Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
ONSÉGEN ENSEMBLE – “A Tale”

(Karisma Records) I finlandesi Onségen Ensemble sono già passati da queste parti con “Fear”, uscito nel 2020 via Svart Records. Nel 2026 hanno firmato con un’altra label nordica molto compatibile con queste sonorità inusuali, la norvegese Karisma, e “A Tale” è il primo risultato di questa nuova alleanza. (altro…)
CRYING STEEL – “Agent Steel”

(Pride & Joy Music) I bolognesi Crying Steel sono a tutti gli effetti una garanzia, un porto sicuro per chiunque desideri ascoltare del sano heavy metal tradizionale, suonato con l’entusiasmo delle band esordienti e l’esperienza di chi, da quasi quarantacinque anni, può essere considerato tra i prime movers della scena metal italiana. (altro…)
LESOTHO – “A Flashing On Plain Glass”
(autoproduzione) I bostoniani Lesotho creano e poi espandono mondi e altrettanti stati emotivi, nel suonare i loro pezzi rigorosamente strumentali. Il trio costituito dal chitarrista Kyle Loffredo, il bassista Cliff Cazeau, il batterista Dan DeLucia, con “A Flashing On Plain Glass” esprime forma e senso delle idee in fatto di stile: post metal con ampie porzioni d’atmosfera e qualche cenno prog. Pur non apportando (altro…)
LACASTA – “Olibanvm”
(Argonauta Records) Nel segno del black metal e poi via come furie nella notte. I laCasta sono il black metal sfrenato e assuefatto al crust, rivoltando schemi e rendendo ancora più pericoloso e destabilizzante il genere nero. Sei anni dopo il primo album “In Æternvm”, la band pugliese crea un’opera angolare in (altro…)
MORTIIS – “Ghosts of Europa”

(Prophecy Productions) Capolavoro. Håvard Ellefsen è stato bassista e principale autore di testi nei primissimi Emperor. Poi è stato un precursore del dungeon synth, cosa che lo ha ovviamente condotto al synth/dark wave e, successivamente, al rock elettronico industriale. Le varie “ere” di Mortiis le chiamano, i suoi cambiamenti di stile. (altro…)
ELLE – “Il Fuoco dell’Oceano”

(Andromeda Relix) Nuovo progetto concepito da Elena Lippe (Feronia) ed Elena Crolle (Subsonica, Sound Storm, ex MaterDea): rock elettronico con testi in italiano, un tocco di dark wave, molta atmosfera ricca di mestizia, quasi un velo di magia tormentata dai sospiri, reso più moderno dalle sonorità digitali. (altro…)
NUNSLAUGHTER – “Satanic Chaos Legion”

(BLKIIBLK) Spesso e volentieri tendiamo a definire come ‘cult band’ alcune formazioni che, per una serie di motivazioni, hanno pubblicato una quantità esigua di materiale, quasi sempre ignorato dal pubblico al momento dell’uscita, per poi cadere nel dimenticatoio ed essere ripescate con ristampe ogni qualvolta il genere di turno torna in auge. (altro…)
MORTEM – “Mørketid”

(Peaceville) In circolazione da quasi quarant’anni, e tuttavia giunti solo al secondo album, successore di “Ravnsvart” del 2019. Parliamo di novellini poco produttivi? No, diavolo, no! Stiamo parlando dell’entità che precedette la venuta degli Arcturus, concepita da Marius Vold (ora ex-Arcturus) e Steinar Sverd Johnsen (Arcturus, The Kovenant, ex-Ulver, ex-Emperor) nel 1989, anno in cui pubblicarono il demo “Slow Death”, il quale — tanto per chiudere il cerchio — vedeva Euronymous come produttore, Dead come autore della copertina e persino Hellhammer come batterista session. (altro…)
GOETIA – “Mortuary Cult”
(Carbonized Records) Il successore di tre EP pubblicati nell’arco di pochi anni è il full length “Mortuary Cult”, dei Goetia di Washington. La band pubblica il proprio album d’esordio sfoderando un death metal irruento, ruvido in certe sue parti, con un’evidente ascendenza della scuola (altro…)
INHERITS THE VOID – “The Silent Abscission”

(Avantgarde Music ) È il quarto disco per il francese Antoine Scholtès, mente dietro questo progetto legato a un black ricco di melodia e atmosfera. (altro…)
RUYNED – “Profanum Sacrificium”
(Osmose Productions) I Ruyned si stanno proprio dando da fare, visto che “Profanum Sacrificium” è il secondo album pubblicato in due anni. La formazione rumena si cimenta in un black metal influenzato dal thrash e dall’heavy metal, con pezzi spesso sparati fuori d’istinto e caratterizzati da un piglio ruvido. Eppure i musicisti rumeni si rivelano, nel corso dell’album, anche abili nel comporre (altro…)
ANA – “Motivated By Death”
(Eclipse Records) “Motivated By Death” è il debut album degli australiani Ana, con Anna Khristenko alla voce. La band rappresenta un esempio di symphonic metal strettamente contemporaneo: chitarre e batteria formano quasi esclusivamente l’ossatura dei (altro…)
KERRY KING – “From Hell I Rise” (Extended Deluxe Edition)
(Reigning Phoenix Music) Il primo e a oggi il solo album solista di Kerry King degli Slayer, è stato recensito QUI all’epoca dell’uscita, cioè un paio di anni fa. Qualcuno ha deciso di rimettere sul mercato l’album con l’aggiunta di demo, creando così il pretesto per questa Extended Deluxe Edition. La (altro…)
FERALIA – “Ultima Requies”

(ATMF) Black metal di altissimo livello. Supremo, tuonante, lacerante, carnale, suonato e mixato dannatamente bene! Gli italiani Feralia sembrano essersi trasferiti in Svezia. Un disco che va oltre il black, che non si lega a specifiche varianti del black, un disco che sfugge, che inganna: dal blast beat più nordico che mai ai passaggi atmosferici di matrice doom (con spunti che raggiungono il livello liturgico degli Abysmal Grief), passando per atmosfere intime, suggestive, sognanti… quasi l’anticamera della fine, che non è mai una vera fine, in quanto l’album punta al confronto con la morte non come ultimo capitolo, ma come soglia verso una conoscenza proibita. (altro…)
SAIDAN – “Fangdriller: Scars Beneath Memory’s Wrist”

(Avantgarde Music) Sono in circolazione dal 2020, sono un duo proveniente dagli USA, più precisamente da Nashville, e continuano a portare avanti le loro storie attraverso un concept diffuso, espresso con un black/death metal moderno, brillante e ricco di tastiere, a cavallo tra il death metal finlandese (stile Children of Bodom) e un black metal di matrice riconducibile ai Cradle of Filth, orientato verso un impatto horror atmosferico e scenografico. (altro…)
EINHERJER – “Lifeblood”

(By Norse Music) L’etichetta -rigorosamente nordica- presenta questa mitica band -ovviamente norvegese- in modo impeccabile: «Gli Einherjer sono nati nel 1993, sulle coste occidentali della Norvegia, dove il Mare del Nord incontra la terraferma e dove un tempo i re vichinghi dominavano lo stretto che ha dato il nome alla Norvegia. (altro…)
PLAINDRIFTER – “Gestalt”
(Ripple Music) Dalla Germania, zona Ruhr, arriva il trio Plaindrifter con un nuovo album dalle tinte intense e spesso maestose. Un trio dedito a un prog traslato nei reami dello stoner, con lunghe composizioni che presentano altalene emotive. Per questa nuova (altro…)
NON SERVIAM – “La Lune Dont Mon Âme Est Pleine”
(Lay Bare Recordings) Un atto sperimentale il collettivo Non Serviam, con a carico una nutrita discografia. Un gruppo avant-garde che mette insieme elementi musicali industrial, noise, doom, grindcore, crust, black metal e darkwave. L’album è ispirato al mito di Diana e (altro…)
AA.VV. – “Best of Nine Inch Nails Redux” (Tribute) (#memorabilia)
(Magnetic Eye Records) Le iniziative della Magnetic Eye in fatto di tribute, che l’etichetta definisce ‘redux’, hanno visto anche la doppia celebrazione dei Nine Inch Nails tra quelle riuscite. Doppia perché l’etichetta ha messo in commercio sia un redux con musicisti e (altro…)
LIMINAL SKY – “All Tomorrow’s Darkness”

(Karisma Records) Malinconia, un’infinita malinconia espressa con una sorprendente dolcezza, interpretata con un rock/post-rock aperto verso ogni direzione, come dimostrano momenti unici esaltati da strumenti come il sassofono. Liminal Sky è una nuova realtà creata da musicisti con una vasta esperienza sulla scena: (altro…)
TOMBAL – “Grave Of The Damned” (EP)

(Blood Harvest Records) EP di esordio per Tombal, band proveniente da Bessude, in provincia di Sassari, ma che suona come se fosse uscita dai Sunlight Studios di Stoccolma. (altro…)
JUNON – “The Golden Citadel Of The Astral Sphere”
(I, Voidhanger Records) Junon è una sacerdotessa che sorveglia e celebra un varco verso luoghi misteriosi e poco raccomandabili. La musicista tedesca mette in scena il suo album di debutto creando un black metal esoterico, rituale e con tratti anche psichedelici e (altro…)
SOULBURN – “Quantifying Cosmic Doom”
(Testimony Records) Ogni uscita dei Soulburn è un toccasana! La band olandese, che ha incrociato il proprio destino con quello dei conterranei Asphyx, nasce sotto la spinta di due elementi dei summenzionati: il chitarrista Eric Daniels e il grande Bob Bagchus, batterista (altro…)
AVARICE – “Perpetual Ruin”

(Mighty Music) Gran bella mazzata questo “Perpetual Ruin”, secondo album dei danesi Avarice; il loro sound ci riporta a quel death thrash moderno proposto dai Sepultura post “Arise”, dagli Slayer più hardcore e dai primi Machine Head, con qualche spruzzata di death della natia Scandinavia. (altro…)
ELEKTRADRIVE – “Live!” (Live)

(Andromeda Relix) Mi capita spesso di realizzare che suonare metal negli anni ’80 in Italia deve essere stata una cosa piuttosto limitante, nel senso che, se molte di queste formazioni, a parità di qualità, fossero state inglesi, statunitensi o, al limite, tedesche, avrebbero trovato spianata la strada verso il successo; non riuscirei altrimenti a spiegarmi come un gruppo dal talento cristallino e dalla classe innata come i torinesi Elektradrive abbia raccolto solo in parte quanto di buono seminato. (altro…)
KLIMT 1918 – “Àmor”
(Prophecy Productions) L’eterea, inconsistente e vaporosa anima dei Klimt 1918 brilla ancora in questo album atteso dai più da almeno dieci anni. Il perimetro musicale della band dei fratelli Marco Soellner e Paolo Soellner appare vasto e comunque contorna facilmente (altro…)
STORMKEEP – “The Nocturnes Of Iswylm”
(Vesperian / Metal Blade Records) Elementi provenienti principalmente da Wayfarer e Blood Incantation si riuniscono a Denver nel 2017 e avviano questo progetto che, a oggi, vede la pubblicazione del secondo album. Gli Stormkeep sono inclini a un black metal con forti elementi sinfonici e (altro…)
NUMEN – “Erre”

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Quinto album per questa band spagnola, per la precisione proveniente dai Paesi Baschi. Ispirata alle antiche credenze della loro terra, la band penetra l’etere con un black metal efferato, violento e penetrante, ma al contempo melodico e suggestivo, sempre caratterizzato da linee di basso calde e pulsanti. (altro…)
MALIST – “Eternal Echo of the Fall”
(Northern Silence Records and Avantgarde Music) Ovfrost sforna il sesto album di questo progetto russo denominato Malist che, a oggi, si delinea come una vera e propria band, da quanto si apprende dalle note stampa. Ovfrost indica la direzione da seguire, al momento ancora quella dell’atmospheric black metal di taglio melodic, con momenti anche dirompenti e un concept lirico legato a (altro…)
MORK – “Monolitt”

(Peaceville) Oltre vent’anni di attività per questo dissacrante progetto creato da Thomas Eriksen. E se sfogliamo le nostre pagine, le pagine di Metalhead.it, notiamo una prepotente costanza: “Eremittens Dal” del 2017: 9/10; “Det Svarte Juv” del 2019: 9/10; “Katedralen” del 2021: 9/10; “Dypet” del 2023: 9,5/10; “Syv” del 2024: 9/10. C’è altro da aggiungere? (altro…)
SHADOWBORNE – “Heaven’s Falling”

(Scarlet Records) Svedesi. Power metal. Female fronted. Diavolo, c’è davvero tutto quello che serve, è quasi eccelsa perfezione! Gli Shadowborne sono al debutto e non inventano quasi nulla — per fortuna — scatenando l’ugola della bionda Eira Shadowborne, la quale non teme alcun confronto con qualsivoglia prima donna della scena metal moderna. (altro…)
CHRISTIAN HANSEN – “Tales of Light & Other Stories” (EP)
(autoprodotto) In un quarto d’ora di musica, Christian Hansen invita a prendersi una pausa e a riflettere. Rock super soft, rilassato, easy. Un indie folk con radici più profonde: (altro…)
SCYTHE OF MEPHISTO – “Till Life Do Us Part” (EP)
(Masked Dead Records / Sulphur Music) Un fresco esordio quello dei lombardi Scythe Of Mephisto, che si presentano con un black metal di taglio melodico e variazioni thrash, heavy e melodic death metal. “Till Life Do Us Part” propone un buon equilibrio strutturale (altro…)
BLACK REFLEX – “Zero Dawn”

(Andromeda Relix) Secondo album per i vicentini Black Reflex, a distanza di cinque anni dal più che buono debutto omonimo: un lavoro in grado di coniugare la tradizione del metal più classico e spunti moderni, tra prog, thrash e improvvise sterzate oscure e malinconiche, sempre sostenute da un impressionante muro sonoro, oltre il quale si innalza la voce roca, espressiva e potente di Francesca Battistini, ideale via di mezzo tra Doro Pesch e Federica ‘Sister’ De Boni. (altro…)
(Me Saco Un Ojo / Pulverised Records) Un sound impastato di orrido e violento avvolge questo secondo album dei costaricani Astriferous. Dopo “Pulsations From the Black Orb” di tre anni fa e