CROWN LANDS – “Apocalypse”

(InsideOut Music / Sony Music) Dopo i due sperimentali “Ritual”, torna al vero rock il duo canadese, mettendo in mostra ciò che sa fare davvero: rock d’annata, heavy rock tradizionale, come insegnano maestri quali Led Zeppelin e Deep Purple, considerando poi che la voce di Cody Bowles è semplicemente pazzesca. “Apocalypse” è un concept pensato nella forma di un’esperienza narrativa completa, rigorosamente articolata sui due lati di un album, del classico vinile, senza pensare a metodi di ascolto digitali più moderni. (altro…)





(Black Lion Records) Americani — il moniker si pronuncia ‘eye at’ — arrivano al quarto album dopo quattro anni di silenzio, singoli a parte. Il genere si assesta su un intelligente miscuglio di black, death e progressive metal, spingendo sull’imprevedibilità e facendo spesso ricorso a strumenti non proprio convenzionali per il genere, come il piano, il violino o il flauto.
(Les Acteurs de L’Ombre) Hanno appena ripubblicato con l’etichetta il loro debutto “

Serata immensa per questo appuntamento diverso dal solito, non convenzionale. Solo due band sul palco, capaci di scaldare una serata, riempiendo adeguatamente il Revolver Club anche di mercoledì, con molti fan provenienti anche da oltre i confini a nord e a est.






(Unorthodox Emanations) Secondo album per i varesotti Devoid Of Thought, a distanza di cinque anni dal convincente debutto “Outer World Graves”;
(Xtreem Music) I torinesi Ural sono la prova vivente di come sia possibile evolvere in maniera esponenziale il proprio stile rimanendo al contempo legati a doppio filo alle proprie origini; giunta al quarto full length, la formazione piemontese si ripresenta con nove trascinanti pezzi di crossover thrash tipicamente East Coast, con richiami evidenti ad Anthrax e Nuclear Assault, tra accelerazioni, gang chorus e parti mosh, e con qualche rimando anche alla Bay Area, come nel caso di “Rat In A Cage”, stilisticamente affine agli Exodus.
(Battlesk’RS Productions) Ho un debole per il black metal francese, un sottogenere del metal che si differenzia spesso in maniera marcata, insieme a quello greco, rispetto alla versione scandinava e statunitense. 


