MARCH IN ARMS – “Pulse of the Daring”
(RFL Records) Military power metal! Non chiamateli la risposta del South Dakota ai Sabaton, perché i March in Arms hanno in comune con gli svedesi soltanto le tematiche guerresche; per il resto, la band (altro…)
(RFL Records) Military power metal! Non chiamateli la risposta del South Dakota ai Sabaton, perché i March in Arms hanno in comune con gli svedesi soltanto le tematiche guerresche; per il resto, la band (altro…)

(Music Theories Recordings / Mascot Label Group) Hej Maestro! Ära dig, mästare! Il funambolo del metal neo classico, il genio delle scali minori, l’irriverente ma geniale Malmsteen firma il suo ventiduesimo disco, un’assalto sonoro composto da dieci brani per la maggior parte strumentali, dettaglio non trascurabile visto che l’axe man continua a non chiamare uno qualsiasi dei favolosi vocalist che hanno offerto le loro corde vocali nei tanti album della strepitosa carriera del genio svedese. (altro…)

(Century Media Records) Un EP da sparare a tutto volume, lasciandosi andare con dissolutezza, fuori controllo, un salto nel vuoto verso gli abissi delle fiamme dell’inferno. Ma questo atteggiamento, in qualche modo, è comune per ogni pubblicazione dei tanto mitici quanto nefasti Mayhem, giusto? (altro…)

(Dark Descent Records) Ad undici anni dalla formazione, con in carriera solo un EP ed uno split con i canadesi Ellorsith, finalmente debuttano i Mannveira, entità che emerge dall’intensa e deviata scena di Reykjavík, in Islanda. (altro…)

(Blood Fire Death) Il primo album dei Metator non è propriamente tale, più che altro è un abominio indicibile innominabile! Una follia senza fine ha rapito i catalani, spingendoli a riversare una colata di odio prodotta dalla fusione di black e brutal death metal, nonché grindcore. Nei tredici pezzi si assiste a delle scariche (altro…)
(Autoproduzione) Dopo il debut del 2018 (recensione qui), i bulgari Metalwings si riaffacciano sul mercato con il mastodonte “A Whole New Land”, quasi 70 minuti di gothic/symphonic metal di nuovo non stellare ma certamente di buona fattura. (altro…)

(BMG) Religione. Storia. Tradizione. Folklore. Quando si parla dei Motörhead, bisognerebbe in verità stare zitti, inchinarsi, prostrarsi. Dio era ed è ancora Mr. Kilmister. (altro…)

(EX1 Records / Explorer1 Music Group) Chiamiamola eredità. Diciamo pure che è figlio d’arte… e pertanto parte ad una posizione favorevole, ma Wolfgang Van Halen -il figlio del compianto Eddie Van Halen- sa il fatto suo. Questa sua one man band, fondata l’anno scorso un mese dopo la morte del padre, dimostra al mondo che il ragazzo ci sa fare, sa suonare (si è occupato di tutti gli strumenti), sa comporre e sa anche cantare con una voce dannatamente rock, pungente, tagliente. (altro…)
(Pulverised Records) Nuova proposta di devastazione e morte da parte della Pulverised Records che presenta una band ungherese creata da elementi di Gravecrusher e Mörbid Carnage. I Molis Sepulcrum si votano alle tipiche distorsioni del death metal svedese di trent’anni fa, come Grave e Dismember, oltre a qualche spunto statunitense quanto europeo. Sei pezzi con ritmiche (altro…)

(Roulette Media) I Midnite City sono il progetto concepito dall’attuale biondissimo vocalist dei Tigertailz, Rob Wylde, il quale fondò questa band nel 2017 portandola avanti con intensità, con visibilità, calcando innumerevoli palchi e generando una ottima fan base. “Itch You Can’t Scratch” è già il terzo album che viene pubblicato (dopo l’omonimo del 2017 e “There Goes The Neighbourhood” dell’anno successivo) ed il genere è, ovviamente e senza dubbio, hard rock da stadio, hard rock ricco di melodia, farcito di canzoni brillanti, coinvolgenti, catchy, capaci di rievocare il sound degli anni d’oro di bands come Def Leppard, Danger Danger, Poison, Mötley Crüe, Skid Row e, ovviamente, Tigertailz. (altro…)
(Ipecac Recordings) Pubblicato alla fine dello scorso anno “The Raging Wrath of The Easter Bunny Demo” ora i Mr. Bungle di Mike Patton, Dave Lombardo, Scott Ian, Trey Spurance e Trevor Dunn pubblicano un live nei formati audio e video (tra i quali anche in VHS) disponibili insieme. Nel giorno di Halloween dello scorso anno la band ha tenuto un show in streaming, il cui (altro…)
(Avantgarde Music) In questa redazione vige una buona reputazione riguardo a Mesarthim (ne abbiamo scritto QUI, QUI e QUI), un duo australiano che coniuga il black metal ai beat elettronici. Dunque, banalmente, a partiture black metal inseriscono tappeti ritmici artefatti e di stampo beat, cioè electro pop e techno beat. Un personalismo che genera cose (altro…)
(Relics from the Crypt) Seconda ristampa, dopo il debut “Bursting Out (The Beast Became Human)”, per gli heavy/speed metallers MP, ovvero Metal Priests: il loro secondo album è di molto superiore al debut, per quanto si mantenga senza brillare nei tipici canoni dell’epoca (è del 1987) e del genere. (altro…)
(Relics from the Crypt) Il ritorno sul mercato dei primi due dischi dei tedeschi MP, cioè Metal Priests (qui ci occupiamo proprio del debut, del 1986) mi fa porre ancora una volta la fatidica domanda: ma c’è davvero di aprire tutti, ma proprio tutti, i cassetti dell’underground, per mostrarne il contenuto alle nuove generazioni? (altro…)
(Napalm Records) In attesa che il disastro pandemico sia un ricordo, alcune band e musicisti nel mentre si sono dati da fare. I Monster Magnet hanno scelto di pubblicare un album di cover, dopo l’ultimo lavoro in studio intitolato “Mindfucker” e pubblicato nel 2018. “A Better Dystopia” comprende tredici pezzi, contando anche la bonus track (altro…)
(Ripple Music) Dalla Svezia, puro doom, assoluto stoner. Musica fuzzy, dentro un alone etereo ma potente, sferzante, musica ricca di una melodia deliziosamente rozza, coperta di polvere. I Moon Coven, in circolazione da quasi un decennio, danno finalmente seguito al debutto omonimo ormai vecchio di cinque anni, ribadendo di restare fedeli alla linea, al classico, spingendo sulla creatività e gli arrangiamenti piuttosto che andando a cercare nuove strade, spesso incompatibili con questo genere. (altro…)
(Personal Records) Durante la pandemia i Majestic Downfall hanno registrato il loro sesto album. I primi due, cioè “Temple of Guilt” e “The Blood Dance”, rispettivamente pubblicati nel 2009 e nel 2011, che misero in chiaro le tendenze doom metal della band, sono stati pubblicati dalla nostra connazionale (altro…)

(Human Detonator Records) Finalmente connettono quei dannati punti gli olandesi The Monolith (o ‘MonoLOATH’) Deathcult! Quei punti con i quali ci stanno stressando da una vita, ovvero da prima di questa pandemia, quando pubblicarono tutti fieri il singolo della title track. A quasi due anni dal suddetto singolo, avevo ormai dato per scontato che il terzo capitolo della trilogia “V” non sarebbe mai arrivato, lasciando deliziosamente incompleto quel disegno iniziato con “V1” nel 2017 (recensione qui) e continuato con “V2” l’anno successivo (recensione qui). Infatti nel 2019 non è arrivato il terzo capitolo, nessuna traccia nel 2020, da parte del trio (più un batterista, Frank Schilperoort, session stabile che tuttavia si rifiuta o si vergogna di essere menzionato nella line up ufficiale)! (altro…)
(Black Lion Records) E chi lo sa cosa scatta nella testa di un recensore quando va ad ascoltare un nuovo album da valutare. Nel mio caso, ma penso la cosa sia comune, vado a mente libera per associazioni che automaticamente si prendono il loro spazio nella testa. (altro…)

(Blasphemous Records) Emergono dall’underground polacco, sono in giro a un decennio ma, diamine, questa band sembra aver viaggiato nel tempo, dagli anni ’80 ad oggi in un solo salto! Fanno uno shock/horror/glam metal, ma appena si preme play il suono che esce è un frullato di vecchi Mötley Crüe , antichi Death SS, un po’ di Mercyful Fate ed una generosa spruzzata di buon Alice Cooper, passando per i nostrani e più giovani Superhorror. (altro…)

(Amor Fati / Afgrundsvisioner) Dopo vari split e compilation, questo album omonimo -il quarto- è finalmente il successore di “Raukn” il quale uscì nel 2019 per poi esser ripubblicato in formato fisico dalla Amor Fati l’anno successivo (recensione qui). La band danese, avvolta nel mistero, non si smentisce: infatti questo album è in verità uscito circa un anno fa ancora, una volta per il collettivo Afgrundsvisioner, ovvero una specie di ‘Inner Circle’, un’etichetta simbolica concepita per diffondere l’ideale dei membri, senza puntare ad essere una entità devota alla musica in qualche modo commerciale; (altro…)

(RC Inst Fringe) Un tempio dello shred. Un santuario di licks, un rituale di corde torturate, bending senza pietà, assoli iper veloci, fraseggi suggestivi e penetranti, melodie avvincenti che abbracciano stili diversi, dall’occidente all’oriente, dagli anni ’70 ad oggi…. in un tripudio di emozioni, di sensazioni, di viaggi, di sogni e di incubi. (altro…)

(Satanath Records / Immortal Souls Productions) Secondo infernale album per il duo italiano Morticula Rex, con quel death metal farcito di inquietante doom. I due componenti, anche attivi con Malevolent Promulgation, Daemonokrat e Religio Mortis rappresentano un duo da tempi recenti, apparentemente dopo il debutto del 2018, quando al mastermind e tuttofare A. Wehrmacht si è affiancato il chitarrista, bassista e vocalist Pavor Nocturnus (dei Malevolent Promulgation), ampliando la visione globale del progetto. (altro…)
(Trollzorn) Al settimo album in venti anni e più di carriera, i Minas Morgul registrano una sequela di pezzi, dieci, che fondono pochi elementi death, molti pagan, atmospheric (altro…)
(Autoproduzione) Davvero coinvolgente questa nuova pubbicazione per Miesha And The Spanks, intitolata semplicemente “Singles EP”. Il lavoro è stato concepito come una una raccolta di canzoni uscite inizialmente per le radio e riunite qui in un unico EP. (altro…)
(Silver Lining Music / Motörhead Music) La voce di Lemmy che apre: ‘Guten Abend! Are you doing allright?’. È così che iniziò il concerto tenutosi a Berlino, al Velodrom, il 5 dicembre 2012, con la fragorosa traccia di apertura “I Know How To Die”, durante il “Kings of The Road Tour”, davanti a 12000 fans in delirio, quasi esattamente tre anni prima della morte del leggendario Lemmy. (altro…)
(Underground Symphony) Armando De Angelis concepisce il secondo album del suo progetto symphonic power metal che all’esordio, l’album “The Dark Tower”, ha presentato tematiche tratte dall’omonimo libro di Stephen King. Il titolo di questo secondo full length (altro…)

(autoproduzione) Lasciamo da parte la musica per un momento. Immaginatevi uno scienziato completamente pazzo, un mix grottesco tra un Dr. Frankenstein, un Albert Einstein strafatto ed una caricatura manga, accompagnato dai suoi inseparabili quanto assurdi collaboratori, ovvero una chitarra parlante (cosa?) ed uno strano vegetale (chi?), imbarcati una specie di nave spaziale… dove per ‘spaziale’ si intende davvero ‘mezzo per viaggi nello spazio’, mentre il termine ‘nave’ è da concepire nel senso stretto del termine, ovvero imbarcazione… di legno… un nave pirata, un crossover malato tra quelle dei pirati dei Caraibi e quella di Capitan Harlock. (altro…)
(Unspeakable Axe Records) La band nasce ad Atlanta negli USA nel 1991 avendo due macro periodi di attività attestati da alcuni demo ed EP. Ex componenti di Regurgitate, Amoebic Dysentery ed altre realtà dell’underground estremo americano, solo ora arrivano a incidere (altro…)
(High Roller Records) Mark “The Shark” Shelton è venuto a mancare ormai tre anni fa, ma la leggenda dei Manilla Road vive ancora nei cuori dei defenders: la High Roller certamente lo sa, e ristampa su vinile due dei dischi forse più discussi e discutibili della band di Wichita, ovvero (altro…)
(Stickman Records) Con la famigerata suite “N.O.X.” di 42′, preziosa pietra angolare quanto ambiziosa e posta alla fine di una trilogia iniziata con “The Crucible”, nel precedente album “The All Is One”, i Motorpsycho si sono tuffati nel prog rock degli anni di gloria, con scenari che possono ricordare (altro…)
(High Roller Records) Ridistribuito su vinile assieme a “The Courts of Chaos”, “Spiral Castle” è l’undicesimo disco dei Manilla Road, formazione cult (ma amatissima in Europa) dell’epic metal a stelle e strisce, che ha cessato la propria attività nel 2018, a seguito (altro…)
(Cursed Monk Records) C’è una storia tanto affascinante quanto contorta dietro questo concept del tedesco Eric McQueen, la mente che si materializza nei The Montain Kings, progetto che giunge al quinto poderoso lavoro. (altro…)

(AFM Records)Non è solo il moniker, ma quando ascolti questa band tedesca attiva dal 2006 (ma con altro nome già fin dalla prima metà degli anni ’90!), ti viene voglia di premere sull’acceleratore di quella macchina americana anni ’70, V8 fragoroso… e, diamine, premi proprio forte, mentre le ruote danno vita ad una densa coltre di fumo, gomma bruciata, benzina trasformata in rumore… pura goduria, puro piacere. (altro…)

(Talheim Records Germany) Attivi dal 1999, i turchi Moribund Oblivion hanno seguito un percorso ricco di pubblicazioni, ma a mio parere incostante. Un EP e quattro dischi nel primo decennio di attività, poi un rallentamento (solo due album nel decennio successivo) ed ora, a cinque anni dall’ultimo full length, questo nuovo intenso lavoro. (altro…)