Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
SUICIDE FOREST – “Reluctantly”

(Avantgarde Music)La one man band americana con un moniker che si ispira alla famigerata foresta dei suicidi in Giappone (Aokigahara) giunge al secondo lavoro intensificando quella disperata violenza depressiva che ne caratterizza il sound. Un depressive black che non si concentra su ritmi lenti e penetranti, preferendo riff laceranti, veloci, taglienti come lame di rasoio. (altro…)

(Everlasting Spew Records) EP di debutto per Fossilization, duo brasiliano formatosi nel 2020 da una costola dei Jupiterian, formazione dedita ad uno sludge/death/doom. La proposta musicale non si discosta molto dalla band madre, alternando riff pesantissimi ed oscuri ad accelerazioni feroci ed improvvise.
(Autoproduzione) Premetto che non sono un esperto, ma documentandomi in rete ho appreso che il ‘Dukkha’ è, nel credo buddista, la condizione di ‘normale’ sofferenza che accomuna tutti gli esseri viventi; per questo loro greatest hits, i Nine Treasures scelgono dunque un titolo e una cover assai evocativi. 

(ABC Records) Folk, punk, rock and roll e tradizione sono i soliti e sempre rodati ingredienti dei The Rumjacks. Gli australiani con un serbatoio di elementi dalle diverse origini (Italia, America, Irlanda e la stessa Australia ovviamente) e un nuovo cantante, Mike
(Iron Grip Records) Alla domanda ‘come erano i Cirith Ungol prima di diventare i Cirith Ungol’ aveva già risposto, direi esaustivamente, la raccolta “Servants of Chaos”, che aveva svuotato i cassetti rimasti chiusi e presentato tantissime demo e versioni alternative (e anche qualche inedito); ma il collezionista sfegatato sapeva che c’era ancora da ascoltare il cosiddetto “Orange Album”, la prima MC mai diffusa sotto lo storico monicker, edita nel 1978 in pochissime copie e da allora mai disponibile neanche sul web. Dato il rinnovato (e perdurante) interesse nei confronti della band di Ventura, California, che ha pubblicato l’anno scorso “Forever Black” (
(Svart Records) Secondo capitolo per il quintetto italiano che ora approda alla corte di una delle migliori label per queste sonorità (fortunatamente) impossibili da classificare con chiarezza o in modo inequivocabile. Tra il prog e il synth, tra jazz e psichedelico, tra metal -anche estremo- e musica ambient, con un un moniker preso a piene mani dal primissimo film di genere fantascientifico italiano (in bianco e nero, diretto Paolo Heusch, uscito nel 1958, con Paul Hubschmid, Madeleine Fischer e Fiorella Mari), la band regala quaranta minuti nei quali immergersi senza ritegno, abbandonando la realtà ed aprendo all’ignoto la mente la quale verrà trasferita in altre dimensioni, attraversando lo spazio, cavalcando il tempo, ignorando ogni barriera fisica. 
(Godz Ov War Productions) Debutto per i canadesi che sciorinano il death metal con dei riff veloci, turpi, tenebrosi e con qualcosa che rievoca gli Slayer degli esordi ma in una versione estrema. Quell’aria malsana e malata si ode nelle ispirate, veloci e dai toni degnamente death metal dei
(Godz Ov War Productions) Calcano la scena metal polacca da pochi anni i Withfuck e durante i quali hanno realizzato pubblicazioni di piccola portata. “Black Blood Baptism” è il debut album che svela come il black metal dei Witchfuck sia influenzato dal thrash metal e il
(No Remorse Records) Ottimo esordio, brevissimo ma imponente, per i tedeschi “Servants to the Tide”, che praticamente dal nulla (al momento non sono neanche sui Metal Archives!) hanno attirato l’attenzione della No Remorse Records. Solo cinque brani (ma sempre mediamente lunghi) e una intro compongono il debut autotitolato. 

(Scarlet Records) Terzo album e dai grandi scenari per i cinque Odd Dimension. Tra questi c’è il nuovo cantante Jan Manenti, proveniente da The Unity, che strabilia per le sue capacità e come le usa. Autori di un prog metal dai contorni ampi, in esso si ritrovano i Fates Warning, Ayreon ma anche
(Punishment18 Records) Sono nati da una tribute band dei Judas Priest gli Evilizers, oggi al secondo album per continuare un discorso di devozione all’heavy metal. Undici pezzi nei quali sembra venga dichiarato un amore verso il genere, attraverso scelte melodiche e 
(Punishment 18 Records) I Drakkar sono una garanzia del power italiano: il loro sesto full-length, pronto già da tempo ma a lungo tenuto in caldo (indovinate un po’ per quale triste motivo…), è stato anticipato dall’EP “Falling Down”, dello scorso novembre, che non avevo notato e che vedrò subito di recuperare. 
(Century Media Records) Sette anni non sono pochi ma tanto è il tempo passato dall’ultimo lavoro in studio della band statunitense. L’album omonimo del 2014 è stato seguito da singoli, concerti, situazioni personali e di salute, progetti paralleli e dai soliti fatti che circondano una
(Godz Ov War Productions) Primo album per i polacchi Baalberith che spingono il loro death metal veloce, irruento e tenebroso verso accelerazioni vorticose. Un sound robusto dalle partiture agguerrite, come se assorbissero da quelle dei Deicide e ovviamente dei loro connazionali Decapitated. Un 
(Century Media Records) Laurens Houvast, voce e chitarra, Frank te Riet, basso mellotron e cori, e Marco Prij, batteria, dopo piccole pubblicazioni nell’arco di un anno approdano a questo album d’esordio. Un lavoro che è un concreto manifesto di stile del trio che suona il thrash
(Autoproduzione) Dopo anni di onorata militanza nei Dragonhammer, il chitarrista romano Max Aguzzi si è messo in proprio e lancia con questo EP la propria carriera solista.
(autoproduzione) Dall’area parigina arriva un album dal sound particolare. I 
(Purity Through Fire) La fanfara militare che monta nell’intro dell’opener e tracklist dell’album, ci sono cavalli e scontri di una battaglia per un mix che alla fine esplode. Esplode la guerra vera, il black metal! Sguaiato, becero black metal di un tempo. Esplode il ‘mare di fiamme, come da titolo. Il
(Purity Through Fire) La matrice tedesca nel black metal degli austriaci Aussichtslos (il nome vuol dire qualcosa che è senza speranza, quanto ‘futile’) è ben percepibile, nonostante questo sound aggressivo ed epico 

(Dissonance Productions) Nella loro biografia, i Rekuiem si includono con orgoglio fra i prime movers della NWOBHM, e addirittura ritengono di aver dato un impulso importante alla nascita del doom metal… usciti con un 7’’ nel 1980, quattro anni dopo scomparvero dalla scena; 