WALD KRYPTA – “Possessed by Nothingness”

(Eternal Death) È bellissimo quando una pubblicazione lo-fi si confonde con una registrazione palesemente economica o amatoriale, quando i suoni sono così pessimi ed aggiustati con volumi così mal tarati, riuscendo comunque a mostrare una sostanza tale da far confondere l’album con un bootleg di serie B catturato in occasione di un concerto in realtà decisamente memorabile. Il duo americano Wald Krypta è sicuramente prolifico: (altro…)
(autoproduzione) Dopo il loro primo EP (

(High Roller Records) Erano già tornati agli onori della cronaca nel 2013, con “Axe To Grind” (
(Luik Music) Sono un trio i W!zard e lo si sente, lo si avverte. Ritmiche frenetiche e continue, il basso che è pura propulsione e diventa completamento degli spazi sonori, con la chitarra che emana scariche, quanto poi la voce che si dirige su percorsi a prescindere dalla direzione della massa sonora. Romain Arnault canta e suona il basso, ma alla voce partecipa anche il chitarrista 
(Hellprod Records) Per gli amanti dello speed più di nicchia, ecco un crossover fra due formazioni relativamente affini, ma lontane nello spazio. I Whipstriker (Brasile) si fanno portavoce dello speed/thrash più marcio e oscuro, quello che spesso e volentieri sfocia in suoni blackened:
(Autoproduzione) I nord-irlandesi Whiteabbey hanno scelto di essere poco appariscenti per il proprio esordio: copertina e titolo anonimi, e poche informazioni sui contenuti (il disco è comunque un concept diviso in tre parti). Musicalmente siamo su un
(Ghost Record Label) One man band triestina che guarda alla religione come il mezzo che ha distrutto il libero arbitrio delle persone. Sommariamente è questo il tema di un concept che pur se pieno di metafore e figure allegoriche varie, oltre a qualche riferimento forse all’occulto, vuole
(Sun & Moon Records) Sostanziosa ristampa per i thrashers tedeschi Witching Hour. Diciassette canzoni raccolte in un CD formato jewel case e rimasterizzate per l’occasione. Questa ristampa contiene nell’ordine: 
(Reaper Entertaiment) Non possiamo fingere che, letto da un italiano, il titolo del settimo disco dei Wolfchant non strappi un sorriso… ma la band tedesca merita rispetto per la propria torrenziale miscela di generi, che qualcuno per un po’ chiamò ‘battle metal’, e che oggi non saprei come nominare (power/death/epic?)…
(Nuclear Blast Records) Per quanto i miei generi di elezione siano il power e l’heavy metal classico, non mi perdo mai un’uscita di Ricky Warwick (che, per chi non lo sapesse, è il chitarrista dei Black Star Riders, ovvero i Thin Lizzy post-reunion):
(Cruz Del Sur Music) Doom. Dannato ed inquietante doom. Doom in grande stile, sulla scia di grandi nomi. I tedeschi Wheel firmano il loro terzo sigillo con un album che non rivela nulla di nuovo, ovviamente, ma in grado di travolgere con quel doom intenso, pesante come non mai, coronato da un vocalist poderoso ed irresistibile. 
(Godz Ov War Productions) Calcano la scena metal polacca da pochi anni i Withfuck e durante i quali hanno realizzato pubblicazioni di piccola portata. “Black Blood Baptism” è il debut album che svela come il black metal dei Witchfuck sia influenzato dal thrash metal e il
(Symmetric Records) Con il loro secondo album, i greci Warrior Path tengono alta la tradizione del power ellenico: da segnalare in organico la presenza di Bob Katsonis, da poco uscito dai Firewind, e del cantante svedese Daniel Helman, che qualcuno potrebbe ricordare per gli storici Lost Horizon. 

(Hammerheart Records) Due anni dopo l’album d’esordio “Shark Attack” preceduto da una solida serie di demo nel 1989, gli strampalati, estremi, rivoluzionari Wehrmacht incidono il loro secondo album intitolato “Biērmächt”. Con un nome pescato dalle forze tedesche degli anni del nazismo, loro che sono
(Hammerheart Records) I Wehrmacht… quelli che suonavano ‘beercore’! Di Portland nell’Oregon sono stati dei validissimi esponenti del thrash/crossover, pur non avendo mai incassato i successi di altri. Forse troppo ruvidi, forse meno accattivanti di altre realtà, eppure non meno interessanti. Attorno alla band ruotano 
(Ván Records) Sono sacerdoti di psichedelia e metal questi musicisti belgi oggi al secondo album, oltre a un EP e un paio di collaborazioni. Un connubio interessante che può sedurre gli appassionati di entrambe le correnti musicali. All’atto pratico
(Massacre Records) Poco meno di quattro anni sono passati da “
(Fighter Records) Spagnoli (e si sente lontano un miglio), all’esordio dopo un EP del 2018, i War Dogs fanno il loro onesto lavoro con un buon disco di heavy/speed/power alla vecchia maniera. Subito la titletrack, muscolare ma allo stesso tempo melodica, con un tocco di Tierra Santa e un altro di Maiden, senza dimenticare sullo sfondo l’us power. 

(MASD Records) Il secondo disco dei piemontesi Wolfsinger si mantiene bene nell’ambito dell’heavy metal ortodosso, con qualche contaminazione magari, ma sempre dai generi ‘classici’. Incalzante la opener “Buried alive”, che ricorda un po’ i vecchi White Skull, ma evidenzia
(Autoproduzione) La
(Scarlet Records) A cinque anni dall’ottimo “The Harmonic Passage” (
(Columbia Records / Sony Music) Quinto atto per gli indiscussi signori del folk nordico. La band di Einar Selvik ha raggiunto un successo planetario unico, risultando tanto imitata quando straordinariamente unica.
(Debemur Morti Productions) È del dicembre del 2016 questa raccolta che la band pubblicò autonomamente. Ora la Debemur Morti Productions la ripropone in cassetta e CD. “Origins” presenta il post black metal dei White Ward attraverso “Walls MMXV”, rifacimento del brano “Walls”, il primo scritto dalla formazione ucraina. Altri
(Purodium Rekords) Un demo black non è tale se non è rigorosamente in MC. Se poi si considera che questo gruppo (o progetto solista, non si sa…) è parte della scena underground portoghese il gioco è bello che fatto: 