WHIPSTRIKER / ICE WAR – “Split” (Split)
(Hellprod Records) Per gli amanti dello speed più di nicchia, ecco un crossover fra due formazioni relativamente affini, ma lontane nello spazio. I Whipstriker (Brasile) si fanno portavoce dello speed/thrash più marcio e oscuro, quello che spesso e volentieri sfocia in suoni blackened: (altro…)
(Osmose Productions) Assurdi, sanguinari, irriverenti, teste calde! Gli Impaled Nazarene sono la sommatoria di questi aggettivi e ancora di altri e di tutti i loro sinonimi che potrebbero inquadrare quel senso di folle estremismo che i finlandesi incarnano da decenni. Se nel 1993 l’album di debutto “Tol Cormpt Norz Norz Norz…” rappresentò uno scossone in fatto di black metal
(Fighter Records) Incredibile ma vero… dopo diverse uscite tutte più o meno simili (recensioni
(Rockshots Records) Gli ateniesi Illusory sono fautori di un heavy metal dal taglio piuttosto oscuro: il terzo disco degli Ivories, come i nostri amano essere chiamati, tiene insieme sonorità più classiche ed altre più recenti.
(Pure Steel Records) Bella sorpresa gli svedesi Ironbourne, che con il loro orgoglioso volatile in copertina ci regalano una manciata di brani di heavy metal primordiale, in buona parte a monte dei generi e delle classificazioni.
(autoproduzione) One man band italiana che poggia le linee melodiche del proprio black metal su temi e atmosfere di carattere medioevale, aggiungendovi anche suoni elettronici che tratteggiano il black metal in maniera fredda quanto avantgarde. Freddo perché
(War Anthem Records*) Sono ispirati al death metal svedese dei primi anni ’90 i francesi Iron Flesh e lo dimostrano nuovamente in questo secondo album. L’old school è suonato con sincera convinzione e una certa disinvoltura. Sono bravi gli Irons, hanno infatti il passo spedito
(Massacre Records) A differenza di molti colleghi, ho sempre avuto un ‘debole’ per gli Imperia (lo dimostro ad esempio
(Autoproduzione) Gli Ilium sono (o forse erano) una delle band più strane del panorama power. Ricordo ancora la doppietta dei loro primi due dischi, “Sirens of the Styx” (da quel che leggo, risuonato e ripubblicato nel 2017) e “Permian Dusk”, condizionati entrambi (nel bene e nel male) da un sound power/prog originale, a volte quasi grottesco, e da due booklet sottilmente inquietanti.
(Time To Kill Records) Risulta approssimativo scrivere di questo album usando come parametri di referenza le etichette di genere. Soul Devourer (ovvero Manuel Mazzenga, noto per lavori con Nocturnal Degrade e Scent Of Silence nonché Der Noir) e Antihuman War Machine (cioè il produttore Luciano Lamanna, esponente
(Soulseller Records) Roba tosta, cruda e feroce. Roba che ci arriva dai primi anni ’90 quando Inflabitan, norvegese, lavora alla propria musica che in quegli anni era black metal. Un forma musicale spietata, gelida in qualche demo e singoli, lui che 
(STF Records) Partiamo dal dicembre del 2018, quando Stefano Trulla e Eros Melis, rispettivamente bassista e chitarrista, lasciano la band dopo sette anni. Un considerevole pezzo di storia abbandona Riccardo Paioro e Davide Fiurini e i due trovano subito dei rimpiazzi anche se uno
(Autoproduzione) Con la presentazione onestamente più disonesta che abbia mai letto (‘When Iron Maiden meets Eluveitie’… qui però non c’è neanche l’ombra di un suono NWOBHM), gli svizzeri Infinitas lanciano sul mercato il loro secondo album;
(No Remorse Records) Operazione ‘time machine’ riuscita: gli Incursion, da Miami, Florida, sono stati attivi nella prima metà degli anni ’80, producendo appena un demo; si rifondano nel 2018, ed esordiscono oggi con un
(Horus Music) Lo chiamano ‘fresh metal’, ma a un vecchio defender come è piaciuto per il suo restare ancorato nei suoni e nei generi ‘classici’: il debutto dei torinesi Invisible Horizon è breve (sei brani e tre intermezzi, per 37’ di musica) ma intrigante nel suo miscelare stili e atmosfere.
(Black Widow Records) Giovanni “John Goldfinch” Cardellino, affiancato da suo fratello e chitarrista Andrea, incide il terzo album in studio intitolandolo opportunamente “Racconti Macabri Vol.III”. Perché oltre a essere il terzo album della band, tali 

(Dusktone) Si chiamano Ishvara, sono italiani e questo album è il loro debutto. Il loro suonare è vivace, al di sopra di schemi consueti, tanto che chi scrive all’industrial e black metal di base, ci ritrova anche Arcturus, Cradle Of Filth, Behemoth e cosacce varie.
(AFM Records) Inossidabili (è proprio il caso di dirlo, nomen omen) gli Iron Savior! Con questo sono dodici album di inediti sempre di roccioso power tedesco… se l’ultimo “Kill or get killed” (
(AFM Records) Torna dopo quattro anni Dushan Petrossi con i suoi Iron Mask… e per la seconda volta consecutiva lo fa con un nuovo vocalist. Dopo la grandiosa fase con Mark Boals, dopo “Diabolica” con l’argentino Diego Valdez (
(Volcano Records) Con una formazione profondamente rinnovata, e dopo un silenzio di circa otto anni, i romani Ivory Moon tornano sul mercato con il loro quarto full-length: bentrovati! Il disco inizia con “Human Greed”, un brano di quasi sette minuti di taglio power/gothic, con un 
(Andromeda Relix) Alla già folta discografia di mr Tuscano si aggiunge questo progetto, pensato durante la chiusura forzata per motivi sanitari e registrato in pochissimi giorni a lockdown finito.
(AOR Heaven) L’AOR seducente, lascivo, ricco di keys che emerge ascoltando “Heaven Or Hell” mai farebbe pensare che dietro le quinte si tratta di un progetto solista. Imperium è infatti il lavoro del batterista finlandese Mika Brushane, anche membro degli Strike ovvero un’altra band di metal melodico finlandese ben poco attiva (formatisi a metà anni 80, hanno all’attivo solo un disco del 2013). 
(Comatose Music) Dal punto di vista testuale “Sacrilegivm” è fondato sull’eterna lotta tra dio e il diavolo, tra gli angeli e le bestie demoniache, solo che il tutto è raffigurato nel mondo di Elysium. Poco importa, il tutto diventa sostanza con il death metal di stampo sanguinolento, brutale, impastato di progressioni in stile Cannibal
(Les Acteurs de L’Ombre Productions) I francesi In Cauda Venenum sono una bestia strana, misteriosa, contorta e provocante. Il loro debutto di cinque anni fa (
(Mighty Music) Musicisti di ferro i tedeschi Iron Angel anche dopo anni di vicissitudini che li ha visti protagonisti di diversi scioglimenti e ricostituzioni. Dagli anni ’80 ad oggi pubblicano solo quattro album e tanto materiale accessorio come live e raccolte. “Emerald Eyes” è un album fulminante, fatto di autentico speed metal e per tanto con la capacità di raggiungere 
(Signal Rex) Opera numero due per i nostrani Idolatria. Un disco che punta diretto al sodo, con quattro tracce, più intro e outro; tracce che inizialmente potrebbero fuorviare sulla proposta musicale. Inizialmente
(Australis Records) Una copertina disturbante per l’esordio dei cileni Insight, che si definiscono ‘psycho speed metal’ e sono praticamente una estensione degli Hemisferio
(Fighter Records) Ed eccolo tornare all’attacco, con un sound molto meno epico e molto più veloce: l’inarrestabile Jo Capitalicide, turbinante metal hero canadese, dà un seguito a “Manifest Destiny” e 