconici, tristi, a tratti dimessi. Un modo di essere (altro…)
MORIBUND OBLIVION – “Endless”

(Talheim Records Germany) Attivi dal 1999, i turchi Moribund Oblivion hanno seguito un percorso ricco di pubblicazioni, ma a mio parere incostante. Un EP e quattro dischi nel primo decennio di attività, poi un rallentamento (solo due album nel decennio successivo) ed ora, a cinque anni dall’ultimo full length, questo nuovo intenso lavoro. (altro…)
SOLBRUD – “Levende I Brønshøj Vandtårn” (Live)

(Eisenwald)Come dimostrato con i precedenti lavori in studio, ad esempio il penultimo “Jærtegn” (recensione qui), i danesi Solbrud forgiano black metal d’assalto, una tormenta sonora brutale, veloce, tagliente ma anche deliziosamente atmosferica. (altro…)
ESCUMERGAMËNT – “…Ni Degu Fazentz Escumergamënt e Mesorga…”

(Avantgarde Music) Nuovo progetto che tuona dalla Svezia con membri di bands quali Stilla, Setherial ed altri… anche se la line up non viene intenzionalmente rivelata. Questo alone di mistero si estende al moniker e pure al titolo dell’album: nonostante la band sia nordica, la scelta dell’idioma è caduta sull’Occitano, lingua romanza parlata nel sud dell’Europa (Occitania, ovvero la Francia meridionale) che fu oggetto di descrizione anche da parte di Dante Alighieri. (altro…)
FERETRI – “The Priests of Chaos” (EP)

(autoproduzione) Snor Flade è l’inossidabile essere che si cela dietro questo progetto italiano, questa one man band, attiva ormai dal 2014 con un curriculum che annovera una manciata di EP. (altro…)
THE HALLOWEEN PROJECT – “Master Of It All” (#memorabilia)

(THP Music DA) Mi arriva tra le mani solo ora questo intenso album uscito ormai due anni fa. I The Halloween Project, al debutto con questa release, sono una heavy metal band proveniente da qualche sperduto paesetto rurale in Norvegia, un gruppo in qualche modo attiva fin dagli anni ’80 e capace di pubblicare il primo lavoro solo in questi tempi, dopo ben 35 anni di vita! (altro…)
TOMAHAWK – “Tonic Immobility”
(Ipecac Recordings) Otto anni di assenza per i Tomahawk ma ora è il momento del quinto album. Mike Patton è sempre attivo, sempre pronto a saltare da una situazione artistica all’altra e con lui Duane Denison che è chitarrista dei The Jesus Lizard e anche con Unsemble, oltre al fido e uomo per tutti coloro che gravitano attorno a (altro…)
SLABBER – “Apocryphal Diary”
(Punishment18 Records) Nati nel 2000 dalle ceneri dei Rapid Fire gli Slabber incidono il loro secondo album dopo “Colostrum” del 2017. Lo fanno con la volontà di creare un lavoro che possa suonare diretto e sempre direzionato ai loro canoni dell’heavy metal. Alessandro Bottin ha una vocalità con punte vicine a quelle di (altro…)
SATAN’S EMPIRE – “Hail the Empire”
(Dissonance Productions) Ci sono formazioni della prima metà degli anni ’80 che sono note per un solo disco, o magari per un solo demo; i Satan’s Empire, fino a pochi anni fa, lo erano per un unico brano, “Soldiers of War”, incluso in una seminale compilation della Neat Records. Con singer e (altro…)
BYRDI – “Birjing”
(Trollmusic) Rarefatto nordic folk nel terzo album dei norvegesi Byrdi: fa piacere vedere come un genere veramente di nicchia stia prendendo piede nel panorama musicale di questi anni, regalando agli ascoltatori canzoni pregne d’atmosfera antica e sacrale. “Birjing”, che significa (altro…)
SUICIDE FOREST – “Reluctantly”

(Avantgarde Music)La one man band americana con un moniker che si ispira alla famigerata foresta dei suicidi in Giappone (Aokigahara) giunge al secondo lavoro intensificando quella disperata violenza depressiva che ne caratterizza il sound. Un depressive black che non si concentra su ritmi lenti e penetranti, preferendo riff laceranti, veloci, taglienti come lame di rasoio. (altro…)
1782 – “From The Graveyard”

(Heavy Psych Sounds) Il doom degli italiani 1792 è lacerante. Con un moniker che deriva dall’anno dell’ultima esecuzione di una condanna per stregoneria in Europa, la quale vide come vittima la svizzera Anna Göldi, uccisa tramite decapitazione, il secondo album (qui la recensione del primo ) scende ancora più in basso, nel profondo, nei meandri, verso un nulla disperso tra le fiamme eterne. Rilegato nelle tenebre senza fine. (altro…)
FOSSILIZATION – “He Whose Name Was Long Forgotten”
(Everlasting Spew Records) EP di debutto per Fossilization, duo brasiliano formatosi nel 2020 da una costola dei Jupiterian, formazione dedita ad uno sludge/death/doom. La proposta musicale non si discosta molto dalla band madre, alternando riff pesantissimi ed oscuri ad accelerazioni feroci ed improvvise. (altro…)
NINE TREASURES – “Awakening From Dukkha”
(Autoproduzione) Premetto che non sono un esperto, ma documentandomi in rete ho appreso che il ‘Dukkha’ è, nel credo buddista, la condizione di ‘normale’ sofferenza che accomuna tutti gli esseri viventi; per questo loro greatest hits, i Nine Treasures scelgono dunque un titolo e una cover assai evocativi. (altro…)
MY OWN PRIVATE ALASKA – “Let This Rope Cross All The Lands” (EP)

(Awal) Se ne sono stati in silenzio per un decennio. Poi agli inizi del 2020 hanno ricordato al mondo chi sono, riformandosi ed offrendo anche la ripubblicazione del loro iconico album “Amen” (recensione qui). La caratteristica principale di questa band alternativa è la fusione apparentemente improbabile tra metal-core e metal schizoide con il pianoforte, il quale sostituisce completamente chitarre e bassi, tanto che la line up prevede un quartetto con voce, batteria, piano e tastiera (rispettivamente al posto di chitarra e basso). (altro…)

(autoproduzione) L’album è stato pubblicato in dicembre ed è disponibile per l’ascolto
(Petrichor) Dopo la prima decade del 2000 la band olandese ha dato segni di vita arrivando a pubblicare l’album “Deformation of Humanity” (nel 2018,